“Per me la fotografia è un espediente per entrare in contatto con il mondo, per superare la mia naturale riservatezza. È uno strumento di mediazione che può portare a un incontro e rappresenta un modo per entrare in connessione con il luogo, creare una mia visione di esso”.
A parlare è Gaetano Amodeo, fotografo torinese, autore del libro Parco Dora (Phaos Edizioni, a cura di Massimo Siragusa).
Gaetano lavora in un’azienda di servizi informatici, quindi di mestiere fa tutt’altro che il fotografo. Cionondimeno il suo lavoro fotografico è maturato nel tempo grazie a un approfondimento strutturato attraverso corsi e workshop, grazie alla passione e a tanta fotografia scattata.
Non vivere di fotografia offre a Gaetano la libertà di portare avanti solo i temi di cui davvero è appassionato. Uno di questi lo ha strutturato in modo talmente completo da farlo approdare alla pubblicazione del suo libro fotografico, Parco Dora.
Nel libro infatti Gaetano Amodeo parla di un parco post-industriale che a Torino occupa una superficie immensa: ben 456.000 metri quadrati. Prima di questa riconversione, fino agli anni Novanta, Parco Dora ospitava gli stabilimenti produttivi delle grandi aziende torinesi quali Fiat e Michelin. Oggi, in quest’area passato e presente si mescolano, a volte trovando pace vicendevolmente, altre innescando un meccanismo di spaesamento visivo, sottolineato dalle fotografie e dalla struttura del libro di Amodeo. Ad esempio, l’immagine di copertina è pubblicata al vivo e copre sia facciata anteriore che posteriore (in gergo, prima e quarta di copertina): questa modalità immersiva ci porta immediatamente dentro al paesaggio urbano di Parco Dora, in cui ciminiere e grandi costruzioni di metallo arrugginito, si incontrano e confrontano con abitazioni e vegetazione in un continuo rimpallo di spazi pieni e vuoti che creano, appunto, grande spaesamento.
Abbiamo chiesto all’autore la ragione per la quale è nato questo lavoro. Ci ha risposto così: “Conosco Parco Dora da tempo e, dopo aver partecipato a un progetto didattico con Massimo Siragusa nel quale si parlava di paesaggio in senso lato, ho deciso di approfondire l’argomento attraverso l’indagine fotografica di Parco Dora. Dopo il corso ha iniziato a sviluppare più ampiamente il progetto che ha preso poi la direzione di un prodotto editoriale, grazie al supporto di Siragusa. L’idea era restituire quella sensazione di vuoto e disorientamento che provo io quando attraverso a piedi queste zone”.
Per raggiungere tale risultato le immagini sono state impaginate al vivo, riempiendo tutte le pagine in sequenza, fino alla fine del libro, lasciando quindi senza respiro il “visitatore” del Parco. Guardando queste enormi strutture che svettano verso il cielo, vicine ai palazzi che si fanno piccoli, noi stessi rimpiccioliamo, proprio come accade camminando fra le vie di Parco Dora.
Nel libro manca completamente la presenza degli esseri umani, e non a torto: proprio grazie a questa assenza, la rappresentazione del parco perde i connotati temporali e si trasforma definitivamente in paesaggio surreale.
In questa video intervista, Gaetano Amodeo ci racconta ancor più nel dettaglio la genesi e l’evoluzione del suo progetto editoriale Parco Dora – Torino” Buona visione!













