Ci sono storie che chiedono di essere raccontate, però farlo necessita di dedizione, impegno e tanta costanza, oltreché di preparazione professionale in ambito fotografico, ovviamente. I progetti vincitori del Premio Nazionale Musa per fotografe possiedono appieno queste caratteristiche.
Con Giordano Suaria di New Old Camera, abbiamo incontrato le quattro autrici che si sono meritatamente aggiudicate i riconoscimenti messi in palio dal Premio Nazionale Musa per fotografe, edizione 2024. In un pomeriggio di gennaio, Giordano ed io abbiamo ascoltato dalla viva voce delle autrici qual è la loro connessione con la fotografia e perché hanno deciso di intraprendere il percorso che le ha portate a sviluppare i propri progetti, spesso a lungo termine, e sempre pieni di pathos, realizzati con grande perseveranza e comprensione delle dinamiche umane e naturali.
Questa intervista nasce come Premio NOC Sensei / Studio CAOS, proprio con l’obiettivo di dare risonanza ai progetti vincitori e alle loro autrici.
Di seguito trovate i nomi delle vincitrici e i titoli dei loro progetti:
- Vincitrice del Premio Musa settore Ricerca è Emanuela Cherchi con il progetto Tumbarino.
- Vincitrice del Premio Musa settore Ritratto è Elisa Mariotti con Yes, we do.
- Vincitrice del Premio Musa settore Reportage è Alessia Capasso con Odissea dorata.
- Vincitrice Menzione d’onore è Francesca Fontana con il progetto El peso del estoque.
Vi invito ad ascoltare le loro testimonianze, profondamente consapevoli e appassionate, forti di un’esperienza nella fotografia che le ha portate a vincere il Premio Musa.

Alessia Capasso, “Odissea dorata” (2016 – 2023)
Una ricerca visiva sul Montenegro in transizione verso l’Unione Europea
Nell’estate del 2016 ho visitato per la prima volta il Montenegro (ЦРНА ГОРА = Crna Gora in cirillico) in occasione del decimo anniversario della dichiarazione di indipendenza del Paese. Dalle spiagge dell’Adriatico alle montagne del Durmitor, ho scoperto un territorio che rappresenta il volto più discreto ed eroico del sogno di Tito di una Jugoslavia unita.
Da allora sono tornata in Montenegro diverse volte, l’ultima nel 2023, per scoprire un Paese che da anni aspetta di completare il processo di adesione all’Unione Europea. Una data che, nonostante le promesse, si allontana sempre di più, alimentando speranze e frustrazioni.
Ho cercato i luoghi e i volti che incarnano le sfide politiche, sociali ed economiche della popolazione, concentrandomi in particolare (ma non solo) su giovani spesso invisibili nella storia dei Balcani. Ho testimoniato un’identità in evoluzione, in tensione tra i modelli occidentali e l’eredità comunista, tra le aspirazioni contemporanee e le tradizioni della Chiesa ortodossa, tra la quiete dei paesaggi e il turismo di massa.
“Odissea dorata” prova a raccontare la storia di una popolazione alla ricerca di un equilibrio tra l’imperativo della modernizzazione e le sue antiche radici, riflettendo l’immagine di un Paese alla ricerca del suo posto nel grande puzzle europeo.
Biografia
Alessia Capasso (Caserta, 1981) è una giornalista e fotografa italiana. Dopo essersi laureata in diritto internazionale a Roma, ha lavorato per diversi anni per una ONG in Italia, Benin e Marocco. Nel 2008 ha ottenuto una borsa di studio presso l’Istituto Europeo di Design e ha completato i suoi studi di fotografia attraverso workshop con vari professionisti della fotografia, tra cui Abbas, Tiziana Faraoni, Franco Fontana, Francesco Zizola.
Nel 2015 è stata selezionata per partecipare alla Masterclass organizzata dall’agenzia NOOR in collaborazione con Nikon, tenuta ad Amsterdam da Stanley Greene, Asim Rafiqui e Benedicte Kurzen. Dal 2021 scrive per il quotidiano online Today.it, occupandosi principalmente di esteri ed affari europei, in particolare su temi legati all’agricoltura e all’alimentazione. Le sue foto e i suoi reportage sono stati pubblicati, proiettati ed esposti in Italia, Francia, Inghilterra, Polonia, Belgio, Finlandia, Svizzera, Cina e Taiwan.
Per la stampa ha pubblicato, tra gli altri, per Le Soir, The Guardian, Internazionale, IL – Intelligence in Lifestyle, So Good, CafèBabel, Sonntags Zeitung. Nel dicembre 2020 ha vinto il Primo premio nella categoria Ritratto editoriale – Personalità del Budapest Photo Award. Nel 2021 il progetto sul Montenegro ha vinto il premio per la migliore tesi di laurea del Dipartimento di Informazione e Comunicazione dell’Université Libre de Bruxelles.

Elisa Mariotti, “Yes, we do”
Secondo il Gender Gap Report 2024 del World Economic Forum, il divario di genere globale si azzererà tra 131 anni, quello economico tra 169. Oltre l’eliminazione degli ostacoli a livello normativo, giuridico e dirigenziale, l’uguaglianza economica richiede il superamento del pregiudizio secondo il quale ci sono attività riservate agli uomini. Ogni individuo deve poter scegliere la propria strada secondo le proprie aspirazioni, inclinazioni e capacità fisiche e mentali.
Biografia
Guidata da principi che tutelano i diritti umani, mi occupo di fotografia documentaria e di questioni sociali, con progetti principalmente a lungo termine. Necessario per me tendere all’equilibrio tra il rispetto e la volontà di conoscere, tra il ricevere e il dare.
Nata nel 1972, ho una formazione tecnica. Da adolescente sviluppo e stampo foto da autodidatta. Nel 2016 inizio a frequentare gli ambienti fotografici nazionali. Attualmente sto integrando i continui studi sulla fotografia, sulla sua storia e sulle arti visive con corsi di scrittura e di fototerapia. Ho ricevuto riconoscimenti a livello locale ad internazionale
Attualmente sto sviluppando U M A N I, progetto multimediatico sul ruolo delle famiglie nel percorso di persone con problemi legati alla tossicodipendenza, spin off di A Letter from Home, progetto sul percorso di un gruppo di ospiti di una comunità di recupero, e sto concludendo YES, WE DO, lavoro sul gap di genere attraverso fotografie di donne che hanno fatto o fanno lavori o attività di norma riservati agli uomini mentre pongo le basi per un nuovo lavoro a lungo termine.
Dal 2020 tengo incontri in circoli, scuole e teatri per la sensibilizzazione sui temi che affronto nei miei progetti, tra i quali FROM THE SAME LAND, dedicato ai bambini palestinesi nelle carceri israeliane che ho pubblicato nell’aprile 2020.

Emanuela Cherchi, “Tumbarino”
Alcune specie di uccelli migratori che viaggiano di notte usano le stelle per orientarsi, e dall’isola dell’Asinara le stelle sono perfettamente visibili.
Le piccole isole come questa sono tappe indispensabili durante i tragitti migratori che sorvolano il Mar Mediterraneo. Per studiare questo fenomeno, ogni anno, una volta in primavera ed una volta in autunno, degli ornitologi si stabiliscono a Tumbarino, nell’Osservatorio Faunistico del Parco Nazionale dell’Asinara, in Sardegna. In 25 anni, durante le campagne di inanellamento1, son stati recensiti 70.000 uccelli di 120 specie diverse.
Immersi in un’atmosfera quasi irreale, giorno dopo giorno, dalle prime luci dell’alba fino a dopo il calar della notte, gli ornitologi verificano le reti ogni ora. Gli uccelli sono catturati, pesati, misurati ed inanellati prima di essere lasciati liberi. I gesti ed i percorsi di ripetono, come in un rituale. È la notte il momento in cui la sensazione di spaesamento e d’irrealtà diventa più evidente. Quando i turisti ed i visitatori lasciano il parco con l’ultimo traghetto; pochi esseri umani restano sull’isola. È il momento in cui la fauna locale riprende possessione dei suoi spazi, indisturbata.
Dopo aver visitato Tumbarino per la prima volta nel 2019, sono tornata sull’isola più volte e ho realizzato un progetto fotografico sull’Osservatorio e sulle persone che vi gravitano intorno. In parallelo, ho cominciato anche a realizzare dei video e delle registrazioni audio per cogliere l’atmosfera sonora e visiva del luogo, i gesti, le interazioni, le situazioni ricorrenti.
C’è un filo rosso che si snoda nelle mie ricerche personali. Si tratta di tematiche ricorrenti declinate in diverse forme, ma persistenti e ripetitive: la relazione paradossale tra l’umano e il mondo naturale; il tema della notte, con tutto il suo universo di significati legato a ciò che è nascosto e onirico; il tema della ritualità e della ripetizione. Tutti questi elementi si sono intrecciati insieme in questo progetto documentario che comprende una serie fotografica, un video sperimentale e un documentario.
Biografia
Emanuela Cherchi vive e lavora tra la Sardegna e il sud della Francia. Dopo aver studiato fotografia all’Istituto Italiano di Fotografia a Milano, approfondisce i suoi studi universitari in Francia con una laurea ed un master in storia dell’arte contemporanea. Per diversi anni lavora per alcuni festival fotografici francesi e per il programma di residenze artistiche Residence 1+2 à Toulouse. In parallelo, continua a sviluppare i suoi progetti personali. Dal 2023, dopo un master universitario in creazione documentaria e uno stage presso Télevision Serrana a Cuba, integra il video alla sua pratica fotografica.
Attualmente lavora al suo primo documentario che esplora l’atmosfera surreale di un’isola inabitata dove degli ornitologi studiano gli uccelli migratori.

Francesca Fontana, “El peso del esqoque”
“El Peso del Estoque” è un progetto fotografico che racconta la straordinaria storia di Raquel Martín, giovane novillera di soli 21 anni, che con coraggio e passione ha scelto di sfidare uno degli ambiti più radicati della cultura spagnola: la tauromachia. Questo progetto esplora non solo la tradizione secolare della corrida, ma anche il ruolo, spesso invisibile, delle donne all’interno di questo mondo intriso di simbolismo e storia.
La tauromachia ha sempre rappresentato un pilastro della cultura spagnola, un rituale antico e controverso che affonda le sue radici nella storia stessa del Paese. Per secoli, la figura del torero è stata esclusivamente maschile, incarnando un’idea di forza, destrezza e dominio. Tuttavia, la partecipazione femminile alle corride, seppur rara, ha una sua storia peculiare e complessa.
Le donne, pur essendo presenti come spettatrici o in ruoli marginali, hanno dovuto lottare duramente per conquistare lo spazio nella plaza de toros, un luogo che simboleggia la sfida, il coraggio e la morte. Raquel Martín è una di quelle donne che, armata di estoque e capote, sfida non solo il toro, ma anche le barriere culturali e sociali che da sempre limitano la presenza femminile nelle arene. A soli 21 anni, Raquel porta sulle spalle il “peso dell’estoque”, un simbolo non solo dell’atto fisico di affrontare il toro, ma anche della responsabilità e della pressione di essere una delle poche donne a calcare quel suolo sacro e pericoloso. Ogni immagine di questo progetto è una testimonianza del suo percorso: dalle lunghe ore di allenamento, alla tensione prima dell’ingresso nell’arena, fino al confronto con il toro, momento cruciale che rappresenta il punto di non ritorno.
Biografia
Francesca Fontana, giovane fotografa italiana nata nel 1999 in Abruzzo, ha conseguito con il massimo dei vo? Il Diploma Accademico di I livello in Fotografia presso l’Accademia di Belle Ar? Dell’aquila. La sua tesi, intitolata Storie in immagini: il reportage fotografico tra storia, e4ca e narrazione visiva con uno sguardo alla tauromachia, approfondisce il tema della narrazione etiCa nella fotografia documentaria, con un focus particolare sulla tauromachia.
Francesca ha maturato esperienze professionali in Italia e all’estero e ha partecipato a numerose esposizioni, sia collettive che personali, mostrando il suo lavoro in diverse sedi internazionali.
Nel 2024 è stata finalista alla prima edizione della “Beca de fotograna Paco Casanova EFTI”. Attualmente lavora ad un progetto a lungo termine sulla tauromachia, documentando la storia della giovane novillera Raquel marvn, aspirante matador de toros.












