Padroneggiare l’arte dell’esposizione lunga in bianco e nero

Scopri dove, come e quando il fotografo Stephen McNally, specializzato nella fotografia ad esposizione lunga, cattura i suoi affascinanti paesaggi monocromatici.

 

© Stephen McNally

 

Con diverse mostre all’attivo, la fotografia a esposizione lunga in bianco e nero non ha più segreti per Stephen McNally, che ci rivela come il suo appetito per il genere non abbia fatto che crescere nel corso degli anni. Poiché il resto del tempo lavora come parrucchiere, dedicarsi alla fotografia costringe Stephen a uscire, cercare nuove location, vedere luoghi familiari con uno sguardo nuovo, dandogli un’enorme soddisfazione.

Molti scelgono la fotografia in bianco e nero per il modo in cui sottolinea l’effetto drammatico attraverso il contrasto e le tonalità. L’assenza di colore consente di guardare una fotografia in modo diverso e di concentrarsi sulla composizione, sul soggetto e sulla forma. Abbinando il bianco e nero a un’esposizione lunga si aggiunge un ulteriore strato di fascino e mistero.

Come dice Stephen: “La fotografia ad esposizione lunga crea un mondo etereo che l’occhio non riesce a vedere, ma che la fotocamera è in grado di catturare”.

Scopriamo ora come il lavoro di Stephen si è evoluto in termini di processo e kit, e perché è così entusiasta riguardo a questa tecnica.

 

 

Perché l’esposizione lunga in bianco e nero?

Stephen ha iniziato fotografando soggetti popolari, come i paesaggi di mare all’alba e al tramonto, ma ha poi deciso di passare a qualcosa di più impegnativo. “Mi sono stancato, lo facevano tutti. Volevo mettermi alla prova e fare di più con la fotocamera”, spiega.

Oltre a creare un elemento surreale all’interno della fotografia, una parte importante del fascino dell’esposizione lunga è l’elemento sorpresa: non sai quale sarà il risultato finché non chiuderai l’otturatore e vedrai lo schermo.

Quando l’otturatore della fotocamera rimane aperto per un lungo lasso di tempo, viene catturata una scia creata dal movimento naturale degli oggetti come l’acqua, le nuvole o persino le persone. Questa parte dell’immagine contrasta con i soggetti immobili nella scena, che rimangono ben definiti.

Come afferma Stephen: “Mi attira la sensazione eterea che si crea nella fotografia. La fotografia ad esposizione lunga appiattisce il mare, anche se l’occhio può vedere onde enormi che si infrangono e si ritirano. In una fotografia ad esposizione lunga tutto ciò può essere messo in pausa, è questa la sua magia”.

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