Qualche giorno fa sono stata ospite a un evento Leica che si è svolto a Casa Platform, sede della omonima rivista dedicata all’architettura e appartamento in cui ogni dettaglio è pensato, che si affaccia sul giardino botanico di Milano.
In questa occasione è stata presentata una nuova fotocamera Leica. In verità, ciò che è emerso dalla mattinata, non è stata “solamente” la presentazione di un nuovo strumento, sia pure con peculiarità che fanno gola ai tecnofili, ma la percezione maggiore è legata all’idea fondante di questa rivoluzione in Casa Leica. Guardare al futuro, senza dimenticare la tradizione.
Quindi sì, ho potuto tenere fra le mani una splendida fotocamera, la Leica M EV 1, ma sono tornata nel mio studio con la sensazione di aver vissuto una nuova esperienza d’uso e di aver partecipato all’annuncio di un cambio di rotta, certamente ponderato ma anche molto coraggioso. Il tutto quasi al termine dell’anno di festeggiamenti in cui ricorre il centenario di Leica.
Chi conosce il mio percorso, giornalistico quanto curatoriale, sa bene che non sono un’esperta di tecnica, quindi non dirò ciò che non mi compete. Mi fa piacere però sottolineare due cose: la prima riguarda le esperienze riportate dai fotografi che hanno già testato questa nuova fotocamera.
Davide De Martis ed Enrico Luoni hanno parlato “di pancia”, in modo coinvolto ed emozionato. Hanno parlato della Leica come la macchina da tenere sempre con sé, definendo il sistema M in modo decisamente personale: De Martis dice “M come MIA”, mentre Luoni parla di “M come mozzafiato”.
In video abbiamo ascoltato anche un “amico Leica” d’eccezione, il fotografo Joel Meyerowitz, testimone di una generazione che tiene alla tradizione eppure nel suo contributo video riconosce le potenzialità della M EV 1, nonostante le novità a cui la vecchia guardia potrà facilmente abituarsi.
Insomma, questa fotocamera è una sfida, si spinge oltre, chiede certamente attenzioni e conoscenza nonché un budget da investire in linea con quanto Leica ci ha abituati.
Lato Leica, riporto quanto detto in sintesi sul Sistema M che è certamente già un mantra degli habitué:
M come manifattura
M come mito
M come minimalismo
M, insomma, come un’icona presente come Sistema da 71 anni, che nasce già con le idee chiare, col nome di M3. Una dichiarazione di posizionamento precisa verso la perfezione, a cui nel tempo si è aggiunto un corredo di 70 obiettivi.
È sempre stata una fotocamera piccola e maneggevole, devo dire anche se non sono esperta in materia, di piacevole utilizzo tattile (la nuova EV 1 come le altre). È, vale la pena ricordarlo, la fotocamera con cui moltissimi fotografi del secolo scorso (e di questo) hanno raccontato la storia.
Da profani si può anche semplicemente dire che questa fotocamera, oggettivamente, è un bell’oggetto, anche se so che con questa semplicità naïf potrei infastidire gli estimatori della tecnica che avranno pure tanto da divertirsi con questo strumento.
La EV 1 non ha il telemetro, ma per la prima volta ha il mirino elettronico e, a detta dei referenti Leica presenti, è la full frame più compatta sul mercato.
Non resta che provarla, magari andando a farsi una passeggiata da New Old Camera oppure in un Leica Store. E, come hanno raccontato i due giovani fotografi presenti, pensarla come oggetto del desiderio e fare in modo che un giorno possa essere nostra.
A me questa cosa è successa con le magnifiche Kate di Christian Louboutin, le iconiche décolleté francesi dalla suola rossa.
Beh, il rosso le accomuna. Chissà che un giorno…














