Fotografare l’Inverno. Lezione #23 Foto

Ogni stagione ha i suoi pregi fotografici e l’inverno non sfugge a questa regola, abbiamo deciso di parlarne perchè nonostante la stagione fredda ci fa mancare gli stimoli dovuti al clima rigido e la conseguente necessità di cercare tepore al chiuso, vi vogliamo stimolare a portarvi dietro la fotocamera se uscite anche per una semplice passeggiata domenicale.

La stagione invernale nasconde, dietro l’apparente grigiore, tante possibilità fotografiche e video da cogliere al volo non facendosi trovare impreparati, in questa breve guida forniremo alcuni consigli e idee su come organizzare le uscite fotografiche invernali.

 

 

Iniziamo col dire che la luce è diversa, non solo dal punto di vista qualitativo ma anche quantitativo, infatti le ore di luce e disposizione sono ridotte rispetto all’estate e già alle 17 ci ritroviamo con l’ora blu ma questo viviamolo come un vantaggio in quanto per realizzare spettacolari foto serali non dobbiamo attendere le 22. In inverno predomina una temperatura colore tendente al blu, quindi fredda, di questo teniamone conto e non stupiamoci se otterremo foto con queste tonalità utilizzando il bilanciamento automatico del bianco. In fase di pp possiamo neutralizzare tale dominante, se eccessivamente presente e fastidiosa ma solo se avremo scattato in raw.

Per la video ripresa è comunque sempre possibile bilanciare in post attraverso il pannello di controllo nella sezione color del nostro software di editing, ma anche in questo caso consigliamo sempre, per riprese da archivio, di usare profili Log visto che la video ripresa raw appannaggio di selezionati costosi modelli professionali comporta anche un notevole dispendio di spazio di archiviazione, e necessita di computer performanti.

E’ corretto dire che la video ripresa raw è comunque possibile attraverso l’utilizzo di registratori esterni da collegare via hdmi alla fotocamera, ovviamente tale ingombrante modalità va riservata a usi professionali e non certo per gite familiari.

 

L’attrezzatura

Preparare il materiale da portarci fuori presuppone un approccio leggermente diverso rispetto alla stagione calda, sappiamo che il freddo non è amico degli accumulatori che tendenzialmente tendono a scaricarsi più in fretta, ragion per cui se le abbiamo è consigliabile uscire con almeno due o più batterie cariche. Accorgimento utile consiste nel tenere la fotocamera nello zaino e estrarla solo nel momento in cui vogliamo fare la foto o la ripresa video, al fine di evitare l’esposizione del pacco batteria alle basse temperature. Girovagare con la fotocamera appesa al colo come facciamo in estate è pertanto sconsigliato, tra l’altro anche d’estate girare con la fotocamera al collo, se non siamo in ombra, non è certo una buona idea in quanto sopratutto se abbiamo un modello di colore nero, il corpo tende a surriscaldarsi e ad accumulare calore, da ciò si evince che ogni estremo, caldo o freddo, non fa mai bene all’attrezzatura.

Se pensate che estrarre e riporre continuamente la fotocamera nello zaino agganciato alle spalle sia alquanto macchinoso oltre che scomodo, potreste valutare di utilizzare gli zainetti a tracolla che consentono di avere un controllo più veloce di queste operazioni in quanto agganciati come una borsetta sul fianco.

Il freddo eccessivo sopratutto in zone di montagna fa si che potremmo decidere di calzare i guanti, in questo caso non esiste altra alternativa che toglierli per ruotare le ghiere o per schiacciare i minuscoli pulsanti di cui sono dotate le nostre fotocamere. Se è vero che esistono guanti che permettono di toccare e far funzionare gli schermi attivandone le funzioni, purtroppo siamo convinti che un guanto per quanto sottile sia un impedimento per toccare, infatti mancherebbe il cosiddetto feedback tattile e si corre il rischio di premere due pulsanti vicini contemporaneamente, per cui non resta che sfilare e rimettere i guanti continuamente, almeno uno.

 

© Luigia De Vincenzo

 

Il resto della nostra solita attrezzatura che portiamo solitamente con noi nella stagione estiva va benissimo anche in quella invernale. Per cui i vari filtri ND, cavalletti, ministativi e quant’altro vanno bene, essendo strumenti meccanici non necessitano di particolari accorgimenti. Nel caso abbiate necessità di fare gite “polari” vi consigliamo di consultare manuali specializzati anche per l’abbigliamento.

L’attrezzatura va protetta, sempre, dal caldo e dal freddo, ma anche dalla pioggia e dalla neve. Un fiocchetto innocente di neve che si posa sul nostro obiettivo o sul corpo camera, dopo qualche secondo si trasforma in una apparentemente innocente gocciolina d’acqua che se penetra all’interno può fare danni devastanti.

Proteggiamo l’attrezzatura anche dal vento, una eccessiva esposizione potrebbe far insinuare granelli di polvere o di sabbia al mare, dove è bene proteggersi dagli schizzi di salsedine ma questo vale sempre anche in estate.

Nei cambi obiettivo ripariamoci dalle intemperie avvolgendo la fotocamera con il gubbino durante le operazioni e mai rivolgersi in direzione del vento, il sensore ringrazia.

Proteggiamo camera e obiettivo sopratutto se non abbiamo in mano un modello tropicalizzato dotato di apposite guarnizioni, in ogni caso il “meglio prevenire che curare” non guasta mai.

 

L’abbigliamento

Questo articolo vuole essere una breve guida a una uscita domenicale in giro per le nostre città, al mare, al lago, se avete intenzione di avventurarvi in ambiti particolarmente impegnativi come la montagna e le zone innevate consultate le apposite guide sull’abbigliamento necessario e sui comportamenti da tenere che esulano da queste pubblicazioni. Una cosa ci sentiamo di scriverla, ogni nostra azione deve essere improntata alla massima attenzione preventiva e conseguente.

 

© Luigia De Vincenzo

 

Come impostare la ripresa

Come già scritto ci ritroveremo in situazioni dove la luce oltre che avere una dominante fredda (correggibile) sarà quantitativamente inferiore, rispetto all’estate abbiamo circa 5 ore in meno di luce, per cui alle 17 sarà come essere alle 22. Fotograferemo di mattina o nel primo pomeriggio.

I moderni sensori non temono il ricorso alle alte sensibilità, lo facciamo già d’estate nelle ore serali, non vediamo il motivo per cui non dovremmo farlo in inverno, non abbiate timore di partire da sensibilità di 400, 800, 1600 ISO. Inverno non vuol dire che avremo sempre cieli scuri e nuvolosi, a volte gennaio regala paesaggi mozzafiato con giornate terse che in estate sono un miraggio per via della cappa di caldo opprimente. Se fotografiamo la neve bisogna ricordarsi che l’eccessivo bianco tende a ingannare l’esposimetro che vi consiglia erroneamente di chiudere il diaframma, non fidiamoci.

Quando si usava la pellicola e non era possibile previsualizzare sullo schermo il risultato i fotografi sapevano che rispetto alle indicazioni dell’esposimetro bisognava sovraesporre almeno di due f/stop per compensare “l’inganno” esposimetrico.

Oggi che abbiamo in mano la tecnologia che ci consente di poter previsualizzare l’immagine sul mirino, operiamo di conseguenza, e sopratutto controlliamo l’istogramma al fine di effettuare la corretta regolazione di tempo e diaframma. Ricordiamo che l’istogramma è un tipo di rappresentazione grafica della distribuzione tonale dei livelli di un immagine digitale. La parte sinistra rappresenta le aree scure mentre a destra rappresenta le aree chiare, l’esposizione corretta si avrà quando questa rappresentazione vettoriale forma un andamento a campana con la parte centrale più alta rispetto alle laterali.

 

 

Cosa fotografare

L’ambiente urbano anche d’inverno è popolato da innumerevoli stimoli fotografici, ognuno di noi ha degli argomenti preferiti, ma se non vi siete mai cimentati nella “urban” o “street” provateci.
Certo la luce piatta e poco contrastata di una giornata poco luminosa non invoglia neanche con il bianco nero. Se invece c’è il sole ecco che i contrasti assumono dei valori tonali he possiamo sfruttare. La luce di taglio quasi costante tipica delle giornate invernali crea una atmosfera d’effetto che possiamo sfruttare nelle prime ore pomeridiane al contrario dell’estate dove bisogna attendere la sera per fare la stessa foto. L’illuminazione laterale crea un effetto tridimensionale che modella le cose, i visi, le persone.

Se abbiamo la possibilità di usare una lente luminosa saremo aiutati sia per quanto riguarda lo sfocato sia per quanto riguarda la possibilità di non salire troppo con la sensibilità o con i tempi di posa. Anche negli scatti di strada preferite l’effetto sfocato creando composizioni con un primo piano a fuoco, una quinta e uno sfondo astratto causato dalla sfocatura. La quinta può tranquillamente essere la parte eccessivamente in ombra che potrà essere anche un nero perfetto se prediligiamo una esposizione spot.

 

© Luigia De Vincenzo

 

Una stradina di un centro storico, un vecchio muro, una finestra, dei panni stesi, degli attrezzi da lavoro di un cantiere, la merce di un venditore ambulante, un gattino raggomitolato, una vecchia bici appoggiata a una rastrelliera, sono degli stimoli fotografici interessanti.

Al mare o al lago in un piccolo porticciolo i pescatori intenti a riparare le reti, le barche, i pescherecci, il molo, i gabbiani, c’è un mondo infinito.

Possiamo approfittare della luce scarsa adottando la tecnica del mosso intenzionale, muovendo la camera dall’alto in basso durante l’esposizione e sperimentare così delle varianti creative.

Ricordiamoci che in ambiente urbano è preferibile fotografare a diaframma aperto per accentuare l’effetto sfocato, in montagna o al mare quindi in luoghi ampi, dobbiamo usare l’effetto contrario prediligendo il tutto a fuoco per aver nitido tutto il paesaggio inquadrato, ma non sono le uniche regole, ci regoleremo in base al risultato che ci prefiggiamo di ottenere.

In giro per le nostre città nella stagione fredda, guardiamo e osserviamo cosa accade intorno a noi, ogni elemento della natura può regalarci immagini straordinarie, anche la pioggia e il vento.

Se abbiamo individuato un punto interessante, appostiamoci e previsualizziamo l’inquadratura regolando la messa a fuoco, il tempo abbastanza rapido da bloccare l’azione e il diaframma chiuso quel tanto che basta ad avere la giusta profondità di campo e attendiamo il momento propizio.

Se siamo fortunati non tarderà ad arrivare, una folata di vento in una giornata di pioggia fa sovente rovesciare gli ombrelli, fa volare i capelli, le borse e crea scompiglio, quello scompiglio improvviso che saremo in grado di immortalare nel nostro fotogramma.
Il tempo di posa scelto dovrà garantire una perfetta leggibilità della scena per congelarla, ma al contempo dovrà regalare quel minimo di mosso sugli elementi in rapido movimento, bisogna provare.

La macchina vi consiglio di regolarla sullo scatto a raffica in modo da poter scegliere tra una infinità di fotogrammi quello che rende meglio la situazione, non sono rare ormai le camere che permettono anche in raw di realizzare una raffica di 20 fps con messa a fuoco bloccata.

 

© Luigia De Vincenzo

 

La lente “regina” della street è il 35mm “prime” con diaframma almeno di f/1.8, capace di regalare sfocati perfetti e pastosi, è il grandangolo universalmente accettato per questo genere di fotografia, ma anche il 50mm permette di cogliere gli elementi necessari a una bella foto.
In mancanza anche uno zoom professionale 24/70mm f/2.8 o 24/105mm f/4 può andar bene ma la prima è preferibile per via di quel diaframma in più

Nelle foto dove sono presenti più elementi, lavorate con la tecnica del fuoco selettivo, in questo caso usando un grandangolo necessita, al fine di ottenere lo sfocato, essere particolarmente vicino al soggetto o ai soggetti.

Per la composizione geometrica abbiate un occhio attento e architettonico, le linee cadenti che causano la fuga prospettica tipica dei grandangolari spinti mal si adattano a un certo genere di foto a meno di non utilizzare un costoso obiettivo decentrabile complicato da regolare.

Possono andar bene per gli scatti veloci, rubati, da cronaca, scatti che rappresentano un istante irripetibile, ma se la foto è posata e pensata allora l’occhio pretende linee perfettamente in bolla.

 

© Luigia De Vincenzo

 

In questo caso la foto è ragionata non improvvisata, la fotocamera ha la funzione linea orizzontale per cui usatela per non creare orizzonti storti. Al fine di non creare le linee cadenti, includete parte della strada e prediligete inquadrature orizzontali perché le verticali includerebbero troppa parte bassa senza elementi interessanti nel fotogramma.

Con il taglio orizzontale fate in modo che la parte bassa stradale si fonda bene con il resto dell’inquadratura e non sia considerata un disturbo inutile da ritagliare, per cui includete in quella parte del fotogramma qualche elemento che caratterizzi la scena, che sia parte integrante e non disturbante.

 

© Luigia De Vincenzo

 

In questa immagine verticale, doverosa inquadrando alberi e non creare linee cadenti, la parte bassa del fotogramma non è eccessiva e occupa il terzo inferiore con le tracce del passaggio delle auto che caratterizzano la scena, per cui questa parte non disturba perché è parte integrante dello scatto.

 

Claudio NP

Fotogfrafie: Claudio NP e Luigia De Vincenzo

 

 

 

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