COME SCEGLIERE TRA V30, V60 E V90 PER FOTO E VIDEO SENZA SPRECARE SOLDI: I MODELLI TOP PER RAPPORTO QUALITÀ-PREZZO.
Se siete alla ricerca di informazioni per la sostituzione o per l’acquisto della vostra prima scheda di memoria, per la vostra fotocamera o drone, siete nel posto giusto. In questo articolo analizzeremo tipologie e caratteristiche delle schede oggi esistenti, facendo anche un piccolo
riepilogo delle varie tipologie del passato.
SCHEDE DI MEMORIA 2026 – LA CRISI
L’estate del 2026 sarà ricordata come la peggior estate degli ultimi vent’anni per quello che riguarda l’aumento dei prezzi causati dalla crisi globale delle memorie NAND. La decisione delle aziende produttrici di destinare la vendita delle memorie ai centri dati per l’intelligenza artificiale, le crisi internazionali, hanno sottratto milioni di pezzi destinati al mercato dei consumatori, causando un’impennata impressionante dei costi per la carenza di materiali.
Eravamo stati abituati al crollo dei prezzi al consumo e oggi siamo ritornati a vent’anni fa, quando una scheda di memoria da appena 1GB, un’enormità e una novità per l’epoca, costava 70€. Se avete schede di memoria per le vostre fotocamere da 32 o 64GB tenetele care e usatele con la massima attenzione, ricomprarle oggi comporta un’esborso pari anche a 3 volte il costo di appena sei mesi fa.
A causa della massiccia richiesta di memoria flash per i sistemi di intelligenza artificiale, i prezzi delle RAM, degli SSD, delle schede SD e CFexpress sono esplosi nel 2026. Schede da 64 o 128GB che costavano alla fine del 2025 tra i 20 e i 30€ possono arrivare a costare anche più di 100€. Se avete necessità di una scheda di memoria o di una NAND non aspettate ancora, poiché le scorte potrebbero esaurirsi e i prezzi aumentare ancora.
UN PO’ DI STORIA
Le schede di memoria “SD” vengono annunciate a gennaio di 26 anni fa al C.E.S. di Las Vegas, quando viene introdotto questo nuovo formato di unità di memoria per la registrazione di dati. La sigla significa “Secure Digital” e il suo logo stilizzato, tutt’oggi utilizzato sulla superficie delle memorie, ricorda più un disco ottico in prospettiva se ci fate caso. Tutto nasce da un prodotto ideato verso la fine degli anni ’90 da Toshiba ma mai commercializzato, un video disco ottico che era stato chiamato Super Density Disc.
Questo logo già pronto, fu riutilizzato per il lancio delle nuove unità di memoria a stato solido che furono chiamate Secure Digital, per usare le due iniziali. Il progetto di Toshiba fu poi abbandonato a favore del DVD, il “Digital Versatile Disc” che tutti conosciamo.
TIPOLOGIE DI MEMORIE – Capacità e formattazione
Fin dalla loro messa in commercio queste memorie hanno subito vari aggiustamenti e aggiunta di sigle identificative volte a indicarne, oltre alla capacità di immagazzinamento, anche le caratteristiche di velocità minima di lettura e scrittura, di classe di velocità e di classe di velocità video. Si è così passati a indicare tutta una serie di parametri impressi sull’adesivo che ricopre il lato superiore.
Il numero riportato dentro un cerchio semi aperto, che parte da classe 2 e arriva a classe 10 indica la classe di velocità relativa alla capacità minima di scrittura. La classe 2 consente una velocità minima di 2MB/s mentre per analogia la classe 10 di 10MB/s.
Le prime schede SD avevano una capacità di memoria massima di 2GB e utilizzavano il sistema di formattazione FAT16. L’evoluzione successiva sono state le memorie SDHC, tutt’ora esistenti, acronimo che sta a indicare alta capacità. La loro capienza parte da 4GB e arriva a 32GB, utilizzano il sistema FAT32.
Successivamente l’evoluzione tecnologica ha di fatto permesso di superare il limite di capienza facendo nascere le SDXC, acronimo che sta a indicare una capacità estesa, esistono in tagli di memoria da 64GB a 2TB con formattazione exFAT. L’evoluzione successiva sono state le SDUC, ultra capacità, con possibilità di raggiungere i 128TB di capienza.
Le altre sigle presenti sulla scheda sono le scritte UHS-I e UHS-II cioè ultra alta velocità. All’interno di queste categorie c’è la sottocategoria della classe di velocità UHS, ovvero un numero racchiuso dentro una lettera U. U1 garantisce 10MB/s mentre U3 garantisce 30MB/s, quest’ultima categoria indispensabile per video 4K UHD.
Infine l’ultima sigla che si trova impressa sulle etichette è la lettera V seguita da un numero che può essere 30, 60 o 90. Più è alto questo numero più alte sono le prestazioni della scheda.
APPROFONDIMENTO: Nell’esempio sopra, la scheda SD del tipo SDXC di Sandisk presenta le seguenti caratteristiche:
- Il suo taglio di memoria è di 128GB
- Raggiunge i 280MB/s di velocità di lettura (R = Read)
- Raggiunge i 100MB/s di velocità di scrittura (W = Write)
E’ una SDXC quindi formattata exFAT. E’ UHS-II. Categoria V60 per video 4K da 100fps-All-I. Classe di velocità U3
Le differenze tra UHS-I e UHS-II sono relative anche alla doppia fila di contatti delle UHS-II. Se paragoniamo i contatti a una strada le UHS-II sono una strada a due corsie, quindi con una corsia supplementare per lo scambio dei dati, da qui la notevole differenza di velocità nel trasferimento e nella registrazione dei dati.
DIFFERENZA UHS-I – UHS-II
UHS-I: raggiunge la velocità massima teorica di 104 MB/s, ed è un prodotto più economico. Durante il salvataggio dei dati rallenta le prestazioni della fotocamera nel caso di scatti in sequenza sopratutto di foto RAW. In modalità video non permette l’utilizzo di flussi di bit
particolarmente elevati. Buona per fotocamere e video in alta definizione o 4K a flussi di bit non elevati. Ha una sola fila di contatti sul retro. La classe di velocità video è solo V30.
UHS-II: raggiunge la velocità massima teorica di 312 MB/s, sono schede dal costo superiore ma circa tre volte più veloci nel trasferimento dei dati e nei processi di scrittura. Meno attese tra uno scatto e l’altro nel processo di svuotamento della memoria tampone della fotocamera. Ideale per raffiche di foto RAW e video 4K/8K ad alti flussi di bit. Ha una doppia fila di contatti sul retro. La classe di velocità video è V60 e V90.
CLASSE VIDEO – SERVE DAVVERO?
V30: progettate per un flusso di 30MB/s sono ottime per l’alta definizione 1920×1080, vanno bene anche per il 4K UHD 3840×2160 ma con flussi di bit non elevati, massimo 200Mbps. Possono essere sfruttate anche con 400 Mbps ma si mette sotto stress la fotocamera e la scheda.
V60 e V90: progettate per reggere flussi video professionali sia 4K che 8K, garantiscono alta velocità di scrittura e lettura e di trasferimento dati da e verso il computer. Ideali per Video Log, ProRes e RAW.
COMPATIBILITA’
- La compatibilità è retroattiva, ma non il contrario.
- Un dispositivo che legge SDXC può leggere anche SDHC e SD.
- Un dispositivo che legge solo SDHC non potrà leggere SDXC.
- Un dispositivo che legge solo SD non potrà leggere SDHC e SDXC.
COME SCEGLIERE LA SCHEDA DI MEMORIA
Il principio fondamentale per la scelta della scheda di memoria per la propria fotocamera o drone non è quello del passaparola o della bellezza della confezione o del marchio noto. Il principio che vi deve guidare è quello di consultare il manuale di istruzioni del vostro dispositivo e/o del sito internet del produttore. Cercare le informazioni sulle schede di memoria che l’azienda ha provato e approvato con garanzia di funzionamento certo con il determinato modello.
Appurato quali sono i marchi e i modelli che il produttore ha testato vi troverete davanti con un’ampia gamma di marchi e prodotti dalle caratteristiche varie, cosa scegliere? A questo punto dovete interrogarvi su quali sono le prerogative che cercate, su cosa volete fare con la vostra fotocamera o drone, che tipo di riprese volete fare, foto o video o tutte e due insieme.
- Registrerete in alta definizione o in 4K UHD?
- Quanto dureranno queste registrazioni?
- Le foto le farete in RAW o in JPEG?
- Quali sono le vostre competenze e conoscenze tecniche sulla post elaborazione?
- Che tipo di computer avete o avete intenzione di acquistare?
- Siate un fotoamatore o un professionista?
- Cercate velocità o risparmio?
Se scaricare 30GB di foto dalla scheda di memoria al computer e attendere 20 minuti non rappresenta un problema, scegliete pure una SDHC V30 UHS-I, risparmierete tanto e magari con il vostro preventivo di spesa di schede ne comprate due. Se invece per voi il tempo è denaro e non potete attendere 20 minuti per scaricare le foto dovete orientarvi su schede UHS-II che, in un terzo del tempo, vi permetteranno di trasferire il girato. Se non siete orientati a scattare 30 foto al secondo in RAW non ha senso sperperare denaro in
una scheda ultra veloce.
APPROFONDIMENTO – LE MICRO SD E LE ALTRE
Le carte di memoria SD cosi’ come le conosciamo non sono mai state da sole, Sony aveva creato nel 1998, com’era di solito fare, il suo standard, ovvero le Memory Stick. Successivamente aggiorna il prodotto con versioni evolute, nascono le Memory Stick Pro, Pro Duo e Memory Stick Micro. Nel tempo Sony fa si che i propri prodotti, come le fotocamere digitali, possano accettare oltre che le memorie proprietarie anche le SD attraverso un doppio vano di inserimento schede.
Nel frattempo per sopperire alla richiesta di dotare i telefoni cellulari di memorie espandibili le aziende creano la memoria MiniSD. La MiniSD aveva le dimensioni pari a circa la metà di una SD standard e poteva essere letta dai computer attraverso l’inserimento in un apposito adattatore che agganciandola la trasformava in SD standard. La MicroSD che oggi tutti adoperiamo nasce nel 2005 ed è la naturale evoluzione in chiave ridotta della MiniSD. Deriva da un precedente modello creato da Sandisk, la T-Flash o TransFlash. Per essere letta dai computer la si infila in una SD standard modello adattatore alla cui base vi è una fessura per l’inserimento.

Ma non è finita qui, una delle prime schede di memoria a comparire nel mondo del salvataggio dati è stata la MMC Multimediacard, era inizialmente destinata al lettori musicali Mp3 e fu poi adottata anche dai costruttori di fotocamere digitali. Ha la stessa forma e piedinatura delle SD, motivo per cui tramite un adattatore meccanico la si poteva trasformare in SD e utilizzarla in quei dispositivi che adottavano lo standard SD (Secure Digital).

I primi anni 2000, esattamente nel 2002, Fujifilm e Olympus si uniscono per dare vita a una scheda di memoria chiamata xD-Picture Card, che andava a sostituire la precedente SmartMedia, da utilizzare nelle loro macchine fotografiche. Ebbero un discreto successo anche per il fatto che, il taglio di memoria riusciva a raggiungere il valore incredibile per l’epoca, di 2GB.

APPROFONDIMENTO: COME FORMATTARE LA SCHEDA DI MEMORIA: COMPUTER O FOTOCAMERA ?
Si è sempre raccomandato di formattare la scheda dentro la fotocamera e non al computer, ma vi chiederete il perché. Se entrambi sono in grado di formattarle, cosa cambia?
Se avete una scheda SDHC la cui capacità massima è di 32GB e il cui file System è obbligatoriamente FAT32 la fotocamera una volta introdotta la scheda e averla riconosciuta come tale la userà direttamente o, se vi chiede di formattarla lo farà in tale modo, creando la corretta sequenza di cartelle.
La FAT32 porta purtroppo in dote il brutto problema dello spezzamento dei file video oltre i 4GB. In caso di registrazione video che supera i 4GB la fotocamera spezzerà il file dopo aver superato i 4,04GB circa e creerà un altro file e cosi via ogni 4,04GB. Per le foto non c’è nessun problema perché non esistono foto di queste dimensioni. Forzare il file System in una scheda SDHC che prevede il FAT32, formattandola al computer in exFAT per non far spezzare alla fotocamera la registrazione una volta superato il limite dei 4GB è un errore. Anche se la fotocamera lo accetta questo forza il sistema di riconoscimento automatico della scheda da parte della fotocamera, e potrebbe portare a instabilità ed errori nella registrazione, poiché non rispetta lo standard previsto per SDHC: FAT32 è il File System obbligatorio per SDHC e ExFAT è quello obbligatorio per SDXC.
Il software interno delle fotocamere è progettato secondo gli standard della SD Association, pertanto se si introduce una SDHC la cui capacità è ≤ 32GB, si aspettano che sia formattata FAT32, se si introduce una SDXC la cui capacità è ≥ 64GB, si aspettano ExFAT. La fotocamera se riconosce un errore nel formato della scheda potrebbe chiedere di formattarla e riporterà la stessa a FAT32, vanificando lo stratagemma di volerla ingannare, in questo modo si ripristina il problema del limite dei 4GB.
Quindi riepilogando, se si vogliono registrare contenuti video che si sa per certo dureranno oltre un certo numero di minuti e che superano i 4GB, vanno usate schede di memoria SDXC sempre e comunque formattate nel vano della fotocamera, in modo che la stessa le validi e le riconosca come tali, creando la corretta sequenza di cartelle.
Nel primo caso, quello della scheda formattata al computer, alla prima foto fatta la fotocamera creerà comunque la sequenza di cartelle ma se la formattazione non è quella prevista dal tipo di scheda può essere indotta in errore. Nel caso di fotocamere con doppio vano di schede di memoria succede che, se si inseriscono schede di tipo diverso, esempio FAT32 e ExFAT, se si imposta la doppia registrazione di sicurezza in entrambe le schede, la fotocamera registrerà entrambe le schede con il flusso garantito dalla scheda di livello inferiore. Cioè le utilizzerà come se entrambe fossero del tipo FAT32 e anche la scheda SDXC subirà lo spezzamento dei file video ogni 4,04GB. La stessa cosa succede introducendo due schede con categorie diverse, UHS-I e UHS-II, la fotocamera registrerà i contenuti alla velocità garantita dalla scheda di livello inferiore.
LA RESISTENZA TERMICA – DRONI E FOTOCAMERE
I droni volano alto e spesso in condizioni critiche, per cui si richiede alle schede di memoria una certa resistenza al calore. Anche una fotocamera, se utilizzata in estate sotto il sole e in condizioni di stress da video registrazione 4K ad alti flussi di bit, genera calore che si somma a quello esterno. Per questo motivo bisogna scegliere schede con certificazione di resistenza alle temperature estreme (solitamente da -25°C a +85°C). La certificazione V30 è oggi il minimo indispensabile, ma se il vostro drone/fotocamera registra in 4K ProRes serve una V60.
La capacità massima consigliata è quella tra 64 e 128GB, quindi meglio due schede da 64 o da 128GB che una da 128 o da 256GB. Il motivo è legato a eventuali problematiche che si possono presentare come un incidente o lo smarrimento, in questo caso non si perderebbe tutto il girato della giornata avendolo spezzato in più memorie.
Quindi la tendenza è avere schede professionali certificate, anche per la scrittura ciclica, per chi vola molto e svuota e riscrive continuamente la memoria. Utile anche la certificazione di protezione dai raggi X per chi viaggia in aereo, la resistenza alle immersioni in acqua e agli urti in caso di caduta accidentale, alle alte e basse temperature. Queste certificazioni sono indicate sulla confezione.

LA PROVA 1 – FILE VIDEO 4GB/1 MINUTO
Abbiamo condotto dei test empirici, “quindi basati esclusivamente sui dati dell’esperienza immediata e della pratica e non su esperimenti scientifici”. Avevamo a disposizione quattro schede SD, due UHS-I e due UHS-II, su ciascuna abbiamo registrato, con una fotocamera, dei flussi video con la macchina impostata in 4K UHD a 25p e 400Mbps in LongGOP, simulando un flusso di lavoro professionale.
La prima registrazione è stata di 1’ e 19”, questo metraggio di registrazione minimo serviva a fare in modo che la macchina, anche in presenza di una scheda formattata FAT32 non spezzasse la registrazione, e creasse un file unico da circa 4 GB, il massimo consentito dallo standard FAT32.
Sotto i risultati del trasferimento dalla scheda al computer e dal computer alla scheda degli stessi file, computer ovviamente con lettore di schede SDXC integrato e capacità di leggere in classe UHS-II. Le rilevazioni vanno interpretate in questo modo, per chi crea contenuti foto e video è importante oltre alla stabilità meccanica della scheda, la sua capacità di registrare flussi video ad alti bit e foto RAW in sequenza senza interruzioni.
Il secondo parametro di scelta ricade nella capacità di lettura veloce dei dati salvati per il trasferimento al computer: meno tempo perso in trasferimenti uguale tempo guadagnato nella post produzione. Il dato di tempo ottenuto nel trasferire contenuti dal computer alla scheda, ancorché indicativo della sua attitudine a essere più o meno veloce, rispetto ai dati di fabbrica, è un dato che influisce poco in quanto è di minore interesse. Di solito si spostano grandi quantità di dati dalla scheda al computer e non viceversa, anche se potrebbe capitare che si utilizzi la scheda non in una fotocamera ma come unità di memoria al pari di una chiavetta USB.
Per cui prendiamo e prendete questi dati solo come valore generico, perché potrebbe essere proprio una caratteristica voluta dal costruttore il puntare a velocità di lettura alti, piuttosto che di scrittura da computer verso la scheda, ciò che conta è la scrittura dentro la fotocamera.
- SDHC Extreme Pro di Sandisk: 32GB – UHS-II – V30 – U3 – CLASSE 10 – 300MB/s lettura – 260MB/s scrittura – FAT32. Da scheda a computer: 15” – Da computer a scheda: 22”
- SDXC Silver Pro di Lexar: 64GB – UHS-II – V60 – U3 – CLASSE 10 – 280MB/s lettura – 130MB/s scrittura – ExFAT. Da scheda a computer: 17” – Da computer a scheda: 34”
- SDXC Extreme Pro di Sandisk: 64GB – UHS-I – V30 – U3 – CLASSE 10 – 170MB/s lettura – 80MB/s scrittura ExFAT. Da scheda a computer: 47” – Da computer a scheda: 53”
- Micro SDXC Extreme di Sandisk: 64GB – UHS-I – V30 – U3 – A2 – 170MB/s lettura – 70MB/s scrittura ExFAT. Da scheda a computer: 43” – Da computer a scheda: 50”
ELABORAZIONE DEI RISULTATI
Prima di addentrarci in considerazioni precisiamo alcuni aspetti fondamentali per non creare confusione. Al fine di non confondere i Megabit al secondo del flusso video (Mbps) con i MegaByte al secondo (MB/s) della registrazione sulla scheda bisogna sapere che: 1 Byte equivale a 8 Bit e per passare da Megabit a MegaByte bisogna dividere per 8. Quindi nel nostro caso per calcolare a quanti MB/s corrispondono i 400Mbps facciamo la divisione 400/8=50. La nostra fotocamera ha “sparato” un flusso di dati a 50MB/s sulle schede e qui diventa fondamentale la classe di velocità video, ricordate, le famose sigle V30, V60, V90?
Delle 4 schede solo una è V60, quindi con una certificazione di minimo 60MB/s. La differenza tra 50 e 60 non è tanta e riteniamo che un piccolo margine ci sia, ma una scheda certificata V30, per lavori impegnativi, sarebbe il caso di non utilizzarla a 400Mbps. Impostando la registrazione a 200Mbps avremo una velocità di scrittura pari a 25MB/s, perfettamente in linea e anche al di sotto delle capacità della certificazione V30.
Per ottenere la velocità media rilevata nella prova usiamo la formula: V (velocità)=Peso del file (4,04GB pari a 4137MB)/Tempo in secondi.

Salta subito in evidenza che le schede UHS-II sono molto più veloci nel trasferimento dati delle UHS-I, per cui il paragone in questa sede serve solo a indicare che a livello professionale è preferibile usare schede UHS-II, ma non paragoneremo le prestazioni di prodotti appartenenti a categorie e architetture diverse. L’analisi dei test effettuati sul file video da 4,04 GB (circa 4137 MB) rivela discrepanze significative tra le velocità dichiarate, i cosiddetti “valori di targa”, e le prestazioni reali ottenute durante il trasferimento. (Alcuni valori possono essere arrotondati)
Ecco il dettaglio dei calcoli e l’analisi prestazionale per ogni scheda:
1. SDHC Extreme Pro di Sandisk (300/260) – 32GB – UHS-II – V30 – FAT32 – È la scheda più equilibrata, mantiene un’alta efficienza in entrambe le fasi.
- Peso: 4,04 GB (circa 4.136,96 MB).
- Tempo: 15 secondi da scheda a computer – 22 secondi da computer a scheda.
- Lettura Reale: 4136,96/15=~275,8 MB/s (91,9% del valore di targa). Ottimo risultato, vicino al limite teorico. In lettura, i circa 276 MB/s sono un risultato eccellente, quasi al limite teorico dichiarato di 300 MB/s. Questo indica che il lettore UHS-II e il bus del computer non hanno colli di bottiglia.
- Velocità di scrittura: ~188,0 MB/s (72,3% del valore di targa). Sebbene inferiore ai 260 MB/s dichiarati, rimane la più veloce del lotto in scrittura pura.
- Riflessione: Si conferma una scheda affidabile e professionale, con prestazioni reali molto solide.
2. SDXC Lexar Silver Pro (280/130) – 64GB – UHS-II – V60 – ExFAT – Questa scheda mostra un comportamento curioso: nonostante ci metta più tempo in scrittura percentualmente supera Sandisk perché il suo valore di targa (130) è più basso della concorrente.
- Peso: 4,04 GB (circa 4.136,96 MB)
- Tempo: 17 secondi da scheda a computer – 34 secondi da computer a scheda.
- Velocità di lettura: 4136,96/17=~243,35 MB/s (86,9% del valore di targa). Leggermente sottotono rispetto ai 280 MB/s promessi.
- Velocità di scrittura: ~121,7 MB/s (93,6% del valore di targa). Molto vicina al proprio valore nominale (130 MB/s), dimostrando una grande coerenza hardware.
- Riflessione: Ottima per chi cerca costanza di rendimento, poiché quello che dichiara è quasi esattamente quello che offre.
3. SDXC Sandisk UHS-I (170/80) – 64GB – UHS-I – V30 – ExFAT – Presenta i risultati più estremi e contraddittori, probabilmente influenzati dalla gestione della memoria tampone.
- Peso: 4,04 GB (circa 4.136,96 MB)
- Tempo: 47 secondi da scheda a computer – 53 secondi da computer a scheda.
- Velocità di lettura: 4136,96/47=~88 MB/s (51,76% del valore di targa). Il valore è pari a poco oltre la metà del dichiarato, qui pesa il bus UHS-I, facendola arrivare ultima del lotto in lettura.• Velocità di scrittura: ~78 MB/s (97,5% del valore di targa). È un ottimo risultato, vicino al valore di targa.
- Riflessione: decisamente efficiente nel trasferimento da computer a scheda, sopra le aspettative nello specifico caso e deludente nel trasferimento da scheda al computer
4. Micro SDXC Extreme di Sandisk (170/70) – 64GB – UHS-I – V30 – ExFAT – Tipica scheda da drone o fotocamera d’azione, presenta i classici problemi di velocità reali molto lontane da quelle dichiarate per quanto riguarda la velocità di lettura.
- Peso: 4,04 GB (circa 4.136,96 MB)
- Tempo: 43 secondi da scheda a computer – 50 secondi da computer a scheda.
- Velocità di lettura: 4136,96/43=~96,2 MB/s (56,59% del valore di targa). Leggermente più veloce dell’altra SD UHS-I del lotto, mostra però una velocità di lettura lontana dai valori dichiarati.
- Velocità di scrittura: ~82,7 MB/s (118,14% del valore di targa). È un ottimo risultato, superiore al valore di targa.
- Riflessione: anche lei decisamente efficiente nel trasferimento da computer a scheda, satura e opera ai limiti del bus UHS-I, ma deludente nel trasferimento da scheda al computer
EFFICIENZA REALE DELLE UHS-I
Notare la differenza tra la velocità dichiarata (170 MB/s) e quella reale (88-96 MB/s). Questo conferma che lo standard UHS-I, nella vita reale, difficilmente supera la soglia dei 90-100 MB/s. Tuttavia, entrambe le UHS-I scrivono a circa 80 MB/s, il che è superiore ai 50 MB/s richiesti dalla videoregistrazione di prova: ecco perché si è riusciti a registrare senza errori, nonostante siano schede tecnicamente “al limite” per quel livello di bit.
La MicroSDXC n. 4 si conferma leggermente più veloce della SDXC n. 3 sia in lettura che in scrittura. Spesso le MicroSD “Extreme” sono ottimizzate per camere azione e droni che richiedono flussi di scrittura molto costanti.
La differenza tra la Sandisk da 32GB formattata in FAT32 e le altre schede formattate in ExFAT in quanto SDXC non dovrebbe influire molto sulla velocità pura. Però la capacità della scheda da 32GB, l’unica con questa capacità del gruppo UHS-II, potrebbe indicare l’uso di una tecnologia leggermente diversa magari ottimizzata per quel taglio di memoria, perché ha i valori di targa più alti delle altre nonostante abbia la metà di capacità, 32GB contro 64GB e 300MB/s lettura e 260MB/s scrittura più elevati delle altre.
I risultati ottenuti dai questo test casalingo, e non da laboratorio scientifico, sono coerenti con le analisi e le recensioni tecniche trovati in rete. Esiste una forte similitudine, specialmente per quanto riguarda il comportamento “reale” di questi specifici modelli.
1. SanDisk Extreme Pro (300MB/s)
I test confermano la SanDisk come il punto di riferimento per l’affidabilità. Recensioni su siti specializzati come Camera Memory Speed indicano spesso velocità di lettura sequenziale intorno ai 306 MB/s e scrittura sui 250 MB/s. Il dato di lettura rilevato (91,9%) è quindi in linea con i parametri di riferimento standard che vedono questa scheda saturare quasi completamente il bus UHS-II. È nota per mantenere ciò che promette in modo costante.
2. Lexar Silver Pro (280MB/s)
Il test riflette fedelmente il posizionamento di questa scheda come prodotto “onesto” di fascia media. Test effettuati da Digital Camera World hanno registrato velocità di lettura reali intorno ai 252-259 MB/s (contro i 280 dichiarati) e scrittura sui 164 MB/s. Avendo ottenuto un’efficienza in scrittura del 93,6%, conferma che Lexar tende a dichiarare valori di scrittura più conservativi e quindi più facili da raggiungere nella realtà rispetto ai picchi di lettura pubblicizzati.
I dati rilevati non sono solo simili a quelli trovati in rete, ma offrono una prova pratica di un fenomeno noto:
1. SanDisk investe molto sull’elettronica per garantire che la velocità di copia su PC sia il più
vicino possibile al limite teorico.
2. Lexar offre un rapporto prestazioni/prezzo più bilanciato, con valori reali molto vicini a
quelli dichiarati.
Per valutare l’efficienza percentuale, mettiamo in relazione le prestazioni reali ottenute dai test con le prestazioni dichiarate dai produttori. L’efficienza ci dice quanto della velocità promessa sulla confezione è effettivamente utilizzabile nella realtà di tutti i giorni.
Tabella Efficienza Percentuale (Basata sul file da 4,04 GB / 4137 MB)

1. Sandisk UHS-II: Vince in Lettura. La scheda n. 1 raggiunge un’efficienza del 91,9% in lettura. È un dato eccellente per lo standard UHS-II: significa che il trasferimento dei dati verso il computer è ottimizzato al massimo. In scrittura però si ferma al 72%, segno che i 260 MB/s dichiarati sono una velocità di “picco” che non riesce a mantenere in modo costante durante un trasferimento di 4GB.
2. Lexar: La più onesta in scrittura. Con un’efficienza del 93%, la Lexar Silver Pro dimostra di mantenere quasi integralmente la promessa dei 130 MB/s. È una scheda estremamente affidabile perché la velocità reale è quasi identica a quella nominale, riducendo il rischio di sorprese durante flussi di dati costanti.
3. Il caso delle UHS-I (Sandisk 170 MB/s). Le schede n. 3 e n. 4 mostrano un’efficienza di lettura bassissima (51-56%). Questo conferma che il dato di “170 MB/s” è puramente teorico. Queste schede perdono quasi metà della loro velocità promessa.
4. Il caso “anomalo” della MicroSD (Efficienza > 100%). La MicroSD Sandisk Extreme dichiara 70 MB/s in scrittura, ma nel test ha raggiunto ~82 MB/s. Questo significa che Sandisk è stata conservativa nelle specifiche: la scheda è più veloce del dichiarato. È l’unica del lotto che “regala” prestazioni extra rispetto alla promessa commerciale.
LA PROVA 2 – FILE VIDEO 15GB/5 MINUTI
Per la seconda prova abbiamo fatto una registrazione video di 5 minuti continui, quindi una simulazione professionale più corrispondente alla realtà di lavoro, ad esempio una breve intervista. Abbiamo formattato le schede e registrato con la medesima impostazione di flusso in 4K a 400Mbps LongGOP, sotto i tempi rilevati.
1. SDHC Extreme Pro di Sandisk: 32GB – UHS-II – V30 – U3 – CLASSE 10 – FAT 32 – La formattazione FAT32 ha prodotto 4 file separati da 4,06; 4,02; 4,05; 3,24 GB per un totale di 15,37 GB. Da scheda a computer: 109 secondi
2. SDXC Silver Pro di Lexar: 64GB – UHS-II – V60 – U3 – CLASSE 10 – ExFAT – La formattazione ExFAT ha prodotto un file unico da 15,35 GB. Da scheda a computer: 66 secondi
3. SDXC Extreme Pro di Sandisk: 64GB – UHS-I – V30 – U3 – CLASSE 10 – ExFAT – La formattazione ExFAT ha prodotto un file unico da 15,35 GB. Da scheda a computer: 162 secondi
4. Micro SDXC Extreme di Sandisk: 64GB – UHS-I – V30 – U3 – A2 – ExFAT – La formattazione ExFAT ha prodotto un file unico da 15,35 GB. Da scheda a computer: 160 secondi
L’analisi permette di fare le seguenti considerazioni:
- E’ un test più veritiero del primo nell’uso professionale perché sposta una mole di dati superiore eliminando l’effetto “spinta iniziale” delle memorie;
- Nonostante i 300MB/s dichiarati, su file molto lunghi la Sandisk V30 perde terreno rispetto alle V60;
- V60 vs V30, il passaggio alla classe superiore evidenzia il vantaggio delle schede con questa certificazione non solo in registrazione ma anche nello spostamento dei dati;
1. SDHC Extreme Pro di Sandisk (32GB) – UHS-II – FAT32 – Il fatto che abbia prodotto 4 file separati è dovuto al limite del formato FAT32, che non può gestire file singoli più grandi di 4GB. Questo obbliga la camera a “spezzare” la registrazione.
- Peso: 15,37 GB (circa 15.739 MB)
- Tempo: 109 secondi
- Velocità di lettura: 15.739\109 = 144,4 MB/s
- Efficienza su valori targa (300 MB/s): 48,1%
- Risultato: la velocità è quasi dimezzata rispetto al primo test. Il “colpevole” è proprio la gestione dei 4 file: il computer deve chiudere e aprire ogni file durante la copia, perdendo millisecondi preziosi e abbassando la media complessiva.
2. SDXC Silver Pro di Lexar (64GB) – UHS-II ExFAT – Qui abbiamo un file unico (o comunque una gestione ExFAT molto più fluida).
- Peso: 15,35 GB (circa 15.718 MB)
- Tempo: 66 secondi
- Velocità Reale: 15.718\66 = 238,1 MB/s
- Efficienza su valori targa (280 MB/s): 85,0%
- Risultato: eccellente, mantiene quasi la stessa velocità del primo test (era 243 MB/s), dimostrando che per questa scheda passare da 4GB a 15GB di dati non cambia l’efficienza.
3. SDXC Extreme Pro di Sandisk (64GB) ExFAT – UHS-I
- Peso: 15,35 GB (circa 15.718 MB)
- Tempo: 162 secondi
- Velocità di lettura: 15.718\162 = 97,02MB/s
- Efficienza su valori targa ( 170 MB/s): 57,07%
- Risultato: Il bus UHS-I mostra i suoi limiti ma la velocità reale passa da 88 a 97 MB/s
4. Micro SDXC Extreme di Sandisk (64GB) – UHS-I – ExFAT
- Peso: 15,35 GB (circa 15.718 MB)
- Tempo: 160 secondi
- Velocità di lettura: 15.718\160 = 98,24 MB/s
- Efficienza su valori targa ( 170 MB/s): 57,79%
- Risultato: Tra le 64 GB UHS-I risulta la più efficiente, anche se di misura supera la sorella in formato standard, superando l’efficienza della prima prova.
CONSIDERAZIONI FINALI SUL FLUSSO DI LAVORO
- V60 è la scelta corretta per la certificazione dei flussi video 4K UHD. Questo garantisce non solo velocità di scrittura in camera ma che il controller della scheda è progettato per gestire carichi di lavoro prolungati senza cali di tensione o velocità.
- La delusione delle FAT32 che, oltre a spezzare i file, facendo raddoppiare i tempi di esportazione al computer, dimostrano che nonostante la certificazione UHS-II, non sono in grado di mantenerne le promesse prestazionali e non sono tecnologicamente adeguate per il 4K ad alti flussi di bit.
LA PROVA 3 – 50 FOTO RAW
La terza prova consiste nello scattare 50 fotografie RAW del peso di circa 60MB cadauna e trasferire le foto al computer. Il peso totale delle foto è stato rilevato in 2,96GB, pari a 3031,04MB.
- SDHC Extreme Pro di Sandisk (32GB) – UHS-II – FAT32. Da scheda a computer: 18 secondi
- SDXC Silver Pro di Lexar (64GB) – UHS-II – ExFAT. Da scheda a computer: 19 secondi
- SDXC Extreme Pro di Sandisk (64GB) – UHS-I – ExFAT. Da scheda a computer: 37 secondi
- Micro SDXC Extreme di Sandisk (64GB) – UHS-I – ExFAT. Da scheda a computer: 37 secondi
CONSIDERAZIONI
Pareggio UHS-II sui file piccoli: sulle foto RAW, la Sandisk (n. 1) e la Lexar (n. 2) ottengono risultati quasi identici. Questo accade perché con file da 60MB la velocità pura del bus (300 vs 280 MB/s) conta meno della capacità del controller di passare rapidamente da un file all’altro. In questo scenario, l’efficienza crolla per entrambe verso il 55%: è il limite fisico della gestione di file multipli.
La rivincita delle UHS-I in fotografia: mentre nel video 4K UHD le UHS-I erano lentissime rispetto alle UHS-II, nel trasferimento di foto RAW il distacco si dimezza. La velocità reale (80 MB/s) è esattamente la metà delle sorelle maggiori. Per un fotografo che non fa raffiche estreme, le UHS-I restano una scelta molto efficiente nel rapporto costo/prestazioni, poiché soffrono meno il passaggio da “file unico” a “file multipli” rispetto alle top di gamma
La sorpresa Micro SD: la MicroSD (n. 4) ha eguagliato la SD standard (n. 3) in ogni singolo test. Questo sfata definitivamente il mito secondo cui le MicroSD sarebbero meno performanti o stabili delle SD grandi: in ambito professionale moderno, una MicroSD di qualità (Classe A2) è ormai assolutamente intercambiabile con una SD.
Sandisk UHS-II 32GB: Eccezionale per scaricare velocemente brevi clip video, ma “soffre” nei lavori lunghi a causa del limite FAT32 e di un calo di efficienza vistoso sulla lunga distanza.
Lexar Silver Pro UHS-II 64GB: È l’unica che non ha mai mostrato cedimenti. Nel video lungo (15GB) ha umiliato la concorrenza e sulle foto si è battuta alla pari con la Sandisk da 300MB/s. È uno strumento di lavoro principale.
Sandisk UHS-I 64GB: Come la MicroSD meglio usarla solo per fotografare, la video ripresa 4K è preferibile lasciarla ai modelli superiori o accontentarsi del 2K.
MicroSD Sandisk 64GB: Sorprendente per costanza. Ha mostrato un’efficienza in scrittura superiore al dichiarato e una stabilità solidissima nel test dei 5 minuti.
CONSIDERAZIONE FINALE – FAT32 VS EXFAT, VALE DAVVERO LA PENA?
Il test su 15GB ha “smascherato” il limite delle schede da 32GB: non è solo una questione di velocità del chip, ma del sistema FAT32 che frammenta il lavoro e rallenta il trasferimento su PC. Le altre due schede, essendo SDXC (ExFAT), gestiscono la registrazione 4K come un unico flusso continuo, risultando molto più rapide nella fase di scarico dati.
LA MATEMATICA
Per ottenere i valori di velocità reale (MB/s) partendo dai dati (GB e secondi), è stata applicata questa sequenza di calcoli:
1. Conversione dei GigaByte in MegaByte. Poiché le velocità di etichetta delle schede sono espresse in MB/s (MegaByte al secondo), il primo passo è convertire il peso del file (4,04 GB) in MegaByte.
- GB x 1024 = MB
- 4,04 x 1024 = 4.136,96 MB
2. Calcolo velocità reale. Per trovare quanti Megabyte sono stati trasferiti ogni secondo dividiamo il peso totale del file per il tempo cronometrato: Esempio di Sandisk in lettura tempo di 15”.
La formula è:
- Peso del file (MB) diviso il Tempo (secondi) = Vr (MB/s)
- 4.136,96/15 = 275,797 (arrotondiamo a 275,80)
3. Efficienza percentuale
Per calcolare l’efficienza percentuale, quindi quanto la prestazione rilevata si avvicini a quella dichiarata, cioè al valore di etichetta, mettiamo in rapporto la velocità reale con quella nominale.
La formula: (Vr/Vt) X 100 = E% dove Vr è la velocità reale e Vt la velocità di targa.
Nell’esempio di Sandisk in lettura abbiamo che: (275,80/300) X 100 = 91,93%
CAMBIANDO IL COMPUTER CAMBIANO I RISULTATI?
E’ normale chiedersi se cambiando il computer cambiano i risultati, la risposta è affermativa. Il computer non è un semplice copia file, ma il motore de facto che gestisce il traffico dei dati. Cambiare macchina può alterare i risultati per diversi motivi tecnici:
1. Controller del Lettore (Hardware)
- MacBook Pro processori Silicon hanno un lettore di schede SDXC integrato che supporta lo standard UHS-II e comunica direttamente con il processore attraverso un bus ad altissima velocità, con picchi di 250/310 MB/s.
- MacBook Air (Silicon/Intel): Non hanno il lettore integrato. Se usi un adattatore USB, la velocità dipenderà dal chip dell’adattatore.
- PC Windows: La qualità dei lettori integrati nei portatili Windows varia enormemente. Molti sono limitati allo standard UHS-I (max 104 MB/s), il che “taglierebbe la velocità” alle schede UHS-II a prescindere dal loro valore di targa.
2. Gestione del File System (Software)
Il modo in cui il sistema operativo gestisce FAT32 (SanDisk 32GB) ed exFAT (Lexar/Sandisk 64GB) cambia:
- macOS (M1/Intel): È molto efficiente con exFAT, ma ha algoritmi di caching diversi da Windows.
- Windows: Tende a essere più conservativo nelle operazioni di scrittura per evitare la corruzione dei dati se la scheda viene rimossa improvvisamente. Inoltre la velocità dipende spesso dai driver specifici del produttore del controller.
3. Architettura del Processore (M1 vs Intel)
I processori Apple Silicon (da M1 Pro) gestiscono l’input/output (I/O) in modo unificato con la memoria RAM. Questo riduce i tempi di latenza rispetto a un vecchio MacBook Intel o a un PC Windows economico, dove i dati devono attraversare più chip prima di essere scritti sul disco fisso.
4. Il Disco di Destinazione (SSD)
La copia dipende anche dalla velocità del disco del computer in uso:
- L’SSD di M1 Pro ad esempio viaggia a oltre 5000 MB/s, quindi non farà mai da “collo di bottiglia”.
- Un vecchio PC con hard disk meccanico (HDD) o un SSD economico saturerebbe subito, limitando la copia dalla scheda a soli 100-150 MB/s, falsando il test della scheda stessa.
5. Il fattore calore
- I Mac Apple Silicon di nuova generazione gestiscono il calore in modo efficiente durante le operazioni di trasferimento dati. Sui portatili Windows economici il controller SD tende a scaldarsi e a ridurre la velocità dopo i primi GB di trasferimento dati.
CONSIGLI FINALI
- Non estrarre mai la scheda di memoria a fotocamera accesa ne tantomeno se scotta.
- Non lasciare mai la scheda o la fotocamera in auto sotto il sole diretto, le alte temperatura possono deformare i materiali.
- Non riempire mai la scheda al 100%, le memorie flash necessitano di uno spazio di sicurezza per la gestione dei dati. Bisogna lasciare almeno un 10/15% di spazio libero.
- Proteggete le schede nelle custodie con cui vi vengono fornite all’acquisto.
- Non lasciarle vicino a fonti di calore o magnetiche.
- Prima dell’estrazione dal computer espellerle secondo la procedura di Windows o trascinarle nel cestino su Mac, in alternativa, tasto destro, voce espelli, per non corrodere i dati
- Ricordarsi di verificare periodicamente i contatti e pulirli se necessario. Se i contatti sono opacizzati o ricoperti di una patina di sporco si può usare un panno in microfibra imbevuto di una goccia di alcool isopropilico.
- Non cancellare le foto singolarmente dal computer.
LA SCHEDA GIUSTA
L’estate 2026 porta oltre il caldo anche la voglia di catturare ogni istante dei vostri viaggi sia in foto che in straordinari video 4k. Tuttavia il mercato delle schede di memoria, delle RAM e degli SSD sta vivendo un momento delicato. Tra ascesa di nuove tecnologie e un’esplosione dei prezzi dovuto alla scelta delle aziende produttrici di destinare la produzione alla richiesta di componenti dell’IA, scegliere la scheda di memoria giusta e in linea con le proprie aspettative di spesa è diventato un problema molto serio, che sembra non sia destinato a esaurirsi nel breve termine. Purtroppo scegliere una scheda economica, per risparmiare, può compromettere una vacanza ritrovandosi con surriscaldamenti del dispositivo dovuti anche a schede inadeguate, e con flussi video a scatti.
Non dimenticate, scegliete la scheda che la vostra fotocamera supporta come standard. Se avete una macchina fotografica che supporta UHS-I è inutile sprecare denaro su una UHS-II non sfruttereste la maggiore velocità. In quest’ultimo caso la fotocamera salverebbe in UHS-I ma se vi dotate di un lettore UHS-II o, se il vostro computer legge UHS-II, sfruttereste la maggior velocità di trasferimento dati.
GLOSSARIO – I TERMINI DA CONOSCERE
UHS-I E UHS-II: indicano l’interfaccia fisica delle schede. Le UHS-II hanno una doppia fila di contatti sul retro utili per aumentare la velocità di lettura/scrittura.
V30, V60, V90: indicano la classe di velocità.
- V30 garantisce minimo 30MB/s, ideale per video 2K ma appena sufficiente per video 4K.
- V60 garantisce minimo 60MB/s ideale per video 4K ad alto flusso di bit.
- V90 garantisce minimo 90MB/s ideale per video 4K, 8K o ProRes RAW.
A1-A2: si trova nelle MicroSD, indica le prestazioni nelle operazioni al secondo, A2 è meglio di A1.
Claudio_NP
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