In origine era la pellicola. Il video con le HDSLR. La gamma dinamica estesa. Lezione Video #10

IL VIDEO CON LE HDSLR. LA GAMMA DINAMICA ESTESA

Nel corso di queste lezioni, divagazioni, consigli sul tema della video ripresa abbiamo parlato in più occasioni di LUT che sta a significare “Look up table” o di Log, ma che cosa sono e da dove originano queste sigle ?
Bisogna subito fare un distinguo tra la ripresa video destinata alla televisione e alla ripresa destinata al cinema che ovviamente si realizzavano e si realizzano con attrezzature diverse, telecamere per la televisione e cineprese (sia a pellicola che digitali) per il cinema.

Il trattamento del girato ha sempre seguito strade diverse, elettronico per la televisione (prima dell’avvento della registrazione video magnetica RVM (leggasi: erre vi emme) anche la televisione girava su pellicola) e chimico per il cinema. Il segnale video registrato su nastro magnetico con l’avvento dei computer era possibile trasferirlo su hard disk e trattarlo con software appositi ma già i processori di segnale e i mixer video bastavano per eseguire eventuali correzioni sul materiale girato.

La pellicola necessitava di un approccio molto preciso già in fase di ripresa sia per ciò che riguardava la corretta esposizione sia per ciò che riguardava la corretta gestione della temperatura colore usando pellicole per esterni o interni o filtrando con le apposite gelatine per ottenere una corretta conversione. Solo in tempi recenti (anni ’90 circa) attraverso il film scanner (da non confondere cn il telecinema) si potevano trasferire i fotogrammi su computer, trattarne digitalmente il contenuto, correzioni e editing, e ritrasferire il montato su pellicola attraverso il processo di print recording per la successiva proiezione in sala visto che il cinema completamente digitale è operazione assai recente, più meno intorno al 2012 anno in cui c’è stato il progressivo abbandono della catena chimico analogica, in favore della ripresa, montaggio e proiezione in catena esclusivamente digitale.

Con il passaggio del cinema chimico al cinema digitale si comprende che la codifica a 8 bit utilizzata nella raccomandazione ITU-R* BT.709 meglio conosciuta come Rec.709, che definisce le specifiche della televisione ad alta definizione non può soddisfare le esigenze del cinema visto che può riprodurre 8 stop di gamma dinamica. Ricordiamo che un conto è visionare un audiovisivo su uno schermo televisivo, per quanto grande, e un conto è visionarlo su uno schermo cinematografico di decine e decine di metri quadri. L’industria cinematografica abituata alla estesa gamma dinamica della pellicola necessita di un sistema di acquisizione delle immagini di pari livello se non superiore.

Cosa succede registrando video con la normale curva di gamma standard di cui sono dotate le videocamere e le fotocamere quando siamo davanti a una scena ad alto contrasto visto che lo registrano con la predetta raccomandazione Rec.709 ? Nelle scene ad alto contrasto come nell’immagine in figura a, si verifica il fenomeno del clipping sui bianchi e sui neri facendo perdere alla scena buona parte della sua efficacia, perchè ciò che il sensore ha registrato non è esattamente quello che i nostri occhi hanno visto.

*(ITU = International Telecommunication Union)

 

Figura a
Con il termine clipping si intende il fenomeno per il quale il sensore non riesce a registrare per intero tutte le informazioni presenti nella scena causando una sovramodulazione del segnale sia nei bianchi, aree sovraesposte, sia sui neri, aree sottoesposte.

 

Nell’ambito fotografico invece tale fenomeno si verifica se acquisiamo le immagini nel formato compresso jpeg, utilizzando il RAW, formato che registra i dati grezzi del sensore, si può in post produzione intervenire sui parametri dell’esposizione riportandoli ai valori corretti utili a rappresentare al meglio la scena ripresa.

Le moderne cineprese o fotocamere destinate alla ripresa video o cinematografica vantano una gamma dinamica estesa paragonabile a quella della pellicola, per ottenere questo risultato si è standardizzata una codifica video logaritmica che dall’industria cinematografica si è riversata sui materiali professionali e a quelli destinati al mercato consumer operando in tempi recenti anche il passaggio dalla registrazione a 8 bit a quella a 10bit, ricordate, ne abbiamo già parlato nelle precedenti lezioni (Nov.2020).

Quando visualizziamo sul nostro software di editing le informazioni sul progetto o sulla clip possiamo vedere la sigla Rec.709 di cui abbiamo parlato perché ci viene mostrata tra le info essendo lo standard appunto della televisione in alta definizione. (Figura b)

 

 

Il vantaggio che si ottiene utilizzando la ripresa video logaritmica Log (v. lezione Nov.2020) è rappresentato dal fatto che si ottiene un filmato con una gamma dinamica più ampia cioè con una latitudine di esposizione maggiore rispetto a quella prodotta dalla gamma video standard. In questo modo, non disponendo di una modalità raw in camera, si elimina il clipping sui bianchi e sui neri rendendo possibile in post la regolazione dei dettagli altrimenti persi nelle zone di alta luce e di ombra.

Nell’immagine in figura c vediamo un fotogramma tratto da una ripresa in curva di gamma standard Rec.709 dove possiamo notare il clipping sui neri, completamente sottoesposti in quanto l’esposizione è stata correttamente eseguita sulle alte luci.

 

 

Nell’immagine in figura d vediamo un fotogramma tratto da una ripresa in curva di gamma logaritmica a 10 bit che presenta colori slavati e apparente sottoesposizione. Acquisendo i filmati con la curva di gamma logaritmica si ottengono clip con tonalità del tutto simili a quelle catturate da una cinepresa con pellicola. Sul set possiamo utilizzare per regolare l’esposizione indifferentemente o un esposimetro esterno o visualizzare l’istogramma sul monitor della fotocamera regolando l’esposizione in modo che la campana dell’istogramma sia esattamente al centro. Tenendo presente che il tempo di posa è fisso a 1/50” regoleremo il diaframma in base alla p.d.c. che vogliamo ottenere adottando all’occorrenza i filtri ND idonei alla scena.

Le moderne fotocamere riescono a registrare anche 12 stop di gamma dinamica, con una impostazione ISO di base che varia da produttore a produttore, ad esempio le macchine Canon adottano una base ISO 850, le macchine Fujifilm una base ISO pari a 640, altre macchine cinema di ultima generazione adottano il sistema del dual ISO fornendo due ISO diversi nativi.

Pertanto nelle scene ad alto contrasto come solitamente sono le riprese in esterna giorno con forte irradiazione solare, quello che vede il nostro occhio potrebbe non essere registrato correttamente dalla nostra fotocamera usando la curva di gamma standard, con la ripresa Log invece i forti riflessi e i particolari ricadenti in una zona in cui il sensore non riuscirebbe a registrarli e che potrebbero andare persi, sono correttamente registrati, i dettagli dei soggetti in ombra sono in questo modo fedelmente riprodotti, la texture dei soggetti risulta perfettamente riprodotta con un risultato assolutamente naturale così come lo hanno visto i nostri occhi.

 

Fugra E

 

L’immagine in figura E mostra un fotogramma tratto da filmato proveniente da registrazione Log, editato e sottoposto a LUT e grading. Come si può notare rispetto ai precedenti fotogrammi, l’immagine adesso è perfettamente centrata sia come colori che come esposizione, nonostante essa sia stata regolata per le alte luci, i bianchi e i neri sono perfettamente registrati senza nessun clipping, ogni elemento della scena ha la sua texture perfettamente leggibile perché i dettagli luminosi sono stati correttamente conservati e in fase di post produzione è stato possibile tirarli fuori perché erano già li.

La LOOK UP TABLE

Come è stato ottenuto questo risultato? Ci sono alcuni passaggi fondamentali che descriviamo brevemente:

• Utilizzare la ripresa Log
• Utilizzare possibilmente la ripresa a 10 bit
• Regolare correttamente l’esposizione servendosi dell’istogramma o di un esposimetro
• Scaricare dal sito del produttore della fotocamera la LUT specifica che mette a disposizione • Caricare sulla clip nel software di editing la LUT
• Regolare se del caso manualmente il Luma in un range di valori compreso tra 0 e 100 IRE

Per concludere, la ripresa Log è una ripresa del tipo “flat” cioè con profilo piatto e a gamma dinamica estesa, ma come detto presenta una visualizzazione non proprio attraente dal punto di vista della saturazione e del contrasto. E’ pacifico che girare in Log presuppone un successivo intervento di post produzione non essendo il file già pronto per la messa in onda o per il montaggio, sarà quindi necessario processarlo con una correzione colore che richiederà comunque tempo ed esperienza. Altresì, visto che la ripresa non sarà molto contrastata potremmo non riuscire a verificare correttamente ad esempio la messa a fuoco, alcune fotocamere oggi hanno comunque la funzione View assist, in pratica nonostante la camera registrerà in Log, sul monitor visualizzeremo la scena inquadrata o con la Lut precaricata che vogliamo usare oppure con la raccomandazione Rec.709 standard.

La LUT altro non è che l’interpretazione digitale applicata alla ripresa che decodifica il profilo colore della stessa, dal modo in cui è stata realizzata, nello specifico in Log, a quello in cui verrà visualizzata riportandola al valore standard della Rec.709 fornendoci una interpretazione già pronta di come apparirà la ripresa dopo la fase di color grading.

Esistono Lut preimpostate dai vari produttori di fotocamere che mettono a disposizione per i file delle loro macchine da presa e aziende terze che realizzano Lut specifiche generiche per tutte le fotocamere, monitor e software di editing che riproducono anche profili pellicola del passato simulandone le caratteristiche.

 

Claudio NP

 

 

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