Obiettivo. Guida alla scelta.
Questo questa serie di articoli vuole aiutare il fotografo ad aumentare la propria consapevolezza e dotarlo degli strumenti adeguati nella scelta dell’obiettivo più adatto a tradurre la sua ispirazione in un linguaggio, quello fotografico, che sappia esprimere e comunicare al meglio i suoi sentimenti e il suo pensiero.
Breve Storia della Fotografia di Architettura
I fotografi di architettura che sono entrati nella storia sono stati moltissimi fin dalla nascita del medium fotografico.
Nel 1852 Leopoldo Alinari fu uno dei precursori di questo genere fotografico, immortalando le ricchezze architettoniche di Firenze spesso inquadrate in relazione al contesto ambientale e paesaggistico nel quale sono ubicate.
Le strutture architettoniche (siano esse abitazioni, industrie, infrastrutture quali ponti, strade, autostrade) hanno sempre attratto per le loro forme inizialmente molto rigorose che poi si sono evolute verso modelli sempre più suadenti e curvilinei.
La Fotografia di Architettura può avere come soggetto il manufatto fotografato all’interno del contesto in cui è collocato, oppure concentrarsi su alcuni particolari o porzioni che ugualmente ne possono descrivere la struttura.
Scopo non ultimo della fotografia di architettura è riuscire a cogliere e a trasmettere attraverso le proprie fotografie l’intenzione e il lavoro messo in campo dall’architetto che lo ha progettato.
Tra gli autori più famosi di questo genere troviamo Kerstin Arnemann, Berenice Abbott, Frederick H. Evans e in Italia, il già citato Leopoldo Alinari e poi Luigi Ghirri, Guido Guidi, Gabriele Basilico, Santi Caleca, Pino Musi, Paolo Rosselli, Luca Campigotto.
Gli Obiettivi più adatti per la Fotografia di Architettura e di Interni
Sicuramente, e come descritto in precedenza, gli obiettivi decentrabili sono i più indicati per la fotografia di architettura, ma considerando che non tutti gli appassionati posso dotarsi di ottiche simili è ugualmente possibile realizzare ottime fotografie di architettura anche con obiettivi “semplici” tenendo presenti alcuni aspetti quali l’utilizzo imprescindibile di un cavalletto per la posa della fotocamera e l’attenzione massima nel posizionare correttamente l’apparecchio in modo che l’asse di ripresa sia il più perpendicolare possibile alla struttura che vorremo documentare.
Inclinare la fotocamera (e l’obiettivo) verso l’alto o verso il basso potrà aiutarvi ad inquadrare interamente la struttura nel vostro fotogramma, se l’angolo di campo del vostro obiettivo è insufficiente, andando però a generare linee prospettiche e di fuga convergenti o divergenti che deformano il soggetto.
Pertanto gli obiettivi più adatti sono sicuramente i grandangolari dal 21mm al 28mm e non oltre. Ma come vedremo di seguito andando ad analizzare i diversi stili di rappresentazione della Fotografia di Architettura potremo trovarvi nella situazione di dover utilizzare anche un medio-grandangolo (35mm) e addirittura medio-tele e tele.
Nella Fotografia di Architettura è sempre preferibile prediligere diaframmi chiusi su valori come f/8 oppure f/11 per ottenere una perfetta messa a fuoco su tutta la parete dell’edificio.
I Diversi Stili di Fotografia di Architettura e di Interni

Fotografia di Architettura accademica
Questo è il genere primario della fotografia di Architettura, ovvero quello di documentare l’opera di grandissimi architetti in forma accademica e didattica.
Qui l’utilizzo di un obiettivo decentrabile (se non addirittura di una fotocamera a banco ottico) sarebbe quasi imprescindibile dallo scopo stesso della fotografia che è quello di esaltare l’opera dell’architetto nel migliore dei modi e senza il minimo orpello di distrazione (pertanto cercando anche di eliminare nell’inquadratura e per quanto possibile, elementi di disturbo quali cartelli stradali, automobili, passanti).
Non potendo avvalersi dell’uso di un obiettivo decentrabile, l’ideale è optare per un obiettivo grandangolare non troppo spinto come un 28mm che (come vedremo a anche di seguito in questo capitolo) è utile a risolvere all’interno del proprio angolo di campo l’intero edifico senza stravolgerne le linee e le prospettive.

“Massima libertà di slanciarsi gioiosamente nello sperimentare di tutto e di più, compreso passare con entusiasmo dalla fotografia analogica a quella digitale, con annessi interventi in postproduzione, così da rendere le immagini più corrispondenti possibile alle sue idee, ai suoi desideri, e meno obbedienti invece ai voleri tonali e coloristici delle pellicole”.
Fotografia di Architettura a scopo commerciale/interni
Questo è il genere di Fotografia di Architettura se nelle vostre intenzioni c’è il desiderio di evidenziare con efficacia la bellezza, l’innovazione (se è presente) e la qualità in generale del lavoro svolto dall’architetto in funzione dello scopo della sua realizzazione; in questo caso l’obiettivo più adatto sarà sicuramente un grandangolo, meglio se non eccessivamente spinto, ma che riesca ugualmente a risolvere l’intero edifico all’interno del suo angolo di campo e senza stravolgerne le linee e le prospettive.
Infatti è importante in questo genere di fotografia architettonica che riusciate mantenere quanto più possibili parallele e perpendicolari le linee dell’architettura che state fotografando.

Un obiettivo 28mm è in genere il più indicato a tale scopo, ma anche 35mm oppure 50mm se avrete sufficiente spazio alle vostre spalle per allontanarvi dalla struttura che state fotografando.
Nella fotografia d’interni si rendono utili gli obiettivi medio-grandangolari prestando attenzione a non includere nell’inquadratura oggetti in primo piano (che risulterebbero deformati prospetticamente).
Nell’esempio delle due fotografie di seguito è facile vedere come con un zoom 16-35mm sarà sufficiente passare da 16mm a 24mm per annullare le fughe delle linee verticali seppur sacrificando leggermente la copertura angolare della stanza.
Fotografia di Architettura artistica
C’è poi una interpretazione più artistica della Fotografia di Architettura, dove al centro della vostra attenzione non sarà il progetto architettonico nel suo insieme, ma paradossalmente il punctum che meglio lo descrive che può essere un particolare dell’edificio, oppure uno scorcio e per il quale un obiettivo medio-tele oppure tele può rivelarsi il più idoneo per focalizzare l’attenzione e chiudere l’angolo di campo sul particolare che ci interessa.
Mentre al contrario in una navata di una chiesa l’ottica più indicata può essere un grandangolo che vi aiuterà ad ottenere una prospettiva più movimentata, meno simmetrica e più interessante (con diverse linee di fuga delle colonne) e conferendo alla chiesa una profondità molto accentuata.
Se vorrete ridurre questo effetto di accentuazione delle distanze potrete realizzare lo scatto anche utilizzando un medio grandangolo oppure un normale sempre utilizzando una prospettiva sfalsata e ottenendo ugualmente una buona descrizione dell’interno della chiesa pur non potendo godere di un ampio angolo di campo.

CONSIGLI E SUGGERIMENTI
L’utilizzo di un cavalletto è quasi indispensabile nella Fotografia di Architettura, così come l’effettuare lo scatto tramite uno scatto flessibile o un comando remoto per evitare di muovere la fotocamera al momento dello scatto.
Interessante è oggi la possibilità di utilizzare i droni per ottenere fotografie di architettura impensabili prima e sempre rimanendo col dorso fotocamera parallelo al piano dell’edificio, sia in interni che in esterni. Col drone possiamo salire parallelamente alla facciata di un edificio, dal piano terra al suo apice, posizionando il punto di ripresa a diverse decine di metri d’altezza e creando così una panoramica della facciata di grande effetto.
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