Polarcheos di Carlo Di Giacomo in mostra a Milano dal 14 gennaio 2023

  • Polarcheos di Carlo Di Giacomo
  • a cura di Loredana De Pace
  • Orti Fotografici.
  • Via Orti 14 Milano
  • dal 14 al 28 gennaio 2023

 

Ho trovato l’ispirazione per questo progetto, osservando diverse costruzioni moderniste e manufatti, nati in diversi quartieri di Roma nei primi anni del secolo scorso; alcuni di questi erano stati costruiti originariamente per diventare delle fabbriche.

Attualmente taluni di questi edifici sono stati riconvertiti, mentre altri sono ancora in disuso e mantengono la loro struttura originale: un ambiente spettrale…

Il percorso fotografico che ho creato è composto da una serie di immagini che accompagnano lo spettatore in una passeggiata irreale, in una Roma poco o mai vista, con l’intento di una rilettura felliniana della città. Attraverso questo lavoro fotografico, intitolato Polarcheos, ho voluto dare una nuova vita a quegli edifici, inserendo a volte anche edifici storici per creare una nuova storia e dare un nuovo valore “archeologico” a questi “spettri” ai quali i romani non fanno più caso e, dei quali tutti gli altri ignorano l’esistenza e la stravaganza.

L’unicità di questo lavoro sta nella realizzazione degli scatti in Polaroid, usando pellicole originali in bianco e nero, che successivamente ho scansionato per avere la possibilità di stampare in grande formato e su carta fine art.

 

 

Carlo Di Giacomo è un fotografo Fine Art nato a Roma nel 1967. È conosciuto per i suoi lavori che esplorano la natura più intima delle cose, con una visione personale e unica che lo distingue. Per esprimere la sua arte utilizza attrezzature digitali, analogiche e Polaroid.

Si occupa principalmente dei generi landscape, micro e macro fotografia, people, urban landscape, reinterpretando i temi in modo esclusivo e personale. La sua tecnica preferita è il mosso e si avvale principalmente del colore come formula espressiva.

Carlo di Giacomo ha studiato a Roma, presso l’Istituto di cinematografia e televisione Rossellini, dove ha conseguito il diploma con specializzazione in Fotografia. Ha iniziato il suo percorso con tre grandi maestri della fotografia mondiale: Franco Fontana, Larry Fink e Joan Fontcuberta, che hanno decisamente “contagiato” il suo orientamento autoriale.

Il suo lavoro artistico è stato influenzato da fotografi come Ernst Haas, Dora Maar e William Klein.
Ama la scultura e la pittura, soprattutto quella impressionista, e ha approfondito lo studio di grandi artisti del passato come Giotto, Benozzo Gozzoli, Michelangelo, Auguste Rodin, Igor Mitoraj e Claude Monet.

Le fotografie di Carlo di Giacomo sono presenti nella collezione e negli archivi del Musèe dell’Elisèe di Losanna (Svizzera) e nella collezione del Museo Civico di Modena ne “La raccolta fotografica di Franco Fontana”. Ha realizzato un progetto fotografico internazionale con relativa pubblicazione di un catalogo d’arte, insieme allo scultore Tesei, commissionato dal Vaticano, per promuovere il dialogo di pace in Israele, sponsorizzato da Sony Ericsson e Banca Intesa. È stato inoltre recensito da diversi magazine del settore, tra cui Zoom, FOTO Cult e Fotocomputer.

 

 

 

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