Lezioni video. Iniziamo!

Iniziamo!

Nelle lezioni precedenti abbiamo parlato della fotografia e della video ripresa in generale, abbiamo parlato dei mezzi espressivi intendendo i materiali con cui possiamo fare le nostre foto o i nostri video, i tipi di obiettivi e le macchine da ripresa. Bene, è arrivato il momento di metterci in mano la nostra foto video camera e iniziare a usarla. Piccola altra premessa: in queste lezioni non parleremo dei telefoni cellulari, in quanto, pur oggi potendo disporre di prodotti che permettono di fare foto e/o video riprese assolutamente di ottimo livello, non li consideriamo per realizzare quanto ci prefiggiamo di fare. Ovviamente ognuno di voi lo può utilizzare anche per i motivi precedentemente esposti, ma nella nostra trattazione non li prenderemo in considerazione.

Essendo pacifico che per strutturare la propria esperienza volta a intraprendere una professione non basta leggere queste righe, ma è opportuno effettuare appositi corsi di studio e formazione professionale, cercheremo comunque di dare quelle nozioni che permetteranno di portare a casa un buon risultato dal punto di vista di un utente che pur non svolgendo la professione di foto videomaker è appassionato di queste tematiche e vuole imparare le nozioni che servono a realizzare dei filmati per scopi personali o culturali o di divulgazione.

Si parte da una idea, da un progetto personale o condiviso con una squadra di persone che si prefiggono di realizzare un prodotto audiovisivo, oppure semplicemente dalla voglia di documentare la nostra gita, la nostra vacanza, la nostra famiglia. Ecco, anche in questo caso non deve mancare l’approccio professionale alla ripresa video, perché quando andremo a proiettare il nostro video agli amici non dobbiamo annoiarli ma coinvolgerli. Non possiamo permetterci di fare inquadrature sbagliate, noiose o inutilmente ripetitive e da ultimo ma non per ultimo anche la colonna sonora e i titoli durante la fase di montaggio devono essere all’altezza della situazione.

Come già detto per le nostre video riprese varranno le stesse considerazioni di tipo tecnico che si adottano nella fotografia, per cui se siete già appassionati di fotografia dovete semplicemente adottare le stesse regole di composizione e ripresa. E’ preferibile al giorno d’oggi utilizzare una macchina fotografica meglio se mirrorless anche per la leggerezza rispetto ai modelli reflex, visto che ormai tutte possono anche video registrare e perché hanno la possibilità di utilizzare i controlli manuali che su una video camera amatoriale non ci sono tutti perché appannaggio di modelli professionali di costi proporzionati al loro livello. L’unica cosa di cui sentiremo la mancanza sarà lo zoom motorizzato.

Nella scelta della nostra fotocamera nel caso non la avessimo ancora, meglio preferire i modelli a lente intercambiabile, e tra le caratteristiche scegliere quelle che hanno una presa per collegare un microfono esterno nel caso volessimo registrare un parlato con microfoni esterni o catturare un audio con una qualità superiore rispetto a quanto possono fare i microfoni incorporati nella macchina stessa e una presa cuffia per monitorare il suono. Nel caso frequente in cui la presa per la cuffia non sia presente preferire modelli che tramite un adattatore da collegare alla presa USB possano sopperire a questa mancanza.

Partiamo da una situazione base, dobbiamo effettuare le riprese del nostro viaggio/escursione. Fin dalla sera prima bisogna cominciare a stilare una lista delle cose che servono e che dobbiamo necessariamente portarci per il nostro video, non possiamo il giorno della partenza essere ancora in ballo con la strumentazione, tutto deve essere pronto e nello zaino.

Batterie cariche e carica batterie, schede di memoria, eventuale faretto led a batteria se pensiamo di fare riprese in luce scarsa, treppiede, filtri, microfono, cavi vari, obiettivi, pezzuole per pulirli, cuffietta per monitorare il suono, adattatori vari e quant’altro ogni volta utilizziamo, insomma facciamo una lista e spuntiamo tutta l’attrezzatura che carichiamo in modo che al rientro la dobbiamo ritrovare tutta nello zaino.

Dobbiamo anche studiare preventivamente il luogo dove andremo, la posizione del sole nelle varie ore della giornata per non trovarci a fare una ripresa con il soggetto che ci serve o in controluce o

addirittura in piena ombra. Ecco, questo è uno dei momenti in cui il cellulare di cui all’inizio dicevamo che non ne avremmo tenuto conto ci può invece essere d’aiuto in quanto esistono applicazioni per controllare il meteo, la posizione del sole e anche per la valutazione preventiva della nostra DOF ovvero la Depth of Field, la profondità di campo di cui parleremo al momento opportuno.

 

 

Partiti, arrivati, iniziamo il nostro reportage. Partendo dal presupposto che preventivamente abbiamo studiato il luogo oggetto del viaggio e valutate le condizioni relative a eventuali restrizioni sulla realizzazione di video riprese (alcuni luoghi privati e/o pubblici possono imporre di non fare effettuare foto/riprese) e lo conosciamo quasi come se ci fossimo già stati dobbiamo organizzare la ripresa per step.

Impostiamo la fotocamera in modo che non possa effettuare riprese senza la scheda di memoria inserita altrimenti per una banale dimenticanza rischiamo di fare riprese che in realtà non abbiamo mai registrato.
Impostiamola a una buona qualità di registrazione, se non serve la risoluzione 4K UHD da 3840x2160p possiamo registrare tranquillamente in full HD 16:9 a 1920x1080p con un buon bit rate, 100mbps va benissimo, a 25 fps se non pensiamo di dover fare dei ralenty o a 50 fps nel caso registriamo sequenze che pensiamo di dover rallentare al 50% in modo da avere quanti più fotogrammi possibili affinché il rallentamento non venga a scatti.

 

 

Se ci facciamo caso le nostre fotocamere possono registrare anche frequenze di 30 oppure 60p, tendenzialmente non usiamole, sono appannaggio della registrazione NTSC mentre le frequenze di 25 e 50 sono del nostro sistema televisivo il PAL, ne abbiamo già parlato, sopratutto per riprese in luce artificiale.

Se la nostra fotocamera prevede la registrazione flat o logaritmica a gamma dinamica estesa usiamola, sopratutto per quei soggetti ad alto contrasto cioè dove vi sono ombre nette e marcate, in quanto dovendo esporre per le luci come per le diapositive ci ritroveremmo con una ripresa con le luci perfettamente esposte e le ombre completamente nere. Tale possibilità, che ogni produttore chiama in modo diverso con una lettera iniziale che di solito corrisponde alle iniziali del costruttore seguite dalla parola log, ad esempio Canon la chiama C-Log, Fuji F-Log, Nikon N-Log, Panasonic V-Log, Sony S-Log, permette a fronte di una visualizzazione a monitor di uno scenario scarsamente contrastato e con i colori sbiaditi, di poter recuperare in post produzione i colori della scena originaria con un ottimo controllo del contrasto, delle luci e ombre, non solo, permette anche attraverso l’uso di LUT (Look Up Table) specifiche, di modificare i colori determinando in tal modo il grading del nostro film oppure di correggere eventuali errori di colorimetria effettuando la cosiddetta color correction.

Impostiamo la macchina in manuale e il bilanciamento del bianco o automatico (AWB) o per luce solare o in base alla luce presente nella scena.
Regoliamo la macchina in modo che mostri sul monitor l’istogramma in modo da regolare l’esposizione correttamente, sarà corretta quando la forma a campana sarà esattamente al centro dell’istogramma, in pratica partendo dal tempo di ripresa che dovrà essere fisso a 1/50”, a tal proposito per abbassare la luminosità dobbiamo montare un filtro ND da almeno 6 f/stop ND32 altrimenti saremo costretti in mancanza a usare tempi di otturazione molto veloci, in determinate situazioni non proprio ideali, regoleremo di conseguenza il diaframma facendo attenzione a non superare mai la soglia di f/8 o f/11 per non incorrere in fenomeni di diffrazione.

Ovviamente quando vorremo fare delle riprese con un primo piano a fuoco e lo sfondo sfocato dovremo utilizzare la massima apertura di diaframma consentita dalla lente montata e regolare di conseguenza il tempo o aumentare la densità del filtro ND.
Se la nostra fotocamera ha una lente zoom, (possibilmente di grande apertura focale) possiamo fare a meno di cambiare continuamente obiettivo, altrimenti montiamo in macchina una lente grandangolare o usiamo lo zoom alla minima focale consentita e iniziamo a fare delle riprese inquadrando in maniera ampia il nostro soggetto (il panorama, una piazza etc).

Se abbiamo portato il cavalletto/monopiede dotato di testa fluida dopo averci accertato preventivamente che non ne è vietato l’uso, piazziamolo e facciamo delle lente riprese panoramiche partendo da una zona di poco interesse e girando verso la zona di maggior interesse fino a fermarci su tale punto, soffermandoci qualche istante prima di premere stop.

Mai e dico mai, una volta giunti al punto di arrivo continuare a registrare e tornare indietro, sbagliato, non serve, se vogliamo fare la ripresa al contrario creiamo una nuova clip.

Dallo stesso punto di vista stringiamo il campo inquadrato rifacendo le stesse riprese o aumentando la focale dello zoom o montando una lente con un angolo di campo inferiore al fine di realizzare degli attacchi sull’asse, facciamo anche delle riprese di particolari di almeno 5 secondi, ci serviranno oltre che per mostrare meglio un punto specifico, a copertura di eventuali errori/problemi che dovessero intervenire in una ripresa (esempio: un passante che improvvisamente impalla l’obiettivo, o un urto involontario al cavalletto con conseguente ripresa mossa che non è possibile ripetere e cosi via), queste riprese di copertura ci aiuteranno con un abile “insert video” a mascherare tale situazione.

Cambiamo poi punto di vista e facciamo dei controcampi, ripetiamo la stessa sequenza di riprese, prima grandangolari e poi medie o tele con vari particolari, cambiando anche il diaframma per ottenere degli sfocati suggestivi che facciano risaltare il soggetto principale.
Gestiamo le riprese in base al nostro piano della luce disponibile che ci siamo prefissati, registrando prima le parti che sapremo essere illuminate dal sole e poi in un momento diverso della giornata quando si illuminerà la parte che prima era in ombra correggendo poi in post le differenze di temperatura colore per uniformare le scene, ricordate…parlavamo di color correction.

Se invece abbiamo uno stabilizzatore elettronico (Gimbal) usiamolo al posto del cavalletto per dare movimento alle nostre riprese che altrimenti sarebbero troppo statiche e monotone. Effettuiamo dei movimenti lenti con lente grandangolare, sia in avvicinamento al soggetto preventivamente focheggiato (evitare l’autofocus) sia in movimento destra/sinistra o diagonale.

 

 

La profondità di campo di cui parlavo in apertura è la zona della nostra inquadratura che sarà a fuoco nella scena ed è influenzata dal diaframma, più è chiuso più sarà estesa. Pertanto tramite apposite app che utilizzeremo sapremo in anticipo, dandogli in pasto le ipotesi di ripresa, di quanto sarà a fuoco la nostra inquadratura. Cosicché impostato un diaframma chiuso come f/8 (di solito il miglior compromesso) e focheggiando affinché tutto sia a fuoco sapremo preventivamente di quanto sarà esteso il nostro fuoco evitandoci di fare aggiustamenti durante la ripresa ed evitandoci di usare l’autofocus che, influenzato da x fattori potrebbe decidere di cambiare il fuoco obbligandoci a ripetere la ripresa.

Un consiglio utile consiste nel controllare subito sul monitor ogni ripresa che facciamo per evitare di ritrovarci con file inutilizzabili, meglio controllare al momento e se del caso rifarla, anzi meglio fare più take della stessa ripresa al fine di poter scegliere la migliore dopo.
Annotiamoci subito durante le riprese ogni particolare degno di nota sulla clip in questione perché diversamente dalla foto, le clip video delle macchine non cinema non hanno i metadati tipo gli exif da cui è possibile risalire a tutti i parametri di ripresa. La clip video conterrà solo il dato del codec usato e della sua risoluzione ad esempio 1920×1080 50p H.264, diversamente dal file fotografico dove viene registrato anche il diaframma, il tempo di scatto, gli iso e altro ancora.

Se ritenete utile invece di annotare ex post su un taccuino potete parlare durante la registrazione e registrare a voce, subito nella clip, ciò che invece avreste dovuto scrivere dopo.

 

 

Ogni nostra clip dovrà essere realizzata secondo le regole della composizione fotografica una molto importante è la regola dei terzi, andranno evitati i controluce se non a fine artistico, andranno evitate le riprese con orizzonti pendenti, ogni clip dovrà essere perfettamente esposta, evitare immagini traballanti e inutilmente mosse o con particolari fuori fuoco tranne che se voluti e evitare di tagliare particolari invece importanti. E’ utile utilizzare le regole delle inquadrature dal campo lunghissimo al medio per i paesaggi, passando per il piano americano, mezzo busto, primo piano e primissimo piano per le persone. In caso di inquadratura di persona che parla posizionarla su un lato del fotogramma leggermente girata diagonalmente verso la camera, lasciando buona parte di inquadratura dello sfondo, utile a tal proposito usare un medio tele a diaframma aperto che ci permette di tenere lo sfondo sfocato facendo risaltare il soggetto principale.

 

 

 

Possiamo decidere anche per le macchine predisposte, di registrare su due schede separate al fine di avere subito un back-up di sicurezza.
Alla fine della nostra giornata di riprese provvederemo a salvare su un disco esterno tramite un computer o sul computer stesso le nostre clip, per liberare le schede di memoria utilizzate e renderle disponibili per il giorno successivo.

Possiamo fare subito un lavoro preventivo che ci tornerà utile dopo per il montaggio, divideremo le nostre clip per giorno e luogo visitato e come sottocartella le divideremo per riprese grandangolari, tele e di copertura. Se questo lavoro dovessimo farlo dopo rischieremmo col tempo di dimenticare qualcosa del posto visitato e dell’organizzazione che ci siamo dati.

Tutto quello che inquadreremo potrebbe essere soggetto alle leggi sul diritto d’autore e/o della privacy, le regole possono cambiare in base al Paese/posto dove ci troviamo, al fatto che la nostra opera è destinata a una semplice visione in famiglia o se è intenzione renderla pubblica sulla rete internet o farla partecipare a concorsi o proiezioni pubbliche, pertanto ognuno dovrà agire regolandosi su ciò che inquadra sopratutto per ciò che concerne la ripresa di persone, luoghi, interni e/o esterni, musei, opere d’arte etc meglio informarsi preventivamente su leggi, restrizioni, regole di comportamento e obblighi e/o divieti.

Quando torneremo a casa dovremo “sbobinare” tutte le nostre clip e scegliere quelle valide eliminando le non valide o tenendole come riserva.
Se abbiamo nozioni di montaggio video iniziamo subito il nostro montaggio avendo cura di scegliere una colonna sonora adeguata (verificare i diritti d’uso) con un “mood” umore che sia coerente col racconto.

Scegliamo con cura anche il font dei titoli e la loro comparsa, durata, posizione sullo schermo e il colore.
Facciamo un montaggio del tipo “on the beat” cioè sul battito, a tempo di musica, inseriamo se del caso un voice over e finalizziamo correggendo il colore delle clip secondo il nostro gusto e riportiamolo ai corretti valori di contrasto e luminosità se abbiamo usato il log, aiutandoci con gli strumenti messi a disposizione del software di editing, le clip video non devono clippare ne sul nero ne sul bianco restando pertanto all’interno di un pacchetto di valori compreso tra 0 e 100 IRE.

Claudio NP

 

 

 

 

 

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