“Riflessi e Riflessioni” di Paolo Foglio e Roberto Besana vuole essere qualcosa di diverso da un semplice commento alle immagini. Più che una rubrica, è uno spazio dove fermarsi a osservare, un laboratorio dove le fotografie diventano punto di partenza per interrogarci sulla realtà, sul suo riflesso e soprattutto su cosa succede nella nostra testa quando guardiamo. La fotografia viene spesso descritta come un riflesso del reale.
Le fotografie di Roberto Besana, che guarderemo insieme in questa rubrica, stanno esattamente in questa zona di confine. Non urlano, non spiegano, non ti dicono cosa devi vedere. Ti trattengono. Ti invitano a fermarti, a tornare indietro con lo sguardo, a mettere in dubbio quello che sembrava ovvio. Mostrano spesso ambienti costruiti dall’uomo: geometrie urbane, tracce di progettazione, segni di una realtà modellata, a volte perfino addomesticata. Eppure in questi scenari c’è sempre una tensione, una crepa: tra quello che l’uomo pensa di controllare e quello che, inevitabilmente, gli sfugge.
“Riflessi e Riflessioni” si muove dunque su due piani intrecciati. Da un lato, il riflesso fotografico della realtà: ciò che il fotografo cattura, isola, restituisce. Dall’altro, la riflessione mentale che quell’immagine innesca: pensieri sul nostro modo di abitare il mondo, di costruirlo, di raccontarcelo. Ogni fotografia diventa un pretesto per osservare le interazioni tra l’essere umano e la realtà che egli stesso contribuisce a generare. Una realtà fatta di infrastrutture, simboli, superfici, ma anche di abitudini, aspettative e narrazioni più o meno condivise.