Fujifilm Italia conferma il proprio impegno nella promozione della cultura visiva partecipando in qualità di sponsor tecnico al ColornoPhotoLife 2026. Giunto alla sua 17ª edizione, il festival di fotografia e cultura visiva si terrà dal 25 settembre all’8 novembre 2026 negli storici spazi dell’Aranciaia e della Reggia di Colorno (PR), sviluppandosi attorno al tema “L’infinito viaggiare, geografie dell’alterità”.
Nell’ambito di questa collaborazione, Fujifilm Italia ha prodotto la mostra principale del festival, ovvero “Mosaico Europa” di Monika Bulaj, a cura di Ascanio Kurkumelis.
Il sostegno a questo progetto nasce dalla convinzione che la fotografia sia un linguaggio evocativo e profondo, capace di narrare la complessità dell’esperienza umana e di connettere direttamente le persone alla storia e alla memoria collettiva. Le immagini rappresentano uno strumento fondamentale di relazione, ponte tra culture ed espressione di valori universali.

Per valorizzare questo racconto visivo, le 80 fotografie di grandi dimensioni che compongono il percorso espositivo sono state stampate da Fujifilm Italia su carta di pregio Fujicolor Crystal Archive Digital Paper Type DPII Matte. La resa della stampa e l’altissima qualità del supporto cartaceo costituiscono un valore aggiunto al lavoro della fotografa: non solo offrono un sostegno tecnico al messaggio dell’autrice, ma ne amplificano la forza espressiva, esaltando le sfumature di luce, le atmosfere e la sacralità insite negli scatti.
La mostra “Mosaico Europa” di Monika Bulaj — che si inserisce all’interno del progetto di ricerca “Broken Songlines” sostenuto da Strategia Fotografia 2025 del Ministero della Cultura e realizzato con la partecipazione dell’Istituto Polacco di Roma — raccoglie immagini realizzate dal 1988 a oggi, compresi diversi scatti inediti. L’esposizione è un percorso di ottanta fotografie di grandi dimensioni, scattate tra il 1988 ed oggi, con varie immagini nuove e inedite, che raccontano le pratiche sacre condivise e i rituali di convivenza e polarità religiosa di minoranze a rischio, tra Asia, Medio Oriente ed Europa orientale. Monika Bulaj (Varsavia, 1966) è una fotografa, reporter e documentarista che da sempre dedica il suo lavoro allo studio e al racconto del sacro, di piccole comunità che rischiano di scomparire.
La sua è una ricerca continua, attraverso i continenti, sul tema delle religioni viste come punto d’incontro e di relazione con l’altro, ma anche sul corpo, da lei inteso come veicolo e strumento di preghiera, che contiene la memoria collettiva. Il suo operare ha qualcosa di simile a quello dell’archeologo che cerca e scava nella realtà per far emergere storie nascoste, o che non vogliono essere trovate.

Per Bulaj la fotografia è un linguaggio che deve mostrare quello che altrimenti non verrà mai visto, è mettere in luce senza abbagliare, con rispetto, discrezione e un forte senso di sacralità verso ciò che fotografa. Le sue fotografie possiedono il ritmo di quello che mostrano, emanano la medesima aura, chiedono, con gentilezza, ascolto. Le didascalie che accompagnano gli scatti estendono lo spazio del racconto, si legano alle fotografie come un sussurro, sono la voce della sua narrazione che conduce lo spettatore.
L’immagine è sempre il risultato di un insieme di parti messe in relazione tra di loro. Ogni elemento nella rappresentazione, fotografica, pittorica o scultorea, ha una sua portata architettonica, serve a reggere l’insieme, come in un corpo. Il mosaico è tra le tecniche più antiche e pregiate di raffigurazione, spesso usato come spazio di connessione tra interno ed esterno. Come tessere di un antico mosaico, le sue fotografie compongono una narrazione sui confini, la memoria, le migrazioni e il dialogo interculturale.
Il ColornoPhotoLife si attesta come uno degli appuntamenti di riferimento per la fotografia in Italia. L’edizione 2026 ospita 15 progetti espositivi di autori affermati ed emergenti, con un ricco programma che include workshop, masterclass, proiezioni e presentazioni editoriali, proponendo l’Aranciaia di Colorno come cuore pulsante del festival.












