Ssshh… Vi svelo le performances nascoste dei Tokina AT-X Pro

Le performances nascoste dei Tokina AT-X Pro

Me lo ha detto anche il mio caro amico Ryu: “tu non sei normale!”

Anzi, a dirla tutta, non si è fermato a questa considerazione, ci ha messo del suo, aggettivando con un “francesismo” quella che secondo lui è la tipologia e connotazione caratteristica della mia testa.

Forse ha ragione lui, forse ha ragione anche mio fratello Fabrizio, che da tempo mi chiede per quale motivo io, dopo 45 anni di passione condivisa per la fotografia e la tecnica fotografica, non sia ancora riuscito ad operare una scelta per il tipo di attrezzatura da usare e al posto di continuare a provare, smanettare, conoscere, smontare, adattare, non mi sia ancora fermato semplicemente a “fotografare”.

 

 

Lo ammetto, voglio essere onesto, non ricordo quando è stata l’ultima volta che ho usato una fotocamera con l’idea originale di fare una fotografia e non un test per provare l’ultima ottica del caso.

Di certo è passato parecchio tempo e questo è il lato più buio di questa mia storiella e me ne dispiace; una sorta di malattia.

Pare quasi che per me, l’immagine, sia diventata il pretesto per misurare nitidezza, distorsione, contrasto, aberrazione cromatica e chissà cos’altro e non invece un’emozione, un colore, una sensazione, un momento.

Per contro però ho provato, pasticciato, conosciuto ed utilizzato un quantitativo imbarazzante di fotocamere e ottiche, che mi hanno regalato, in tanti anni, un bagaglio ed una conoscenza tecnica di grande soddisfazione.

Lasciatemi un momento l’illusione per credere che tutte le energie impiegate fin qui, siano almeno servite a questo!

Proprio con questi presupposti, dovrei essere capace oggi di fare una scelta consapevole, tenere che so… un corpo macchina di una bella digitale, dai, magari due e una serie di ottiche che mi hanno appagato completamente in occasione dei miei test.

Invece no! Io questa scelta non riesco a farla, anche se a ben guardare, saprei bene cosa tenere della mia attrezzatura se dovessi “solo” fare fotografie, ma già mi viene il magone mentre scrivo “un corpo macchina” …

Ciclicamente vengo poi assalito da sensi di colpa per lo sperpero di denaro per cose che uso assolutamente di rado, ma lì mi trincero dietro al paravento del termine “collezionista”.

C’è poi il disagio quasi continuo, di tenere tutto in perfetta efficienza.

Eh si, perché se le ottiche Zeiss per Hasselblad serie C e CF non le fai scattare da troppo tempo, ti ritrovi con l’otturatore centrale che non esegue più i tempi lenti.

Ma lo stesso vale per Nikon (i tempi lenti di F e F2 sono spesso approssimativi) o come è successo di recente alla mia FM2n che si è offesa per inutilizzo e ha deciso di farmela pagare smettendo di scattare del tutto.

Orrore!!!

Non vi dico nulla delle batterie; finisco di ricaricare quelle per Nikon e ricomincio da quelle per Canon, passando per Olympus, bla, bla, …

Non ci dormo più la notte e sono convinto che finirò quasi sicuramente in analisi.

Ma tutto questo non è il segreto che volevo svelare, questa è solo vergogna e l’ho raccontata per entrare nel mood della storiella, cercando una scusa per spiegare per quale motivo io abbia comperato due zoom Tokina che fanno e sono sostanzialmente la stessa cosa.

Si, il segreto riguarda proprio loro, due zoom grandangolari della serie AT-X Pro…

Tempo fa, dopo aver gustato a pieno il bello del “full-frame” Nikon con una D3X, ho sentito l’esigenza di ri-avere “anche” un corpo digitale in formato DX e così mi sono comperato una D300s e uno zoom “tuttofare” 18-105 VR per completare il pacchetto.

 

 

A parte il mirino con il classico “effetto tunnel” delle macchine DX, meno sentito con la precedente D2X (gran macchina!), mi sono però ritrovato a fare i conti con la mancanza di focali grandangolari.

Il mio meraviglioso 14 mm, montato sulla D300s, viene “segato” dal formato DX al pari di un 21 mm utilizzando il pieno formato.

Nasce quindi e si fa impellente l’esigenza di acquistare un bel 12-24, così da completare anche il sistema DX con uno zoom che copra con la sua escursione focale, dal grandangolare spinto a quello moderato.

Volutamente non cerco il Nikkor DX 12-24, avuto ai tempi della D2X e del quale non ho un ricordo così appassionante, ma scelgo invece un bel Tokina AT-X 12-24 che NOC propone come nuovo, imballo, condizioni BA, ad un prezzo davvero interessante.

Proprio bellina la serie AT-X Pro; mi pare costruito addirittura meglio dell’originale e personalmente lo trovo migliore anche come resa ottica.

Sono così contento dell’acquisto, pur non amando così tanto il formato DX, che alla prima occasione da NOC, sempre a prezzo quasi ridicolo, commisurato alla qualità globale del prodotto, compero un secondo Tokina AT-X Pro, questa volta il 12-28, con innesto per Canon EOS, così da non ritrovarmi senza grandangolari se dovessi usare, quella volta ogni 4 anni, una EOS in formato APS.

Sono cose importanti, da non sottovalutare, per non restare spiazzati.

Anche in questo caso, costruzione accurata ed appagante anche al tatto oltre che alla vista e resa ottica ben oltre le aspettative.

Ma ora viene il bello…

I due Tokina AT-X Pro, oltre ad essere belli, costruiti bene ed avere un’ottima resa ottica, hanno dalla loro ancora un innegabile vantaggio, il “segreto” che vado finalmente a svelare:

entrambi funzionano perfettamente anche sulle fotocamere “full-frame” e coprono, dalla focale di circa 18mm, anche il pieno formato!

Mi spiego meglio: se innesto il Tokina AT-X Pro12-24 DX sulla Nikon D300s per cui è stato progettato, ho la perfetta compatibilità con il formato e rapportato al “full-frame” si comporta come se usassi un 18-36mm.

La cosa insolita però è che se innesto lo stesso Tokina AT-X Pro 12-24 DX sul corpo “full-frame” di una Nikon D610, dalla focale di 18mm a 24mm, copre perfettamente il formato!

Non ottengo invece la copertura per le focali che vanno da 12 a circa 18mm.

 

 

La cosa non è così scontata, perché non è solo una questione di lunghezza focale, ma piuttosto è dovuta proprio al particolare schema ottico.

Infatti, a riprova di questo, se innesto ad esempio lo zoom Nikkor AF-S 18-105 DX sulla Nikon D610 (tralasciando ovviamente l’opzione di “riconoscere” le ottiche DX e adattarne il formato), posso operare impostando qualsiasi lunghezza focale sull’ottica, anche 105mm, senza mai ottenere la copertura del pieno formato.

Stesso discorso vale per il Tokina AT-X Pro 12-28 DX con innesto Canon EOS. Anche lui da circa 17mm fino a 28, copre il “Full-frame” con il vantaggio di essere ancora più versatile raggiungendo anche la focale di 28mm.

Ho fatto qualche scatto a complemento di questa storiella, per mostrare cosa succede in pratica nell’uso.

Non è fantastico?!

Che meraviglia non dover comperare “anche” un 17-35 per Nikon FX e un 16-35 per EOS; per una volta un gran risparmio!

L’ho sempre detto io di essere fortunato…

 

Luca Boratto

 

 

 

 

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