Guida all’acquisto del flash da studio

In collaborazione, redatto e pubblicato da Nikonland

Da Mauro Maratta, 4 gennaio 2019

 

Pensando al flash, il fotoamatore comunemente intende quello a slitta, da attaccare alla fotocamera, possibilmente prodotto dalla stessa casa della fotocamera.
Come il Nikon SB-5000 :

450215437.jpg.65c9ae55b6cacc1910b8fd37b4c4485a.jpg

flash “ammiraglio” Nikon qui montato sulla reflex ammiraglia di Nikon.

Di quei flash ha parlato diffusamente Max qui nella sua guida :

mi faccio un…. FLASH !

e già il titolo si allinea al pensiero comune.

Nella realtà quel tipo di flash, pensato per essere portatile ed utilizzato in situazioni in cui manca la luce o è opportuno ravvivare un pò il soggetto male illuminato, è o dovrebbe essere un oggetto di nicchia, accettandone i tanti compromessi sacrificando le prestazioni sull’altare della praticità e soprattutto, portatilità.

Ma quando si fotografa specificatamente con il flash (che è sostanzialmente una fonte di luce disponibile a piacere dal fotografo, sempre, e nelle condizioni in cui lui vuole la luce, senza limitazioni di clima o di location) il flash cui penso comunemente io è questo :

QT600II-M.jpg.34c8cd7ca4e7e3572b1c7a379a13ca46.jpg

un apparecchio mediamente più grande, più pesante, certamente NON utilizzabile sulla slitta ma su un suo stativo, naturalmente pensato per utilizzi lontani dalla fotocamera, con caratteristiche molto differenti che consentono risultati BEN differenti dai flash a slitta.

I flash a slitta sono :

– mediamente più costosi dei flash fissi (o da studio)
– molto o veramente molto meno potenti
– offrono una luce sostanzialmente puntiforme e dura
– consentono l’uso di modificatori di luce che non permetto una grande diffusione della luce con risultati il più delle volte poco soddisfacenti
– la scarsa potenza non permette generalmente l’uso di grandi modificatori
– non sono pensati per essere usati in modo gravoso, per ore e ore, in ogni condizione anche di temperatura senza bloccarsi
– non offrono attacchi standard
– non hanno luce pilota (o se ne hanno una è di tipo simulato e poco malleabile)

ho parlato di modificatori di luce. Per molti questo può essere un argomento sconosciuto e necessita di una premessa.

Qualsiasi flash se usato nudo e crudo produrrà sul soggetto un effetto sgradevole, con una concentrazione di luce sull’asse del lampo e una caduta di luce verso l’esterno del cono di luce poco graduale. Può andare bene se siamo in esterni e dobbiamo contrastare il sole pieno di luglio, ma anche in questi casi si tende a mettere qualche cosa davanti al bulbo/lampada del flash.

Questo qualcosa, sia un semplice ombrello, una testa schermata, un riflettore o un grosso softbox (involucro di tela schermato sul retro) si chiama modificatore di luce.
E lo scopo è quello di modificare secondo le necessità del fotografo, il tipo di illuminazione che il flash offrirà.

Questo raffigurato nella immagine che segue è un softbox di tipo ottagonale da 120cm di diametro.

img2-5831.thumb.jpg.f043a679437fa21c5d70f57e0026db77.jpg

indicato particolarmente per il ritratto in quanto offre sull’occhio un effetto quasi circolare, più bello di quello rettangolare degli altri tipi di softbox.

I modificatori si innestano sulla parte anteriore del flash che presenta un attacco a baionetta.
Esistono differenti tipi di attacco, i grandi marchi ne hanno uno specifico, tutti gli altri utilizzano generalmente quello proposto decenni fa da Bowens.
E’ una baionetta a tre settori, di facile aggancio.

Tutti i modificatori per la loro natura assorbono una parte della luce del flash.
Nella fotografia con il flash, si cerca anche la massima profondità di campo permessa dalla potenza del flash, fotografando in interni anche ad f/10, f/13 sulla figura intera.
Condizioni impossibili per un flash a slitta che non ha abbastanza potenza e che in generale copre solo una parte del soggetto.

Immaginate di dover illuminare un gruppo di persone sedute o in piedi e di volere una luce diffusa e naturale, come se fossero in esterni sotto un cielo coperto.
Ma illuminate in modo uniforme.
E di voler avere a fuoco tutto quanto, scattando con una focale non troppo corta per non deformare i soggetti.

Ecco che il flash da studio per la potenza di cui è fornito (anche fino a 2-3 kw/s nelle soluzioni più professionali, contro gli 80 w/s dei più potenti flash a slitta) e per le dimensioni del cono di luce che può sviluppare con i modificatori adatti, è la soluzione ideale.

 

L’articolo continua….

Prosegui la lettura su Nikonland

Grazie a Mauro Maratta, Massimo Aquila e a tutto lo staff di Nikonland

NOC SENSEI è un modo nuovo di vedere, vivere e condividere la passione per la fotografia. Risveglia i sensi, allarga la mente e gli orizzonti. Non segue i numeri, ma ricerca sensazioni e colori. NOC SENSEI è un progetto di New Old Camera srl

Lascia un commento

error: Contenuto protetto. ©NOCSensei