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VENUS OPTICS LAOWA 12MM F/2.8 ZERO-D

RECENSIONE APPROFONDITA VENUS OPTICS LAOWA 12MM F/2.8 ZERO-D

 

SEMPRE ALLA RICERCA DI NUOVE OPZIONI ULTRA-GRANDANGOLARI: UNA RECENSIONE APPROFONDITA DEL VENUS OPTICS LAOWA 12MM F/2.8 ZERO-D SU LEICA SL!

 

 

Per il mio lavoro di paesaggio Fine Art, trovo che gli obiettivi ultra-grandangolari siano degli strumenti creativi fantastici per la diversa “vista del mondo” che offrono: vedi in questa recensione approfondita del Venus Optics Laowa 12mm f/2.8 Zero-D le mie riflessioni su questa relativamente nuova e promettente aggiunta all’arsenale di ultra-grandangolari, e sul suo posto nella borsa di un fotografo di paesaggio Fine Art!

Laowa è un nome relativamente nuovo nel campo della fotografia essendo stato fondato solo nel 2013. Il portfolio di obiettivi di questo produttore cinese è ancora piccolo, ma già molto interessante: come dicono sul loro sito, la loro “missione è disegnare e creare un nostro portfolio di obiettivi fotografici veramente unici, pratici e a buon mercato”.

Un veloce sguardo al loro sito (vedi LAOWA) ti confermerà come questo sia effettivamente vero: piuttosto che perseguire obiettivi “classici”, Laowa ha deciso di produrre obiettivi come questo, il 12mm più veloce sul mercato, o obiettivi che vanno da ultra-grandangolari con pretese di essere privi di distorsione, a ultra-grandangolari macro, macro 2x, a un 15mm shift, e altro. Mentre “a buon mercato” è un concetto che dipende più che altro dal portafoglio di ogni cliente, il loro prezzi sono certamente ragionevoli. Grazie alla flessibilità di Leica SL quando si tratta di accettare obiettivi di terze parti, avendo già un adattatore Novoflex SL/EOS ho deciso di acquistare il Laowa 12mm f/2.8 Zero-D in baionetta Canon EOS.

Come sempre, ti ricordo che tutte le mie recensioni sono fatte dal punto di vista di un fotografo di paesaggio Fine Art: se il tuo genere di fotografia è diverso, le mie conclusioni potrebbero non essere valide per te e il tuo lavoro.

Trasparenza: non sono collegato in alcun modo con Venus Optics / Laowa. Sono un fotografo professionista alla ricerca del miglior equipaggiamento possibile per il proprio lavoro, acquisto tutto il mio equipaggiamento e non vengo pagato da nessuno per scrivere articoli per il mio blog.

Ancora una volta, voglio ringraziare i fantastici amici di NEWOLDCAMERA di Milano per il loro fantastico servizio nel farmi avere questo obiettivo. Nota bene: non ho alcun legame professionale con NewOldCamera se non quello di essere un cliente soddisfatto da circa un decennio.

Andiamo a cominciare, e vediamo in questa recensione approfondita del Venus Optics Laowa 12mm f/2.8 Zero-D come si comporta!

 

 

COSTRUZIONE, DIMENSIONI E PESO

Il Venus Optics Laowa 12mm f/2.8 Zero-D, tutto in metallo, è un piccolo carrarmato. Il corpo dell’obiettivo è estremamente compatto, specialmente considerando la veloce massima apertura di f/2.8. L’obiettivo sembra molto solido, senza vibrazioni, scricchiolii, parti interne in movimento o rumori di sorta. Mentre il suo corpo metallico non è pubblicizzato come tropicalizzato, il rivestimento della lente frontale offre quello che Laowa chiama “Frog Eye Coating”, repellente all’acqua e alla polvere. L’obiettivo ha un elemento frontale a bulbo, come molti obiettivi di lunghezza focale simile; e, come praticamente tutti gli obiettivi con un simile elemento frontale, il Laowa 12mm f/2.8 Zero-D ha un paraluce incorporato. E ha anche un paraluce rimuovibile, montato a baionetta. Il piccolo paraluce incorporato serve a proteggere l’elemento frontale; quello rimuovibile è il paraluce vero e proprio. Il tappo frontale scivola dentro il paraluce incorporato, con un sistema piuttosto inusuale, rimanendo però sufficientemente fermo. Vedremo nella sezione USO DEI FILTRI qui sotto perché questa soluzione doppio-paraluce-e-tappo sia perfetta per la fotografia di paesaggio. Infine, l’obiettivo sfrutta un sistema di messa a fuoco interno: la messa a fuoco non causa né l’estensione del barilotto, né la rotazione dell’elemento frontale.

Se fai fotografia panoramica e usi lo stitching, sai che per far ciò ti serve trovare il punto nodale del tuo obiettivo. Con il 12mm f/2.8 Zero-D, Laowa ha risolto questo problema al tuo posto indicando con un punto rosso ben visibile posizionato subito sopra l’anello di messa a fuoco dove si trovi il punto nodale, o pupilla d’entrata, dell’obiettivo. Detto questo, la mia personale raccomandazione per la fotografia panoramica è quella di usare un obiettivo più lungo: beneficerai di un maggiore potere d’ingrandimento, ottenendo più dettaglio e meno problemi con distorsione e linee convergenti.

Con i suoi 75mm di diametro e 83mm di altezza, e un peso di 609gr, il Venus Optics Laowa 12mm f/2.8 Zero-D è più piccolo di ogni alternativa sul mercato che copra la stessa lunghezza focale, escluso il Voigtlander Ultra-Wide Heliar 12mm f/5.6 con i suoi 67.4mm di diametro e 74.3mm di altezza per soli 283gr di peso. Tuttavia, non bisogna dimenticare che il Voigtlander è un obiettivo da f/5.6 (due stop più lento). Inoltre, mentre il Laowa è disponibile in baionetta per DSLR tradizionali quali Canon, Nikon, Pentax, Sony A oltre che per Sony E, il Voigtlander è disponibile solo in baionetta Leica M e Sony E: data la minore distanza sensore-obiettivo, obiettivi per queste ultime due baionette possono essere costruiti con dimensioni molto minori.

 

 

USO DEI FILTRI

Mentre la soluzione doppio-paraluce-e-tappo di cui parlavo sopra può sembrare sulle prime piuttosto sconcertante, in realtà è perfetta per fotografi che, come me, abbiano bisogno di usare filtri per il proprio lavoro.

Qual è il vantaggio? Per me e il mio lavoro, ce n’è uno importantissimo: rimuovendo il paraluce esterno a baionetta lo puoi sostituire con un anello per portafiltri montato anch’esso a baionetta, consentendomi di utilizzare il mio amato kit di filtri a lastra da 100mm Formatt-Hitech Firecrest Ultra con una configurazione solida, stabile e facile da usare. Se ancora non hai dei filtri, per me i Firecrest Ultra sono semplicemente i migliori sul mercato: grazie al mio accordo con Formatt-Hietch, puoi acquistare il tuo kit su FORMATT-HITECH con il 10% di sconto usando il codice VIERIB10 al checkout (trasparenza: sono un Featured Artist Formatt-Hitech).

In più, invece di dover togliere l’anello adattatore ogni volta che metti in borsa l’obiettivo, grazie al disegno del tappo del Laowa 12mm f/2.8 Zero-D puoi lasciare il tuo anello adattatore permanentemente sull’obiettivo, infilando il tappo originale nel paraluce incorporato per proteggere l’elemento frontale. Davvero molto ingegnoso.

 

Per fare un diverso esempio, anche con il Voigtlander 12mm menzionato sopra si possono usare filtri da 100mm: purtroppo, però, solo attraverso l’adattatore Bombo, di manifattura veramente scadente ed eccessivamente caro per quel che vale. Tutti gli altri obiettivi che coprono 12mm, che siano zoom o a focale fissa, necessitano invece dell’uso di filtri a lastra da 150mm. Personalmente, usare i grossi, pesanti, cari e scomodi filtri da 150mm è una cosa che vorrei il più possibile evitare.

Non solo puoi usare filtri da 100mm con il tuo Laowa 12mm f/2.8 Zero-D, ma ci sono addirittura due opzioni diverse di portafiltri. La prima è quella proprietaria di Laowa, chiamata giustappunto “Laowa 100mm Filter Holder”; la seconda è quella di NiSi, chiamata invece “NiSi Holder Filtri a Lastra 100mm per Laowa 12mm”. Avendo letto commenti online non favorevoli alla soluzione proprietaria di Laowa, ho scelto invece l’adattatore NiSi: per il momento sembra funzionare molto bene, e sarei sorpreso se il Laowa funzionasse meglio. Essendo molto meno caro del NiSi, però, la cosa non mi dispiacerebbe affatto!

Concludendo, con entrambi gli adattatori puoi usare filtri a lastra da 100mm con il Laowa 12mm f/2.8 Zero-D. Poiché ciò è per me fondamentale quando scelgo un obiettivo, e data la notoria difficolta di filtrare gli ultra-grandangolari, il Laowa 12mm f/2.8 Zero-D si è guadagnato qui parecchi punti.

 

IN USO: MESSA A FUOCO E DIAFRAMMA

L’anello di messa a fuoco del Laowa 12mm f/2.8 Zero-D, posizionato distante dalla fotocamera, è un piacere da usare: è morbido e ben ammortizzato, e la lunga rotazione – insieme alla funzionalità di ingrandimento dell’area di messa a fuoco di Leica SL – rende facilissimo ottenere una messa a fuoco perfetta. Come tutti gli obiettivi a fuoco manuale classici, il Laowa 12mm f/2.8 Zero-D ha un fermo ad infinito. Tuttavia, usandolo con l’adattatore Novoflex su Leica SL te ne puoi tranquillamente dimenticare: perlomeno con la mia combinazione di obiettivo e adattatore, l’obiettivo infatti mette a fuoco molto dopo infinito usando il fermo ad infinito. Questo succede spesso usando obiettivi adattati, e non è assolutamente un problema: devi solo ricordartene usando l’obiettivo sul campo.

Il diaframma è controllato attraverso un anello manuale sul barilotto dell’obiettivo, posizionato vicino alla fotocamera. L’anello ha scatti ad ogni stop, e l’angolo di rotazione tra uno scatto e l’altro diminuisce chiudendo il diaframma. Mentre per qualcuno questo potrebbe essere un disturbo, per me invece offre un buon “aiuto fisico” per insegnare alla tua memoria muscolare dove ti trovi, perlomeno tra f/2.8 e f/8 dove la differenza tra gli scatti è sostanziale. Oltre f/8, la distanza tra gli scatti diventa uguale.

 

L’ADATTATORE NOVOFLEX SL/EOS

Come dicevo all’inizio di quest’articolo, avendo già un adattatore Novoflex SL/EOS ho deciso di acquistare il Laowa 12mm f/2.8 Zero-D in baionetta Canon EOS.

L’adattatore Novoflex SL/EOS è “intelligente”, nel senso che consente di usare l’autofocus e il diaframma elettronico con obiettivi in baionetta Canon EOS. Purtroppo, montando il Laowa 12mm f/2.8 Zero-D su Leica SL attraverso l’adattatore Novoflex, tutto quello che vedi è uno schermo nero senza alcuna immagine, né nel mirino elettronico né sullo schermo LCD. Stranamente, puoi ugualmente scattare una fotografia, e la foto viene registrata normalmente dalla fotocamera. Questo è un difetto conosciuto di quest’adattatore con alcuni obiettivi, e purtroppo devo riportare che il Laowa 12mm f/2.8 Zero-D è uno di questi.

Per fortuna, c’è una soluzione semplicissima a questo problema: poiché l’obiettivo è completamente manuale e non ha alcun contatto elettronico di sorta, l’adattatore ti serve in realtà solo a connettere fisicamente l’obiettivo con il corpo macchina. Così, basta incollare un pezzo di scotch trasparente per coprire i contatti dell’adattatore sul lato fotocamera per far funzionare l’obiettivo perfettamente con Leica SL. Se non hai già un adattatore Novoflex SL/EOS, forse avrai più fortuna scegliendo invece una combinazione di adattatore e obiettivo in baionetta Nikon.

 

INCISIVITÀ A INFINITO

Metodologia: usando il mio solito paesaggio da test, ho messo a fuoco manualmente sugli alberi in cima alla collina nel mezzo del fotogramma usando il massimo ingrandimento dell’area di messa a fuoco per una messa a fuoco precisa, con l’obiettivo a tutta apertura a f/2.8. Ho poi preparato dettagli da 900×600 px al 100% tratti dal centro, dall’angolo in alto a sinistra e dalla metà di destra del fotogramma, ad aperture comprese tra tutta apertura e f/11 e intervalli di uno stop. La mia Leica SL aveva il Firmware 3.1 istallato.

Cominciamo guardando la scena intera, per vedere quanta copertura ti dia un angolo di campo di 121.96 gradi nell’uso reale, e per vedere dove originano i dettagli. Per darti un’idea, ho aggiunto qui un’immagine scattata da posizione identica con il Leica Super-Vario-Elmar-SL 16-35mm a 16mm per vedere la differenza di copertura (clicca sulle immagini per ingrandirle):

 

 

Esaminiamo ora i dettagli, cominciando con il centro immagine (clicca sulle immagini per ingrandirle):

 

 

La nitidezza al centro immagine è davvero impressionante: il Laowa 12mm f/2.8 Zero-D parte perfettamente inciso a f/2.8 e rimane tale fino a f/11.

Esaminiamo ora l’angolo in alto a sinistra (clicca sulle immagini per ingrandirle):

 

 

Per quanto non eccezionale come al centro immagine, il Laowa 12mm f/2.8 Zero-D offre una performance piuttosto buona anche nell’angolo. Pur partendo un po’ morbido a tutta apertura, la nitidezza migliora costantemente chiudendo l’obiettivo: a f/8 e f/11 il Laowa 12mm f/2.8 Zero-D è perfettamente inciso, e adatto per lavori dove sia necessaria una perfetta nitidezza.

Infine, vediamo la metà di destra del fotogramma (clicca sulle immagini per ingrandirle):

 

 

I risultati nella metà di destra rispecchiano fedelmente quelli nell’angolo in alto a sinistra, con l’obiettivo leggermente morbido a f/2.8 e la nitidezza che aumenta costantemente chiudendo il diaframma. Di nuovo, tra f/8 e f/11 il Laowa 12mm f/2.8 Zero-D è perfettamente inciso e adatto per lavori dove sia necessaria una perfetta nitidezza.

 

INCISIVITÀ A DISTANZA RAVVICINATA DI MESSA A FUOCO E BOKEH

Per esaminare l’incisività a distanza ravvicinata di messa a fuoco, e per vedere come il Laowa 12mm f/2.8 Zero-D disegni lo sfuocato, ho scelto come punto di messa a fuoco la vite a stella subito sotto la bandiera rossa della casella della posta nell’angolo in basso a destra (molto vicina all’obiettivo). Oltre all’immagine intera ho incluso qui dettagli al 100% presi al punto di messa a fuoco, per controllare l’incisività, e dettagli al centro dell’immagine per controllare il bokeh in aree di sfuocato vicino a infinito.

Vediamo prima l’immagine intera, per vedere ancora una volta quanto grande sia un angolo di campo di 121.96 gradi nell’uso reale, e per vedere dove originano i dettagli. Di nuovo, per darti un’idea ho aggiunto qui un’immagine scattata da posizione simile con il Leica Super-Vario-Elmar-SL 16-35mm a 16mm per vedere la differenza di copertura (clicca sulle immagini per ingrandirle):

 

 

Esaminiamo ora la nitidezza al punto di messa a fuoco (clicca sulle immagini per ingrandirle):

 

 

A tutta apertura a f/2.8, il Laowa 12mm f/2.8 Zero-D offre già un’ottima performance, molto migliore di quanto visto nell’angolo in alto a sinistra a infinito. L’incisività migliora poi continuamente chiudendo il diaframma, con risultati migliori a f/8 dove l’obiettivo è perfettamente inciso. A f/11, la diffrazione ricomincia a far perdere nitidezza.

Vediamo come il Laowa 12mm f/2.8 Zero-D rende lo sfuocato a grandi distanze al centro del fotogramma (clicca sulle immagini per ingrandirle):

 

 

Mentre un tale ultra-grandangolare non è la mia prima scelta per produrre del bokeh, il Laowa 12mm f/2.8 Zero-D rende le aree di sfuocato in modo gradevole, aumentando la nitidezza piacevolmente chiudendo il diaframma.

È interessante notare l’estrema profondità di campo di un tale ultra-grandangolare: a f/11, nonostante abbia messo a fuoco a distanza ravvicinata, ottieni una profondità di campo quasi ad infinito. Questa è una cosa che ti suggerirei di non dimenticare quando vuoi avere tutto a fuoco creando composizioni vicino-lontano: usare la distanza iperfocale, o mettere a fuoco a metà strada tra il primo piano e infinito, produrrà risultati migliori che non la messa a fuoco a infinito o sull’oggetto a te più vicino.

 

CONCLUSIONI SULL’INCISIVITÀ

La performance del Laowa 12mm f/2.8 Zero-D è davvero notevole per un obiettivo così veloce e ultra-grandangolare al tempo stesso. A infinto, l’obiettivo è perfettamente inciso nel centro del fotogramma a ogni apertura. Pur essendo leggermente morbido a tutta apertura a partire dalla metà del fotogramma, l’incisività migliora costantemente chiudendo il diaframma per diventare perfettamente inciso su tutto il fotogramma a f/8. A distanze di messa a fuoco ravvicinate, l’obiettivo è già notevole a f/4-5.6, per diventare perfetto a f/8.

Per il mio lavoro di paesaggio Fine Art, questa è un’ottima performance: quando mi serve che tutto sia a fuoco, per massimizzare la profondità di campo userei un tale grandangolare a f/8 in ogni caso. Quando non mi serve che tutto sia a fuoco, la performance del Laowa 12mm f/2.8 Zero-D è sufficientemente buona a grandi aperture per avere il tuo soggetto a fuoco, a meno che il soggetto non sia nell’angolo e a infinito, cosa che non succede davvero spesso. Dopo aver visto i risultati di questo test, non vedo l’ora di mettere il Laowa 12mm f/2.8 Zero-D alla prova sul campo.

 

VIGNETTATURA E RESA COLORE

Come puoi vedere guardando la serie dell’angolo in alto a sinistra qui sopra, in uso reale e senza applicare alcun profilo in Camera RAW il Laowa 12mm f/2.8 Zero-D mostra un po’ di vignettatura a tutta apertura. Questo è da aspettarsi per un obiettivo tanto grandangolare, oltre che tanto veloce. La vignettatura si riduce chiudendo il diaframma, per sparire quasi del tutto intorno a f/5.6. Personalmente, la vignettatura del Laowa 12mm f/2.8 Zero-D non mi disturba per nulla, e qualora mi servisse eliminarla per una particolare immagine, posso facilmente farlo applicando il profilo per il Laowa 12mm f/2.8 Zero-D in camera RAW.

La resa colore è molto piacevole, e pur essendo leggermente più “fredda” dei miei Leica Super-Vario-Elmar-SL 16-35mm e Leica Vario-Elmarit-SL 24-90mm non vedo problemi nell’affiancare questo obiettivo ai miei zoom Leica per il mio lavoro.

 

DISTORSIONE

Per testare la distorsione, ho fotografato la porta del mio garage, aumentando il contrasto e aggiungendo delle linee rosse dritte in Photoshop per vedere meglio la distorsione. Vediamo i risultati (clicca sull’immagine per ingrandirla):

Come vedi, il Laowa 12mm f/2.8 Zero-D è molto ben corretto per la distorsione, tenendo fede al suo nome di “Zero-D”: le linee dritte rimangono praticamente dritte su tutto il fotogramma.

 

 

FLARE E ABERRAZIONI CROMATICHE

Durante i miei test, non ho usato apposta il paraluce rimuovibile in dotazione: tutto ciò su cui l’obiettivo poteva contare per proteggersi dal flare era il minuscolo paraluce incorporato. Nella serie della “casella della posta” fotografavo controsole, e con il sole nel fotogramma. Ciononostante, come puoi vedere nell’immagine intera qui sotto, l’obiettivo ha mostrato un ottimo contrasto e un’elevata resistenza al flare. Inoltre, pur fotografando controsole, nei miei test d’uso non ho mai visto segni di fringing o aberrazioni cromatiche (clicca sull’immagine per ingrandirla):

 

CONCLUSIONI

Il 12mm più veloce per fotocamere full-frame ad oggi, il Venus Optics Laowa 12mm f/2.8 Zero-D è un’ottima opzione per i fotografi di paesaggio amanti degli ultra-grandangolari. Inoltre, la veloce apertura del Laowa 12mm f/2.8 Zero-D unita alla lunghezza focale lo rendono un ottimo candidato per la fotografia notturna: pur non praticandola regolarmente, avere in borsa questa possibilità quando mi serve è ottimo. Riferirò su coma e resa delle stelle non appena possibile; nel frattempo, ci sono diversi esempi sul sito Laowa se vuoi dare un’occhiata (vedi LAOWA 12MM F/2,8 ZERO-D)

Da un punto di vista tecnico, il Laowa 12mm f/2.8 Zero-D è estremamente inciso al centro del fotogramma a ogni apertura. Pur essendo leggermente più debole dalla metà del fotogramma in poi a grandi aperture, diventa impressionante su tutto il fotogramma a ogni distanza a f/8: a quest’apertura, che è standard per la fotografia di paesaggio, ti garantirà immagini impeccabili e perfettamente incise da un angolo all’altro. L’obiettivo è molto ben contrastato a livello di macro-contrasto e mostra anche un buon micro contrasto – buono in generale, ma davvero molto buono considerando la lunghezza focale. Estremamente resistente al flare anche quando usato controsole, il Laowa 12mm f/2.8 Zero-D mostra una distorsione quasi nulla e nessuna aberrazione cromatica. Pur avendo un po’ di vignettatura, questa è facilmente risolvibile applicando il profilo dell’obiettivo in Camera RAW se preferisci un’immagine pulita. Questi sarebbero risultati ottimi per qualsiasi obiettivo: considerando che si tratta di un ultra-grandangolare da 12mm full-frame, e per di più f/2.8, direi che possiamo parlare di una performance brillante.

Da un punto di vista artistico, l’obiettivo disegna in modo molto bello, le aree di sfuocato sono piacevoli e, grazie all’apertura di f/2.8, specialmente mettendo a fuoco a distanza ravvicinata puoi davvero usarlo per sfuocare lo sfondo.

 

UN POSTO NELLA MIA BORSA: RIFLESSIONI SULLA FOCALE

Come molti fotografi sanno, affinare il proprio equipaggiamento è un’operazione infinita. La mia borsa, per me, è come ogni spazio di lavoro: dev’essere organizzata, semplice ed efficiente. Ho bisogno di avere con me tutto quello che mi serve, niente di meno – ma neanche nulla di più. Quindi, la scelta di un obiettivo è molto importante per me: aggiungere un nuovo obiettivo vuol dire, spesso e volentieri, che devo toglierne uno (vedi SCEGLIERE LA MIGLIOR FOTOCAMERA PER LA FOTOGRAFIA DI PAESAGGIO per maggiori dettagli).

Il recente arrivo del nuovo Leica Super-Vario-Elmar-SL 16-35mm f/3.5-4.5 ASPH con la sua incredibile qualità dell’immagine (vedi la mia RECENSIONE APPROFONDITA LEICA SUPER-VARIO-ELMAR-SL 16-35MM F/3.5-4.5 ASPH) ha voluto dire togliere il mio amato Voigtlander 15mm dalla borsa. Quando usavo il 15mm, portavo con me un Voigtlander 10mm per completare il kit. Tuttavia, filtrarlo era davvero poco pratico, dovendo usare l’adattatore Bombo con la sua manifattura scadente come unica opzione per poter usare filtri da 100mm, e 10mm era così grandangolare che finivo per usarlo molto di rado.

Certo, ci sono obiettivi altrettanto (o più) grandangolari che possono essere adattati a Leica SL, quali il Voigtlander Hyper-Wide Heliar 10mm o il Voigtlander 12mm Ultra-Wide Heliar a focale fissa e un paio di zoom Canon e Sigma. Tuttavia, il Laowa 12mm f/2.8 Zero-D è l’unica alternativa a 12mm che ti consente di utilizzare facilmente filtri da 100mm a lastra evitando l’uso degli adattatori Bombo o di dover passare a filtri da 150mm. In più, è il 12mm più veloce sul mercato, e la sua apertura da f/2.8 apre possibilità per la fotografia notturna impossibili con le altre alternative. Infine, è sufficientemente piccolo e leggero (molto più piccolo degli zoom) e offre una performance ottica davvero molto buona. In breve, il Laowa 12mm f/2.8 Zero-D apre nuove possibilità per la fotografia ultra-grandangolare con Leica SL in un pacchetto piccolo, compatto, con ottima qualità costruttiva e qualità dell’immagine. Così, il Laowa 12mm f/2.8 Zero-D si è guadagnato un posto nella mia borsa – almeno per ora.

E per la tua borsa? Come sempre, dipende dalle tue preferenze in termini di lunghezza focale. Se, come me, ami gli ultra-grandangolari, quest’obiettivo è un’ottima scelta: sia per utenti Leica SL in cerca di un obiettivo da affiancare al nuovo Super-Vario-Elmar-SL 16-35mm, sia come ottima opzione per utenti Canon, Nikon, Pentax e Sony che vogliano sostituire i loro zoom larghi e pesanti con un’alternativa più piccola, veloce e facile da filtrare.

Concludendo, il Venus Optics Laowa 12mm f/2.8 Zero-D mi è piaciuto molto, penso che sia davvero un ultra-grandangolare fantastico e non vedo l’ora di metterlo alla prova sul campo. Altamente raccomandato.

Grazie per aver letto questa recensione approfondita Venus Optics Laowa 12mm f/2.8 Zero-D, spero sia stata una lettura interessante: condividilo con i tuoi amici, o lascia un commento per farmi sapere cosa ne pensi.

 

Buona giornata, e non dimenticare di ISCRIVERTI ALLA NEWSLETTER!

 

Vieri Bottazzini.

 

 

Dettagli tecnici: tutte le fotografie di prodotto sono state velocemente scattate con Leica SL e Leica Vario-Elmarit-SL 24-90mm su un cavalletto Really Right Stuff con una testa Arca-Swiss P0 Classic. Le fotografie sono state sviluppate e finite in Adobe Photoshop CC.

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Vieri Bottazzini è un fotografo di paesaggio Fine Art. Il suo lavoro è stato definito “un viaggio poetico in paesaggi dalla bellezza sconfinata, paesaggi dei quali ha saputo catturare l’essenza interiore, andandone oltre il mero aspetto, in un viaggio di scoperta estetica della natura profonda del nostro pianeta”. Insegnante appassionato, con 25 anni di esperienza Vieri crede che i suoi esclusivi Workshop, organizzati con cura e con una partecipazione limitata a sole 3 persone, siano il modo migliore per condividere la propria conoscenza e il proprio entusiasmo per la fotografia con altri amanti della fotografia. Prolifico scrittore, gli articoli del blog e le recensioni di Vieri sono altamente apprezzati per il loro valore informativo e per la loro attendibilità. A partire dal 2019, Vieri tiene una rubrica su Medium Format Magazine, “Vieri’s Landscape Musings”. Grazie alla propria esperienza e obiettività, Vieri è molto richiesto come giurato, presiedendo e partecipando a diversi concorsi internazionali. Vieri è Formatt-Hitech Signature Artist e Associate del BIPP. Già Leica Ambassador e docente Leica Akademie (2016-2018), Vieri ora utilizza esclusivamente equipaggiamento Hasselblad per realizzare le proprie fotografie. Profondamente dedicato alla protezione dell’ambiente, Vieri è partner di Eden Reforestation Projects, Nature First e Leave No Trace nel supporto di riforestazione e progetti di sensibilizzazione. Quando non lavora in giro per il mondo, Vieri si gode la quiete della sua casa sulle colline Marchigiane, dove sviluppa le proprie foto, scrive, studia fotografia, arte, storia ed economia politica.

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