Giramenti di pale

Tra gli shooting più emozionanti ci sono sicuramente quelli “volanti”, soprattutto dall’elicottero, un mezzo che, per leggerezza e manovrabilità, offre incomparabili possibilità al fotografo d’azione, ma anche a quello di paesaggio.

L’azione è velocissima e la concentrazione non è sicuramente aiutata dal rumore e dal fatto che, se possibile, si lavora con il portellone aperto.

Di seguito vi propongo qualche suggerimento, basato sulla mia esperienza in questo tipo di situazioni.

Nel caso foste interessati a workshop personalizzati sulla fotografia dall’elicottero, o a servizi fotografici di questo tipo, contattatemi direttamente.

Prima di partire

  • se il vostro budget lo permette, noleggiate un sistema giroscopico di stabilizzazione per la fotocamera o videocamera.
  • se possibile, fate smontare prima la cesta sul pattino, è un elemento che spesso si rischia di fotografare per sbaglio;
  • verificate che le batterie siano cariche, se lavorerete a sportello aperto le basse temperature potrebbero scaricarle in fretta. Mettete quelle di ricambio in una tasca interna (ma facile da raggiungere);
  • curate al dettaglio l’abbigliamento: in alta quota potrebbe fare molto freddo. Se poi scatterete seduti verso l’esterno, con i piedi nel vuoto, indossate anche scarponi e calze molto caldi. Usate guanti sottili o senza dita;
  • se avete una vostra imbragatura (che è obbligatoria a bordo), portatela (regolandola preventivamente per l’abbigliamento che usate): eviterete perdite di tempo, senza contare il fatto che non sempre chi vi fornisce l’elicottero è tenuto a darvene una;
  • se ne dovete acquistare una, preferite una “da lavoro“, completa (sopra e sotto, non solo cosciali), che abbia anche un punto di assicurazione sulla schiena;
  • fate un check completo dell’attrezzatura;
  • il tempo in volo è poco e l’attività rapidissima, allenatevi “a secco” ai cambi “protetti” di obiettivo ecc.;
  • organizzate tutto il materiale in modo da evitare manovre rischiose, l’ideale è avere due corpi macchina con due zoom differenti, per coprire tutto il range che vi serve, e memory card molto capienti, per non doverle cambiare;
  • seguite attentamente il briefing con pilota e responsabile delle attività a bordo, specialmente se lavorete a portellone aperto;
  • concordate con il pilota tutte le vostre esigenze;
  • seguite tutte le istruzioni del responsabile e del pilota, specialmente sulle procedure di assicurazione e su come porsi e muoversi nell’abitacolo;
  • assicurate anche le vostre borse con l’attrezzatura e verificate che siano chiuse;
  • indossate le cuffie e seguite tutte le istruzioni che riceverete durante il volo.

In volo

  • muovetevi con attenzione e rispettando tutte le indicazioni che vi verranno fornite;
  • se potete lavorare a sportello aperto, aspettate che sia il responsabile ad aprilo e chiuderlo;
  • se vi sedete con le gambe all’esterno, verificate che la longe abbia la giusta tensione;
  • occhio all’orizzonte; in volo è facilissimo perdere l’orientamento e l’allineamento;
  • usate tempi di scatto rapidi. Io personalmente metto in priorità di tempi, almeno 1/1000, ISO automatici, per evitare qualunque problema;
  • scattando con il grandangolare, occhio alle pale (che ho lasciato apposta nella foto di questo articolo), ai vostri piedi e, se presente, alla cesta;
  • se siete con lo sportello aperto, rientrate nell’abitacolo per effettuare qualsiasi cambio lenti, memory card, ecc;
  • potrebbe capitare che le lenti si appannino o addirittura si ghiaccino, tenete in tasca un panno in microfibra e una Lenspen;
  • se siete in due, organizzate la vostra attività prima. Nell’ultimo shooting, per esempio, io usavo esclusivamente il teleobiettivo, stando seduto sul sedile più esterno vicino allo sportello aperto, mentre il mio amico Andrea Gallo, seduto per terra con le gambe all’esterno, si occupava delle foto con il grandangolare e delle riprese video.

Soprattutto… godetevela! La fotografia aerea è una delle attività più divertenti ed emozionanti!

Qui un articolo relativo alla situazione che ho documentato con questi scatti.

 

Giorgio Sitta

 

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