Un cordiale saluto a tutti i followers di Nocsensei; questo lungo contributo, forzatamente articolato in varie puntate, è dedicato ai più diffusi obiettivi normali prodotti da Nippon Kogaku (e successivamente Nikon Corporation) in attacco a baionetta Nikon F per le relative reflex 35mm della casa, prendendo in considerazione i modelli con apertura 1:1,4, 1:1,8 e 1:2, ovvero quelli più utilizzati e sfruttati dai Nikonisti.
Oggi il normale da 50mm con 46° di campo sulla diagonale viene sistematicamente soppiantato da più pratici zoom con escursione grandangolare / tele, grazie anche alla possibilità di operare senza traumi a sensibilità più elevate di un tempo e sopperire alla minore luminosità, tuttavia il vecchio cinquantino propone ancora indubbi vantaggi: risulta ben più compatto e leggero di uno zoom, tipicamente la sua resa ottica a diaframmi centrali è molto elevata e brillante anche in modelli datati e l’elevata apertura massima permette di accedere a tempi di posa brevissimi per congelare soggetti in rapido movimento, mentre la ridotta profondità di campo disponibile a diaframma spalancato garantisce una messa a fuoco selettiva utile per scopi creativi e per isolare il soggetto da uno sfondo distraente; si tratta quindi di obiettivi ancora interessanti, anche considerando che modelli fuori produzione si possono acquistare a prezzi molto contenuti; passiamo quindi in rassegna i normali Nikon in attacco F con apertura f/1,4 o inveriore prodotti dal 1959 ai giorni nostri.
La raccolta dati sistematica è risultata molto laboriosa perché, considerando i vari modelli con focali da 50mm e 58mm e aperture f/1,4, f/1,8 e f/2 succedutisi nel tempo, si arriva a ben 26 tipologie, e questo considerando solo differente ottiche e meccaniche/estetiche ben percettibili, trascurando elementi minori come grafica delle scritte, diciture e altro.
Partendo dai modelli di maggiore apertura, l’esordio avvenne col Nikkor-S Auto 5,8cm f/1,4, seguito dai vari Nikkor-S Auto 50mm f/1,4 con nuovo schema ottico, Nikkor-SC Auto 50mm f/1,4 con antiriflesso multistrato, Nikkor 50mm f/1,4 “K” gommato vecchio tipo, Nikkor 50mm f/1,4 “K” gommato nuovo tipo con schema ottico ricalcolato, Nikkor 50mm f/1,4 Ai, Nikkor 50mm f/1,4 AiS, AF Nikkor 50mm f/1,4 primo tipo con schema ricalcolato, AF Nikkor 50mm f/1,4 secondo tipo con ghiera gommata, Nikkor 50mm f/1,4 secondo tipo D con informazione della distanza, Nikkor AF-S 50mm f/1,4 G con schema ricalcolato e motore SWM e Nikkor AF-S 58mm f/1,4 G con schema nuovamente rivisto, motore SWM e 2 elementi asferici.
Passando ad aperture inferiori, troviamo il Nikkor-S Auto 5cm f/2 (primo normale della Nikon F), a sua volta seguito dai Nikkor-H Auto 50mm f/2 con schema ricalcolato, Nikkor-HC Auto 50mm f/2 con antiriflesso multistrato, Nikkor 50mm f/2 “K” gommato, Nikkor 50mm f/2 Ai, Nikkor 50mm f/1,8 Ai con schema ricalcolato e Nikkor 50mm f/1,8 AiS “Old”.
Nel frattempo l’azienda aveva impostato la linea di obiettivi Nikon Lenses Series E, concepiti per offrire un prezzo più abbordabile, e l’evoluzione del relativo normale risulterà indissolubilmente interconnessa con lo sviluppo dei Nikkor 50mm f/1,8 delle ultime generazioni; in questa clade abbiamo quindi il Nikon Lens Series E 50mm f/1,8 primo tipo (con schema ottico ricalcolato e differente rispetto a quello presente nei Nikkor 50mm f/1,8 descritti in precedenza); questo nuovo schema venne quindi inserito nel Nikkor 50mm f/1,8 AiS “New” primo tipo, più compatto, la cui struttura più rifinita ispirò poi il Nikon Lens Series E 50mm f/1,8 secondo tipo, che a sua volta fu preso quasi integralmente per creare il Nikkor 50mm f/1,8 AIS “New” secondo tipo, che rimpiazzò definitivamente le versioni iniziali “Old” con montatura tradizionale e forcella di accoppiamento per corpi pre-Ai.
Questo stesso schema ottico introdotto col primo modello Series E passerà poi ai modelli AF NIkkor 50mm f/1,8 “Old”; AF Nikkor 50mm f/1,8 “New” e AF-Nikkor 50mm f/1,8 “New” D, mentre successivamente venne concepito un ulteriore AF-S Nikkor 50mm f/1,8 G con motore e nuovo schema dotato di elemento asferico.
Tutte queste versioni potevano contare su 11 schemi ottici differenti: l’originale 5,8cm f/1,4, il primo modello da 50mm f/1,4 (S Auto, SC Auto, K “Old”), il secondo modello da 50mm f/1,4 (K “New”, Ai, AiS), il terzo modello da 50mm f/1,4 (AF “Old”, AF “New”, AF “New” D), il quarto modello da 50mm f/1,4 (AF-S G) e il 58mm f/1,4 asferico (AF-S G); passando alle tipologie meno luminose, abbiamo lo schema a 7 lenti del 5cm f/2 S-Auto, seguito dal modello 50mm f/2 a 6 lenti in 4 gruppi (H-Auto, HC-Auto, K, Ai), dalla prima versione di 50mm f/1,8 con 6 lenti in 5 gruppi (Ai, AiS “Old”), dalla seconda versione di 50mm f/1,8 a 6 lenti in 5 gruppi (SE primo tipo, SE secondo tipo, AiS “New” I, AiS “New” II, AF “Old”, AF “New”, AF “New” D) e infine dallo schema del 50mm f/1,8 AF-S G, con 7 lenti ed elemento asferico.
Tutti gli schemi si basano sul classico modello “Doppio Gauss”, più o meno evoluto a seconda del periodo di introduzione.
Passiamo ora a descrivere individualmente i vari obiettivi, iniziando con le versioni f/1,4.
Quando la rivoluzionaria Nikon F venne presentata, nella primavera 1959, l’unico normale disponibile era un 5cm f/2, tuttavia i modelli 35mm a telemetro di varie marche, Nikon compresa, avevano offerto da tempo obiettivi standard con apertura f/1,5, f/1,4, f/1,2, f/1,1 e addirittura f/0,95, pertanto ormai un corredo non veniva percepito come professionale senza un 50mm superluminoso; Nippon Kogaku ne era cosciente ma nel suo corpo macchina reflex per il movimento del relativo specchio era necessario posizionare l’ultima lente dello schema ad almeno 37mm dal piano focale, mentre i corpi a telemetro tale elemento ottico poteva arretrare fino a sfiorare l’otturatore, semplificando drasticamente il calcolo dello schema; per tale ragione l’azienda decise di disegnare un normale luminoso incrementando al focale da 50 a 58mm, condizione che permetteva di garantire la necessaria distanza con le limitate competenze tecniche e i materiali dell’epoca.
Il risultato fu il Nikkor-S Auto 5,8cm f/1,4, introdotto nell’Ottobre 1959 e rimasto a listino fino al Gennaio 1962; questo normale utilizzava un nuovo schema a 7 lenti in 5 gruppi con 4 elementi spaziati davanti al diaframma ed esteticamente introduceva la classica style policy degli obiettivi per Nikon F, caratterizzata da ghiera di messa a fuoco metallica con sbalzi a rilievo rifinita in nero ed elementi a contrasto satinati cromo.
Questo primo modello fu prodotto in 31.051 esemplari (compresi fra le matricole 140.051 e 179.051, con una lacuna fra i blocchi 145.000 e 148.000) e le differenze nella serie si limitano a piccoli dettagli come la scritta LENS MADE IN JAPAN che compare e scompare randomicamente, l’attacco filettato per il filtro o il labbro della ghiera del diaframma, inizialmente molto sporgente ed incompatibile con le successive Nikkormat.
Questa inserzione statunitense del 1960 reclamizza il nuovo normale luminoso ponendo l’accento sul diaframma automatico che rimaneva sempre a tutta apertura salvo al momento dell’esposizione, un dettaglio ritenuto vantaggioso rispetto ai modelli con regolazione stop-down del tempo, al punto da definire lo stesso corpo F “automatic reflex”, quando di automatico non c’era praticamente nulla; anche la maggiore luminosità nel mirino viene giustamente evidenziata, dal momento che garantiva una messa a fuoco più facile e precisa (altro elemento critico rispetto ai modelli a telemetro del tempo).
Questa seconda inserzione dedicata al nuovo mirino Photomic con cellula esterna è invece curiosa, perché venne divulgata nell’Aprile 1962, quando il successivo modello da 50mm f/1,4 era già sul mercato da alcuni mesi, tuttavia al corpo col nuovissimo mirino esposimetrico è ancora abbinato il Nikkor-S Auto 5,8cm f/1,4, ormai fuori produzione.
Lo schema ottico dei primi normali per Nikon F, il 5,8cm f/1,4 S Auto e il 5cm f/2 S Auto, venne disegnato da Saburo Murakami; questo esperto progettista era già attivo negli anni ’40 e uno dei suoi primi compiti nell’immediato Dopoguerra fu quello di adattare lo schema del Nikkor-H 5cm f/2 per telemetro (sviluppato direttamente sul progetto del corrispondente Sonnar ricevuto da Carl Zeiss Jena) ai vetri ottici disponibili all’epoca in Giappone, vista che la fornitura originale di alcuni Schott specificamente previsti si era esaurita.
Questo brevetto nipponico è firmato da Saburo Murakami per Nippon Kogaku K.K. e descrive proprio lo schema ottico del Nikkor-S Auto 5,8cm f/1,4, la cui struttura inconfondibile è subito riconoscibile; è curioso notare che questo documento venne depositato solamente il 3 Dicembre 1963, quando ormai il corrispondente modello di serie era fuori produzione da quasi 2 anni.
Il documento include i dati grezzi di progetto per lo schema (con angolo di campo dichiarato da 41° che corrisponde alla focale più lunga del modello), tabelle con parametri grezzi e valori correttivi delle superfici e diagrammi per le aberrazioni.
Per la sua confezione vennero utilizzate 5 famiglie di vetri ottici: Light Flint LF, Dense Crown SK, Dense Flint SF, Lanthanum Crown LAK e Lanthanum Flint LAF; nello schema troviamo un Light Flint tipo LF5 in L1, un Dense Crown tipo SK7 in L2, un Lanthanum Crown tipo LAK10 in L3 ed L7, un Dense Flint tipo SF5 in L4 ed L5 e un Lanthanum Flint tipo LAF2 in L6; sono quindi presenti 3 lenti in vetro agli ossidi delle Terre Rare.
Un cenno al citato spazio retrofocale: secondo il brevetto tale misura corrisponde a 0,638 volte la lunghezza focale del sistema; considerando quest’ultima come 58mm, la distanza utile fra vertice della lente posteriore e piano focale risulterebbe esattamente 37,004mm, a testimonianza di come Murakami-San abbia posto il valore necessario di 37mm come costante del sistema e trasformato in variabili la lunghezza focale e la sua relazione con lo spazio retrofocale, aggiustandole reciprocamente per realizzare lo schema più performante e al contempo meno complesso da concepire.
Nelle intenzioni dell’azienda questo modello era stato introdotto per soddisfare l’esigenza del normale luminoso, tuttavia fin da subito venne visto come una soluzione temporanea, mentre si lavorava alacremente per sviluppare un modello da 50mm che riportasse la focale ai valori standard apprezzati dagli utenti.
Infatti Nikon Corporation conserva tuttora questo prototipo di Nikkor-S Auto 5cm f/1,4 con focale aggiornata a 50mm e realizzato già nel 1961 inserendo il nuovo gruppo ottico nella montatura originale del 5,8cm f/1,4, come si evince dalla caratteristica vite di fissaggio posta nella ghiera di messa a fuoco davanti ad infinito; questo esemplare costituisce il precursore diretto del modello di serie e vennero assemblati 2 prototipi, con matricole 314.101 e 314.102 (quello illustrato è quindi il secondo), mentre la produzione in serie ebbe inizio con 314.111.
L’ottica da esso derivata è il Nikkor-S Auto 50mm f/1,4, un modello introdotto a Gennaio 1962 che rimase in auge per una decade incarnando il più classico normale professionale per Nikon F; l’obiettivo utilizza un nuovo schema ottico sul quale aveva lavorato il più talentuoso discepolo di Murakami-San, il Prof. Zenji Wakimoto, e la nuova struttura sfrutta un Doppio Gauss con 2 doppietti cementati accanto al diaframma e 2 elementi spaziati posteriori, una configurazione classica per i normali luminosi anni ’60 che verrà mantenuta anche nei successivi modelli SC Auto e K “Old”, arrivando fino al Gennaio 1976.
La configurazione meccanica del nuovo Nikkor-S Auto 50mm f/1,4 è estremamente simile quella del progenitore da 5,8cm, e la differenza più evidente riguarda l’introduzione della doppia scala per le distanze in metri e piedi, mentre in precedenza si offriva una scala singola a seconda del mercato di destinazione; con questo trattamento antiriflesso originale il Nikkor-S Auto 50mm f/1,4 fu prodotto dal Gennaio 1961 fino a inizio 1973, con vari lotti di matricole comprese fra 314.111 e 1.256.578, per un complessivo di 790.649 esemplari più i 2 prototipi citati; in questi 11 anni possiamo individuare alcuni ritocchi, fra i quali: ghiera del diaframma con zigrinature omogenee o sbalzi alternati, scritta PAT PEND presente e poi assente, primi 80,000 esemplari circa con scala singola per le distanze, diaframma a 6 e poi a 7 lamelle, baionetta monolitica e poi fissata con 5 viti, ghiera di messa a fuoco leggermente ampliata, scritta Nippon Kogaku Japan convertita in Nikon e forcella di accoppiamento esposimetrico con superfici rettilinee e poi arrotondate.
Queste schede fanno parte dei famosi volumi “Amphoto” realizzati negli States su impulso del locale importatore e appartengono ad edizione separate da 4 anni; questo permette di apprezzare la scala singola delle distanze nell’esemplare di destra, appartenente alle prime serie, e la forcella di accoppiamento nell’obiettivo a sinistra, con bordi arrotondati perché si tratta di un modello più recente, con matricola superiore al milione.
Queste pubblicazioni a schede, a suo tempo aggiornabili su abbonamento con i modelli via via presentati, descrivono efficacemente le caratteristiche visive del modello, enfatizzando la prospettiva naturale, la messa a fuoco selettiva e la facilità della sua regolazione nel mirino grazie alla grande apertura; il documento vanta anche l’assenza di spostamento dei piani di fuoco chiudendo il diaframma e un buon controllo del flare grazie all’adozione di antiriflessi multiplo su alcune superfici delle lenti, una rivendicazione in epoca antecedente al tipo SC-Auto che non trova riscontro altrove.
Secondo i dati, l’obiettivo sporge dal corpo macchina per 47,5mm, ha un diametro massimo di 67mm, utilizza filtri da 52×0,75mm e il peso passa dai 300g della vecchia versione ai 325g del modello recente, mentre i paraluce compatibili sono i modelli HR-1 a vite in gomma ripiegabile, HS-1 in metallo a vite e HN-5 in metallo ad innesto rapido (quest’ultimo tipo coperto da relativo brevetto già all’epoca del sistema S a telemetro).
Come, anticipato, l’obiettivo venne progettato dal Prof. Zenji Wakimoro, personaggio famoso in patria perché sviluppò il concetto di Micro-Nikkor e anche ottiche ad altissima risoluzione della serie Ultra-Micro-Nikkor per microlitografia dei processori, lavoro che gli valse un importantissimo riconoscimento.
Questo è il brevetto prioritario nipponico per il gruppo ottico del Nikkor-S Auto 50mm f/1,4; lo schema è facilmente riconoscibile e nei dati grezzi di progetto è indicato uno spazio retrofocale pari a 0,75 volte la focale stessa, un valore superiore rispetto all’obiettivo da 5,8cm che ha consentito di ridurre la focale mantenendo la funzionalità dello specchio reflex.
Anche in questo caso, curiosamente, il brevetto venne depositato il 13 Marzo 1962, quando il corrispondente obiettivo di serie era già sugli scaffali dei negozi.
Normalmente si tende ad attribuire la progettazione di quest’obiettivo non solo a Zenji Wakimoto ma anche al collega Yoshiyiki Shimizu, a sua volta celebre per i numerosi Nikkor che disegnerà in seguito, tuttavia il suo contributo fattivo arriverà in un brevetto successivo, depositato in Giappone nel Novembre 1964 a nome suo e di Wakimoto, che comprende questo esemplare e anche una seconda ipotesi più corretta e con maggior utilizzo di vetri alle Terre Rare, mentre il 50mm f/1,4 S-Auto originale e messo in produzione fu effettivamente calcolato in precedenza dal solo Zenji Wakimoto.
Il gruppo ottico del modello di serie, come detto sfruttato anche nei successivi SC Auto e K “Old” fino al gennaio 1976, sfrutta 3 tipologie di vetri ottici: Barium Dense Flint BASF, Dense Flint SF e Lanthanum Crown LAK; pertanto, partendo dalla parte frontale, troviamo un Barium Dense Flint tipo BASF2 in L1, un Lanthanum Crown tipo LAK13 in L2, un Dense Flint tipo SF2 in L3, un Dense Flint tipo SF15 in L4, un Lanthanum Crown tipo LAK8 in L5, un Lanthanum Crown tipo LAK12 in L6 e un Lanthanum Crown tipo LAK18 in L7; sono quindi presenti 4 lenti in vetro Lanthanum Crown alle Terre Rare.
Sezioni dello schema ufficiali evidenziano una focale effettiva da 51,6mm; pertanto lo spazio retrofocale utile, considerando che corrisponde a 0,75 volte la focale stessa, è pari a circa 38,7mm e quindi leggermente superiore rispetto al 5,8cm f/1,4 del 1959 nonostante l’abbandono di questa focale insolitamente lunga per un normale, dettaglio che evidenzia la maggiore modernità del nuovo progetto.
Il NIkkor-S Auto 50mm f/1,4 calcò a lungo le scene e nel tempo l’azienda ipotizzò anche aggiornamenti estetici che ammodernassero la sua livrea; in questa immagine promozionale del 1970 si osserva come il Nikkor-S Auto 50mm f/1,4 e il Nikkor-H Auto 50mm f/2 conservassero ancora la finitura bicolore con varie parti satinate cromo, mentre altri normali come il NIkkor S-Auto 55mm f/1,2, il Micro-Nikkor-P Auto 55mm 1:3,5 e il GN Auto Nikkor 45mm f/2,8 stavano già condividendo una finitura con parte anteriore completamente nera e di aspetto più moderno; pertanto questo era l’indirizzo previsto anche per il 50mm f/1,4.
Esiste infatti questo prototipo di Nikkor-S Auto 50mm f/1,4 realizzato nel 1972 con matricola di fantasia (9.971.083) che mostra la parte anteriore completamente nera, e anche la ghiera di messa a fuoco risulta aggiornata sostituendo gli elementi godronati a sbalzo in metallo con un settore in gomma a rilievi romboidali già visto nelle ottiche Zoom-Nikkor e Reflex-Nikkor a specchio degli anni ’60.
Nippon Kogaku intuiva quindi che la ghiera di messa a fuoco metallica con sbalzi a rilievo costituiva un elemento di design obsoleto e fin da allora era intenzionata a sostituirla con un settore in gomma, sebbene tale aggiornamento sia stato introdotto diffusamente soltanto con il tipo “K” introdotto intorno al 1974.
L’occasione per aggiornare il barilotto nella serie arrivò comunque all’inizio del 1973, quando l’azienda introdusse nel Nikkor-S Auto 50mm f/1,4 il nuovo rivestimento antiriflesso multistrato NIC; in tale occasione l’obiettivo venne ribattezzato Nikkor-SC Auto 50mm f/1,4 (con C per Coating, in riferimento al nuovo trattamento delle lenti) e per definire anche visivamente tale aggiornamento la parte anteriore del barilotto venne rifinita interamente in nero, mentre lo schema ottico e il resto dei dettagli meccanici ed estetici restavano conformi alle ultime serie di S-Auto.
La versione SC Auto forniva le stesse prestazioni del tipo S Auto ma offriva maggiore sicurezza in situazioni luminose critiche e garantiva sempre un elevato contrasto grazie al multicoating; tale obiettivo fu prodotto dall’inizio 1973 al Giugno 1974, con matricole comprese fra 1.280.001 e 1.613.735 per un totale di 333.735 esemplari; durante questa serie ci fu anche la transizione da viti piane a viti Phillips (sempre 5) per il fissaggio della baionetta.
Questa immagine promozionale del 1973 mostra il Nikkor-SC Auto 50mm f/1,4 su corpo Nikon F e la montatura anteriore nera con antiriflesso multiplo conferiscono all’obiettivo un aspetto decisamente più moderno rispetto alla versione precedente.
Anche in questo caso l’azienda avrebbe voluto completare l’opera di svecchiamento sostituendo gli elementi metallici a sbalzo della ghiera di messa a fuoco con un settore gommato, così come stavano già facendo i principali concorrenti, e a riprova di tale intenzione abbiano questo ulteriore prototipo del 1973 con la dicitura anteriore Nikkor-SC Auto 50mm f/1,4 ma ghiera di messa a fuoco rivestita con un elemento gommato a rombi in rilievo; questo prototipo riporta la matricola 2.797.001 che anticipa di stretta misura quella di esordio della successiva versione K con elemento gommato di serie (da 2.797.021).
La versione K costituiva una nuova style policy introdotta da Nippon Kogaku nel 1974 che prevedeva un design completamente nuovo, abbandonando gli elementi metallici a vista in favore di una livrea completamente nera, ad esclusione di un sottile settore perimetrale satinato che fungeva da presa di forza, e adottando una ghiera di messa a fuoco caratterizzata da un settore gommato con rilievi rettangolari paralleli; queste 2 schede dedicate al Nikkor 50mm f/1,4 descrivono il modello originale e la nuova versione K introdotta nell’Agosto 1974; come si può osservare lo schema ottico rimane immutato ma l’estetica del barilotto risulta completamente rivista, e il nuovo modello appare drasticamente più moderno rispetto al predecessore.
Il nuovo Nikkor 50mm f/1,4 tipo K prevede dimensioni e pesi sostanzialmente invariati ma offre una messa a fuoco minima estesa da 0,6m a 0,45m, migliorando la propria versatilità, mentre l’attacco filtri rimane sempre da 52×0,75mm.
E’ bene precisare che la denominazione “K” assegnata a questa generazione di obiettivi immediatamente precedenti al tipo Ai, ed esteticamente quasi identici ad essi, non è ufficiale; tale associazione è nata dal fatto che non tutti i Nikkor vennero sottoposti a questo face lifting con settori gommati contemporaneamente, quindi nei cataloghi Nippon Kogaku dell’epoca convivevano esemplari già aggiornati ed altri ancora conformi allo standard precedente, e per riconoscerle a colpo d’occhio le versioni già riviste erano indicate dalla lettera K, abbreviazione dall’espressione nipponica “kaihen” che significa “modificato”; proprio per questa ragione gli appassionati chiamano “serie K” tali obiettivi.
Questa prima versione, che chiameremo K “Old” ed è riconoscibile per il barilotto affusolato nella parte frontale, fu prodotta dall’Agosto 1974 al Gennaio 1976, per un complessivo di 206.980 esemplari compresi fra le matricole 2.707.021 e 3.004.000; questo modello costituì il canto del cigno per il glorioso schema ottico con 7 lenti in 5 gruppi disegnato da Wakimoto-San, perché nel frattempo Yoshiyuki Shimizu stava calcolando una nuova configurazione che esordì con l’obiettivo successivo.
L’obiettivo in questione è il Nikkor 50mm f/1,4 K “New”, versione rivista del modello appena descritto; questa configurazione esordì nel Gennaio 1976 proponendo il nuovo schema ottico di Shimuzu-San con 7 lenti in 6 gruppi e doppietto anteriore spaziato ad aria, una struttura che verrà poi conservata nei successivi modelli Ai ed AiS e rimase praticamente in produzione fino al 2020.
Il nuovo barilotto è ormai praticamente conforme a quello dei successivi Ai, arrivati l’anno seguente, e l’unica differenza ben visibile riguarda la ghiera del diaframma, con forcella di vecchio tipo e, ovviamente, priva della camma di accoppiamento Ai sul bordo.
Le versioni K “Old” del 1974 e “New” del 1976 differiscono in modo abbastanza significativo: nel primo modello la parte anteriore del barilotto è conica, la striscia gommata sulla ghiera prevede 3 file di rilievi, la presa di forza è sottile, interamente godronata con piccoli solchi e punto di fede circolare e gli indici colorati per la profondità di campo sono posizionati sul barilotto; nella versione “New” invece la parte anteriore è piatta, la ghiera prevede solo 2 file di rilievi in gomma, la presa di forza satinata è più ampia e prevede un settore piano sul quale sono riportati gli indici colorati della profondità di campo e una linea di fede in luogo dell’indice circolare.
A parte queste ovvie differenze estetiche, il tipo “Old” utilizza ancora lo schema ottico originale che esordì nel 1962, mentre il “New” sfrutta la nuovissima architettura appena disegnata; purtroppo non esiste un brevetto o altri documenti tecnici relativi a questo schema disegnato da Shimizu.
Il particolare indice di riferimento per messa a fuoco e diaframmi presente sul “New”, una sottile linea in luogo del classico punto, verrà ripreso anche nelle primissime serie del tipo Ai arrivato a Marzo 1977 e costituisce un elemento distintivo di questo breve interregno (le serie successive tornarono ad un indice circolare).
E’ possibile che fosse stata scelta una sottile linea di fede anziché un indice circolare (ma questa è solo una mia supposizione personale) ipotizzando magari di inserire indici della profondità di campo anche per aperture maggiori di f/4, e tali riferimenti sarebbero stati così vicini al grosso punto circolare standard da rendere confusa la grafica, mentre la sottile linea concedeva lo spazio necessario.
Queste immagini pubblicitarie del 1976 mostrano 2 esemplari di Nikkor 50mm f/1,4 K “New” e si può apprezzare come la loro estetica sia effettivamente identica a quella dei successivi Ai, con la citata eccezione di forcella e ghiera del diaframma.
Il modello K “New” rimase peraltro a listino per poco tempo, da Gennaio 1976 a inizio 1977, venendo prodotto in circa 133.850 esemplari compresi fra le matricole 3.750.401 e 3.994.250 circa (notate come da una serie all’altra fra prima e ultima matricola esistano spesso blocchi inutilizzati anche da 1 milione di numeri e oltre, per cui la numerazione seriale corrente è largamente superiore alla reale produzione complessiva).
La versione Ai fu dunque introdotta nel Marzo 1977 e nonostante un barilotto praticamente identico rispetto al tipo K “New” del 1976 la nuova versione è immediatamente riconoscibile per la nuova forcella esposimetrica, ruotata di 180* e dotata di 2 aperture supplementari, e per la ghiera del diaframma modificata, con seconda scala delle aperture destinata al pozzetto di lettura dei nuovi mirini e camma sporgente Ai che si interfaccia esternamente ad un pivot sui nuovi corpi macchina dotati di relativo accoppiamento esposimetrico, ovvero Nikon F2A, F2AS, FM ed FE.
Per il resto non esistono variabili tecniche significative, sebbene il peso risulti alleggerito di circa 50g, mentre il paraluce ad innesto rapido dedicato è ora il tipo HS-9.
Continua per altri tre lunedì con la seconda, terza e quarta parte.
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