Obiettivo. Guida alla scelta.
Questo questa serie di articoli vuole aiutare il fotografo ad aumentare la propria consapevolezza e dotarlo degli strumenti adeguati nella scelta dell’obiettivo più adatto a tradurre la sua ispirazione in un linguaggio, quello fotografico, che sappia esprimere e comunicare al meglio i suoi sentimenti e il suo pensiero.
Breve Storia della Fotografia di Paesaggio
Se la Fotografia di Ritratto trae le sue origini dalle sculture del 3000 a.C. alla fotografia di Paesaggio (Landscape in inglese) va sicuramente assegnato il premio come “primo soggetto immortalato in una fotografia” e come soggetto scelto per tutte le primissime fotografie scattate dai pionieri della fotografia come Niepce, Talbot, Daghuerre, per via delle bassissime sensibilità delle emulsioni fotografiche che andavano testando e sperimentando e che imponevano tempi di posa molto lunghi (anche di alcune ore) rendendo impossibile fotografare qualsiasi cosa che si muovesse e da qui la scelta di inquadrare il paesaggio che per sua natura è pressoché immobile.

La fotografia di paesaggio annovera tra i suoi fautori i nomi più blasonati della storia della fotografia mondiale, dai suoi pionieri già citati a Felice Beato, da (forse) il più famoso di tutti ovvero Hansel Adams, ad Andreas Feininger, Alfred Stieglitz e William Eggleston, fino agli italiani Luigi Ghirri, Guido Guidi, Franco Fontana, Gabriele Basilico (solo per citarne alcuni).

Gli Obiettivi adatti alla Fotografia di Paesaggio.
Se è vero che il 90% delle fotografie di paesaggio si realizzano con un obiettivo grandangolare, è altrettanto vero che i teleobiettivi si posso rivelare molto utili per la loro capacità di schiacciare i piani prospettici o per catturare particolari lontani del vostro paesaggio.
Gli obiettivi per il paesaggio: il grandangolo.
Come abbiamo già visto, per obiettivi grandangolari si intendono quelli che hanno una lunghezza focale che va da 18mm a 24mm (fino a 35mm) per il formato Full-Frame e dal 8mm al 25mm sul formato APS-C. Questi obiettivi inquadrano abitualmente un angolo di campo (cioè l’estensione angolare -espressa in gradi- che determina la porzione di scena inquadrata) che può andare da 90° (nelle focali più corte) fino a 60° (in quelle più lunghe).
L’utilizzo di un obiettivo Grandangolare permetterà pertanto di inquadrare una più ampia porzione di paesaggio (angolo di campo), ma con l’effetto di “allungare” di molto i piani focali tra loro, con il risultato che oggetti vicini tra loro appariranno molto più distanti di quello che sono.
Pertanto se il vostro soggetto è una vallata di alta montagna con la vetta di un monte che ci si staglia frontalmente, enorme e a riempire il vostro orizzonte visivo, la fotografia con un grandangolo permetterà di apprezzare l’intera vallata che riempie la parte bassa del fotogramma, ma allontanando visivamente di molto il monte e la sua cima, che risulteranno molto più piccoli e distanti di quanto non li si percepisca di persona.
Il grandangolo resta comunque l’obiettivo principe per la fotografia di panorama per la sua capacità di abbracciare la più ampia porzione di paesaggio.

Gli Obiettivi per il Paesaggio: il Teleobiettivo.
I teleobiettivi invece hanno una lunghezza focale che vanno da 135mm a 800mm (e fino a 1200mm) per il formato Full-Frame e dal 75mm al 150mm sul formato APS-C
Questi obiettivi inquadrano abitualmente un angolo di campo che generalmente è inferiore a 50° e può arrivare (nei teleobiettivi più spinti) a poche decine di gradi.
L’uso di un Teleobiettivo, al contrario del grandangolo che allunga i piani, tende a ”schiacciare” i piani e aiuterà a far sembra oggetti distanti tra loro molto più vicini di quanto non lo siano realmente.
Pertanto un soggetto in primo piano sembrerà molto più vicino a ciò che gli si pone alle spalle, una fontana sembrerà molto più vicina al palazzo che le sta alle spalle, un monte all’orizzonte sembrerà molto più vicino al campanile del paese che si trova a fondo valle di quanto ovviamente non lo sia nella realtà, come pure (nella fotografia di paesaggio urbano) una rastrelliera di bicilette apparirà molto più corta e “schiacciata” e con le bicilette una attaccata all’altra.
“Diffidate” (bonariamente) dalle fotografie in cui le piazze di un corteo sembrano piene di persone, assembrate l’una addosso all’altra, proprio perché è l’utilizzo di un teleobiettivo a “schiacciare” le persone facendole sembrare molto di più e vicine e assembrate tra loro di quanto non lo siano realmente.
Gli Obiettivi per il Paesaggio: il Fish-Eye
Un discorso a parte fa fatto per la fotografia paesaggistica realizzata con gli obiettivi Fish-Eye (Occhio di pesce) anche chiamati Hypergone.
Questi obiettivi hanno la capacità di inquadrare il vostro paesaggio con un angolo di campo di 180° introducendo però nella vostra fotografia una curvatura di tutte le linee rette che non passano per il centro (oltre che i nostri piedi, se non facciamo attenzione all’inquadratura).
Come abbiamo già visto, ne esistono di due tipologie, circolari oppure rettangolari a seconda che l’angolo di campo sia di 180° solo sulla diagonale (in questo caso otterrete una fotografia rettangolare) oppure di 180° su tutti gli assi e in questo caso otterrete una immagine sferica.
Gli Obiettivi per il Paesaggio: Diaframma e Apertura massima
In questo tipo di fotografia (quella paesaggistica) ha poca importanza che il vostro obiettivo sia particolarmente “luminoso” ovvero che abbia una ampia apertura di diaframma massima, perché scatterete prevalentemente a diaframmi chiusi (dal f/8 in su) per assicurarvi la massima profondità di campo, ovvero per avere a fuoco sia i soggetti in primo piano che quelli sullo sfondo.
Mentre sarà sufficiente aprire il diaframma anche a f/4 per avere gradevoli sfondi sfuocati senza sentire la necessità di dover aprire ulteriormente il diaframma a valori inferiori (es: f/2,8; f/2) ed evitando così di dover scegliere obiettivi particolarmente luminosi (e costosi).
Tenendo sempre in considerazione che la profondità di campo (ovvero la distanza minima e massima entro la quale tutti gli oggetti risulteranno a fuoco) si estende progressivamente per circa 1/3 davanti al punto di messa a fuoco e per 2/3 dietro.

Fotografare il Paesaggio: gli Stili e gli Obiettivi più adatti
Fotografare il Paesaggio comunque preclude, alla scelta dell’obiettivo da utilizzare, la più ampia conoscenza possibile del luogo che ci apprestiamo a fotografare e di “come” vorremo fotografarlo, ovvero con quale intento e scopo finale vorremo documentare il paesaggio che abbiamo scelto di fotografare.
Conoscere il luogo e/o informarvi al meglio su di esso vi aiuterà a pre-visualizzare la vostra fotografia e questo vi aiuterà a capire meglio quale obiettivo scegliere.
Se vorrete rendere omaggio alla solennità di una piazza opterete per un grandangolo, mentre se vorrete restringere il vostro scatto alla cima di un monte dovrete per forza scegliere un teleobiettivo.
Scegliere “come” fotografare il vostro paesaggio significherà sintonizzarvi su di una tra le molteplici interpretazioni che possiamo dare alla vostra fotografia di paesaggio, che potrà essere “da cartolina”, oppure di “denuncia” oppure ancora “astratta” ed ognuna di queste interpretazioni vede più utile e adatto l’uso di un obiettivo piuttosto che un altro.
Fotografare il Paesaggio: cartolina
Pertanto, in una fotografia paesaggistica da “cartolina” nella quale il paesaggio che vorrete fotografare verrà ripreso senza alcuna interpretazione, di giorno, senza alcun filtro e con l’intento di rappresentarlo così per come si presenta, l’utilizzo di un obiettivo grandangolare, anche non molto “spinto”, si rivela la scelta ideale per riempire tutto il fotogramma senza perdere nulla del vostro paesaggio e mantenendo proporzioni e piani focali corretti e linee prospettiche perpendicolari tra loro.
L’esposizione e i tempi di scatti saranno quelli corretti, ricordandoci che per avere una fotografia non mossa quando scattiamo a mano libera e senza cavalletto il “tempo di scatto di sicurezza” è quello uguale o più veloce rispetto alla lunghezza focale che stiamo utilizzando (Esempio: obiettivo 50mm – tempi di scatto superiori a 1/50sec).
Importante sarà che prestiate attenzione alla linea dell’orizzonte che dovrà essere dritta e non pendente verso un lato o l’altro ed altresì importante sarà considerare a quale altezza posizionare la linea dell’orizzonte ed aiutandosi con la regola dei terzi (che vuole che il fotogramma venga suddiviso in tre zone omogenee sull’asse orizzontale come su quello verticale), potrete posizionare la linea d’orizzonte sulla linea del terzo basso (prediligendo il cielo, alla piazza), oppure sulla linea del terzo alto (prediligendo la piazza al cielo).
Gli obiettivi ideali per questo genere di fotografia di Paesaggio sono quelli con focali che vanno da 18mm a 24mm (fino a 35mm) per il formato Full-Frame e dal 8mm al 25mm sul formato APS-C
Questi obiettivi inquadrano abitualmente un angolo di campo che può andare da 90° (nelle focali più corte) fino a 60° (in quelle più lunghe).

Fotografare il Paesaggio: Documentazione
Viceversa, il paesaggio può essere fotografato con intento di documentazione e denuncia (nel caso in cui vogliate testimoniare magari il degrado o l’inquinamento di un certo determinato luogo) oppure per valorizzare progetti virtuosi (quali quelli di recupero e/o salvaguardia del territorio) oppure ancora può essere di documentazione del paesaggio urbano (strade, vicoli, agglomerati urbani) per testimoniarne lo sviluppo e il cambiamento.
In questi casi l’utilizzo di un obiettivo medio-grandangolare (35mm o 40mm), oppure anche un “normale” come un 50mm, possono aiutarvi a restringere l’angolo di campo quel tanto che bassa, focalizzando l’attenzione dell’osservatore su alcuni particolari del paesaggio che ci interessa evidenziare.
Si definiscono obiettivi “normali” (generalmente con un angolo di campo tra i 40 e i 60°.) perché corrispondono al normale angolo di campo della visione umana (che nello specifico è stra 43° e 45°-per ogni occhio) e proprio per questo hanno la capacità di rinquadrare una fotografia nella quale i piani focali e le prospettive non sono alterate, apparendo del tutto naturali all’occhio di chi osserverà la vostra fotografia.
Ma, come detto, anche un medio-grandangolare come un 35mm si dimostrerebbe perfetto nel caso volessimo fotografare un cumulo di rifiuti o un auto abbandonata, perché garantirebbe un discreto angolo di campo pur mantenendo ben proporzionate tra loro le dimensioni degli oggetti fotografati.

Fotografare il Paesaggio: Astrazione
Oppure la vostra fotografia può raccontare il paesaggio in modo astratto, interpretandolo concentrandosi sulle emozioni e le sensazioni che il luogo vi trasmette: il caldo, il freddo, il vento, i suoni…
In questo caso la vostra fotografia dovrà avere una forte connotazione artistica e di interpretazione, fino anche a renderne irriconoscibile il luogo dello scatto che diventa a questo punto secondario.
In questo caso la scelta dell’obiettivo è intrinseca al desiderio di interpretazione dell’autore e può essere uno tra tutte le lunghezze focali disponibili.
Dovrà però per forza abbinarsi ad una appropriata e particolare tecnica fotografica, che può far uso di filtri degradanti, oppure di tempi di scatto molto lunghi abbinati all’utilizzo di filtri Neutral Density (vedi nei suggerimenti a fine capitolo) oppure della tecnica del mosso o del micro-mosso, scelta con l’intento di rappresentare al meglio nel fotogramma le proprie emozioni, più che il luogo di per se.
Otterrete mari o fiumi setosi oppure renderete le persone in una piazza irriconoscibili (fino addirittura a farle sparire) utilizzando il cavalletto e i tempi lunghi, oppure renderete cieli plumbei oppure onirici grazie all’uso di filtri degradanti (che sono per metà colorati e per metà neutri), oppure ancora potremmo trasmettere la sensazione del vento utilizzando la tecnica del micro-mosso.
“Diffidate” (bonariamente) dalle fotografie in cui alcuni luoghi sembrano onirici, paradisiaci e da sogno perché, con buona probabilità, quella simultaneità di luci, colori e sfumature è una “finta realtà“ in buona parte dovuta alla bravura del fotografo e che spesso non corrisponde al reale panorama che si paleserebbe di fronte se visitassimo quel luogo ad una qualsiasi ora di un qualsiasi giorno dell’anno.
Anche se forse vi può sembrare strano, io considero il mio approccio alla Fotografia di Paesaggio un po’ come quello di un fotografo ritrattista. Invece di ritrarre persone, abbiamo davanti a noi uno spazio da riprodurre dentro al nostro fotogramma e per me la composizione è un processo sottrattivo nel senso che cerco di togliere elementi dalla composizione spostandomi e muovendomi dentro al paesaggio.

Fotografare il Paesaggio: Consigli e Suggerimenti
- Se l’obiettivo è dotato di stabilizzatore e stiamo scattando con la fotocamera posizionata su un treppiede, bisogna sempre disattivare la funzione di stabilizzazione. Viceversa, le vibrazioni prodotte dall’obiettivo per compensare quelle della mano, aumenterebbero il mosso della fotografia invece di diminuirlo.
- Un buon paraluce è fondamentale per evitare flares indesiderati, ovvero quei fastidiosi fasci di luce e riflessi che possono comparire se il sole (o una forte sorgente luminosa come un lampione alla sera) vengono inquadrati nel fotogramma.
- I super-zoom e gli zoom in generale possono essere molto comodi per passare velocemente dal panorama al dettaglio, ma con grandi compromessi sotto il punto di vista della qualità dell’immagine finale prodotta rispetto alle ottiche a focale fissa.
- L’utilizzo di un filtro Polarizzatore è estremamente consigliato quando stiamo fotografando superfici riflettenti come un lago oppure il mare per eliminarne i riflessi, oppure in generale nei nostri paesaggi diurni rendere i cieli più tersi e saturi.
- I filtri Neutral-Density aiutano a bloccare la luce in ingresso nella vostra fotocamera permettendoci di allungare molto i tempi di scatto per ottenere effetti come l’acqua di una cascata che sembra seta.
- Interessante è oggi la possibilità di utilizzare i droni per ottenere fotografie di paesaggio impensabili prima. Col drone possiamo salire, dal piano di scatto fino a diverse decine di metri d’altezza, inquadrando così una porzione di panorama eccezionalmente più ampia, oppure realizzare incredibili viste zenitali di grandissimo effetto.
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