Castelnuovo Fotografia. Da Guido Guidi a Fausto Giaccone

Il Festival di Castelnuovo Fotografia giunge con grande successo di critica e di pubblico alla sua ottava edizione che si svolgerà come sempre nel castello cinquecentesco di Rocca Colonna nel comune di Castelnuovo di Porto, un piccolo borgo medievale alle porte di Roma.

Quest’anno in mostra Guido Guidi, Fausto Giaccone, Tomeu Coll, Maïmouna Guerresi e tanti altri ancora che potrete scoprire a questo link.

 

© Guido Guidi Le Corbusier Usine Duval. 2003

 

EDIZIONE VIII – IN | OUT

Abitare come misura del paesaggio

Quest’anno vogliamo riflettere sul paesaggio dell’abitare: mai come in questo momento è importante interrogarsi sul ruolo che la forma dell’abitare assume nella trasformazione della città contemporanea a la sua relazione con lo spazio pubblico e l’ambiente. Relazione quanto mai variegata e complessa.

Al centro della città tradizionale era il palazzo, vissuto come spazio privato ma anche collettivo (la terrazza, la ringhiera, il cortile) in stretto dialogo con lo spazio pubblico (la strada, la piazza, la bottega), luogo dei conflitti, delle feste e della socialità. Nella campagna il sistema sociale della cascina con il mulino, l’osteria, una piccola chiesa e a volte perfino una scuola. E poi l’abitare nomade delle tende e dei carri il cui lo spazio dell’abitare pubblico/privato si mescola e coincide con l’orizzonte del viaggio e della sosta.

Negli anni il paesaggio cambia velocemente, la città si svuota, gli abitanti della città tradizionale sono spinti in luoghi in cui la frammentazione sociale e spaziale è la connotazione predominante.

Nella negazione di ogni spazio di umana condivisione, dai palazzi alveare di edilizia intensiva    circondati da strade troppo larghe per potervi camminare, il paesaggio si frammenta in un orizzonte di case genericamente tutte uguali in cui lo spazio individuale predomina: il muro di cinta ne è l’emblema, come il centro commerciale lo è dello spazio pubblico. L’esperienza della mobilità e del pendolarismo diviene incerta, lo smart working oggi crea inedite forme di impiego dello spazio domestico. Il paesaggio dell’abitare si modifica insieme al modo vivere lo spazio.

Villa Monteturli © Valentina De Rosa

Nonostante gli appartamenti siano tuttora divisi rigorosamente in zona notte e zona giorno, tra lo spazio della notte/intimità e quello del giorno/condivisione, il binomio famiglia – abitazione è sempre meno verosimile: durante la pandemia Milano si svuota di studenti e lavoratori precari e il suo volto è quello della città della coabitazione. A Roma il centro si svuota e svela il volto di una città privata della sua anima e diventata merce e paccottiglia ad uso e consumo dell’industria  turistica.

Parallelamente all’abbandono e al degrado dello spazio pubblico come bene comune, l’unico paesaggio metropolitano che sembra immutato nelle sue dinamiche se non nel suo progressivo allontanamento dal centro è quello di chi è spinto sempre più lontano, in affollati alloggi di fortuna o baraccopoli prive dei servizi essenziali, luce, acqua e servizi igienici. Gli spazi dell’emergenza abitativa, prima degli emigrati meridionali, ora dei migranti e dei nuovi poveri, occupano strutture industriali in disuso, cantieri abbandonati, giardini pubblici e interstizi del tessuto urbano oppure i margini in cui la città si fa campagna, e quel margine incerto, senza cura, si fa discarica a cielo aperto.

 

Colombia / Magdalena / Aracataca (la Macondo di “Cent’ anni di solitudine”). Il biliardo è una delle attività ricreative più popolari della Colombia. Questo locale adibito oggi a bar e sala biliardo era chiamato una volta L’Academia de baile. Era una sala da ballo, luogo di svago per i lavoratori delle piantagioni di banane che erano arrivati da ogni parte del paese quando la compagnia americana United Fruit aveva portato all’improvviso la ricchezza nel villaggio. E’ uno dei pochi edifici, tutti in legno e col tetto in lamiera, che restano che risalgono a un secolo fa.
©Fausto Giaccone

 

 

Info e orari:

Le mostre di Castelnuovo Fotografia Edizione VIII sono aperte al pubblico con questi orari:

SAB 3 e DOM 4 (10-13 / 15-20)

SAB 10 e DOM 11 (15-19)

Durante la settimana è possibile visitare le mostre in gruppo e solo su appuntamento scrivendo a castelnuovofotografia@gmail.com

L’ingresso alle mostre è gratuito.

 

 

 

 

 

NOC SENSEI è un modo nuovo di vedere, vivere e condividere la passione per la fotografia. Risveglia i sensi, allarga la mente e gli orizzonti. Non segue i numeri, ma ricerca sensazioni e colori. NOC SENSEI è un progetto di New Old Camera srl

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