Nell’articolo 58 di dicembre 2024 abbiamo trattato la fotografia di moda in studio, abbiamo dato consigli su come scegliere la sala posa e di come approcciarsi a questo fantastico e meraviglioso modo di fotografare. In questo nuovo appuntamento con la tecnica fotografica parleremo ancora di fotografia di moda ma realizzata in esterna, in ambiente urbano.
L’ambiente esterno ha tanti vantaggi perché è una sala posa naturale e a costo zero, ma può rappresentare anche un ambiente ostile per svariati modi, vediamo insieme vantaggi e svantaggi.
I VANTAGGI
Non è difficile pensare ai vantaggi del fotografare all’aria aperta, lo facciamo già quando andiamo in giro e ci portiamo dietro la macchina fotografica. Sopratutto in primavera e estate le lunghe giornate calde e soleggiate sono un richiamo irresistibile, si va in giro abbigliati in maniera leggera e il rischio di piogge o temporali è remoto.
Le lunghe ore di illuminazione permettono di programmare i nostri scatti in una finestra temporale molto estesa, la differente temperatura colore della luce, nelle diverse fasce orarie, permette di modellare a nostro piacimento le ombre e la colorimetria della scena, fredda al mattino e calda al tramonto.
Se abitate in una località in riva al mare sarete avvantaggiati dalla bellezza del paesaggio ancorché eccessivamente antropizzato. Programmare una sessione di posa all’esterno è facilmente realizzabile anche con qualche giorno di anticipo seguendo il meteo della zona.
Indipendentemente dalla tipologia di ambiente dove sceglierete di fotografare, urbano o rurale, è necessario compiere dei sopralluoghi anche virtuali con i servizi di localizzazione visiva se non siete mai stati in quel posto.
Programmate di portare con voi tutto il necessario perché, sopratutto se lontani dai centri abitati, non si può correre il rischio di rimanere a secco di carica di batterie.
Fate allo scopo una lista di controllo da cui poter spuntare tutto il necessario e in fase di rientro rispuntate i materiali che avete portato con voi.
GLI SVANTAGGI
Benché l’ambiente esterno possa sembrare facile da gestire porta in dote parecchi svantaggi, ad esempio dovendo recarsi in un centro cittadino vi è la difficoltà di trovare parcheggio o, pur trovandolo, l’affrontare i costi non proprio economici della sosta oraria nelle strisce blu a parchimetro o dei parcheggi in silos.
I trasferimenti con i mezzi pubblici possono comportare problemi logistici dovuti ai pesi da trasportare. Nelle aree pubbliche è sempre vietato, salvo il pagamento e autorizzazione, il posizionamento di treppiedi.
Risulta difficile gestire senza l’aiuto di un assistente la sessione fotografica, in quanto non si può certo lasciare incustodita per terra o su una panchina una borsa piena di attrezzature e tenere uno zaino costantemente sulle spalle, oltre a essere deleterio per la schiena, impedisce i movimenti. L’ambiente urbano esterno spesso risulta ostile per i passanti che impallano la scena o si fermano a curiosare.
Per questi motivi bisogna fotografare facendo in modo che le persone presenti siano il più possibile irriconoscibili per rispettare la loro riservatezza, a nulla rilevando il fatto che quelle stesse persone per fatti loro probabilmente mettono costantemente in piazza la loro vita sulle applicazioni che tutti conosciamo.
Diversamente da una sala posa dove la luce è sotto controllo, in esterna dovremo “combattere” con le ombre e, spesso, necessita schiarirle con dei pannelli riflettenti retti da assistenti.

L’ATTREZZATURA
In esterna dovremo portare tutto il necessario, ma nello stretto indispensabile, per non andare in giro eccessivamente carichi di materiali. Se li avete, portate due corpi camera meglio del tipo “senza specchio”.
Come obiettivi vanno bene un 35mm o un 50mm per le foto a figura intera ambientate, in modo da contestualizzare anche ciò che vi circonda.
Una seconda lente indispensabile è il 70-200mm f/2,8 che consente di riprendere il soggetto da medio tele a super tele.
Se lo avete portate anche il lampeggiatore, serve per schiarire le ombre sui visi dei soggetti. Uno o due pannelli riflettenti di media taglia, di quelli che si piegano a cerchio, sono indispensabili per riflettere la luce e schiarire le ombre.
Fotografando in digitale non servono filtri, ma se decideste di fare anche una sessione di scatti in pellicola ricordatevi dei filtri necessari al film in bianco nero. Ricordiamo che i filtri nella fotografia in scala di grigi servono a modificare il contrasto. Semplificando, i filtri colorati schiariscono il proprio colore e scuriscono il complementare.
Non se ne usano tanti, quelli indispensabili sono il rosso e l’arancione che servono per schiarire i corrispondenti e aumentare il contrasto dell’azzurro del cielo in maniera molto forte; Il giallo che tende ad aumentare il contrasto dell’azzurro del cielo con un effetto più leggero rispetto al rosso; il filtro verde che schiarisce il fogliame e scurisce i rossi.
Il filtro polarizzatore, utile anche nella fotografia digitale, elimina i riflessi dalle superfici vetrate e dall’acqua, ha come effetto secondario quello di aumentare il contrasto dell’azzurro del cielo rendendolo molto scuro.
Infine serve un dispositivo di visualizzazione delle foto, preferibile un computer portatile da 13” o 14” come un Mac Book Air o Pro, un 16” è eccessivamente pesante da portarsi appresso.
L’iPad di ultima generazione con presa USB-C permette tramite apposito adattatore di collegare un lettore di schede di memoria SD e ha una qualità di visualizzazione pari a un computer.
I LUOGHI URBANI
Privilegiate luoghi poco affollati, evitate il fine settimana, in ogni città ci sono vie secondarie che possono garantire il giusto equilibrio di bellezza e interesse.
Si può creare il contrasto tra il luogo e ciò che volete raccontare con la foto, questo anche in base all’abbigliamento che volete fotografare, sia esso un capo, un monile o un accessorio.
Le periferie di una volta, quelle raccontate magistralmente dai grandi fotografi non esistono più, quel degrado da periferia ormai esiste solo nei ricordi. Si può scegliere una zona dove esistono delle fabbriche, un deposito dei mezzi pubblici, dei palazzi in costruzione.
I centri storici possono rappresentare uno sfondo molto interessante ma il rovescio della medaglia è l’eccessiva presenza umana, anche i nuovi quartieri residenziali pieni di grattacieli e centri commerciali forniscono spunti interessanti.
Una parete può rappresentare un punto dove fotografare se, con le sue linee e colori, fornisce una quinta graficamente accattivante.
UNA STORIA FOTOGRAFICA
Potete creare una storia, cioè una sequenza fotografica che racconta qualcosa. Noi l’abbiamo fatto per voi per dare uno spunto creativo: negli esempi che seguono, la nostra modella Anna Chiara è uscita di casa indossando un cappotto bianco e un berretto rosso, va alla fermata del tram e ne attende l’arrivo.
All’arrivo del mezzo si dà una sistemata al berretto e vi sale, indi arriva a destinazione. Abbiamo alternato colore e bianco nero per dare l’idea di come cambia la percezione della foto nei due sistemi. Qui comunque il colore è fondamentale, serve a mettere in risalto il rosso abbagliante del berretto che si intona alla perfezione con il rossetto della modella.
Nel nostro esempio siamo stati attenti a non includere elementi di disturbo, a non includere passanti, a mascherare le targhe delle auto, tutto questo nel caso in cui la foto debba essere pubblicata in un catalogo o su internet.
Prima dello scatto definitivo si fa sempre attenzione affinché il punto di messa a fuoco cada sempre sull’occhio più vicino all’osservatore e si fanno assumere pose coerenti con il capo indossato. I modelli possono camminare o restare appoggiati a qualcosa, lo sguardo può essere indirizzato direttamente in macchina o a filo paraluce.
Se si sta lavorando per un committente bisogna coordinarsi con il direttore creativo dell’azienda. Le sfocature creative creano quell’effetto cinema che fa risaltare il primo piano. Non bisogna aver paura di osare come per esempio cambiare punto di vista, anche una foto presa da dietro può rappresentare un modo creativo o diverso per rappresentare qualcosa.
Grazie ai modelli: Anna, Chiara e Giorgio.
Claudio NP
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