Ogni estate, la cittadina francese di Arles, in Provenza, si trasforma in un luogo dove la fotografia è vissuta, discussa e attraversata. Les Rencontres d’Arles, il festival più longevo e ambito per il mondo dei fotografi, è uno degli appuntamenti internazionali più importanti per la fotografia contemporanea, capace di richiamare artisti, curatori, professionisti e appassionati da tutto il mondo.

Accanto al programma ufficiale, il Festival OFF ha costruito negli anni una propria identità, diventando uno spazio fondamentale di ricerca, sperimentazione e incontro. È proprio in questa dimensione più libera e indipendente che nascono occasioni preziose per scoprire nuovi linguaggi e progetti fotografici lontani dalle logiche tradizionali.

 

 

Tra le mostre del Festival OFF 2026, Sounds Good! presentata alla Galerie Betty Arles si inserisce come un progetto capace di mettere in dialogo immagini, percezioni e narrazioni, invitando il pubblico a un’esperienza che va oltre la semplice osservazione.

Le fotografie di questa mostra hanno cercato di trasmettere ai tanti visitatori e visitatrici visioni sospese tra esperienza concreta e immaginazione: mondi capovolti, tracce effimere lasciate dalla natura, città sconosciute, culture lontane che cercano prossimità attraverso il linguaggio universale dell’immagine. Ogni autore ha saputo trasformare il proprio viaggio nell’immagine in un dispositivo narrativo capace di interrogare identità, appartenenza e memoria collettiva.

 

 

L’obiettivo della mostra è stato quello di cercare di attivare interconnessioni fra autori, immagini e pubblico. Conseguenza di ciò, ci auguriamo, sia stata la creazione di un rapporto più ampio e armonico con la fotografia: ciò che vediamo si affianca a ciò che sentiamo, alle emozioni, alla memoria, ai luoghi – visibili e invisibili – che attraversiamo con la nostra immaginazione, ma anche a ciò che incontriamo realmente, seppure per un attimo.

Ciò che vogliamo è che nulla venga dimenticato e che ogni esperienza trasformata attraverso un’immagine diventi parte di un campionario di umanità cangiante e diversificata.

 

 

Il pubblico e il valore dello sguardo

Il vero protagonista di un festival come quello che si svolge ad Arles è in assoluto il pubblico. Un pubblico particolarmente curioso e preparato, abituato alla qualità delle immagini. I visitatori arrivano in città con aspettative elevate e con una consapevolezza rara; quindi non sono semplicemente persone che “passano a vedere una mostra”, al contrario.

Sono spettatori abituati a ragionare davanti a una fotografia e capaci di riconoscere la forza di un’immagine, la coerenza di un progetto e il valore di una ricerca artistica.

 

 

È un pubblico che cerca la qualità dell’esperienza, proprio nel rapporto tra l’immagine e l’autore/autrice di fronte al suo soggetto. Non conta quanti spazi riesca a visitare in una giornata, ma quanto tempo dedichi a comprendere un racconto, quanto sia disposto a lasciarsi mettere in discussione da una fotografia.

Sono visitatori che osservano con attenzione, leggono, fanno domande, discutono. In altre parole, partecipano.

 

 

Questa è una delle caratteristiche più affascinanti di Arles: il pubblico non è un elemento passivo, ma parte integrante del processo creativo.

Gli artisti che hanno esposto nella collettiva Sounds Good!, quindi, hanno incontrato sguardi competenti e curiosi, hanno risposto a domande sui loro progetti e hanno ricevuto feedback eccezionali sul livre d’or – il libro delle firme – messo a disposizione dei visitatori al termine della loro permanenza in mostra.

 

 

In definitiva, ascoltando i commenti di chi ha visitato la mostra, è emerso facilmente che le esposizioni vengono scelte a volte con cura e pianificazione, altre perché ci si perde per le vie di Arles e si incontrano gli autori e le autrici che invitano a entrare.

In ogni caso, tutte vengono attraversate con grande sensibilità e autenticità.

 

 

Di conseguenza, una buona fotografia trova qui un terreno fertile perché incontra persone capaci di darle tempo, spazio e attenzione. Forse è proprio questa la grande ricchezza del Festival OFF: la possibilità di creare un rapporto diretto tra immagini e persone, senza filtri eccessivi, in un contesto dove la passione per la fotografia è ancora il motore principale.

In una società abituata a scorrere immagini velocemente, il pubblico di Arles rappresenta quasi una piccola eccezione: persone che scelgono di fermarsi, guardare davvero e lasciare che un’immagine abbia il tempo di raccontare la sua storia.

 

 

Per questo gli spettatori del festival sono ben lontani dal concetto “di massa”, perché sono visitatori di valore. La loro presenza non si misura in numeri, quantomeno non solo in quelli. È la qualità dell’incontro che genera valore per il lavoro curatoriale e artistico che si trova all’interno della costruzione di un’esposizione fotografica.

 

 

Ed è proprio attraverso questo dialogo tra fotografie e sguardi consapevoli che Arles ogni anno conferma il proprio ruolo: certamente una vetrina internazionale, ma anche un luogo nel quale la fotografia torna a essere anzitutto un’esperienza condivisa, generata da un pensiero e capace di attivare sane relazioni di confronto e crescita.

 

Da sinistra verso destra: Raffaele Salvati, Raffaele Sperandeo, Carlo Traini, Kim Nguyen Thien, Massimiliano Ferrari, Loredana De Pace, Michela Bernasconi e Ivan De Francesco.

 

Sounds Good! è una mostra fotografica collettiva a cura di Loredana De Pace | Studio CAOS  che è stata esposta in occasione del Festival OFF Arles, durante Les Rencontres d’Arles 2026.

La sede della mostra è stata la prestigiosa Galerie Betty Arles, in Rue de la Rotonde 18, ad Arles (Francia), e l’esposizione si è svolta dal 13 al 19 luglio 2026.

Elenco degli artisti: Michela Bernasconi, Cesare Di Liborio, Ivan De Francesco, Raffaele Sperandeo, Carlo Traini, Massimiliano Ferrari, Flavio Tecchio, Juan Borja, Raffaele Salvati.

 

 

 

 

 

Loredana De Pace
Loredana De Pace (1976, Taranto) è giornalista, curatrice e docente. Per vent’anni ha lavorato nell’ambito dell’editoria fotografica. Nel 2022 avvia lo Studio CAOS, curatela ed editing, a Monza. È autrice del saggio TUTTO PER UNA RAGIONE. Dieci riflessioni sulla fotografia (emuse, 2017). Appassionata del mondo fanzine, ha ideato, insieme a Gigi Montali, READ-ZINE, manifestazione di lettura fanzine che si tiene ogni anno in occasione del festival fotografico ColornoPhotoLife. È editor testuale per i festival Cortona On The Move e per Yeast Photo Festival. Docente presso l’Istituto Italiano di Fotografia (Milano), ha diretto il programma espositivo della FCF Gallery (Milano), è stata co-curatrice della mostra The Self-Portrait and its Double di Vivian Maier (Museo Santa Maria della Scala, Siena, 2022) e della mostra Volare di Massimo Sestini (Milano, ottobre, 2023). Nel 2023 è stata direttrice artistica del festival Voghera Fotografia e Culture&Communication Manager per la Fiera Mercato della Fotografia (Officine del Volo, Milano). Nel 2023 curato il Padiglione Italia presso il festival spagnolo Festimatge di Calella (Barcellona) e la collettiva New Renaissance, in occasione del Photofestival di Milano. Come agente segue il percorso autoriale di alcuni autori, in primis Cesare Di Liborio, Flavio Tecchio, Juan Borja e Carlo Traini. Cura mostre fotografiche personali e collettive presso gallerie, fiere, festival, Istituzioni; cura libri fotografici e fanzine, partecipa a giurie di premi nazionali e internazionali, collabora con associazioni e festival nell’organizzazione di conferenze, portfolio review, workshop e visite guidate. Sito loredanadepace.com - IG @ loredana_de_pace

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