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Perché rifiutare lavoro sottopagato

Perché rifiutare lavoro sottopagato – Riflessioni sull’attivtà di fotografo

 

Gestire un’attività non è facile, specialmente se non l’hai mai fatto e se non hai una formazione commerciale. Detto questo, se vuoi guadagnarti la vita come fotografo, quindi aprire un’attività e svilupparla, ci sono due principi fondamentali da non dimenticare:

 

  1. Tutti amiamo la fotografia e ci divertiamo col nostro mestiere; improvvisamente, però, se vuoi diventare un professionista, il tuo scopo diventa quello di creare profitto. Se vuoi solo fotografare per divertirti, non c’è nulla di meglio che rimanere un amatore;
  2. L’attività ha dei costi base quali investimenti, equipaggiamento, bollette, tasse, assicurazione e così via che devono essere coperti prima di poter guadagnare qualcosa. Un esempio classico: mentre un amatore può comprare qualsiasi pezzo di equipaggiamento (purché se lo possa permettere), un professionista dovrebbe acquistare nuovo equipaggiamento solo se ha senso finanziariamente per l’attività svolta, indipendentemente da quanto lo voglia.

 

© Vieri Bottazzini

 

Vediamo quindi, con numeri ipotetici, cosa vuol dire tutto questo. I numeri possono variare secondo dove sei basato, la tua situazione personale e il tipo di fotografia di cui ti occupi, ma i concetti sono sostanzialmente validi per tutti.

 

Diciamo quindi che, per sopravvivere, devi perlomeno coprire i seguenti costi annui:

 

  1. 10.000 euro di costi personali fissi (affitto o mutuo, bollette, assicurazione auto e casa, manutenzione, etc);
  2. 6.000 euro di cibo, benzina e costi per la vita quotidiana;
    3. 5.000 euro di costi per l’attività (equipaggiamento, software, pubblicità, commercialista, etc);
  3. Inoltre, se hai uno studio, dovrai aggiungerne i costi (bollette, affitto / mutuo, ammortamento, manutenzione, etc);
  4. Per finire, se hai impiegati (assistenti, segretarie, etc) dovrai aggiungere anche i loro costi al tuo business plan.

 

Saltando per adesso i punti 4 e 5, e non considerando i costi di avvio attività (macchine fotografiche, obiettivi, flash, etc.), che dovresti mettere in ammortamento per diversi anni, devi considerare un fabbisogno di circa 20.000 euro annui per sopravvivere – senza contare spese extra, vacanze, mettere da parte dei soldi, cambiare l’auto, etc. Aggiungendo una cifra forfettaria per queste spese, diciamo che dovresti guadagnare almeno 23-24.000 euro l’anno – netti, s’intende – per poter vivere con la fotografia. Vivere: senza accumulare soldi, diventare ricco o altro.

Nel 2015 in Italia 2.000 euro netti al mese sono un buon salario, ma certamente non tale da arricchirsi.

 

Secondo dove sei basato, questo vuol dire che dovrai fatturare circa 35-45.000 euro, pur considerando deduzioni, spese, etc. considerando che da noi in Italia fra una tassa e l’altra si finisce per pagare almeno il 40-45% di quanto si fattura.

 

© Vieri Bottazzini

 

Ora, secondo il tipo di fotografia di cui ti occupi, dovrai decidere come e quanto essere pagato per raggiungere il tuo obiettivo di 35-45.000 euro annui di fatturato. Questo vuol dire che se lavori su commissione dovrai decidere le tue tariffe; se cedi le tue immagini in licenza, dovrai decidere i costi per immagine; o il prezzo dei tuoi Workshop se questo è quello di cui ti occupi; pensare al listino prezzi per le tue stampe se vendi Stampe Artistiche, e così via.

 

Dato che non viviamo nel vuoto, però, per fissare il nostro tariffario dobbiamo guardare il mercato intorno a noi e capire dove siamo posizionati. Per esempio, se un fotografo di basso livello nella tua zona chiede 1.000 euro per matrimonio comprese stampe, book etc. e il più caro ne chiede diciamo 10.000, dovrai decidere dove posizionarti tra questi due estremi in quel mercato. Per far ciò, comparare con la concorrenza le tue qualifiche, le tue credenziali e la qualità del tuo lavoro è un buon punto di partenza.

Per esempio, se sei stato pubblicato, se la tua lista clienti è folta, se hai delle qualifiche o certificazioni e così via allora potrai porti in una fascia più alta del mercato. Quello che ti darà una risposta precisa, però, sarà il mercato stesso non appena metterai piede nel mondo della professione.

 

© Vieri Bottazzini

 

Tutto bene finora, vero?

Più o meno, diciamo; fin qui tutto chiaro. Spunta però una figura con cui dobbiamo purtroppo fare i conti: il Fotografo Sottopagato, generalmente (ma purtroppo non sempre) un nuovo arrivato sul mercato o un amatore di passaggio. Dovunque provenga, è – come dice il nome – quel fotografo che accetta di lavorare sottopagato. O, per meglio dire, colui il quale finisce per rovinare altri e più seri professionisti. Colui il quale, magari senza volerlo e senza esserne conscio, lavora per rovinare il mercato a tutti – compreso se stesso.

 

Prima di tutto, vediamo un po’ perché qualcuno dovrebbe mai comportarsi in questo modo:

  1. Non è preparato commercialmente, e pensa che guadagnare qualche centinaia di euro per un giorno di lavoro sia fantastico, certamente meglio di niente;
  2. È nuovo nell’ambiente, e casca nei classici trucchi con i quali alcuni (cattivi) clienti cercano di infinocchiarci: a sentir loro, accettare di lavorare anche se per un bassissimo compenso “ti va bene”, perché “guadagni visibilità”, “sviluppi il portfolio”, “avrai nuovi clienti per passaparola”, “ti daremo dell’altro lavoro in futuro”, e via dicendo;
  3. È un amatore, fa questo a latere del suo lavoro principale e non ha quindi bisogno di guadagnarcisi la vita;

4, 5, 6, etc.: varie ed eventuali.

 

Per capire meglio di cosa si tratta, consideriamo il caso di un fotografo che lavora su commissione come fotografo di architettura; potrai poi adattare l’esempio al campo di cui ti occupi.

Diciamo che nella tua area il Fotografo Sottopagato chiede 500 euro per una giornata di lavoro, più un piccolo costo per immagine, per un totale – per esempio – di 600 euro a lavoro. Se un potenziale cliente ti chiama, sentita la tua tariffa (diciamo 1.000 euro a giornata più le immagini) o darà la commissione al Fotografo Sottopagato, oppure per avere una chance sarai costretto ad abbassare le tue tariffe al livello di quest’ultimo: diciamo – sempre per esempio – che alla fine spunti un contratto per 800 euro comprese immagini, costi di licenza etc.

 

Benissimo, no? 800 euro per un giorno di lavoro sembra un affare! Come vedremo, non lo è per niente. Lasciando stare che un giorno di lavoro non si riduce mai a un solo giorno di lavoro se ci metti preparazione, post-processing, consegna immagini, etc., lavorando a 800 euro per commissione dovresti ottenere 56 commissioni l’anno per raggiungere il tuo obiettivo di 45.000 euro annui. Questo vuol dire poco più di una commissione la settimana, ogni settimana di ogni mese, compreso agosto, Natale, pasqua, etc.

 

Non facilissimo, eh? Peccato! Probabilmente, con 800 euro a commissione non ce la farai mai a rimanere in attività…

 

Applicando la tua tariffa originaria di 1.000 euro più immagini, per un totale diciamo di 1.200 euro per commissione, avresti bisogno di ottenere circa 37 lavori l’anno, o 3 al mese: assai più fattibile, ma sempre un numero elevato.

 

Se riesci a trovare un tale numero di commissioni e sei contento con le tue tariffe, benissimo. Altrimenti, dovrai o alzare la tua tariffa per lavoro, oppure aggiungere altre forme di guadagno (licenza immagini, vendita stampe, commercio elettronico, etc.), oppure abbassare i costi della tua attività, le tue spese personali, o entrambi.

 

Mentre abbassare i costi e le spese è sempre possibile, almeno fino ad un certo punto, la prima – e più sensata – opzione, quella di alzare le tue tariffe, non può funzionare per colpa della concorrenza sleale del Fotografo Sottopagato. Sempre che tu non sia in grado di offrire ai tuoi clienti qualcosa che lui non offre, per giustificare agli occhi dei tuoi potenziali clienti il darti la commissione anche se a un costo più alto.

 

© Vieri Bottazzini

 

La prima cosa che viene in mente per differenziarsi, ovviamente, è la qualità. Benissimo: sei un fotografo migliore del Fotografo Sottopagato. Lo sai tu, lo sanno i visitatori dei forum online a cui partecipi, lo sanno i tuoi amici. Far sì che lo sappiano anche i tuoi clienti, a questo punto, è il tuo compito (e il tuo problema) in un’era in cui chiunque abbia una fotocamera digitale si considera un fotografo.

Per prima cosa, prepara un portfolio; anche persone non dotate di un grande occhio riescono generalmente a capire quando una fotografia sia meglio di un’altra, specialmente se aiutati da qualcuno (tu, in questo caso) che mostra come nelle tue immagini non ci siano errori di prospettiva, linee storte, distorsione, errori di esposizione, etc. (sempre per rimanere nell’esempio di architettura) presentando al meglio il tuo lavoro accentandone le qualità.

Qualifiche e Certificazioni, sono un’altra strada da seguire: il fatto che una giuria di colleghi altamente qualificati ti abbia considerato degno di una Qualifica attesta il tuo livello di professionalità e certamente conta. Una lista clienti aiuta poi moltissimo, se ne hai una degna di questo nome e se i clienti medesimi ti autorizzano a usarla. Detto questo, molti clienti nonostante tutto alla fine decideranno solo seguendo un unico fattore, per loro, fondamentale: le tue tariffe.

 

Questi sono i clienti di cui puoi fare tranquillamente a meno.

 

Il motivo è molto semplice: indipendentemente da quanto abbasserai le tue tariffe, ci sarà sempre qualcuno che lavora per meno. Al punto che presto ti troverai a lavorare gratis: il che, evidentemente, non aiuta il tuo fatturato! Abbassare continuamente le tariffe può solo risultare nel lasciar fare questo mestiere a chi è ricco di famiglia, e non ha nessun problema a lavorare per pochi soldi o addirittura gratis.

 

Prima di entrare nella spirale senza fine dell’abbassamento delle tariffe e prima di diventare tu il Fotografo Sottopagato, puoi forse considerare i seguenti passi:

 

  1. Studia, migliora il tuo lavoro, migliora il tuo portfolio: un portfolio forte aumenta senza dubbio le tue possibilità con clienti di alto livello; 2. Pensa a cosa possa offrire ai tuoi clienti oltre che dire “vengo e fotografo il tuo palazzo”: pensa a cosa fare per far loro capire la qualità, la cura e l’attenzione che metti nel tuo lavoro; 3. Migliora la tua immagine di professionista: diventa Certificato, diventa Qualificato, cerca di essere pubblicato, di vincere concorsi, e così via; 4. Fatti pubblicità e promuovi il tuo lavoro presso la tua clientela ideale, quella che davvero vuoi raggiungere.

 

In breve, fai di tutto per non essere tu l’ultimo arrivato con una macchina fotografica digitale che si crede un fotografo professionista: investi tempo, energia ed entusiasmo per sviluppare prima le tue abilità, e la tua attività poi; non dimenticare che non basta possedere una fotocamera per essere un fotografo. La fotografia è un mestiere, un’arte e anche un business: come tale va perfezionata, e questo richiede moltissimo lavoro.

 

Per finire, visto che nessuna commissione ti piomba tra le braccia dal cielo, puoi considerare se sia più facile cercare di trovare 10 lavori l’anno da 4-5.000 euro, 50 lavori l’anno da 800-1.000 euro o 100 lavori l’anno da 4-500 euro. Personalmente, io cercherei di perseguire la prima opzione; anche se la tua soluzione fosse essere diversa dalla mia, ti prego davvero di non ridurti mai a diventare il Fotografo Sottopagato. Non farlo. Ovviamente sei libero di fare quello che vuoi della tua vita; sappi solo che, diventando il Fotografo Sottopagato, probabilmente o morirai di fame o eventualmente dovrai cambiare lavoro, dopo aver nel frattempo rovinato il mercato a colleghi seri e preparati.

 

Per finire quest’articolo, una parola a chi si trova dall’altra parte della questione. Se sei un cliente e cerchi un fotografo, esaminane il portfolio, il curriculum, le credenziali e le qualifiche, chiedi tutte le informazioni possibili per fare la scelta più adeguata alle tue esigenze. Fatto ciò, però, ti chiederei di rispettarne la professionalità e di non cercare di spingerne troppo i prezzi al ribasso, magari usando le tariffe del Fotografo Sottopagato come leva per ottenere un prezzo migliore (uccidendo il mercato nel frattempo). Ottenere prezzi eccessivamente bassi può sì farti guadagnare qualcosa nel breve termine, ma finirà poi col togliere i migliori fotografi dal mercato, lasciandolo interamente un numero crescente di Fotografi Sottopagati e abbassando così la qualità delle immagini che riceverai, abbassando quindi di conseguenza la tua immagine quando le userai, e privandoti alla fine della possibilità di ottenere quelle splendide fotografie che ami. Pensaci.

 

Grazie per avermi letto fin qui, spero sia stata una lettura interessante: condividi quest’articolo con i tuoi amici, o lascia un commento per farmi sapere cosa ne pensi.

 

Buona giornata, e non dimenticarti di ISCRIVERTI ALLA NEWSLETTER!

 

Vieri Bottazzini.

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Vieri Bottazzini è un fotografo di paesaggio Fine Art. Il suo lavoro è stato definito “un viaggio poetico in paesaggi dalla bellezza sconfinata, paesaggi dei quali ha saputo catturare l’essenza interiore, andandone oltre il mero aspetto, in un viaggio di scoperta estetica della natura profonda del nostro pianeta”. Insegnante appassionato, con 25 anni di esperienza Vieri crede che i suoi esclusivi Workshop, organizzati con cura e con una partecipazione limitata a sole 3 persone, siano il modo migliore per condividere la propria conoscenza e il proprio entusiasmo per la fotografia con altri amanti della fotografia. Prolifico scrittore, gli articoli del blog e le recensioni di Vieri sono altamente apprezzati per il loro valore informativo e per la loro attendibilità. A partire dal 2019, Vieri tiene una rubrica su Medium Format Magazine, “Vieri’s Landscape Musings”. Grazie alla propria esperienza e obiettività, Vieri è molto richiesto come giurato, presiedendo e partecipando a diversi concorsi internazionali. Vieri è Formatt-Hitech Signature Artist e Associate del BIPP. Già Leica Ambassador e docente Leica Akademie (2016-2018), Vieri ora utilizza esclusivamente equipaggiamento Hasselblad per realizzare le proprie fotografie. Profondamente dedicato alla protezione dell’ambiente, Vieri è partner di Eden Reforestation Projects, Nature First e Leave No Trace nel supporto di riforestazione e progetti di sensibilizzazione. Quando non lavora in giro per il mondo, Vieri si gode la quiete della sua casa sulle colline Marchigiane, dove sviluppa le proprie foto, scrive, studia fotografia, arte, storia ed economia politica.

2 Comments

  1. Andrea barbieri

    Leggo: “in un’era in cui chiunque abbia una fotocamera digitale si considera un fotografo”.

    Capisco l’amarezza per la difficoltà di stare sul mercato quando si ama questo mestiere, capisco il gusto per l’iperbole, ma la frase resta infelice, perché pur possedendo una fotocamera digitale non mi considero fotografo, e conosco altre persone come me che considerano la fotocamera qualcosa che ha a che fare con la vita intellettuale, non col mercato.

    1. Vieri Bottazzini Post author

      Buongiorno Andrea,

      Grazie per il commento. È evidente che la frase che citi vada intesa nel contesto dell’articolo, ovvero riferita a chi si consideri un fotografo professionista semplicemente perché possiede una macchina digitale, senza avere le basi professionali necessarie e quindi pensi di poter fare il mestiere nei modi che descrivo nell’articolo. È chiaro che non si riferisce a chi invece approcci la fotografia come piacere o hobby, amatorialmente e intellettualmente, come dici tu. Quindi, non solo non la ritengo infelice, ma rimango convinto della frase, nel contesto in cui è stata scritta.

      Per quanto riguarda il resto del tuo commento, l’articolo offre riflessioni generali e riferite a tipi di fotografia di cui non mi occupo ma che vedo in giro continuamente. Io personalmente sono fortunatamente contentissimo di fare questo mestiere e non provo nessuna amarezza, anzi. Certo, essendo padrone di te stesso come in tutte le libere professioni ci sono difficoltà, è ovvio, ma personalmente non posso assolutamente lamentarmi – se vuoi, vedi http://www.vieribottazzini.com e i miei siti collegati per vedere di cosa mi occupo e come.

      Buona giornata,

      Vieri

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