Obiettivo. Guida alla scelta.
Questo questa serie di articoli vuole aiutare il fotografo ad aumentare la propria consapevolezza e dotarlo degli strumenti adeguati nella scelta dell’obiettivo più adatto a tradurre la sua ispirazione in un linguaggio, quello fotografico, che sappia esprimere e comunicare al meglio i suoi sentimenti e il suo pensiero.
Breve Storia della Fotografia di Ritratto
Come abbiamo letto nei precedenti capitoli, l’obiettivo di Petzval (1840/1860) introdusse la possibilità di eseguire fotografie con tempi di posa ridotti, particolare che permise di poter effettuare i primi ritratti fotografici, anche se non senza qualche difficoltà.
Il soggetto doveva comunque restare immobile per alcuni minuti, motivo per cui si utilizzavano apposite sedie dotate di comodi braccioli e di un sostegno reggicapo al quale appoggiare la testa per permettere così al soggetto di rimanere immobile per tutto il tempo dell’esposizione.
I primi ritratti fotografici erano ancora fortemente influenzati dall’arte pittorica, pertanto il soggetto era spesso inquadrato dalla testa ai piedi (seppure seduto) con lo scopo di rappresentarne anche lo stato sociale includendo nell’inquadratura l’abbigliamento che era denominatore della ricchezza e del rango sociale del soggetto fotografato.
Il ritratto fotografico nel corso degli anni si è poi evoluto nello scopo e oggi fotografiamo bambini, persone singole oppure in gruppo, animali domestici e selvatici e lo facciamo a scopo di documentazione (foto tessera, foto segnaletiche), a scopo commerciale (nella cosmetica o nei ritratti aziendali) e ancora con il suo scopo iniziale (cioè quello di fermare il ricordo di una persona in un determinato momento della sua vita), ma ampiamente evoluto nella scelta delle pose, nella scelta dell’espressione e degli schemi di luce e in sintesi del significato stesso del ritratto fotografico, tutti aspetti che vengono continuativamente contaminati dell’evoluzione e dallo stato dell’arte stessa del tempo in cui il ritratto viene realizzato.
Tra i fotografi ritrattisti più famosi possiamo citare Nadar (alias Gaspard-Félix Tournachon) Richard Avedon, Brassaï, Walker Evans, August Sander, Irving Penn e tra gli italiani Oliviero Toscani, Michele Gastel.

Gli obiettivi più adatti
Iniziamo con il definire che la fotografia di ritratto può essere a corpo intero, a mezzo busto, con un primissimo piano del volto; può essere frontale, di tre quarti oppure di profilo e che di conseguenza la scelta dell’obiettivo più adatto per realizzarla è fortemente condizionata dallo stile ritrattistico che vorrete realizzare.
Gli obiettivi medio-grandangolari come il 35mm o il normale 50mm sono i più indicati (così come gli zoom 24-70mm oppure 24-105/120mm) per realizzare un ritratto con una inquadratura a corpo intero o a mezzo busto.

Se, come illustreremo di seguito, il vostro desiderio è quello di realizzare un ritratto ambientato, l’ampio angolo di campo aiuterà ad inserire alcuni aspetti esterni al volto, come parte dell’abbigliamento, oppure degli accessori oppure ancora l’ambientazione stessa in cui viene eseguito il ritratto, tutti particolari che vi saranno d’aiuto per meglio descrivere il soggetto nel suo ruolo (se è un cuoco, un attore o un artigiano) oppure per descriverne le sue passioni (la musica, lo sport, oppure ancora i suoi hobby).
Tenendo presente che più vi avvicinerete al soggetto con obiettivi grandangolari e maggiore sarà la resa tridimensionale, ma anche la deformazione prospettica, con il rischio di ritrarre nasi sproporzionati oppure fronti o menti abnormi a seconda che si stia inquadrando leggermente dall’alto o dal basso.
In taluni casi e se lo spazio a disposizione vi permette di allontanarvi sufficientemente dal soggetto, posso essere utilizzare anche ottiche più lunghe come gli zoom 70-200mm oppure le ottiche fisse 180/200mm che aiutano ad aumentare lo schiacciamento dei piani (come accade nelle fotografie di moda).
Per un ritratto più “intimo” e introspettivo, concentrato principalmente sull’espressività del soggetto, la scelta cadrà su un primissimo piano del volto.
Per una fotografia di ritratto come questa, gli obiettivi più adatti si rivelano essere gli obiettivi medio-tele che vanno dagli 85mm ai 105mm e che vi permetteranno di mantenere una discreta distanza dal soggetto, addolcendone i lineamenti (perché andranno a ridurre le distorsioni prospettiche) e riuscendo ugualmente ad occupare l’intero fotogramma con il volto della persona che vorrete ritrarre.
Anche nell’ambito del ritratto di animali domestici come gatti o cani, l’utilizzo di un obiettivo medio-tele dal 85mm al 135mm può essere molto utile perché vi permetterà di mantenere una discreta distanza dal soggetto (per non interferire e riprenderlo nel modo più naturale possibile) e ottenendo anche un discreto schiacciamento dei piani prospetti rispetto allo sfondo, che risulterà facilmente sfuocato anche a diaframmi non particolarmente aperti, ottenendo così efficaci ritratti anche in luoghi non estremamente spaziosi come può esserlo quello del vostro appartamento o giardino.
Per quanto riguarda le caratteristiche di apertura massima degli obiettivi, rimandiamo al paragrafo ultimo “Consigli e suggerimenti” per comprendere meglio quando sia necessario prediligere obiettivi estremamente luminosi (con aperture massime di f/1,2 e f/1.4) oppure utilizzare anche obiettivi con valore massimo f/2, f/2.8 o anche superiori.
I diversi stili di fotografia di ritratto
Come abbiamo appena visto, possono esistere differenti gli stili di fotografia di ritratto e di soggetti da ritrarre e ad ognuno di essi meglio si addice l’utilizzo di un obiettivo piuttosto che di un altro in funzione sostanzialmente dalla distanza che vorremo o potremo avere dal soggetto ritratto e dell’angolo di campo, fattori che permetteranno al fotografo di poter focalizzare maggiormente la sua attenzione su un ritratto tradizionale, oppure ambientato, oppure ancora, più concettuale e di seguito vedremo come affrontarli singolarmente.
Curiosità:
La parola Ritrarre ha, tra i suoi significati, anche quello di “trarre fuori, estrarre” ed è forse questo l’aspetto che maggiormente attiene alla fotografia di ritratto e alla capacità del fotografo, ovvero quello di riuscire ad estrarre dal volto del soggetto ogni minima sensazione ed aspetto dell’animo e renderli evidenti nella fotografi, contaminati e interpretati dall’emozione che il soggetto sta trasmettendo al fotografo.
Fotografia di ritratto: Il ritratto Tradizionale
Per ritratto “tradizionale” possiamo intendere il ritratto che va dalla inquadratura a mezzo busto (dalla vita in su) fino a stringere l’inquadratura al primo piano (che include solo le spalle del soggetto) ed è quello maggiormente indicato per gli scopi istituzionali/aziendali (di rappresentanza) nel caso in cui dobbiate realizzare un ritratto a scopo di documentazione (foto tessera), ma anche per la fotografia di beauty e cosmesi (nel maquillage oppure nella fotografia di accessori come collane o occhiali).
Nel ritratto tradizionale l’attenzione principale va alla riconoscibilità somatica del soggetto ritratto e alla sua valorizzazione ed è generalmente privo di eventuali componenti nell’inquadratura che risultino di distrazione rispetto al viso del soggetto ritratto (che viene ritratto quasi sempre su un fondo neutro)
Gli obiettivi ideali per questo tipo di ritratto sono i medio-tele che vanno dal 50mm al 85mm, fino a 120mm e non a caso proprio le focali che vanno da 85mm a 105mm sono sempre state le preferite dai fotografi professionisti e fotoamatori per la fotografia di ritratto tradizionale.
Fotografia di ritratto: Il ritratto Ambientato
Il ritratto ambientato è quello oggi maggiormente preferito perché meno “statico” del ritratto tradizionale e più descrittivo della professione o degli hobby del soggetto state ritraendo, andando così a descrivere anche aspetti personali non facilmente comunicabili nel ritratto tradizionale.
Nel ritratto ambientato dovrete fotografare il soggetto a figura intera oppure con un “piano americano” (da mezza coscia in su), fino ad un mezzo busto e queste inquadrature vi permetteranno di inserire nell’inquadratura alcuni elementi esterni al volto del soggetto (accessori, attrezzi, parti dell’abbigliamento) e che vi potranno aiutare a descrivere meglio lo scopo del vostro ritratto.
Per questo stile di ritratto l’obiettivo più consono è un medio-grandangolare (dal 35mm al 50mm) così come tutti i grandangolari utilizzati sia per la figura intera ripresa nell’ambiente di scatto, sia avvicinandosi al soggetto giocando con le distorsioni prospettiche offerte da questo tipo di obiettivi.
“Ricordo ancora la mia prima ottica: un 50 mm f.1.8. Ritratti stretti, il bokeh spinto, l’annullamento del mondo attorno per potermi concentrare solo e soltanto sul volto, sullo sguardo. Mi sembrava l’unico modo possibile per catturare davvero l’anima di una persona.
Ben presto però ho iniziato a non essere soddisfatta: l’essere umano è complesso, stratificato. Volevo che il mio sguardo potesse abbracciare più mondo possibile attorno al mio soggetto, volevo non più “tagliare fuori” ma anzi provare a includere il più possibile, raccontare il più possibile.
Oggi la mia ottica preferita è un 8-16: un grandangolo importante, da usare con attenzione. Mi piace l’idea di “mettere ordine nel caos”; voglio i dettagli, cerco più piani in una stessa immagine nel tentativo – che sempre e comunque fallisce – di dire il più possibile, di cogliere ogni dettaglio che possa aiutare chi guarderà le mie foto a comprendere, a conoscere, a sapere di più della persona ritratta.
È la mia visione, non è giusta, non è sbagliata: è solo il mio modo di guardare. Penso davvero però che le ottiche debbano sempre essere funzionali a ciò che vogliamo dire. Non c’è un modo giusto e uno sbagliato di affrontare il ritratto o il reportage, ciò che conta è sempre e comunque rispettare i nostri soggetti e decidere come vogliamo raccontarli. Ciò che conta, per me, è che la persona dall’altra parte della lente possa riconoscersi.”

Fotografia di ritratto: Il ritratto Concettuale
Il ritratto concettuale cerca di indagare di più il sentimento e l’emozione che il soggetto vi trasmette e che voi vorreste condividere attraverso il suo ritratto fotografico.
Si concentra maggiormente sul viso, sull’espressività del volto e sul particolare (come il profilo, oppure le labbra o l’espressività degli occhi), in taluni casi tralasciando l’aspetto di riconoscibilità del soggetto ritratto che, in questo stile, passa attraverso la lettura del particolare e non attraverso la sua riconoscibilità somatica.
Lo scatto sarà interamente occupato dal volto del soggetto ritratto e non ci sarà altro che il suo viso o un particolare del viso a riempire la vostra inquadratura.
In questo caso, gli obiettivi maggiormente indicati saranno i medio-tele dagli 85mm in su che vi permetteranno di restare sufficientemente lontani dal soggetto (garantendogli ampi spazio di movimento), assicurandovi però una angolo di campo sufficientemente stretto utile ad inquadrarne solo il viso.
Ma potreste utilizzare anche obiettivi medio-grandangolari come il 35mm oppure il 28mm o grandangolari spinti come un 24mm oppure un 21mm per avvicinarvi al soggetto fino quasi al limite della distanza di messa a fuoco dell’obiettivo con l’intento di stravolgere la fisionomia, deformandone i particolari ed andare così a realizzare un ritratto estremamente intimo e concettuale.

Un discorso a parte lo meriterebbe la tecnica dell’Autoritratto che ha una interpretazione e tecniche di applicazioni completamente differenti rispetto a quelle che utilizzeremmo nel caso stessimo per ritrarre un’altra persona. Ritrarre se stessi prevede una grande affinità con l’obiettivo che stiamo utilizzando che torna utile nel determinare l’angolo di campo e capire dove posizionarsi per risultare a fuoco e correttamente inquadrato.
Pioniera di questo stile fu la granduchessa Anastasija Nikolaevna (già ai primi del 1900) alla quale facero seguito poi (tra i più famosi) Robert Doisneau, Vivian Maier, Diane Arbus, Robert Mapplethorpe solo per citarne alcuni e in italia oggi Monica Cordiviola e Nausicaa Giulia Bianchi.

“Prima di scattare un ritratto ci sono delle considerazioni da fare. Dobbiamo decidere a priori se vogliamo un ritratto intimo oppure più informale.
In caso volessimo un ritratto più delicato la mia preferenza va su un obiettivo 35mm f/1.4, che ti costringe ad una grande empatia con il soggetto ritratto. Si crea un legame tra fotografo e protagonista dell’immagine e l’obbligo di avvicinarsi al soggetto permette al fotografo di entrare più in profondità con il soggetto. Uso sempre diaframmi piuttosto aperti per valorizzare gli occhi rispetto al resto del viso, che restando lievemente sfuocato ci regala un atmosfera da sogno.
Se invece il vostro scatto deve essere più istituzionale uso, allora, un teleobbiettivo (spesso 200 mm f 2.8) mantenendo le proporzioni di viso e corpo inalterate, e spesso chiudendo di più il diaframma per catturare ogni piccola sfumatura del volto”.
CONSIGLI E SUGGERIMENTI: Sfuocare lo sfondo è indispensabile?
- Uno degli effetti maggiormente ricercato nei ritratti è lo sfondo sfuocato (il famoso effetto Bok-eh), che indubbiamente aiuta a concentrare l’attenzione dell’osservatore sul volto del soggetto ritratto senza che si lasci distrarre dagli elementi che si trovano alle sue spalle.
- A partire da un valore di apertura di diaframma di f/2,8 possiamo già iniziare ad ottenere un gradevole effetto sfuocato sullo sfondo con una discreta resa di irriconoscibilità degli oggetti presenti alle spalle del vostro soggetto.
- Se il vostro obiettivo lo permette, potrete aumentare l’apertura a valori superiori (da f/2 a f/1,2) cosa che vi garantirà l’ottenimento di sfuocati assolutamente indefiniti ed eterei.
- Potrete però gradualmente giocare con questi elementi presenti sullo sfondo e di apparente distrazione, rendendoli sempre più riconoscibili chiudendo l’apertura del diaframma su valori più prossimi ad f/11 e f/16.
- La presenza di ciò che si trova alle spalle del soggetto potrà aiutarvi a definire meglio la situazione e il luogo nel quale state realizzando il ritratto, il ruolo del soggetto che state ritraendo e in buona sostanza nell’aiutarvi a descrivere meglio il vostro soggetto.
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