La fotografia in viaggio. Lezione#29 Foto

Quando ci prepariamo a pianificare un viaggio inizia il solito problema di cosa portarsi dietro, guardando la nostra attrezzatura ci sembra tutto indispensabile ma ovviamente dobbiamo fare delle scelte per non rischiare di caricare materiali che non useremo e per cercare di essere il più leggeri possibile.

 

 

La dinamica del trasporto dell’attrezzatura deve considerare anche con cosa viaggeremo, se siamo a bordo della nostra auto o di compagni di viaggio o se utilizzeremo mezzi pubblici e di che tipo, bus, treni, navi o aerei. 
Usando l’auto, in base a quante persone viaggeranno, sarà possibile caricare molta più attrezzatura rispetto ad altri mezzi di trasporto pubblico.

Infatti in caso di viaggi aerei bisogna tenere in considerazione i tempi necessari all’imbarco e allo sbarco in stiva dei bagagli e ai dovuti controlli preventivi e successivi da parte delle Autorità, a eventuali moduli da compilare per le dogane, alla necessità di utilizzare valigie adeguatamente robuste, alla probabilità di pagamenti extra per i pesi supplementari e non ultimo il fatto che l’attrezzatura sarà sottoposta a sballottamenti. Per tale motivo sarebbe preferibile imbarcare in stiva materiale non elettronico ma solo meccanico come stativi e cavalletti ad esempio, portando in cabina fotocamere e obiettivi.

In treno bisogna tener conto delle dimensioni della cappelliere e della necessità di dover tenere costantemente d’occhio le valigie sopratutto se questi recano impressi marchi noti che riconducono inequivocabilmente a attrezzatura foto video.
Se il viaggio avviene con modalità miste bisogna tener conto di tutte le variabili dei vari mezzi di trasporto e trovare il giusto compromesso che possa accontentare i vari vettori.

Infine, aldilà del mezzo di trasporto utilizzato per raggiungere la meta, dobbiamo tenere in considerazione il posto ultimo dove andremo a fotografare, perché se è vero che la massa della nostra attrezzatura sarà comodamente stoccata presso una camera d’albergo, dovremo decidere cosa effettivamente portare con noi nelle escursioni che faremo sopratutto se queste sono in luoghi impervi e lontani.

Tutta questa premessa per arrivare a una conclusione logistica, dobbiamo decidere cosa portarci dietro con un lungo margine di anticipo al fine di non dimenticare nulla, dobbiamo pianificare, appuntandoci tutto voce per voce, cosa ci servirà e man mano che lo mettiamo nello zaino o nella valigia, spuntare il foglio con l’elenco materiali predisposto prima.

Una cosa è certa, i tempi sono cambiati, se tanti anni fa dovunque si andava si trovavano nelle località turistiche, anche le più remote, i tipici negozi dove trovare di tutto e di più per la fotografia, dai rullini, ai filtri, ai cavalletti, alle batterie, oggi è molto difficile trovare negozi specializzati. Forse potremo trovare delle batterie stilo o qualche scheda di memoria standard che potrebbe non soddisfare i requisiti minimi di cui abbiamo bisogno.

Se la nostra gita prevede delle escursioni di un giorno con rientro alla base in serata bisogna pianificare il viaggio portando con se adeguate scorte di acqua e bibite e qualche merenda per la fame improvvisa, cappellini per ripararsi dal sole, abbigliamento leggero, crema solare e scarpe adeguate al posto dove cammineremo.
La borsa tipica dovrà contenere un treppiede leggero con testa a tre movimenti altrettanto leggera se prevediamo di fare foto serali con poca luce o se prevediamo di fare lunghe esposizioni o time-lapse, diversamente meglio evitare di portare un tale peso.

 

 

Se abbiamo due corpi macchina e logico portarli tutte e due, non perché ci debbano servire necessariamente, ma per assicurarci un cambio nel malaugurato caso se ne bloccasse una.
Il kit standard del fotografo o Videomaker paesaggista prevede due lenti zoom, un 24-70mm f/2.8 e un 70-200mm f/2.8. Con questi due obiettivi potremo coprire tutte le esigenze di ripresa, dal grandangolo al tele spinto assicurandoci una eccellente luminosità.

Teniamo presente che anche nel caso dovessimo realizzare dei ritratti lo zoom 70-200mm f/2.8 si presta ottimamente anche a tale scopo, evitandoci così di portare con noi la classica lente medio tele da 85mm, che porteremo con noi solo ed esclusivamente se dobbiamo realizzare foto a persone e necessitiamo di una luminosità estrema come un f/1.4 di cui spesso sono dotate le focali fisse.

La minuteria deve prevedere adeguate scorte di schede di memoria conservate nelle apposite custodie, tutte le batterie di cui disponiamo della nostra fotocamera e relativo carica batterie, cavi per qualsiasi esigenza, microfono esterno per riprese video, filtri ND e polarizzatore, panni in micro fibra per la pulizia delle lenti, computer portatile o tablet per visualizzare le foto su uno schermo più grande e i loro carica batterie.

 

Pianificare i luoghi

Se prima abbiamo pianificato l’attrezzatura da portare con noi adesso pianifichiamo il viaggio inteso come lo studio preventivo del posto che visiteremo.
Da qualche anno la tecnologia ci mette a disposizione utilità che fanno comodo e che ci permettono di arrivare preparati in quasi ogni luogo del nostro pianeta.

Attraverso le mappe interattive presenti sulle applicazioni dei computer possiamo utilizzare la funzione vista dal vivo visualizzando preventivamente le strade che vogliamo percorrere, e se la mappa è relativamente recente possiamo addirittura sperare che la logistica della circolazione non sia cambiata e pertanto accedere a informazioni preziose come i luoghi dove parcheggiare l’auto.

Ingrandendo il punto di vista possiamo leggere i cartelli stradali e verificare anche il costo del parcheggio sulle strisce blu (in Italia), i relativi giorni e orari di validità, possiamo altresì cercare punti di sosta gratuiti o con presenza di alberi che ci possano permettere una sosta all’ombra. Possiamo anche pianificare i percorsi e le relative distanze, conoscere in anticipo il costo dei pedaggi autostradali, le aree di sosta e i relativi servizi, visualizzare i distributori di carburante e i relativi costi.

Visitando i siti internet delle città che vogliamo visitare possiamo preventivamente avere accesso alle informazioni turistiche, ai luoghi di interesse, agli orari e eventuali costi di accesso, ai musei, alle aree di sosta gratuite e a pagamento, a informazioni sui parcheggi interrati e alle ZTL.
 Come già spiegato in un altro articolo possiamo anche preventivamente conoscere la posizione del sole nelle varie ore della giornata al fine di arrivare o fotografare solo quando i punti che ci interessano sono bene illuminati dal sole e non in ombra.

Per fare questo abbiamo spiegato che bisogna visualizzare su una mappa il luogo di nostro interesse e controllare la posizione cardinale del nostro soggetto, in modo da capire quando il sole lo illumina o lo illumina meglio. Anche attraverso un telefono cellulare con la funzione bussola è possibile determinare il nord e di conseguenza gli altri punti cardinali.

In una escursione che prevede tutta la giornata a fotografare, con questo sistema possiamo iniziare a fotografare tutto ciò che è illuminato bene al mattino e poi spostarci dove è illuminato bene al pomeriggio.

Se ad esempio abbiamo la necessità di fotografare una piazza esposta lungo l’asse Est-Ovest che presenta monumenti importanti su questi due lati, se ci presentiamo solo al mattino o solo al pomeriggio avremo la possibilità di fotografare bene un lato con l’altro in controluce.
Avendo invece previsualizzato tale casistica in anticipo basta recarsi nella piazza in un ora del mattino in cui uno dei monumenti è ben illuminato, terminata l’operazione ci si dedica ad altre zone della città e nel primo pomeriggio si può ritornare nella piazza avendo cosi la possibilità di fotografare il lato opposto a quello del mattino adesso perfettamente illuminato dal sole. Le ore intermedie sono state fruttuosamente impiegate a fotografare tutto il resto.

 

 

Le linee cadenti

Uno dei problemi che affligge da sempre la fotografia sono le linee cadenti dei monumenti, dovendoli obbligatoriamente fotografare dal basso verso l’alto.
Personalmente non ci piace usare la possibilità offerta dai software di foto editing per la correzione di questo problema, ma se vi piace usatela.

Ci rendiamo conto che l’acquisto di una lente decentrabile e oltremodo costosa è fuori dalla portata della maggior parte di noi, esiste invece una soluzione pratica e alla portata di tutti e consiste nell’usare diversamente ciò di cui già disponiamo.

 

Esempi di foto realizzate con l’intento di evitare le linee cadenti

 

Usando il nostro solito obiettivo grandangolare dobbiamo fotografare il nostro soggetto, il monumento, in modo inconsueto verticalmente, modalità solitamente riservata ai ritratti.
In questo mondo utilizzando il lato lungo del fotogramma dobbiamo cercare di mettere in bolla le linee verticali del monumento allineandole a sinistra e a destra, includeremo in tale modalità parte della sede stradale che cercheremo di riempire con qualcosa di interessante che si trova sul posto, come ad esempio i tavolini di una bar all’aperto, escludendo ovviamente elementi di mero disturbo come cestini dei rifiuti, pali stradali e tutto ciò che risulterebbe inidoneo.  In questo modo avremo il nostro bel monumento perfettamente allineato con i margini del fotogramma, senza linee pendenti e avremo riempito la parte bassa del fotogramma con qualcosa di interessante che fa da bilanciamento a un inutile eventuale vuoto stradale.

 

Nella fotografia di monumenti includere nel fotogramma qualche persona, possibilmente di spalle per ovviare a motivi di privacy, vicina allo stesso fa si che si manifesti in maniera eccellente la maestosità del monumento. Fotografando fontane con giochi d’acqua o paesaggi marini, potete realizzare foto accattivanti montando la macchina su cavalletto e con filtro ND montato, realizzare scatti dove il liquido assume un aspetto setoso e liscio a causa dei lunghi tempi di posa.

 

Claudio NP

 

 

 

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