Realizziamo un Audiovisivo. Riprese e montaggio. Lezione #47 Video

1- LA RIPRESA

Che tristezza realizzare delle bellissime video riprese delle nostre vacanze e non condividerle con i nostri amici, come una volta, con una divertente proiezione casalinga e non come sulle piattaforme sociali dove, spesso, si scatenano feroci critiche a carico di chi non realizza il prodotto secondo i canoni prefissati.

Con questa guida vi daremo le informazioni per le buone pratiche da adottare e se il prodotto finito dovesse risultare particolarmente interessante potrete farlo partecipare a un concorso video. Quando siete in vacanza potete pertanto approfittare per realizzare dei brevi cortometraggi che possono essere creati secondo due diversi schemi, uno soltanto documentaristico con immagini accattivanti dei luoghi visitati e uno dove in prima persona, con inquadrature in soggettiva o che comprendono voi stessi, raccontate la vostra esperienza di viaggio condita da utili consigli.

Abbiamo già trattato in altri capitoli come effettuare video riprese e come organizzare il viaggio, la sua logistica, cosa portarsi dietro in termini di attrezzatura e come agire durante le escursioni, pertanto, se siete arrivati a leggere fino a qui diamo per scontato che sapete tutto, tralasceremo i consigli già dati.

Avendo intenzione di realizzare un audiovisivo delle vostre escursioni è importante quindi pianificare con dovizia di particolari il viaggio, è utile sapere preventivamente la posizione dei luoghi per capire la direzione dell’illuminazione che troverete, per non trovarvi con la meravigliosa architettura di un monumento completamente in ombra e essere costretti a inquadrarlo in controluce.

Tanto per citare brevemente un consiglio già dato, se volete visitare piazza Duomo a Milano ad esempio, dalla posizione geografica del luogo si intuisce che la facciata è rivolta lungo l’asse Ovest-Est. Sapendo che il sole sorge da Est e tramonta a Ovest è facile immaginare che al mattino la facciata del Duomo sarà in ombra mentre il pomeriggio la troverete perfettamente illuminata dal sole.

Il consiglio è quello di compiere due volte il percorso nella stessa giornata di visita, iniziate le riprese alle zone della piazza illuminate dal sole del mattino cioè quindi i palazzi di fronte al Duomo. Terminato questo primo breve giro potrete dedicarvi al resto della città, al pomeriggio potrete tornare in piazza Duomo e video riprendere la facciata. Nel montaggio alternando entrambi i lati della piazza avrete tutto il paesaggio perfettamente illuminato dalla luce solare, basta correggere le piccole dominanti cromatiche per bilanciare i colori. Tutto questo salvo eventuali cambi repentini delle condizioni meteo.

Nella progettazione dell’audiovisivo, tenuto anche conto delle situazioni di illuminazione delle scene, bisogna fare in modo di portare a casa quante più inquadrature possibili del luogo visitato. Non lesinate quindi sulle riprese, fatene tante da potervi permettere di scegliere la migliore che probabilmente potrebbe non essere quella che sembra migliore al momento.

Vi capiterà che mentre registrate, il solito passante distratto vi rovina la ripresa passandovi davanti l’obiettivo, vi capiterà che un furgone inatteso o un autobus vi impalla la scena.
 Vi capiterà che mentre state per premere il tasto di registrazione il classico gruppo di persone vi si piazza davanti, vuoi per farsi le foto reciprocamente o semplicemente perché hanno scelto quel punto per fare una lunga chiacchierata e a nulla servono le vostre occhiate infastidite.  Vi capiterà che la situazione che vi trovate davanti non vi soddisfa e bisogna attendere il momento buono che potrebbe essere rovinato da quanto sopra descritto e bisogna ricominciare.

Sono tutte situazioni da mettere in conto e dotarsi di una immensa dose di pazienza.  La sequenza di riprese da fare, per ogni luogo che decidete di inserire, consiste in una prima ripresa grandangolare e poi via via a chiudere con inquadrature strette.

Quindi si parte dal grandangolo, basta l’angolo di campo della focale 24mm (ma se lo possedete è ottimo iniziare con una ripresa fatta con un grandangolo più spinto), poi si può ripetere la ripresa con una focale da 35 o 50mm e si può chiudere con una focale medio tele o tele 80-135mm.

Per la ripresa di panorami, tipo piazze, preferite sequenze con movimenti orizzontali da sinistra verso destra e per i monumenti, vista la loro altezza, la sequenza corretta è quella di riprenderli dall’alto verso il basso.

Per finire potete realizzare delle riprese di particolari di un monumento, di una fontana, di qualsiasi soggetto meritevole di attenzione.

I movimenti di macchina nella documentaristica di luoghi e paesaggi non prevedono la ripresa con macchina a mano libera, dotatevi pertanto di strumenti di ripresa stabili come treppiedi, binari o stabilizzatori elettronici.
Al fine di dare dinamicità alle riprese e al montaggio è utile operare con i suddetti mezzi, se decidete di usare il treppiedi, realizzate lente riprese con movimenti orizzontali o verticali secondo le modalità che abbiamo sopra descritto.

Se disponete di uno stabilizzatore realizzate i movimenti di macchina muovendovi lungo un asse orizzontale tenendo fisso un punto centrale di ripresa, ad esempio il portale principale del Duomo. Per diversificare potete altresì muovervi perpendicolarmente al soggetto, sia in avvicinamento che in allontanamento.

Nel caso utilizziate uno stabilizzatore è utile usare una lente a focale variabile al fine di evitare continui cambi dell’ottica e conseguente perdita di tempo nella ricalibrazione dello stesso. In questo caso (uso della focale variabile) anche modificando la focale con il conseguente spostamento in avanti del gruppo ottico di qualche millimetro, lo stabilizzatore riesce a sopportare la lieve modifica dell’assetto. E pertanto, anche se le riprese dovessero risultare non perfettamente stabili, potete recuperarle in post produzione applicando l’effetto stabilizzazione.

Quando si realizzano riprese professionali è utile mettere in campo alcuni accorgimenti come il controllo preventivo di tutte le variabili: assicurarsi che le batterie siano cariche e di averne almeno un altra di scorta, assicurarsi di avere una scheda di memoria di riserva, assicurarsi che il sonoro sia regolato al corretto livello, assicurarsi che la frequenza fotogrammi e il rateo di registrazione siano corretti (area PAL 25 o 50p), assicurarsi che il bilanciamento del bianco sia impostato per la luce del momento, assicurarsi che la messa a fuoco sia impostata in manuale mettendo a fuoco prima di premere il tasto di registrazione, infine controllare ogni singola registrazione che si fa prima di abbandonare il luogo delle riprese, dopo… sarebbe troppo tardi o impossibile da rifare.

Abbiamo dato per scontato che abbiate guardato che le lenti non siano imbrattate da ditate o polvere e che siate dotati di appositi filtri ND per regolare adeguatamente la quantità di luce.

Se è la prima volta che visitate il posto scelto sarete colpiti dalla bellezza dei luoghi, dalla magnificenza dei monumenti, sarete rapiti dai colori, dai suoni, dalla gente, dall’arte. Dopo il primo momento di smarrimento studiate bene il punto da cui iniziare le riprese, piazzate l’attrezzatura e fate le prove, visionate il girato e decidete se ogni scena è buona. Come detto prima fatene in abbondanza perché spesso, nel piccolo mirino della fotocamera, risulta difficile valutare bene tutte le variabili della scena, piccoli fuori fuoco compresi, per cui meglio qualche metraggio in più che rammaricarsi di non averlo fatto.

In base alle variabili imprevedibili, leggasi passanti distratti che si frappongono tra voi e la scena, giocoforza il numero di riprese a volte sale tantissimo, e per non appesantire la scelta a posteriori se non è buona cancellatela subito. Una buona regola di riprese consiste, pur non avendo un piano di lavoro preventivo, nel previsualizzare il risultato che vi prefiggete nel montaggio, ci spieghiamo meglio: ad ogni scena girata sapete che ne segue un altra, questo si chiama “attacco”.

L’attacco è il punto di giunzione tra due scene che devono risultare omogenee e non presentare errori visibili (e criticabili), ma che cosa è questa omogeneità? Si intende una giunzione che sia correlata alla precedente scena cioè: se presentiamo una piazza, la prima scena da far vedere sarà un ripresa grandangolare, l’attacco della successiva deve per forza essere una ripresa della piazza o da un diverso punto di vista o con un angolo di campo diverso, ad esempio a chiudere. Questo perché con una sola scena non è possibile raccontare il paesaggio, vuoi per esigenze di  spazio di ripresa, vuoi per evitare lunghi e noiosi piani sequenza, quindi dobbiamo includere più punti di vista ma unendoli in una sequenza logica e gradevole.

Evitate riprese in cui una volta raggiunto il punto finale tornate indietro, è sbagliato, la scena ha un inizio e una fine, ad esempio da destra verso sinistra, punto. Se volete ripeterla al contrario premete stop e rifatela in un altro senso.

Quando cambiamo zona nel nostro documentario possiamo farlo o includendo una dissolvenza incrociata o con una chiusura a nero e una apertura dal nero, ma ricordiamo che alla fine sarà la colonna sonora che comanderà i momenti e la durata di ogni singola sequenza che monteremo. Eh si, la musica è un altro elemento indissolubile dal visivo, viaggiano insieme e il ritmo della musica o delle riprese condiziona il risultato.

Il nostro viaggio raccontato per immagini

Abbiamo scelto un luogo da visitare, siamo arrivati, e avendo preventivamente studiato la mappa del posto abbiamo chiaro in testa come e dove andare.
 In base all’orario e alla luce disponibile decidiamo di iniziare le riprese dalla piazza principale, siamo a Lovere, meravigliosa e pittoresca cittadina in provincia di Bergamo, posta sulla sponda occidentale del Lago d’Iseo (Sebino).

La città fa parte dell’Associazione di “I Borghi più belli d’Italia” e tra i luoghi più importanti da includere nel nostro audiovisivo vi sono la Torre Civica, la Torre degli Alghisi e l’Accademia Tadini. Lovere è una città lacustre e ovviamente non possono mancare riprese del lago.
Tra l’altro percorrendo la statale che dall’Autostrada A4 porta verso la città si percorre uno dei luoghi più belli del Sebino, l’Orrido di Castro. Si tratta di uno strapiombo roccioso le cui pareti scendono a picco sul verde smeraldo delle acque del lago, la bellezza del paesaggio che si palesa agli occhi lascia senza fiato.

Abbiamo scelto di girare in 4K UHD a 3840×2160 a 50p, per garantire una buona fluidità nel caso volessimo rallentare qualche scena.
Lovere, come la maggior parte delle città lacustri, ha una parte pianeggiante e una parte collinare fatta di stradine ad impianto medioevale, molto strette, con salite non particolarmente impegnative. La luce estiva è molto dura, ci ritroviamo con zone fortemente illuminate e zone con ombre molto scure, se la macchina lo prevede meglio girare in log, diversamente esporre per le luci, come per le diapositive.

Nei stretti vicoli prediligiamo lente camminate, seguendo il percorso della via, alternando riprese perpendicolari a riprese parallele al senso di percorrenza, volte a mostrare la magnificenza dei luoghi, dei colori accesi della cittadina.
Ricordate che gli stabilizzatori elettronici non sono Steadycam e pertanto non consentono la stabilizzazione su tre assi e la nostra andatura presenterà sempre il fastidioso effetto canguro, ovvero la camminata saltellante. Per addolcirla bisogna procedere lentamente con un passo morbido e coordinato, una specie di scivolamento lungo l’asse stradale.

Questa brutta conseguenza sarà eliminata in post produzione inserendo l’effetto stabilizzazione del vostro programma di montaggio, nella nostra guida vi guideremo all’uso di Final Cut Pro X.

2 – IL MONTAGGIO

Siete tornati a casa e dovete iniziare il montaggio del vostro documentario.
La prima operazione da fare consiste nell’effettuare la copiatura delle riprese nel computer e fare una selezione definitiva delle scene girate, terminata questa operazione salvate in doppia copia su due dischi diversi il materiale girato.

Aprite il vostro programma di montaggio, noi abbiamo scelto Final Cut Pro X della Apple che può essere installato (a pagamento) solo sui PC della stessa azienda, in alternativa nel mondo Mac vi è iMovie, programma di montaggio amatoriale preinstallato sui computer Apple. 
Cliccate su File-New-Library e date un nome alla nuova libreria che state creando, noi l’abbiamo chiamata Documentario prova, cliccate su salva. La libreria sarà salvato nella cartella filmati.

Adesso posizionate il puntatore sul nome della libreria creata, che troverete sulla colonna di sinistra di Final Cut, fate clic con il tasto destro del puntatore e cliccate sulla voce New Project.

Una cosa importante, purtroppo Final Cut Pro X non “parla” in italiano, il programma non è mai stato localizzato nella nostra lingua e probabilmente non lo sarà mai perché i volumi di vendita nel nostro Paese non giustificano tale investimento di riscrittura.
 Nonostante questo particolare, vi possiamo assicurare che è assolutamente intuitivo, i comandi, se avete un minimo di dimestichezza con tale idioma, non sono per niente incomprensibili anche perché si tratta di voci tecniche che dovrebbero essere conosciute operando in tale settore.

Final Cut Pro X è un importante programma di montaggio di livello cinematografico che potete scaricare in versione di prova per 30 giorni.

Avendo girato in 4K UHD potete montare in tale formato oppure ridurlo a 1080, noi per l’esercitazione abbiamo deciso di impostare il progetto a 1080p.
 Pertanto alla voce Video abbiamo scelto 1080p HD a una risoluzione di 1920×1080 50p.

Alla voce Rendering abbiamo selezionato il codec più leggero, ovvero Apple ProRes 422 LT.  Lo spazio colore è automaticamente impostato.

L’audio è stato impostato in Stereo a 44.1 KHz, qualità CD, premere OK per confermare.

A questo punto non resta che importare le scene che abbiamo girato e salvato in una cartella sulla scrivania dell’elaboratore.

Per fare ciò seguite i punti da 1 a 4 della schermata visibile sopra:

  1. Cliccate in alto a sinistra sulla freccia rivolta verso il basso, questo fa aprire la finestra di dialogo per l’importazione.
  2. Selezionate la cartella dove si trovano le registrazioni e sceglietele tutte.
  3. Impostate i parametri di importazione come da esempio visibile nella colonna a destra.
  4. Cliccate su “Import All”, che significa “Importa Tutto”.

La finestra di dialogo dell’importazione si chiude e il computer inizierà a caricare i files e contestualmente provvederà a convertirli in Apple ProRes 422, formato nativo Apple. Questa fase potrà prendere del tempo, variabile sulla base della potenza di calcolo del vostro elaboratore, le macchine più recenti con processori M impiegheranno meno tempo.

Potrete seguire la tempistica di elaborazione per mezzo di una rotellina circolare che mostra il tempo che manca al termine dell’operazione, la trovate in alto a sinistra accanto al pulsante di importazione.
A questo punto non ci resta altro da fare che scegliere la colonna sonora del nostro video, possiamo scegliere uno dei brani messi a disposizione dal programma di montaggio, li trovate cliccando in alto a sinistra sul simbolo di una nota musicale, appena sopra il nome che avete dato al progetto.

I passaggi sono tre, dopo aver cliccato sulla nota musicale (1), cliccate sulla voce “Sound Effects” ovvero Effetti sonori (2), e poi nella casella che contiene l’elenco degli effetti scegliete la voce “Jingles” (3) ovvero le musiche di sonorizzazione. Nella finestra che contiene le musichette scegliete quella che pensate meglio si adatti al ritmo che volete dare al montato. Va scelta sulla base della durata che pensate di montare, se ad esempio volete creare un filmato di due minuti potete scegliere un brano di 2 minuti o sceglierne due da 1 minuto ciascuno.

Nel caso le musiche proposte non siano di vostro gradimento potete sceglierne qualcuna dai cataloghi presenti su internet con licenza di utilizzo gratuito per fini non commerciali. In questo caso tale musica va segnalata nei crediti del filmato nel caso decideste di renderlo pubblico.
 Un servizio molto noto è quello di www.bensound.com.

Prima di trascinare il brano scelto nella cosiddetta “Timeline”, Linea temporale (del montaggio) nella nostra lingua, bisogna sapere che per convenzione ogni elemento del montaggio ha una sua gerarchia.
Questa gerarchia prevede che la base musicale stia al di sotto di qualsiasi altro elemento, subito sopra avremo la traccia video e sopra questa, la traccia titoli e ancora su l’eventuale altra traccia effetti o di insert video.

Siccome la traccia principale di Final Cut è magnetica e aggancia automaticamente ogni elemento uno dietro l’altro senza lasciare fotogrammi vuoti, per poter inserire la colonna sonora che deve stare sotto la traccia video principale, inseriremo un secondo di segnale video nero e sotto di questo posizioneremo la traccia audio, per fare ciò cliccheremo sul menu in alto la voce “Edit” poi “Insert Generation” e sceglieremo “Gap” cioè spazio, automaticamente sulla timeline comparirà un piccola porzione di segnale video nero.  Siamo pronti per trascinare sotto di esso la colonna sonora.

A questo punto dobbiamo decidere la tipologia di titoli da inserire nel documentario, iniziamo allora a scegliere il tipo di carattere cliccando sul simbolo T che si trova subito a destra del simbolo della nota musicale, che abbiamo usato prima per scegliere la colonna sonora.
 Cliccando sulla lettera T di Titoli si apre la finestra di dialogo dove compaiono i titoli proposti dal programma.

Scelto quello che ci piace lo trasciniamo sulla linea temporale, al di sopra della traccia principale agganciandolo momentaneamente al segnale nero. Nella colonna di destra chiamata “Inspector” è possibile modificare a piacimento il titolo, potendo scegliere il tipo di carattere e le sue dimensioni, il colore, la spaziatura, l’ombra, il bordo, l’effetto di iridescenza e l’eventuale effetto 3D.

Quando avrete preso dimestichezza con il programma sarete in grado di padroneggiare anche i movimenti del titolo se non già previsti dallo stesso, attraverso i cosiddetti “Keyframes” ovvero i Fotogrammi chiave.

Il titolo può essere spostato a piacimento in qualsiasi punto del fotogramma e attraverso la sovraimpressione sullo schermo di linee gialle di riferimento possiamo inserirlo nella cosiddetta “Safety Zone” ovvero la zona di sicurezza, che è quella zona dove saremo sicuri di posizionarlo per evitare la contemporanea presenza di loghi o scritte già presenti nella piattaforma dove sarà pubblicato ad esempio.

Questa griglia la si attiva/disattiva cliccando sulla voce “View”, (vista) subito sopra la porzione di schermo che mostra l’anteprima video, si apre un menu a tendina dove è possibile scegliere la voce “Show Title/Action Safe Zones” (Mostra titolo/Azione Zona di sicurezza).

A questo punto potremo inserire gli eventuali loghi dentro i due riquadri gialli e i titoli dei crediti del montaggio all’interno della zona gialla. Finito ciò disattiviamo i riquadri.

Allo stesso modo è possibile far comparire un segno a croce di colore giallo che mostra l’orizzonte, serve a farci posizionare con maggiore precisione i titoli.

Nella schermata di sopra, che avevamo attivato per mostrare la zona gialla di sicurezza, se fate caso sono spuntate due voci molto importanti, “Better Quality” e “Optimized/Original”, il significato è rispettivamente di Miglior qualità e Ottimizzato/Originale.
 Si riferiscono alla qualità di ciò che il computer ci mostrerà durante le fasi di montaggio, ma che non incidono sulla qualità del montaggio stesso, si tratta della qualità di ciò che il computer ci mostrerà durante le sue elaborazioni. Quindi se il vostro computer è una macchina di buone o alte prestazioni e non andrà in sofferenza durante il montaggio, lasciate spuntate la voci così come le vedete impostate.

Sul vostro schermo vedrete sempre immagini di alta qualità in alta definizione.
Se diversamente il vostro computer è vecchio o non in grado di reggere un montaggio e successiva renderizzazione di contenuti in 4K UHD terrete spuntate le voci di “Better Performance” ovvero Migliori prestazioni e “ProxyPreferred” cioè il computer vi farà vedere delle immagini a bassa risoluzione e lavorerà su quelle, questo non incide sulla qualità del risultato finale perché i file proxy sono dei file che la macchina genera a bassa qualità e li usa come traccia di riferimento, all’atto della renderizzazione finale andrà invece a pescare i documenti originali e li salverà con la qualità preimpostata in fase di apertura del progetto.

La voce “Video Scopes” aprirebbe, se spuntata, una zona di dialogo a sinistra della finestra di anteprima del filmato, che serve a regolare i colori, la luminosità, il contrasto etc. In poche parole quella scienza che si chiama “Correzione del colore”
 Attraverso i cerchi scorrevoli a destra potrete regolare i parametri di colore, saturazione e esposizione. Ricordate che il livello del segnale video va regolato, nel grafico a sinistra, tra 0 e 100 IRE.

Se la vostra registrazione video è stata fatta in Log dovrete caricare su ogni scena la rispettiva LUT prevista per il marchio della vostra fotocamera e che solitamente ogni costruttore mette a disposizione. Per fare ciò cliccherete sul pulsante che attiva gli effetti installati, scegliete la voce “Custom LUT” e trascinatela su ogni singola scena sulla linea temporale o ad ogni inserimento di ogni singola clip video o alla fine del montaggio per fare le opportune regolazioni.

A questo punto nella finestra dell’Inspector comparirà la voce “Custom LUT, cliccate sulla freccia indicata in foto per aprire il menu a tendina che vi mostrerà l’elenco della LUT che avete preventivamente caricato e ci cliccate sopra per far si che si carichi sulle tracce video.

Se non avete nessuna LUT caricata, sceglierete l’ultima voce in basso del menu a tendina che vi permette di scegliere e caricare una LUT.

Fatte tutte queste doverose premesse è possibile iniziare il montaggio.
Scegliete la prima scena che volete inserire nel documentario e trascinatela nella linea temporale. Si aggancerà automaticamente al nero iniziale.

A questo punto cliccateci sopra e si evidenzierà di colore giallo, con il puntatore è possibile agganciare le maniglie che si mostrano a sinistra o a destra e che servono per ridurre la clip video, al fine di eliminare le parti iniziali e/o finali non volute.

Per creare una sfumatura iniziale dal nero dovrete posizionarvi sulla clip, cliccare il tasto destro del puntatore e scegliere la voce inglese “Show video animation” cioè Mostra animazione video.

La clip mostrerà l’animazione sotto visualizzata, posizionatevi al punto 1 e cliccate sulla freccina per aprire la composizione dell’opacità e spostate il punto evidenziato dalla freccia 2 per modificare l’opacità in ingresso, chiudete tale finestra cliccando sulla X in alto.

Se eventualmente avreste voluto modificare l’opacità anche alla fine dovevate ripetere lo spostamento del pallino anche dal lato terminale della clip, a destra, per creare una sfumatura in entrata e in uscita.

A questo punto siamo certi che sarete in grado di padroneggiare il vostro primo montaggio con un programma professionale di livello cinematografico, ma se avete ancora dei dubbi, anche perché il montato andrà fatto secondo la regola del “battito” musicale vi invitiamo a leggere quanto già scritto in un precedente articolo.

In quella lezione potrete imparare tutti i segreti e i trucchi del mestiere di un montaggio video professionale.

Per voi abbiamo realizzato il montaggio dimostrativo del documentario allegato alla presente lezione, ci farebbe piacere poter visionare il vostro e commentarci a vicenda.

Per qualsiasi dubbio fatevi sentire, saremo lieti di aiutarvi, alla prossima.

Claudio NP

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