A Torino non chiamatela “solo” fotografia.

A Torino vanno in scena nuovi “paesaggi” della fotografia, immagini visuali, sperimentazioni, grandi autori, grandi tematiche; si affrontano argomenti quali il superamento dei confini, il cambiamento dei linguaggi, l’abbattimento delle etichette e dei generi, l’ibridazione, il coraggio di parlare una lingua nuova, non sempre riconoscibile all’inizio, ma sicuramente specchio della situazione attuale che è fluida, veloce, cangiante, dinamica ed esigente.

Bravi tutti, autori, curatori, galleristi e istituzioni.

Torino è una città culturalmente di confine e che possiede due anime, una che conserva un inevitabile retaggio storico, nel rapporto con gli spazi e le architetture, e l’altro molto più underground, forse sorto proprio in contrapposizione rispetto al formale rapporto che gli spazi urbani e il vivere civile nella città hanno consolidato nel tempo.

Un clima straordinariamente scoppiettante adatto quindi ad accogliere nuove idee, pulsioni europee, senza troppo starsi a preoccupare anzi, innescando meccanismi virtuosi di riflessione che forse, in altre città, non avrebbero sortito gli stessi effetti.

Gli eventi di cui parlo sono EXPOSED Torino Foto Festival (varie sedi), The Phair presso le OGR di Torino (Corso Castelfidardo, 22) e Liquida Photofestival presso il Galoppatoio della Cavallerizza (Via Giuseppe Verdi, 9).

Per raccontare a pieno il contesto dinamico e ibridato che si respira a Torino in queste giornate, ho voluto intervistare la fotografa Alien, autrice della mostra transmediale BODYBUILDERS, a cura di SPRINT, fiera dell’editoria che sarà presente in una versione Spin off il 4 e 5 maggio 2024 (Binario 3 | OGR Torino).

Nel video che segue potrete ascoltare cosa racconta Alien della sua esposizione.

Nella fervida Torino, insieme alla potente mostra Icone Queer, dicevamo, c’è anche Liquida photofestival, luogo in cui si indagano e si valorizzano voci fuori dal coro, nuovi talenti, sguardi alternativi.

Da vedere.

Loredana De Pace è giornalista pubblicista, curatrice indipendente e docente. Founder dello Studio CAOS, curatela ed editing (via Puglia, 15 – Monza). È autrice del saggio TUTTO PER UNA RAGIONE. Dieci riflessioni sulla fotografia (emuse, 2017). Dal 2004 scrive per il magazine FOTO Cult Tecnica e Cultura della Fotografia. È editor per i festival di visual narrative Cortona On The Move e per Yeast Photo Festival. È curatrice per il festival di fotografia ColornoPhotoLife. Si occupa della rubrica TAKE CARE of ed è una delle lettrici dell’iniziativa NON CHIAMATELE LETTURE di NOCSensei. È coach su Photocoach.it e collabora con l’associazione culturale NESSUNO[Press]. Ha curato numerosi libri e fanzine, fra cui la monografia MONDI UMANI di Gigi Montali (Corsiero editore), Promenade. Pathos e ironia in costume di Carlo Traini (Crowdbooks) e la fanzine 365 di Jill Vande Wiele. È curatrice di esposizioni fotografiche in Italia e all’estero, partecipa a giurie di premi nazionali e internazionali, collabora con associazioni e festival nell’organizzazione di conferenze e workshop. È docente di progettazione fotografica, photo editing e comunicazione. È docente per Mu.Sa. (Monza) e Orti Fotografici (Milano). Come fotografa ha esposto El pueblo de Salinas e Ecuador: il piccolo gigante (2011, anche volume con introduzione di Luis Sepúlveda), Sono un cielo nuvoloso (2014, Interzone-Roma) e Qualcosa è cambiato (Priverno, 2017) | Sito loredanadepace.com | Facebook bit.ly/2VZe3MU | Instagram @ loredana_de_pace | INTERVISTA VIDEO NOC-HELLO - Loredana De Pace. Uscire dal proprio recinto, alla ricerca di cose belle https://youtu.be/phkaI2Owvx0

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