A Gorle, poco fuori dai confini metropolitani della città di Bergamo, è nato un nuovo polo per la creatività a 360 gradi, con la fotografia al centro. Si tratta Hyla Creative Studio, si trova in via Toniolo 2 ed è un luogo dove molte arti dialogano tra loro e con noi: l’illustrazione, la legatoria, la pittura, la fotografia, la calligrafia, la poesia, la formazione in genere.

Ispirato al celebre haiku del poeta giapponese Matsuo Bashō, che recita così: “Vecchio stagno / una rana si tuffa / suono d’acqua”, si propone come uno spazio vivo, naturale e umano, popolato di tante idee dove si impara immergendosi, si cresce osservando e si rinasce creando.

Nato dall’idea dell’imprenditrice Monica Testa, fotografa viaggiatrice e donna insuperabile, riflette molto la sua personalità creativa  che ha sempre un’attenzione gentile verso gli altri.

 

 

Hyla ha come simbolo una simpatica raganella verde e diventerà un punto di riferimento per tutti colore che vogliono sentirsi liberi di esprimersi, crocevia di idee, pratiche e scambi interdisciplinari che tra loro si contaminano dando vita a cose nuove.

Proprio come le vibrazioni di un sasso in uno specchio d’acqua, sempre di verse a ogni tuffo, qui si parte dalla disciplina fotografica, cuore pulsante dell’intero progetto, per una eco che consente a tutti di respirare ogni stimolo senza escludere nessuno, nemmeno chi, percorrendo il suo processo creativo, finisce per commettere (utili) errori.

La ranocchia, come Hyla, si muove agile con grazia e leggerezza, si arrampica in verticale o nuota in acque sconosciute, creatura affascinante e allegra simbolo di vitalità e armonia con la natura proprio per la sua capacità di collegare due elementi e adattarsi ai cambiamenti immergendosi in nuove esperienze per rinascere rinnovata. Un richiamo a vivere con entusiasmo in ogni onda che la vita ci propone.

 

 

Così recita la loro presentazione: “Nel nostro studio, l’arte non è mai fine a se stessa: è un mezzo per comprendere il mondo, per conoscersi meglio, per entrare in relazione. Ogni progetto nasce da un’idea, si sviluppa attraverso il confronto e si nutre delle diversità di chi lo abita. In questo senso, Hyla vuole essere molto più di uno studio fotografico: sarà una comunità viva, dove principianti e professionisti si incontrano in un’atmosfera amichevole, stimolante e libera”.

Lo spazio, accogliente e luminoso, è stato progettato per favorire il lavoro individuale e collettivo. Un vero stagno dove qualunque ranocchio ci potrà saltare dentro e trovarci laboratori di fotografia e arti visive, workshop multidisciplinari, incontri tematici, talk, esposizioni e momenti di confronto.

 

Il manifesto di Hyla Studio

Esplorazione creativa: crediamo che l’arte si manifesti in una varietà di espressioni.
Il nostro laboratorio celebra la fotografia, ma anche altre tipologie creative. Ogni forma d’arte è un linguaggio che merita di essere esplorato e compreso.

  1. Curiosità senza limiti: la curiosità è il nostro faro. Invitiamo tutti a esplorare, a porre domande e a scoprire le connessioni tra diverse discipline artistiche. Ogni nuova scoperta arricchisce la nostra esperienza creativa.
  2. Interazione e collaborazione: l’arte fiorisce attraverso la condivisione. Promuoviamo un ambiente collaborativo dove artisti di diverse discipline possono unirsi, ispirarsi a vicenda e creare insieme, tessendo relazioni creative.
  3. Sperimentazione e Innovazione: incoraggiamo l’uso di tecniche innovative e l’esplorazione di nuove idee. Ogni tentativo è un passo verso l’evoluzione artistica. Non ci poniamo limiti; l’arte e la fotografia sono campi aperti all’immaginazione.
  4. Narrazione visiva ed emotività: ogni artista racconta una storia. La fotografia e le altre forme d’arte sono strumenti potenti per esprimere emozioni e trasmettere messaggi significativi. Invitiamo a utilizzare la propria voce per dare vita a queste narrazioni.
  5. Crescita personale: la fotografia e l’arte in generale non sono solo delle tecniche, ma percorsi di crescita. Promuoviamo un ambiente di apprendimento continuo, dove ogni errore è un’opportunità e ogni successo è una celebrazione.
  6. Connessione con la comunità: la nostra arte deve dialogare con il mondo. Ci impegniamo a coinvolgere la comunità locale, a creare eventi e mostre che mettano in luce le voci e le storie della nostra realtà.
  7. Sostenibilità e responsabilità: riconosciamo l’importanza di pratiche artistiche sostenibili. Ci impegniamo a rispettare l’ambiente e a promuovere una fotografia consapevole e un’arte responsabile.
  8. Apertura e inclusività: il nostro laboratorio è un luogo per tutti, indipendentemente dal livello di esperienza. Accogliamo la diversità e abbracciamo la differenza, perché ogni punto di vista arricchisce il nostro tessuto artistico.
  9. Celebrazione della creatività: ogni fotografia è un’opera d’arte; ogni artista ha qualcosa di unico da offrire. Insieme, creiamo un mondo dove l’arte può ispirare e prosperare.

Altre info, qui: https://www.hylastudio.it/

 

 

Il più vicino dei loro incontri culturali è fissato per il 28-30 novembre: ospiteranno la mostra personale di Raffaella Emer dal titolo “La stanza dai muri mobili”. Grazie alla visione di questa artista architetto, prenderà forma un mondo luminoso e pop dove luce e colore sono i perni della sua narrazione.

Il libro omonimo viene presentato così: “Questo non è solo un racconto. È una stanza. Una di quelle che esistono ‘dentro’, che si aprono solo quando il cuore è abbastanza stanco da non resistere più, e abbastanza forte da restare. È la mia storia e di quello che sono diventata, é la storia di una donna che ha amato profondamente, che ha sostenuto, ascoltato, sorriso, dipinto, taciuto.
Una donna che ha attraversato la distanza con le figlie, le domande con se stessa, i silenzi con chi le è accanto. E che ha scelto, un giorno qualsiasi, in un momento senza rumore, ‘di aprire quella stanza’.”

Dentro ci sono sogni, ombre, presenze, simboli, paure dolcissime, forza nascosta.

Appuntamento per il vernissage il 28 novembre alle ore 18.

 

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