Il Festival della Fotografia Etica di Lodi si prepara a tagliare il traguardo della sua diciassettesima edizione, in programma dal 26 settembre al 25 ottobre 2026.

Al centro della manifestazione si conferma il World Report Award – Documenting Humanity, giunto quest’anno alla sua sedicesima edizione. Il premio rappresenta il vero e proprio cuore pulsante del festival e si consolida come l’unico riconoscimento in Italia specificamente dedicato al fotogiornalismo, capace di puntare i riflettori sulle grandi questioni umane e sociali del nostro tempo attraverso lo sguardo dei più importanti reporter internazionali.

 

 

I vincitori di questa edizione offrono una panoramica di straordinario impatto visivo ed emotivo sulle crisi umanitarie, le ferite storiche e le trasformazioni ambientali che segnano il pianeta. Nella categoria MASTER, l’iconica fotografa Carol Guzy propone con “ICE – Broken Families” una testimonianza delle deportazioni di massa avviate dall’amministrazione Trump, catturando il trauma dei minori e delle famiglie tra giugno e dicembre 2025.

 

Anguished young girls cling to their father Luis, a migrant from Ecuador, as he is detained by ICE after his immigration court hearing at the Jacob Javits Federal Building in New York NY on August 26, 2025. Traumatized children are caught in the crossfire of US President Donald Trump’s controversial mass deportation effort resulting in family separations.
His wife Cocha and their three children, ages 7, 13 and 15 were inconsolable with despair. ‘It was very traumatic for me and my children,’ she said. ‘They took their father away.’ They live in the Bronx and will struggle without the breadwinner of the family. They insist he has no criminal record. ‘I want the government to be a little more human,’ she stated.
After an arduous journey seeking asylum and the American dream, some react with terror and tears, others walk quietly on their final steps to a new destiny.

 

Per la sezione SPOTLIGHT, il progetto a lungo termine di Chinky Shukla intitolato “When Buddha Stopped Smiling” restituisce voce e memoria alle comunità desertiche del Rajasthan, che ancora oggi mostrano una silenziosa resilienza di fronte alle conseguenze umane e ambientali dei test nucleari indiani del 1974 e 1998.

 

Shaheeda, Sabira, and Kammo, landless laborers on a nearby farm, vividly recall the day of the nuclear test in 1998, just 5 kilometers from Chacha village in the desert of Pokhran, a township in the north-western province of Rajasthan in India. Engrossed in their daily chores, they were preparing food at home when the event unfolded—a moment both unseen and unheard of.

 

Il racconto dei conflitti contemporanei prosegue con Abdulmonam Eassa, vincitore della categoria SHORT STORY con “Sudan War, a Nation Trapped”, una cronaca della devastante guerra civile esplosa nel 2023 che ha intrappolato la popolazione in una spirale di inaudita violenza.

 

© Abdulmonam Eassa

 

La sezione STUDENT vede invece l’affermazione di Mashruk Ahmed con “Broken Promises: July of Memory”, un lavoro incentrato sulle conseguenze dell’insurrezione studentesca del luglio 2024 in Bangladesh e sulla lotta per la giustizia dei sopravvissuti e delle famiglie delle vittime.

 

01. Following the fall of Prime Minister Sheikh Hasina on August 5, 2024, demonstrators in Dhaka demolished a statue of her father, Sheikh Mujibur Rahman, the leader of Bangladesh’s 1971 Liberation War, amid widespread anger over the Awami League government. Dhaka, Bangladesh.

 

“Boy with kippah”, con cui Gianluca Panella ha vinto la categoria SINGLE SHOT, racconta l’atmosfera carica d’attesa della liberazione degli ostaggi ancora detenuti a Gaza, in seguito agli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023.

 

 

Infine, le sezioni in collaborazione con The Alexia, partnership siglata quest’anno tra il Festival e la S.I. Newhouse School Of Public Communications di Syracuse,  arricchiscono il palmarès con due sguardi di profonda riflessione territoriale.

Per la sezione SPOTLIGHT, Carlos Folgoso Sueiro firma “Alén do Lago (Beyond The Lake)”, un’epopea contemporanea che intreccia la storia personale del fotografo con il declino della Galizia, sua terra natale, segnata da incendi, siccità, abbandono e collasso ambientale.

Per la categoria STUDENT, Jubair Ahmed Arnob esplora con un linguaggio visivo surreale l’impatto dell’inarrestabile urbanizzazione a Dhaka, in Bangladesh, documentando in “The Place Where I Used to Play…” la perdita di memoria e di senso di appartenenza delle comunità fragili.

 

 

Pilastro fondamentale di questa diciassettesima edizione è lo spazio dedicato alle organizzazioni non governative attraverso l’Open Call Nonprofit World 2026, una sezione speciale che mette in luce il potere della fotografia come strumento di supporto e denuncia per le ONG globali.

Il percorso espositivo si arricchisce così di sei straordinari progetti documentari: si parte da “Out for Blood”, in cui Ginevra Bonina documenta per Pinkishe Foundation la povertà mestruale in India come violazione dei diritti umani e stigma sociale tra le comunità indù, musulmane e adivasi.

La collaborazione con l’UNHCR porta in mostra “Nothing But Courage” di Antoine Tardy, un reportage sul riscatto sociale e l’accesso all’istruzione superiore per i rifugiati in contesti complessi.

 

 

L’inclusione è anche al centro di “Like a Fairy Tale” di Stefania Carraturo per Abracadown ODV, che racconta il dietro le quinte di un musical interpretato da giovani con la sindrome di Down per scardinare i pregiudizi attraverso l’arte.

Dalle sfide sociali si passa agli scenari di guerra con “Classroom Below Ground” di Antti Yrjönen per Finn Church Aid, che testimonia la tenacia della scuola in Ucraina, costretta a trasferirsi nei rifugi antiaerei.

 

 

Il legame tra comunità e tutela del territorio è invece descritto da Andrea Zanenga in “The Second First Flight” per la SPEA, incentrato sulla mobilitazione degli abitanti dell’isola di Corvo nelle Azzorre per salvare i giovani uccelli disorientati dall’inquinamento luminoso.

Infine, lo sguardo si sposta sulle emergenze del Mediterraneo con “ACQUAINTANCE – Search and Rescue in the Mediterranean Sea” di Max Cavallari per SOS Humanity, un reportage immersivo sulle delicate operazioni di salvataggio in mare aperto e sul loro profondo impatto emotivo.

 

 

Tutte le mostre dei vincitori saranno visitabili durante i fine settimana del festival, offrendo al pubblico un’occasione unica di riflessione e approfondimento.

 

  • Festival della Fotografia Etica – Lodi
  • XVII Edizione
  • Dal 26 Settembre al 25 Ottobre 2026
  • Lodi

 

 

 

Redazione
NOC SENSEI è un modo nuovo di vedere, vivere e condividere la passione per la fotografia. Risveglia i sensi, allarga la mente e gli orizzonti. Non segue i numeri, ma ricerca sensazioni e colori. NOC SENSEI è un progetto di New Old Camera srl

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