Fausto Giaccone. O Povo no Panteão. In mostra a Lisbona fino al 25 agosto 2024

Esposizione fotografica Fausto Giaccone. O Povo no Panteão, organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona e dal Panteão Nacional, in occasione delle Celebrazioni per il Cinquantenario del 25 Aprile.

La mostra è costituita da 43 fotografie scattate da Fausto Giaccone nell’agosto del 1975 nella regione dell’Alentejo.

 

© Fausto Giaccone. Lisbona 14.08.1975, Manifestazione del PCP (Partito Comunista Portoghese) al Pavilhão dos Desportos, con comizio del segretario Alvaro Cunhal.

 

Estratto dell’introduzione del direttore dell’IIC Lisbona, Stefano Scaramuzzino, del catalogo che verrà realizzato per l’esposizione:

“L’esposizione nasce da un’idea, un auspicio e una volontà. L’idea di lasciare una testimonianza tangibile dell’esposizione nata dall’unione delle forze del nostro Istituto e del Panteão Nacional in occasione delle Celebrazioni per il Cinquantenario del 25 Aprile. L’auspicio che la sua circolazione abbatta i limiti temporali di questa ricorrenza e amplifichi il suo messaggio. La volontà di rinnovare l’adesione delle nostre istituzioni ai valori del 25 Aprile, italiano e portoghese.

Per quanto gli eventi immortalati dalla lente del fotografo abbiano luogo 15 mesi dopo la Rivoluzione dei Garofani, abbiamo inteso il 25 Aprile nella sua accezione dilatata, estesa fino all’autunno dell’anno 1975, considerando l’occupazione delle terre alentejane nell’estate di quell’anno unita con un filo diretto all’affermazione delle istanze democratiche di uguaglianza formale e sostanziale, alla base del golpe dei Capitani e delle costituzioni italiana e portoghese.

 

© Fausto Giaccone. Ribatejo, agosto 1975. Assemblea di lavoratori alla fine della giornata di lavoro nella cooperativa agricola

 

Vicende intrecciate e parallele, accomunate da euforia, organizzazione, disillusione e infine “risacca”, ma destinate a offrire un esempio duraturo con la sua dimostrazione che l’utopia era possibile, sollevando l’interesse mondiale per l’evento più importante degli ultimi anni (come lo definì Jean-Paul Sartre) ed esercitando una particolare attrazione sugli intellettuali italiani, tra cui Fausto Giaccone.

I volti, le masse e i paesaggi immortalati dalla sua lente sottendevano l’idea che ogni rapporto economico e di forza, per quanto secolare, è un fatto umano che può essere dall’uomo mutato. La sua pubblicazione e diffusione, oggi come ieri, tocca le corde dell’Italia perché vi ci specchiamo, riconoscendo la nostra storia culturale e politica: l’ecosistema di una Sardegna che non c’è più, l’afflato ideale di Carlo Pisacane e dei Fratelli Bandiera, un lieto fine per la novella Libertà di Giuseppe Verga e per Portella della Ginestra, il sognato auspicio al termine del Calderón di Pasolini, i rivolgimenti de La Storia di Elsa Morante.

 

 

Per questo crediamo fortemente in questo progetto e alla sua capacità di lasciare il segno, approfondendo i legami luso-italiani, in continuità e coerenza con la programmazione, passata e recente, dell’Istituto. Da un lato già nel 1988 i locali della nostra sede accolsero la mostra di Fausto Giaccone, grazie all’intuizione di Antonio Tabucchi, che del volume Una História Portuguesa scrisse l’introduzione. Dall’altro, proprio mentre scrivo, sta prendendo il largo per il Brasile la mostra prodotta dal nostro Istituto sul fotografo Uliano Lucas, anch’egli in Portogallo nei giorni cruciali della Rivoluzione dei Garofani e della lotta di Libera in Guinea-Bissau e Angola, dopo due riuscite esposizioni presso il Museu do Aljube di Lisbona e il Convento de São Francisco di Coimbra.

 

 

Il desiderio è che dopo l’esposizione presso il Panteão Nacional, non luogo di morte ma di luminosa rinascita, il viaggio di Fausto Giaccone e della sua mostra trovi una naturale continuazione nel ritorno nelle terre da cui tutto ha avuto inizio, le cui municipalità hanno non a caso accettato di collaborare nella realizzazione del presente catalogo: grazie dunque a Coruche, Couço e Montemor-o-Novo, e grazie al Panteão e al suo direttore Santiago Macias per l’energica condivisione di questo progetto, di questo sogno, di questa utopia”.

Stefano Scaramuzzino (direttore dell’IIC Lisbona)

 

 

 

 

 

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