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Assistente digitale sul set

Di Gianluca Ferradino

 

Qualche settimana fa ero a cena a casa dei miei genitori e raccontavo loro di aver passato al giornata su un set fotografico per un cliente ed era stata una giornata molto interessante e piacevole, mio padre quindi mi chiede se avessi iniziato a scattare foto e la mia risposta fu di no, ed ecco quindi prontamente la seconda domande “e cosa facevi su un set?”, fu complicato spiegarglielo ma ci riuscii.

“Ero lì come assistente digitale”.

L’assistente digitale, a volte chiamato anche DIT (Digital Imaging Technician) è il responsabile di tutte le fasi digitali delle foto, dalla pre-produzione, fino all’inizio della post-produzione, gestendo tutte le fasi intermediarie.

Il DIT, che spesso è anche il ritoccatore che successivamente si occuperà della post produzione delle foto di quello specifico servizio deve avere tutte le capacità di base di un fotografo e avere ben chiaro quello che dovrà essere il lavoro in post produzione, quindi avere quanto meno le conoscenze minime da ritoccare se non sarà lui ad occuparsi della post come professionista. Il suo ruolo è anche quello di preparare e controllare tutta l’attrezzatura fotografica lasciando al fotografo il tempo e lo spazio per dedicarsi alla parte operativa dello scatto.

“Un assistente digitale non è un assistente fotografo”

Se come detto, tra i compiti dell’assistente digitale rientra quello di preparare e gestire l’attrezzatura durante lo shooting diverso è il ruolo di un assistente fotografo, provo a fare un esempio: può capitare che un assistente digitale consigli al fotografo la disposizione di una determinata luce ma non che il fotografo ordini all’assistente digitale di spostargli la luce su sua indicazione.

Le figure del DIT e il fotografo sono complementari tra loro e di aiuto l’uno verso l’altro, solitamente fanno un briefing prima e dopo il servizio e sono consapevoli che entrambi fano parte di un “processo” che inizia dall’idea del direttore creativo o da una richiesta diretta del cliente e si conclude con la consegna delle foto agli stessi. Nessuno dei due è quindi dominante sull’altro ma hanno due ruoli fini ad un unico risultato.

Le agenzie di produzione pubblicitaria sono tra le realtà sul mercato che più di tutte sanno quanto sia fondamentale questa figura sul set, proviamo a pensare con esempi concreti, almeno per la mia esperienza a questi tre fattori: Tempo, Costi, Qualità. La presenza dell’assistente digitale sul set riduce notevolmente i tempi della post produzione. Mi capitò di fare un lavoro per un agenzia in cui mi veniva chiesti di rimuovere le pieghe più evidenti dai vestiti scattati ed indossati dai modelli, proposi loro di chiamarmi se avessero scattato nuovamente foto similari garantendo loro appunto quei tre fattori citati. Andai quindi sul set “armato” di mollette e prima di ogni scatto “pinzavo” gli abiti rimuovendo quindi le pieghe evidenti che il cliente non avrebbe voluto. Il secondo aspetto in cui ci guadagnò l’agenzia era il costo, la mia fattura per una giornata di lavoro sul set era inferiore a quella fatturata la volta prima per tutto il tempo che avevo impiegato a rimuovere quelle pieghe. Il terzo aspetto è stata la qualità delle foto, come è importante ricordare sempre, almeno su questo tipo di fotografie prese da esempio, più ritocchi si fanno più la foto ne può risentire, ecco quindi che meno post produzione (parliamo di ricostruzione di abiti di moda) equivalgono ad una migliore qualità.

“Ma così, nel complesso, tu hai guadagnato meno”.

Con tutta la trafila sopra riportata complessivamente mi sono trovato in quell’occasione a fatturare meno del lavoro precedente è vero, ma il cliente era pienamente soddisfatto e la mia professionalità ne ha guadagnato, inoltre, da quel momento sono sempre stato chiamato sui set di quell’agenzia.

Bisogna quindi guardare alla figuare dell’assistente digitale non come ad un costo in più da sostenere sul set ma come ad una spalla di supporto in grado di farci guadagnare, con la sua presenza, in altri fattori che complessivamente diventano fondamentali.

 

Gianluca Ferradino

www.gianlucaferradino.com

 

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