ORIENTEERING DRAMA. Immagini immaginate. Intervista a Rossella Viti e Roberto Giannini

Orienteering Drama è il nome di un progetto che si serve dell’immagine in una maniera a dir poco alternativa. Non parliamo infatti di un’immagine scattata, vista e condivisa, ma di immagini immaginate. Capiamo, insieme agli ideatori del progetto, come questo si serva dei cinque sensi per attivare tali condizioni immaginifiche.

 

 

Con Orienteering Drama (OD) l’immagine scaturisce dalla connessione dei sensi, è attivata dall’ascolto di storie appositamente strutturate per formare uno storytelling coinvolgente, dai profumi e dal vento che incontri nei vicoli di un borgo umbro – Lugnano in Teverina (Tr) – sede di questo progetto dell’Associazione Ippocampo, ma anche dai movimenti del viaggiatore che dentro OD sceglie il suo percorso. Misterioso e affascinante, Orienteering Drama non consente solo di scoprire un territorio nelle sue trame più nascoste, ma anche di rivelare a chi lo compie qualcosa su se stesso e sulle possibili relazioni con un luogo, con le sue storie e le sue immagini, fotografie scattate o visioni interiori.

 

 

Ho lavorato personalmente alla realizzazione di questo progetto, occupandomi di comunicazione visiva, dei contributi social e delle traduzioni per la versione inglese, eppure attraversare il percorso è stata una rivelazione! La ricchezza di spunti del paesaggio, l’interazione con l’ambiente attraverso i canali sensoriali, la gara divertente a caccia dei Qr code, la sorpresa di quelle storie in cuffia… Sapevo che il progetto prevedeva tutto questo, ma viverlo è stato emozionante oltre ogni aspettativa perché ho scoperto una dimensione nuova del borgo (che pure conosco molto bene), ho vissuto, ascoltato, annusato, attraversato il borgo di Lugnano in Teverina come mai avevo fatto fino ad allora.

 

 

A ideare e costruire Orienteering Drama sono stati Rossella Viti e Roberto Giannini, fondatori e direttori artistici dell’Associazione Ippocampo e dei diversi progetti che mette in campo, prima a Roma, poi nel territorio umbro. Due artisti-artigiani della cultura teatrale, autori di visioni e percorsi che spaziano fra scena, performance, pittura e fotografia, con il comune denominatore di mettere al centro il processo creativo, l’arte come luogo da abitare, per tutti. Li ho incontrati a Lugnano in Teverina per farmi raccontare dalla loro viva voce le tracce e le dinamiche di Orienteering Drama.

 

 

 

Cosa è Orienteering Drama?

Un percorso immersivo che si snoda fra i vicoli e le piazze del borgo umbro di Lugnano in Teverina (Terni) in venti tappe chiamate lanterne, ossia venti Qr code da scovare per ascoltare in cuffia un tappeto sonoro di voci e suoni. Così ci si immerge nelle vie del borgo, nel teatro della vita.

Orienteering Drama è attraversamento fisico di un territorio e insieme è pratica tecnologica, con l’uso dello smartphone e la lettura dei Qr code. È una condizione in cui più stimoli si sovrappongono alla realtà che ci circonda, come quelle voci in cuffia che invitano a uno sconfinamento verso l’immaginario. Le storie che si ascoltano sono nate dal rapporto con i luoghi ma non li descrivono, anzi spingono altrove.

Spirito di osservazione, disponibilità all’ascolto e piedi ben piantati per terra sono i presupposti per godere di questa esperienza multisensoriale. Ci sono il borgo e la sua quotidianità da una parte, le storie sussurrate all’orecchio dall’altra, la concretezza di una mappa tra le mani per perdersi tra saliscendi, piazzette e gradini.

Sulla mappa, disegnata appositamente, le cosiddette lanterne indicano la strada, sono punti di controllo, di arrivo e ripartenza. Per il resto, il viaggiatore è autonomo.

Orienteering Drama si ispira all’orienteering, uno sport che gli inglesi definiscono “correre giocando a scacchi”, ma il nostro percorso-gioco non è una gara, piuttosto è giocare a scacchi con le storie.

 

 

Orienteering Drama può essere definito un percorso di “immagini immaginate”?

Non solo! Tra la visione concreta di ciò che attraversiamo nel percorso, il borgo con le sue strade, le piazze, le case, le piante e gli oggetti – ossia tutto ciò che ha volume e forma – e i vuoti, tutto ciò che viene disegnato dalle strutture, e poi i colori, tutto è ambiente che registriamo come immagini del borgo che attraversiamo. Questa realtà visiva entra nella nostra memoria e si trasforma in immagini immaginate, anche in modo inconsapevole, e viene subito solleticata dalla presenza di altri stimoli che richiamano le nostre percezioni a fare i conti con altre realtà percettive, legate all’ascolto dei testi in cuffia.

 

 

Come nasce l’idea di questo progetto?
Nel 2017 un bando della Regione Umbria con i fondi europei POR FESR ci ha indotto a rielaborare un percorso formativo dedicato alcuni anni fa al mondo della scuola. Il bando chiedeva a imprese creative e culturali di intervenire nel sistema di valorizzazione di attrattori culturali e naturali dell’Umbria. La nostra precedente esperienza ci sembrava giusta per diventare un buon progetto da presentare. È stato un bello stimolo per una realtà come la nostra, strutturata su progetti di produzione teatrale e diffusione della cultura e dell’arte contemporanea. Ci siamo trovati subito coinvolti in un tema importante e attualissimo: il rapporto crescente tra turismo e spettacolo, che nelle sue tante declinazioni, può portare a positive sinergie e complicità in campo produttivo, come nel nostro caso.

 


Come funziona Orienteering Drama?

Per accedere al percorso-gioco è necessario ritirare la mappa cartacea presso lo spazio Verdecoprente, nel borgo di Lugnano in Teverina. Nel rispetto delle misure anti Covid è importante essere forniti di uno smartphone con auricolari personali, con app già installata per la lettura del Qr code. Una volta presa la mappa, l’utente è autonomo e può scegliere quando iniziare il percorso, con quali tempi effettuarlo. La durata stimata del percorso completo è di circa due ore. Il borgo è ricco di saliscendi e scalinate ma alcune tappe sono accessibili a tutti.

 

 

Chi è il viaggiatore di Orienteering Drama?

Con Orienteering Drama volevamo creare un’esperienza multisensoriale in cui la visione venisse dilatata, dando forza e impulso a quelle immagini interiori per poi lasciarle prendere vita e scorrere, richiamando la consapevolezza del viaggiatore in tempo reale, ma ancor di più in un momento successivo al percorso. Quindi pensiamo a uno spettatore sollecitato dalla contemporaneità degli elementi in scena, che può scegliere cosa guardare, seguire. Il percorso di Orienteering Drama mette il fruitore in una sorta di realtà aumentata, anche se questo termine si usa quando ad agire sono prevalentemente gli elementi tecnologici.

 

 

Quali sono gli strumenti del progetto?

Si tratta di un percorso misto – che si serve di strumenti analogici e digitali – ma è la corporeità, l’elemento centrale da mettere in gioco. Parlavamo di visione dilatata, è più giusto parlare di ‘corpo dilatato’, e anche qui torna il teatro a guidarci, mostrandoci quanto il fruitore del percorso, lo spettatore che chiamiamo viaggiatore, sia in realtà un attore che scrive il proprio percorso facendolo come un protagonista che cerca, tra composizione e improvvisazione, la propria partitura scenica. Ognuno usa gli strumenti di OD come vuole e come sa, scegliendo la strada da percorrere, cosa guardare e con quali tempi, se ascoltare una storia fermandosi su una panchina o se continuare a camminare osservando ancora, o avanzare nei vicoli a testa bassa per concentrarsi sulle voci e i suoni in cuffia.

 

 

Perché Orienteering Drama è pensato in un borgo?

Caratterizzato dalla storicità, nel tempo i suoi abitanti, nelle sue abitazioni che si susseguono senza soluzione di continuità, il borgo è il luogo a cui l’uomo dà forma e lo trasforma in un dialogo incessante con gli elementi della natura, della cultura e dell’evoluzione scientifica. Cosa puoi desiderare di più per dar vita a questo spazio ‘altro’, al teatro personale e immaginario che rappresenta Orienteering Drama?

Tutto questo lo abbiamo trovato nelle forme del borgo di Lugnano in Teverina che, oltre che essere il luogo dove viviamo da quasi trent’anni, è una piccola cittadina di 1.500 abitanti, gentile e ordinata. Non a caso Lugnano è uno dei Borghi più belli d’Italia ed è sede di studi di Università americane. Inoltre è circondato da un paesaggio mozzafiato. Solo 100km a nord di Roma, in quell’Umbria meno conosciuta dal turismo di massa e inaspettatamente ti ritrovi circondato da beni preziosi, cosiddetti minori che ora, per il piacere di tutti, hanno i riflettori accesi. Allora illuminiamoli per bene!

 

 

Qual è l’idea portante del progetto?

Essere registi di se stessi per fare di un bene culturale, naturale, storico e artistico, una fonte di esperienza personale, indimenticabile, che riconosce nei sensi un mediatore privilegiato.

Allora se questo è vero, Orineteering Drama offre molte occasioni; le immagini immaginate di cui parlavamo prima sono la libertà di creare una traccia visibile e trovarne una ancora più profonda, invisibile ai più ma che esiste dentro di noi, la libertà di perdersi, di concedersi una forma di spaesamento, lasciandosi il tempo e il modo di ritrovarsi.

 

 

Cosa sono le “lanterne”?

Piccoli Qr code rossi inseriti in un elemento urbano, una fontanella, un tubo, un lampione. Nella gara di orienteering le lanterne – rappresentate da elementi di tessuto plastificato a due colori – vengono appese ben nascoste alla vista dei partecipanti. Per trovarle è necessario saper leggere la mappa decodificando una simbologia affatto banale. Mantenere il nome ‘lanterna’ per le tappe sonore dell’Orienteering Drama ci ha permesso di indicare che lì, in un tecnologico Qr code si illumina qualcosa che ti parla all’orecchio e getta una nuova luce sul luogo che stai attraversando.

 

 

La tecnologia applicata alla narrazione, quindi. Ci porti lungo il percorso con qualche esempio di narrazione delle lanterne?

La lettura dei Qr code nel percorso è un’azione semplice ma a cui ti devi preparare, con lo smartphone carico, una app per la scansione dei Qr code e poi la ricerca comincia! La narrazione delle storie che si ascolteranno dopo aver trovato i Qr code diventa una specie di premio, un momento di soddisfazione al quale ti apri, soddisfatto di aver individuato sulla mappa il punto giusto. Te lo conferma la voce: “Orienteering Drama, lanterna numero 2 – Esercizi sull’amore!”. Ecco, ora tutto ha cambiato prospettiva, sei pronto e ben disposto all’ascolto, mente e corpo lì, insieme. Ogni narrazione parte da questa conquista.

 

 

Quali sono state le risposte del pubblico dei visitatori?

Sono venuti tanti visitatori, molte famiglie di diversa composizione e provenienza e tutti hanno raccolto l’invito a lasciarci un feedback su una cartolina nella buca rossa della posta di OD, o scrivendoci via mail. Dalle risposte, sappiamo che il percorso produce due effetti: stimolare la competizione a orientarsi con una mappa e trovare prima degli altri le lanterne/Qr code; il secondo è soddisfare il desiderio di visitare un luogo, conoscerlo senza fretta guidati dagli strumenti forniti per farlo, ma autonomi nelle scelte e nelle tempistiche.

La vera sorpresa per i visitatori sono le storie ascoltate in cuffia perché non sono didascalie o descrizioni dei luoghi. Infatti, il modo in cui sono state prodotte e ciò che raccontano porta in un altrove inatteso, in un’immagine immaginata!

I feedback ci parlano di sorpresa, originalità, commozione, curiosità e interesse. Riporto una parte del riscontro lasciatoci da una viaggiatrice d’eccellenza, la storica del teatro Francesca Romana Rietti: “Con Orienteering Drama oggi ho attraversato, grazie all’opera messa in moto dal vostro ingegno – fatto di perizia, attenzione per i dettagli, fantasia, studio, manualità, curiosità, artigianato, conoscenza, radicamento, ricerca – un paesaggio emotivo, sensoriale, culturale, narrativo, musicale, canoro, antropologico, letterario, cinematografico, storico così potente da riuscire a vincerla sulla disarmante bellezza del contesto all’interno del quale questo mio attraversamento è avvenuto”.

 

 

Chi vuole venire a Orienteering Drama cosa deve fare?

Prenotare la sua visita, fino alla fine dell’anno, epifania 2021 compresa, l’apertura al pubblico rimane invariata, gratuita e su prenotazione. Basta chiamare o scriverci. E poi venire a ‘perdersi’ nel borgo di Lugnano in Teverina!

 

Sviluppi del progetto?

Il bilancio che andiamo chiudendo in questa prima fase ci dice che con Orienteering Drama è nato un format. Il passo successivo andrà in due direzioni: mettere a sistema il percorso nel territorio in cui è nato, qui a Lugnano in Teverina, cosa che stiamo studiando con l’amministrazione comunale, e sviluppare la proposta in altri contesti territoriali. Il percorso ben si inserisce in un’idea di turismo articolata su più livelli di attività, e OD è un’esperienza unica nel suo genere, capace di intercettare fruitori con caratteristiche ed esigenze diverse.

 

 

Gratuità e supporto del pubblico: come si può aiutare e sostiene OD?

Il percorso ha bisogno di contributi per sostenere le spese di mantenimento, apertura e anche di rinnovamento, tra risorse umane e materiali. Il pubblico, il viaggiatore, potrà lasciare un contributo al suo passaggio ma anche fare una donazione alle attività dell’associazione dall’apposita pagina del sito: sostieni orienteering drama.

 

 

INFO E PRENOTAZIONI

Per prenotare la tua visita e restare aggiornato sulle novità di Orienteering Drama visita il sito

orienteeringdrama.org scrivi a info@orienteeringdrama.org oppure chiama al 3272804920, risponde Roberto Giannini, responsabile di OD insieme a Rossella Viti. Punto di accoglienza e partenza percorso gioco: Spazio Verdecoprente (ex scuole medie), ingresso scalinata parcheggio di via delle Mura – Lugnano in Teverina (Tr). OD è anche su Facebook e Instagram.

orienteeringdrama.org

 

L’ASSOCIAZIONE IPPOCAMPO

A fondare negli anni Novanta l’Associazione Ippocampo sono Roberto Giannini, attore e artista visivo, e Rossella Viti, attrice regista che si forma all’Istituto Superiore di Fotografia di Roma.

L’Associazione è una realtà culturale e artistica con finalità di ricerca e produzione, formazione e promozione nell’ambito della scena contemporanea, teatro e danza, arti visive e multimediali. Il percorso si caratterizza nell’intreccio di forme narrative e linguaggi diversi, in cui corpo composto di parola e immagine, confluiscono in azioni sceniche e allestimenti in spazi non codificati, in esperienze di forte partecipazione per lo spettatore. Lasciano importanti tracce i percorsi in ambito sociale e educativo, come il Teatro in ospedale al Bambino Gesù di Roma, o Scream, sul lavoro minorile, con l’Ufficio Internazionale del Lavoro, le Università, la FAO. In ambito organizzativo i progetti Orienteering Drama e Verdecoprente – la scena svelata dal paesaggio, sviluppano una cultura di rete territoriale per l’implementazione delle arti sceniche e visive nella fruizione del bene culturale. Ippocampo è ente accreditato alla formazione nella scuola e per la promozione dei temi della creatività / Piano delle Arti MIUR e MIBACT dall’a s 2020/2021.

https://macchiaoff.com/

 

 

 

 

 

LOREDANA DE PACE Giornalista pubblicista, curatrice indipendente e quando sente di avere qualcosa da dire, anche fotografa. Dal 2004 scrive per la testata FOTO Cult – Tecnica e Cultura della Fotografia, è autrice del libro TUTTO PER UNA RAGIONE. Dieci riflessioni sulla fotografia (ed. emuse, 2017). Fa parte dell’associazione culturale FareFotografia. Tiene la rubrica TAKE CARE of sulla piattaforma on line NOCsensei. Collabora con vari media on line, sempre dedicati alla cultura e alla fotografia. Partecipa a giurie di premi nazionali e internazionali, letture portfolio e segue come photo consultant progetti fotografici ed espositivi in Italia e all’estero. Collabora con associazioni culturali nell’organizzazione di eventi e conferenze sulla fotografia e partecipa alla realizzazione di progetti editoriali. Idea e cura, insieme alla regista Rossella Viti, Territori latenti, percorso all’interno del progetto di residenza Verdecoprente, per valorizzare nuove prospettive di ricerca personale, di azione e visione intorno alla fotografia, per lo stesso autore e per il suo fruitore, invitati all’esperienza di un “nuovo paesaggio da abitare”. È consulente del progetto ORIENTEERING DRAMA, Ideato dall’Associazione Ippocampo e vincitore di un bando della Regione Umbria. Fino al 2017 ha curato l’archivio dell’autrice calabrese Gina Alessandra Sangermano. Ha curato i libri Epifanie: l'altra fisica del paesaggio di Tina Cosmai, Un'altra America di Massimo Tennenini, Una ragazza senza borsa di Gina Alessandra Sangermano, Il silenzio della parola, il rumore della carta, catalogo della mostra di Giulio Cerocchi, Ex?, catalogo della mostra di Raffaele Salvati, co-cura di NOMORE di Raffaella Castagnoli, SOLITUDE di Gianbattista Uberti. Come fotografa, ha esposto il reportage El pueblo de Salinas e Ecuador: il piccolo gigante (2011), che è anche un libro edito Petruzzi, con introduzione di Luis Sepúlveda. Sono un cielo nuvoloso (2014, Galleria Interzone-Roma) è la sua personale realizzata esclusivamente con smartphone e app Hypstamatic, mentre Qualcosa è cambiato (2017, Portici Comunali di Priverno – LT) è la sua ultima personale in ordine di tempo realizzata con fotocamera Rolleiflex e pellicola bianconero. Principali interviste: Fiorella Mannoia, Frank Horvat, Elliott Erwitt, Lanfranco Colombo, Piergiorgio Branzi, René Burri, Ferdinando Scianna, Italo Zannier, Mario De Biasi, Brigitte Niedermair, Federico Borella, Tommaso Mori, Frans Lanting, Virginia Bettoja, Eugenio Recuenco, Mimmo Jodice, Diana Markosian, Simon Norfolk, Sandro Miller. Principali conferenze: talk con il fotografo Carlo Traini; presentazione editoriale del libro di Denis Curti, Capire la fotografia contemporanea; Evoluzione del linguaggio fotografico, Circolo fotografico La Gondola, Venezia (2020). Tavola rotonda su EDITORIA e FOTOGRAFIA, Macro Asilo (Roma, 2019); Martin Weber: Mapa de sueños latino americano, intervista pubblica e traduzione simultanea (CRAF-Spilimbergo 2019); Giulio Cerocchi, Il silenzio della parola, il rumore della carta. Pontremoli Foto Festival (2019); Il Mercato della fotografia c/o Open Studio di Patrizia Genovesi (2016); Cecità e informazione Perugia Social Photo Fest (2016); Etica e Fotografia, Roma, Spazio Visiva e Milano, Samsung District (2015); lezione di Photo editing per scuola di Fumetto, Lucca (2015); Seminario I collettivi fotografici – Face Photo News, Sassoferrato (2014). Principali curatele di mostre fotografiche: Epifanie. L’altra fisica del paesaggio, di Tina Cosmai; Garden Misnake, fotografie, video e musiche di Patrizia Genovesi (Rome Art Week 2019); Mese della Fotografia di Roma (2019): mostre di Massimo Tennenini, Francesca Dini, Sabrina Genovesi. EX? di Raffaele Salvati e Ardesia: pietra silenziosa di Francesca Donadini (2019), Portici comunali Priverno (LT). A Flower Revolution di Paolo Belletti, Palazzo Incontro di Roma (2014); Il silenzio della parola, il rumore della carta di Giulio Cerocchi, Teatro Parenti e galleria Expowall - Milano, Bookcity 2016. Una ragazza senza borsa di Gina Alessandra Sangermano, Cosenza, 2015 e Roma 2016. Curatela di esposizioni del festival di fotografia Colorno Photo Life, 2015-2019, Regards Argentiques, fotografie analogiche di David Zhornski, Galleria Impatto Roma (2019). Melting pot Docenza / consulenza / performance / direzione artistica Lettura portfolio in varie sedi (Premio Voglino, Fotografia Etica 2019, PiùFotograFIAF, Genazzano 2019, ecc.); visite guidate presso mostre fotografiche (ColornoPhotoLife 2017-2019); In three words; workshop di photo editing (2018-2020); Idea! Corso di progettazione fotografica (2018-2019); presentazione editoriale TUTTO PER UNA RAGIONE. Dieci riflessioni sulla fotografia (varie sedi, 2017-2019); performance Vi presento Gina e Non chiamatemi Gina, secondo studio per la scena, Verdecoprente Residenze in Festival, Vi presento Gina anche presso Perugia Social Photo Fest e Photolux Festival; editoriale per il giornale francese del festival Boutographies; intervista radiofonica su Radio Barrio / trasmissione Kodachrome, su Gina Sangermano; conferenza su Vivian Maier – Roma (2014). Seminario Primavera Fotografica (2017) – Open Studio Roma Una giornata di lettura dell’immagine; laboratorio fotografico Percepire i 5 sensi con la fotografia. Collabora con l’agenzia Admira Photography di Milano. The Heroyn’s Journey interview https://theheroinejourney2016.wordpress.com/2020/01/19/the-heroines-journey-of-loredana-de-pace/ Linkedin linkedin.com/in/loredana-de-pace-35716749/?originalSubdomain=it Loredana De Pace https://www.facebook.com/loredana.depace https://emusebooks.com/libri/tutto-per-una-ragione-loredana-de-pace/ https://www.linkedin.com/in/loredana-de-pace-35716749/?originalSubdomain=it

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