La Fotografia di Strada. Lezione#38 Foto

La fotografia di strada è un viaggio, un emozione, è il racconto di un istante cristallizzato nel nostro fotogramma, è un racconto della vita dell’uomo, delle nostre città, dei nostri sensi.

 

Palermo, Ape Calessino in attesa dei turisti davanti Piazza Pretoria.

 

Colore o bianconero -1

Si è spesso dibattuto sull’utilizzo del colore o del bianconero nella fotografia di strada viste le lontane origini di questo tema, ognuno ha le sue opinioni anche contrastanti. Ma pensandoci bene, vi è un solo e unico motivo per cui la fotografia di strada nasce in bianconero, perché era l’unico modo con cui si poteva fotografare.
Il colore non esisteva e non si può usare una tecnologia che non é stata ancora inventata. Quindi i primi fotografi che si approcciano a questa tema di arte fotografica usano la pellicola bianconero perché é l’unico supporto esistente e non per mera scelta artistica.

Quando viene inventata la pellicola a colori deve passare ancora molto tempo affinché si affermi presso tutti gli strati professionali per altri ovvi motivi: il primo é il costo, superiore al bianconero, il secondo é perché il colore non permette il controllo in proprio della filiera lavorativa, lo sviluppo e la stampa, necessita rivolgersi a un laboratorio con tempi che possono non essere compatibili con le personali esigenze.

Oggi la scelta dell’una o dell’altra modalità utilizzando la pellicola può non essere imposta dai costi abbastanza livellati, ma può essere imposta sempre dai tempi di lavorazione che per il colore comportano l’intervento di un laboratorio e per il bianconero dalla nostra possibilità di seguire in proprio la lavorazione.

Se invece operiamo in un ambito digitale la scelta del colore o del bianconero deve essere dettata solo da scelte artistiche, essendo pacifico che per formati fino all’A3+ possiamo serenamente stampare anche in casa.

 

Milano, piazza Cordusio – Pellicola bianconero 35mm

 

La riservatezza

Fotografare in strada e riservatezza sono due aspetti che mal si conciliano, in effetti come si fa a realizzare una foto per la strada e garantire la riservatezza dei soggetti che compariranno sul fotogramma? Partiamo da un concetto, non è vietato fotografare in strada, al netto di alcuni posti che possono essere vietati per esigenze di carattere militare o di pubblica sicurezza. Non è vietato fotografare le persone, è vietato l’uso che si può fare della foto che realizziamo. La Legge impone che per rendere pubblico il ritratto di una persona occorre la sua autorizzazione e questo renderebbe di fatto non pubblicabili la maggior parte delle foto e per pubblicabili non si intende solo la rete internet ma qualsiasi forma di resa pubblica.

Non vogliamo addentraci sul questioni legali che esulano da questi articoli e per cui vi rimandiamo a specifici argomenti presenti anche su questo sito.

Ci sono metodi e modi per fotografare persone e non avere la necessità di ottenere un consenso, un pò come la foto in alto, è vero che c’è un soggetto principale e la foto non “vive” senza di esso ma questo è di spalle e non è riconoscibile, mentre tutti gli altri sono lontani (molti ripresi di spalle) e fuori fuoco.

In questo modo abbiamo realizzato una foto di strada dove c’è la componente urbana e quella umana, le due condizioni che solitamente si prediligono, ma non abbiamo violato la riservatezza di nessuno. Volendo diversamente mascherare le eventuali persone fotografate possiamo inserire un circolo di sfocatura sui visi. Fotografare in strada presuppone sovente inserire l’elemento umano nella foto, diversamente sarebbe una foto di paesaggio, non di strada.

Fotografare in strada include rispettare le riservatezza degli altri, anche se molto probabilmente quelle stesse persone potrebbero avere centinaia di foto, da loro stessi fatte, pubblicate di qua e di la. Ma un conto è la personale volontà di esporsi un conto è rendere pubblico il volto di qualcuno a sua insaputa e a nulla rileva il fatto che il medesimo soggetto spontaneamente abbia sue foto su internet. Educazione, rispetto, non fotografiamo situazioni che possono creare imbarazzo.

Colore o bianconero – 2

Prima abbiamo affrontato il tema in ordine alla storia della fotografia, adesso lo affrontiamo in termini artistici, colore o bianconero?

Partiamo dal mezzo usato, se fotografiamo con pellicola la scelta va fatta subito, il supporto che sceglieremo ce lo terremo per almeno 36 pose, ci sono diverse scuole di pensiero, a nostro avviso si può benissimo scegliere l’uno o l’altro metodo sulla base dell’umore e del tono che vogliamo dare ai nostri scatti. Se l’intento è quello di mostrare il calore, la vivacità dei contrasti cromatici del luogo il colore è una scelta obbligata, al contrario la scelta ricade sul bianconero.

Fotografando in digitale, a meno che non abbiamo a nostra disposizione una fotocamera che fotografa solo in scala di grigi come la Leica Monochrome, fotograferemo sempre e comunque a colori anche se impostiamo lo stile bianconero. Infatti il file bianconero sarà esclusivamente il JPEG, il RAW sarà sempre e comunque a colori, il motivo è semplice, il sensore è progettato per registrare i colori e il suo sistema di ripresa grezzo è a colori.

Possiamo in post produzione convertire il colore in bianconero o usare il bianconero che ci dà direttamente la macchina.

Una cosa è certa, ed è anche un consiglio, quando avete intenzione di realizzare foto in bianconero, impostate la fotocamera con il salvataggio doppio RAW+JPEG e per quest’ultimo impostate lo stile in scala di grigi per avere un file già pronto. E mentre fotografate visto che avete deciso di fotografare in bianconero, pensate in bianconero.

 

 

Pensare in bianconero

Come si fa a pensare in bianconero vedendo a colori? Può sembrare strano, ma se decidiamo di fotografare in bianconero, dobbiamo agire come se in macchina avessimo una pellicola/sensore in bianconero, dobbiamo vedere senza i colori, o meglio dobbiamo pensare a come i colori saranno registrati in scala di grigi.

Guardate la foto sopra, non è una foto di strada ma la voglio usare per dare l’idea del vedere a colori e pensare in bianconero: c’è una bobina di cotone che è ovviamente a colori è rossa, ma volendola rappresentare in scala di grigi ho dovuto idealizzare come sarebbe venuta in bianconero. Ho osservato la scena e ho immaginato come ogni colore sarebbe stato rappresentato in grigio, i colori scuri sarebbero venuti fuori con un grigio scuro e viceversa. La foto avrebbe vissuto serenamente anche a colori essendo rappresentata una bobina rossa su fondo bianco, ma io la volevo in scala di grigi e quindi ho idealizzato la sua vivacità in bianconero, il risultato è bellissimo con una serie di contrasti che staccano sul muro bianco e le ombre che creano tridimensionalità.

Le nostre città, teatro dei nostri scatti, sono a colori ma noi le possiamo rappresentare in entrambi i modi in base al tono che vogliamo dare alla foto, al messaggio che vogliamo trasmettere.

Come fotografare

Indipendentemente da come decidiamo di fotografare, colore o bianconero, la fotocamera va impostata allo stesso modo, ISO, tempi, diaframmi, dipendono sempre da ciò che vogliamo ottenere, foto nitide tempi veloci, foto mosse tempi lenti, foto con sfocato diaframmi aperti e viceversa. Le fotocamere odierne hanno diversi modi di controllare l’esposizione uno di questi è l’istogramma, sapendo che comunque avremo a disposizione un RAW, se il JPEG non è perfetto possiamo utilizzare il file grezzo per plasmarlo meglio.
In bianconero meglio prestare particolare attenzione alle sovraesposizioni in quanto è più difficile recuperare sui bianchi che sui neri.

E’ pacifico che i margini di manovra non sono immensi e recuperare sulle ombre comporta aumento di rumore, quindi se il nostro scatto non è una istantanea irripetibile, controllando la foto appena fatta se non va bene, rifacciamola magari con una esposizione a forcella.

La foto qui sotto contiene l’elemento urbano e quello umano, saputo cogliere attendendo il momento giusto. Se non c’erano passanti o ve ne fossero stati tanti sarebbe stata una foto di paesaggio in bianconero. In questo modo è una foto dove con un sapiente lavoro di attesa (i passanti in una posizione di interesse), di esposizione (controllo del controluce), di armonia (controllo delle linee cadenti e posizionamento delle geometrie e della quinta), di bilanciamento (i pesi degli elementi inseriti nei vari terzi dell’inquadratura) diventa una foto di interesse.

 

 

Gli obiettivi

Anche sulle focali delle lenti adatte alla fotografia di strada potremmo aprire infiniti dibattiti. Quale è la focale corretta per fare foto di strada? Non c’è una sola risposta, in linea di massima va bene la focale che ci piace, quella che ci fa rappresentare al meglio il messaggio che vogliamo trasmettere, personalmente per questioni di praticità preferisco una lente 24-70mm f/2.8.
In questo modo si ha la praticità di avere tante focali in una sola lente con una apertura che consente un adeguato controllo dello sfocato con la praticità dell’apertura costante.

Andare in giro con una focale fissa di grande apertura come f/1.4 o f/2 come un grandangolo consente di realizzare scatti da prospettive interessanti. La focale da montare sulla fotocamera ovviamente condizionerà il nostro agire, se montiamo un grandangolo avremo ampi spazi di manovra, diversamente se andiamo a restringere il campo, di conseguenza diminuiranno le parti inquadrate e focalizzeremo l’attenzione su pochi elementi.

Storicamente la focale maggiormente utilizzata è sempre stata il 35mm ma non si disdegna il 50mm, e per talune idee compositive nulla ci impedisce di usare un medio tele, alla fine sarà sempre e comunque inquadrato un contesto di strada ma più ristretto: la foto sotto, per fare un esempio pratico è stata realizzata con un 75mm f/2.

L’idea era quella di fotografare la strada, un contesto urbano che contenesse anche l’elemento umano ma con quest’ultimo che non fosse esattamente il punto di interesse ma solo uno sfondo nel contesto, i colori delle sedie accatastate erano il punto di interesse, le sedie con i loro colori, ecco, qui la foto doveva essere a colori.

 

 

Interni

In un contesto interno possiamo fare foto come se fossimo in strada ma senza essere in strada. L’elemento interno diventa il luogo “urbano” con le sue architetture e l’elemento umano lo rende vivo, con l’accortezza di accertarsi che sia consentito fotografare.

Il punto di vista

Non abbiamo nulla da nascondere, non dobbiamo nasconderci ne noi ne la nostra fotocamera, non amo le foto rubate, fatte di nascosto. Il punto di vista è dettato solo da una scelta artistica anche se scuole di pensiero indicano a volte di tenere la fotocamera lungo il braccio o sul petto e scattare, non sono d’accordo.

 

 

 

Ogni luogo urbanizzato è il luogo ideale per la fotografia di strada, non solo la città in senso stretto, va bene anche il mare, il lago, ovunque vi sia la presenza di una strada e di umanità che la colora, che la rende viva.

In città si tende a privilegiare la regola compositiva pulita, armonizzata dalle linee architettoniche, ma se ci troviamo davanti a una scena che sta per sfuggirci possiamo eludere le regole e scattare comunque. Sono quei pochi casi dove la regola è possibile romperla per portare lo scatto a casa. Tra una foto non fatta e una foto con qualche errore, se è la foto che aspettavamo da sempre, credo che si possa perdonare un orizzonte storto, un taglio non proprio perfetto, una sfocatura, un mosso, l’errore diventa scelta obbligata (o voluta) e quindi creativa.

Se abbiamo il tempo di impostare lo scatto, bene, diversamente puntiamo e scattiamo, può succedere che anche così riusciamo comunque a fare una foto d’effetto.

Certo, la regola dell’attesa è comunque valida, se scelto il luogo abbiamo in mente di realizzare uno scatto immaginando che succeda qualcosa, statene certi che quel qualcosa succede. Pensiamo a una folata di vento che piega all’indietro un ombrello durante un temporale, il passante che passa al momento giusto nel posto dove noi volevamo che passasse o che fa ciò che ci aspettavamo facesse. Possono passare minuti oppure ore, ma se il risultato alla fine arriva ci ripaga di tutto.

La fretta non aiuta, la foto di strada presuppone attenzione, guardarsi attorno.

Con la fotografia di strada cerchiamo emozioni, creiamo emozioni, salviamo l’attimo.

 

Claudio NP

 

 

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