Impostiamo la Fotocamera per la video ripresa. Lezione#34 Video

Come avrete notato nei nostri articoli non parliamo mai di riprese video con telefoni cellulari, non perché non siano esattamente all’altezza di tale compito, li utilizzo con soddisfazione, ma perché non li riteniamo idonei per certi ambiti, tenuto conto che non sono progettati per permettere un intervento pro sui parametri di ripresa e la loro resa in scarsa illuminazione non è accettabile. Esistono a dire il vero applicazioni di terze parti che permettono la gestione di qualche parametro di ripresa, ma non ci piace che per poter usare uno strumento si debba necessariamente acquistare qualcosa per farlo funzionare meglio e poi in ogni caso, ai telefoni, lasciamo il compito principale per cui sono costruiti, telefonare, perché a tutti i costi debbano farli diventare fotocamere o videocamere non lo accetto.

Nel nostro uso quotidiano di una videocamera o di una fotocamera per effettuare video riprese ci scontriamo con i dubbi su come impostarne i parametri di ripresa, siamo spesso disorientati dalle sigle, dalle abbreviazioni, dai formati, in questo articolo cercheremo di darvi dei consigli uniti a delle informazioni tecniche schiarendo le idee dalla confusione, dal panico da primo approccio.

Entreremo nel menu di una fotocamera di esempio, le voci che citeremo sono più o meno le stesse per tutti i marchi anche se ogni costruttore organizza il menu della propria fotocamera come meglio crede, l’organizzazione delle voci è dettata anche dalla destinazione del modello e va dalla semplicità dei prodotti di ingresso alla complessità di quelli destinati ai professionisti.

Tipi di fotocamere

Le reflex per poter avviare la registrazione video necessitano lo spostamento fisico di un apposito interruttore che viene definito con la parola inglese “liveview” che solleva lo specchio e permette alla luce di raggiungere in maniera fissa l’elemento sensibile, nelle senza specchio la video ripresa si imposta generalmente ruotando una ghiera con il simbolo di una cinepresa, come nel caso delle Fujifilm o delle Sony o comunque di tutte quelle macchine che hanno la ghiera dei modi di ripresa.

Alcuni marchi utilizzano la classica ghiera PASM che sta a indicare i modi programmata, priorità diaframmi, priorità tempi e manuale, con l’aggiunta del simbolo della video ripresa, altri marchi mettono tale simbolo in una ghiera dedicata o coassiale a un altra, il simbolo comunque non cambia.

Prima di premere il tasto rosso o REC abbreviazione della parola inglese record che significa registrazione, abbiamo la necessità di capire come impostare questa video registrazione anteponendo a tutto ciò il fine ultimo della destinazione del nostro lavoro, cioè, perché stiamo facendo una video ripresa ? A chi è destinata ? A noi stessi o a terzi?

Ecco che cambiano le responsabilità, se la ripresa è destinata a noi, e pensiamo a un evento familiare, in caso di insuccesso non avremo da dar conto a nessuno oltre noi stessi, magari dovremo ricomprare una torta per rifesteggiare un compleanno venuto male e di cui ci accorgiamo solo dopo.

I parametri della video ripresa

Partiamo da zero, dal principio, inseriamo nell’apposita fessura una scheda di memoria supportata dal nostro modello, tendenzialmente oggi si usano le SDXC meglio se del tipo UHS II, la dobbiamo acquistare di buona capacità almeno da 64 GB e sopratutto con una velocità di scrittura idonea al flusso di lavoro che intendiamo adoperare, motivo per cui è buona norma non lesinare sull’acquisto e sceglierla sulla base dei modelli previsti dalle caratteristiche dichiarate dal costruttore del nostro modello di macchina.

Accesa la fotocamera lei resta buona buona ad attendere i nostri comandi, abbiamo detto prima che per effettuare una ripresa video dobbiamo spostare un pulsante o ruotare una ghiera per passare dalla modalità foto a quella video, facciamolo, ecco che arriva il momento di entrare nel menu della macchina. In base al fine ultimo del nostro lavoro decidiamo il livello qualitativo che dobbiamo impostare, tenendo conto che se utilizziamo il livello massimo consentito, la capacità della nostra scheda di memoria si riduce progressivamente per cui potrebbe essere necessario averne altre.

Non è male in fase di acquisto prediligere modelli di fotocamere/videocamere che utilizzano il sistema della doppia scheda di memoria, in questo modo si può impostare sia la registrazione doppia per motivi di sicurezza del girato, sia la registrazione in cascata, in cui nel momento di esaurimento della prima scheda di memoria la registrazione non si interrompe e continua sulla seconda. Fermiamoci un attimo adesso, prima di impostare il nostro menu e facciamo alcune considerazioni.

Si è solito pensare che è meglio lavorare al massimo della qualità consentita dal nostro modello di camera, tanto ad abbassarlo poi si fa sempre in tempo, ma al contrario non sarà consentito di alzare un livello basso, è vero, ma se la nostra camera registra in 4K UHD e dovremo riprendere un semplice evento familiare da visionare su una televisione, il formato 16:9 full HD da 1920×1080 pixel va più che bene e ci consente di risparmiare spazio di archiviazione.

Oggi il formato di video ripresa standard di qualsiasi fotocamera è l’UHD 4K, sigla che sta a significare “Ultra high definition” 4K da 3840×2160 pixel. Alcuni modelli di macchine come le Fujifilm consentono anche di video registrare nel formato panoramico 17:9 meglio conosciuto come 4K DCI standardizzato nel 2002 da un consorzio di aziende dell’ambito cinema.

Questo formato di ripresa permette di avere un quadro a metà strada tra il normale 16:9 (1,78:1) e il Cinemascope attestandosi con delle leggere bande nere che creano l’effetto panoramico, da ricordare che tale aspetto di forma è quello normale degli schermi cinematografici.

RAW video

Anche la video ripresa come la fotografia ha la possibilità della registrazione nel formato “grezzo”, il raw. Anche in ambito video tali formati sono proprietari, avremo pertanto tanti diversi formati di salvataggio specifici come il Blackmagic Raw della Blackmagic utilizzato sulle sue macchine da presa come le Ursa, il Red code usato dalla americana Red, l’X-OCN usato dalle macchine Sony, l’Apple Pro Res Raw utilizzato da alcune aziende che non sviluppano un proprio formato o come alternativa a un formato proprietario, l’Arriraw usato dalla tedesca Arri.

E’ raro che formati cosi importanti, dal punto di vista delle risorse richieste, possano essere registrati direttamente in macchina se non si tratta di modelli professionali di classe cinema, nelle fotocamere/videocamere amatoriali e professionali solitamente il raw è registrabile attraverso l’indirizzamento del segnale video prelevato dalla presa HDMI verso un registratore esterno.

La compressione

Le nostre fotocamere registrano il segnale video come un flusso di dati compressi incanalato in un contenitore, un pò come il JPEG fotografico, il motivo è semplice, in assenza di compressione un minuto di girato grezzo RGB in alta definizione occuperebbe uno spazio spropositato di centinaia di gigabyte, aumentando la risoluzione al 4K UHD lo spazio richiesto supererebbe diversi terabyte. Si comprende da ciò che è stato necessario addivenire a dei compromessi per fare in modo di garantire una elevata qualità audio visiva e nel contempo limitare la quantità di dati registrati. Senza scendere troppo in complicati elementi di fisica e/o elettronica possiamo semplicemente dire che si è partiti dagli studi sulla percezione visiva umana e, compreso che i nostri occhi sono più o meno sensibili ai colori in maniera diversa in base al colore e che non siamo in grado di percepire piccole differenze di colore nei vari fotogrammi che compongono un filmato, è stata progettata la modalità di registrazione con perdita facendo nascere standard come H.264.

Quindi le informazioni audio video generate dalle video camere sono codificate per mezzo di specifici programmi incorporati nelle camere conosciuti come codec, che trasformano il segnale video grezzo ripreso dal sensore in modalità RGB, in un formato più leggero attraverso l’applicazione di algoritmi di compressione che può essere fissa o variabile e con perdita o senza perdita.

I contenitori video più usati e conosciuti sono:

  • MPEG-4 la cui estensione è la famosa .mp4, viene utilizzato per formati compressi come H.264
  • AVCHD il cui significato è Advanced Video Codec High Definition. Fu sviluppato in maniera congiunta da Panasonic e Sony oltre tre lustri fa come metodo per registrare video in alta definizione con codifica H.264.
  • Quicktime Apple con estensione .mov, sviluppato dalla californiana Apple viene utilizzato con i formati Apple Pro Res con valori compresi dal 4444 XQ al 422 proxy e H.264/H.265
  • MXF sigla che sta per Material Exchange Format con estensione .mxf viene utilizzato su macchine professionali Sony e Canon ma anche come contenitore dei file cinematografici DCP Digital Cinema Package.
  • XAVC e XAVC-S è stato creato dalla Sony per registrare video fino al 4K-UHD a 60fps in 4:2:2.

Impostiamo i parametri di ripresa

Fatte le suddette premesse adesso è tempo di addentraci nel menu della nostra fotocamera e iniziare a impostare la macchina per predisporla alla registrazione.

Come detto all’inizio ogni costruttore ha un suo modo di realizzare l’interfaccia visiva di controllo della fotocamera, con comandi a sfioramento sullo schermo oppure tramite controllo meccanico di pressione di appositi pulsanti/leve a 4 direzioni che consentono di navigare all’interno delle voci.

Ad ogni modo il controllo sui parametri della video ripresa è sempre contraddistinto dal simbolo di una videocamera o cinepresa per distinguerlo dai modi di impostazione fotografica il cui simbolo è una macchina fotografica.

 

 

FULL-HD O 4K-UHD

Il primo parametro da impostare per la video ripresa è quello della modalità filmato ovvero decidere se vogliamo registrare in Full-HD 1920×1080 pixel o 4K-UHD 16:9 da 3840×2160 pixel o 17:9 da 4096×2160 pixel, per le macchine che lo consentono.

LA FREQUENZA FOTOGRAMMI 25 O 50P

Ipotizzando di voler registrare nel formato Full-HD in 16:9 (ma i passaggi sono identici anche per il 4K-UHD) il passo successivo consiste nell’impostare i fotogrammi di ripresa che per il nostro sistema televisivo PAL possono essere scelti tra 25p e 50p. Dove sta la differenza ? Dipende da cosa stiamo per video riprendere, nel caso di scene statiche va benissimo utilizzare 25 fotogrammi al secondo, nel caso di scene dinamiche che meritano di essere successivamente rallentate in montaggio, è preferibile impostare i 50 fotogrammi per secondo che, rallentati al 50%, daranno un effetto moviola perfettamente fluido e gradevole.

Esistono altri formati di ripresa come il 29,97 fps o il 59,94 fps che sono espressione della televisione NTSC e che in Italia è meglio non utilizzare, sopratutto se si gireranno scene a luce artificiale che mal si sincronizzano con una frequenza di ripresa e un angolo di otturatore che non sia multiplo di 25, tenuto conto che la frequenza della nostra corrente elettrica è a 50 Hz.

I 24 fps sono utilizzati per le produzioni cinematografiche e sono un retaggio della pellicola.

 

 

FATTORE DI COMPRESSIONE

L’ultimo passaggio di questa sezione è relativo alla scelta del cosiddetto fattore di compressione, ovvero di quanto vogliamo che la nostra registrazione sia compattata nel codec di cui spiegavamo prima. In base al modello della vostra fotocamera potreste trovare valori che vanno da un minimo di 50mbps a un massimo di 400mbps e oltre per modelli di fotocamere di ultima generazione.

Dove sta il giusto? Bhe, dipende sempre dal fine ultimo della vostra ripresa, diciamo che un valore di 50mbps è accettabile, un valore di 100mbps va benissimo, un valore di 200, 400 e oltre li riserveremmo a operazioni di ripresa riservati a situazioni professionali, tenendo conto che lo spazio occupato sulla scheda di memoria sale vertiginosamente alzando questi valori e diminuisce di conseguenza il metraggio di registrazione disponibile.

IL CODEC

Un altro importante passaggio nelle voci del menu da programmare riguarda la tipologia di registrato che vogliamo, nelle macchine di ultima generazione oltre al classico H.264 è comparso da qualche anno anche il recente e performante H.265 (HEVC) con la differenza molto sostanziale che mentre il primo lavora a 8 bit, il secondo lo fa a 10 bit.

Le macchine amatoriali e professionali di qualche anno fa lavorano solo a 8 bit, le professionali recenti gestiscono entrambe le modalità di ripresa.

La differenza tra le due modalità si rileva nella registrazione di soggetti con colore uniforme, ad esempio un cielo azzurro, con la registrazione a 8 bit insorgono i cosiddetti problemi di “banding” dovendo usare uno specifico e universalmente adoperato termine inglese.

In italiano lo possiamo tradurre come una non uniforme rappresentazione del colore dove saranno presenti bande di gradiente di colore senza uniformità di rappresentazione cromatica, in pratica il cielo non sarà registrato come uno sfondo azzurro e perfettamente uniforme ma presenterà dei passaggi di colore percepibili come delle differenze tonali.

Nella registrazione a 10 bit il cielo sarà registrato perfettamente, senza gradienti, il colore azzurro sarà perfettamente uguale e uniforme su tutto il fotogramma.

 

 

Perché questa differenza ? E’ semplice, la registrazione a 8 bit lavora a 256 livelli per canale e avrà pertanto i classici 16 milioni circa di colori, la registrazione a 10 bit lavora a 1024 livelli per canale e presenterà più di 1 miliardo di colori.

Quindi, se la vostra macchina lo consente è preferibile impostare la registrazione in H.265 (HEVC) a 10 bit e se possibile anche in 4:2:2 piuttosto che in 4:2:0, numeri che indicano il sotto campionamento della crominanza. A volte questa possibilità è data solo tramite uscita HDMI. Questa ultima differenza si rivela sostanziale nel caso al segnale video registrato vorremo apportare profonde modifiche in fase di montaggio per la maggior tenuta alle variazioni di colore.

Il sotto campionamento della crominanza altro non è che uno schema di codifica del segnale televisivo a colori e fu introdotto con l’avvento di questa tecnologia permettendo quindi l’inserimento di un segnale video di crominanza (colore) in quello di luminanza, il bianco nero, senza interferire con quest’ultimo.

La televisione funziona con un segnale di luminanza chiamato in gergo Y e due componenti di crominanza, cioè di colore, chiamate Cb, Cr, quindi la sigla completa è YCbCr.
Avendo scoperto che il nostro sistema visivo risulta molto più sensibile ai livelli di luminosità e alle sue variazioni, piuttosto che a quelle di colore, si è scelto di dedicare più banda alla luminosità e meno alla componente cromatica.

Pertanto partendo da un segnale a banda piena che definiamo 4:4:4 RGB si ottiene un sotto campionamento riducendo della metà i livelli di crominanza, ottenendo ad esempio la codifica 4:2:2 YCbCr.
I valori di Cb e Cr si ottengono per differenza di B-Y e R-Y della terna RGB, ottenendo le seguenti variabili di campionamenti:

  • 4:4:4 è un segnale non sotto campionato, ogni componente viene interamente registrata.
  • 4:2:2 in cui ogni valore di Cb e Cr è campionato con un valore che è la metà della componente di luminanza Y.
  • 4:2:0 è un segnale in cui Cb e Cr sono campionati con una frequenza pari a un quarto della luminanza Y. E’ il tipico segnale video che troviamo nell’H.264/AVCHD.
  • 4:1:1 è un segnale con caratteristiche identiche al 4:2:2 con diversa disposizione dei segnali di crominanza, non viene utilizzato nella televisione PAL.

LA REGISTRAZIONE LOG

Se siete esperti nel montaggio video o volete cimentarvi con questa possibilità e avete a disposizione un programma di montaggio di buon livello, potete impostare anche la registrazione log, diminutivo di logaritmica.

Non tutte le fotocamere prevedono questa possibilità di registrazione ma se è prevista provate a utilizzarla, vedrete a schermo un segnale slavato e poco saturo. Questo consente di ampliare la gamma dinamica del sensore e permette di registrare scene ad alto contrasto dove in fase di montaggio sarà possibile recuperare ombre troppo chiuse o scene in sovraesposizione.

Condizione essenziale sarà la preventiva applicazione alla registrazione di una LUT che solitamente mette a disposizione lo stesso produttore della fotocamera, ovviamente il programma di montaggio dovrà prevedere la possibilità di gestire queste dinamiche di montaggio, per un maggior approfondimento leggete l’articolo di gennaio 2021 Il Video con le HDSRL, la gamma dinamica estesa

 

 

IL BILANCIAMENTO DEL BIANCO

Non possiamo iniziare una ripresa se prima non abbiamo deciso la modalità di funzionamento del bilanciamento del bianco, possiamo scegliere tra la posizione AUTO dove la fotocamera si autoregola e i preset pre caricati dal fabbricante come luce diurna, nuvoloso, fluorescente e cosi via.

Il funzionamento in automatico va benissimo perché oggi le moderne macchine hanno una precisione impressionante, però tendenzialmente non lo consiglieremmo in talune circostanze come riprese esterne con condizioni meteo mutevoli.

Il rischio è che la ripresa possa presentare variazioni della colorimetria dovute ai cambi di luminosità della scena o variazioni dovute ai punti inquadrati come ad esempio nel passaggio da una zona in ombra a una zona illuminata. Il consiglio è quello di utilizzare il preset per luce diurna o nuvoloso in base alla situazione.

 

 

LONG GOP – ALL INTRA

L’ultimo parametro delle impostazioni video riguarda il metodo di compressione. La Long GOP (Group of pictures) tra le due è la “peggiore”, ogni fotogramma non viene codificato come immagine individuale ma viene codificato un fotogramma chiave e poi solo le informazioni sulle differenze rispetto al fotogramma precedente. Questo fa si che la registrazione sarà più leggera ma meno idonea a elaborazioni di edizione.

La compressione ALL-I o Intra-Frame invece prevede che ogni singolo fotogramma risulta compresso singolarmente e contiene tutte le informazioni complete dell’immagine. Questo comporta dimensioni dei file più grandi ma meglio lavorabili in montaggio. La scelta dell’uno o dell’altro metodo dipende da ciò che vogliamo fare della nostra ripresa, per esigenze amatoriali può benissimo utilizzarsi la Long-GOP.

IL SONORO

Anche se la nostra registrazione video non prevede scene parlate è buona norma regolare comunque i livelli audio, sono in ogni caso un riferimento per eventuale sincronizzazione di riprese multi camera. Nel menu della fotocamera bisogna cercare la voce relativa al suono e regolare il segnale audio facendo in modo che il picco resti appena al di sotto della zona rossa, i cosiddetti zero db.

L’audio lo possiamo monitorare inserendo le cuffie nell’apposita presa jack da 3,5mm e regolarne il volume sempre dal menu della macchina.

Terminate queste operazioni potete finalmente premere il pulsante REC e godervi la vostra registrazione video.

 

Claudio NP

 

 

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