Il Matrimonio. Il video (parte 2). Lezione #26 Video

In questa seconda parte daremo per scontato e già letta la parte relativa alla fotografia, salvo ripetere qualche passaggio necessario per avere continuità del racconto e quindi tralasceremo i particolari tecnici e preparativi.

Sostanzialmente, i luoghi, le persone e le preparazioni dell’evento sono assolutamente identici, tratteremo ora della squadra che si occuperà della copertura del matrimonio in chiave video, ma prima ripercorriamo insieme la storia della ripresa cine/video dei matrimoni.

 

 

Un po di storia della videoregistrazione di cerimonia

Tanti e tanti anni fa il “filmino” del matrimonio (così era chiamato) era girato dai professionisti con cineprese 8 e/o super 8mm, formato notoriamente amatoriale ma con un senso pratico, usare formati maggiori come il 16mm avrebbe comportato costi improponibili nella filiera realizzativa.

Allo stesso tempo gli sposi non avrebbero potuto visionare il film con attrezzature proprie professionali dal costo notoriamente non proprio a buon mercato e non reperibili facilmente per un amatore, ma disponibili spesso solo a noleggio.

Per cui tanto valeva girare in un formato già pronto per la visione, con attrezzature, leggasi proiettori, disponibili in qualsiasi negozio di cine foto ottica dell’epoca, ciò evitava i passaggi intermedi di stampaggio della pellicola su formati ridotti abbattendo notevolmente i costi per l’utente finale.

A metà degli anni 70 comincia a imporsi sul mercato dell’elettronica di consumo la rivoluzione “Video Home”, nascono i primi videoregistratori casalinghi su videocassetta, tra i vari prodotti immessi sul mercato con alterne fortune e gradimenti, uno su tutti si impone sugli altri, è il VHS (vi acca esse) acronimo di Video Home System della giapponese JVC.

Questo formato su videocassetta da 1/2 pollice probabilmente non era tra i migliori ma riesce comunque a fare piazza pulita dei concorrenti, anche dell’agguerrita rivale Sony e del suo più performante Betamax da cui deriverà successivamente il formato broadcast televisivo Betacam.

Forse, non lo sapremo mai, il gradimento del pubblico derivò dal fatto che il mercato dei film su videocassetta a noleggio o per la vendita, si impose su questo formato per via probabilmente di accordi specifici con le case distributrici.

In pochi anni la videocassetta VHS soppiantò del tutto la cinematografia casalinga su pellicola e già a metà degli anni ’80 il formato super 8mm spariva dal mercato lentamente e inesorabilmente per lasciare spazio agli accrocchi formati da telecamera e videoregistratore, prima separato e poi incorporato nel corpo camera.

Seguiranno con alterne fortune altri formati tra cui l’8mm (nome derivato dalla larghezza in millimetri del nastro magnetico) e la versione alta banda Hi8 della Sony.

I cine operatori matrimonialisti furono costretti volenti o nolenti ad abbracciare il nuovo formato video e ad abbandonare la moviola per dedicarsi alla ripresa e al montaggio elettronico.
 Tutto ciò aveva degli indubbi vantaggi, la videoregistrazione era subito visionabile e ciò permetteva di correggere eventuali errori di ripresa, il rovescio della medaglia era che, il formato amatoriale aveva un degrado della qualità a partire già dal primo passaggio per il montaggio, la successiva copia finale non era certamente motivo di orgoglio.

Il motivo risiedeva nel fatto che il sistema VHS aveva appena 240 linee di risoluzione televisiva, i successivi passaggi degradavano irrimediabilmente il segnale riducendone la qualità per via della circuitazione non predisposta per usi professionali.

Per sopperire a tutto questo prima della nascita negli anni ’90, del sistema ad alta banda amatoriale Super VHS forte di oltre 400 linee tv, si poteva utilizzare (con costi impegnativi) il formato professionale della Sony, il famosissimo U-Matic base e le versioni broadcast ad alta banda con oltre 330 linee tv, l’U-Matic SP e il BVU (Broadcast Videorecorder U-Matic), su videocassetta da 3/4 di pollice, prodotto nato per usi televisivi e con un segnale registrato robusto e adatto all’editing.

Il rovescio della medaglia era che, dato il formato non proprio piccolo della video cassetta, non sono mai esistiti i camcorder, ma solo telecamere con videoregistratore separato da portare a tracolla collegati con un cavo. Il peso dell’insieme poteva sfiorare i 20 chilogrammi e si rendeva necessario operare in troupe, un operatore che filmava e un assistente che reggeva il videoregistratore.

I costi erano ovviamente commisurati alla qualità delle apparecchiature e grazie a una circuitazione particolare con un segnale video che viaggiava su componenti separate (antenato del Y/C del Super-VHS) il filmato letto da una macchina sorgente (chiamata slave) passava a una macchina recorder (chiamata master) senza subire perdite apprezzabili.

Questo permetteva di fare diversi passaggi anche per lavorare con il metodo A-B roll in cui la videocassetta del girato era riversata su una seconda cassetta e operando quindi con due macchine slave si potevano realizzare dissolvenze incrociate nel montaggio tra due sequenze.

Tali mezzi professionali consentivano il montaggio in insert-video, l’audio dubbing stereo (mono nel VHS), e il montaggio frame by frame con una precisione al singolo fotogramma, modalità non consentita con una tale precisione nel sistema amatoriale VHS.

Negli anni ’90 si imposero, affiancando le centraline di montaggio, i mixer video e i generatori di effetti tridimensionali, facendo esplodere il fenomeno, spesso abusato, degli effetti volta pagina 3D.

Notevole successo ebbe anche il sistema broadcast Sony Betacam con oltre 500 linee di risoluzione e che permetteva l’utilizzo dei camcorder per via della videocassetta più piccola e senza nessuna perdita di qualità neppure tra diverse generazioni di copia. Da citare anche l’ M2 Panasonic simile al Betacam.
Il passaggio successivo avvenuto a metà anni ’90 fu l’utilizzo del sistema digitale DV (Digital Video) e in tempi recenti l’abbandono della videoregistrazione su nastro magnetico a favore di quella a stato solido con il passaggio dalle videocamere alle fotocamere reflex e mirrorless.

Sono pertanto finiti da anni i tempi in cui un unico cine operatore con un assistente, che si limitava a reggere il video registratore U-Matic, copriva da solo la cerimonia, oggi la tecnica digitale ha facilitato le cose ma ha reso tutti più esigenti.

Solitamente è lo studio fotografico il committente e per tale motivo invitiamo a leggere l’articolo precedente per la parte relativa all’ingaggio.

 

 

La copertura dell’evento, compiti della squadra

La squadra sarà formata dal fotografo committente e il suo gruppo fotografico e i colleghi del reparto video consistenti in due operatori e un assistente.

In base al budget gli operatori video operano solitamente o con macchine fotografiche reflex o mirrorless dei più noti marchi sia nel formato 24x36mm che APS-C, oppure con macchine cinema come le Canon EOS-C.

L’evento sarà quindi gestito da due video operatori che come per le foto, si divideranno i compiti, avremo quindi un operatore che filmerà i vari momenti utilizzando una lente zoom grandangolare del tipo 24/70mm e un operatore che filmerà con una lente medio tele o tele, ad esempio con un 85mm oppure con uno zoom 70/200 mm f/2.8

L’operatore principale avrà il compito di filmare l’evento in generale con inquadrature larghe dando alla coppia le indicazioni su come muoversi e posare, su quali atteggiamenti assumere e li guiderà anche in base alle direttive della squadra di fotografi. In tali situazioni oltre a filmare sulla base delle pose realizzate dal fotografo è bene concordare dei momenti propri della ripresa filmata che ha esigenze diverse, sopratutto dinamiche, rispetto alla foto in posa.

Il video operatore secondario avrà il compito di filmare gli sposi e l’evento in generale utilizzando focali medio tele e tele a diaframma aperto al fine di sfocare lo sfondo e ottenere bokeh accattivanti con effetto tridimensionale.

Seguirà le direttive del videomaker principale facendo le stesse riprese da angolazioni diverse oppure dalla medesima del corpo principale ma con diverso angolo di campo dovuto alle focali spinte.

All’occorrenza richiamerà l’attenzione della coppia se intravede una situazione che merita di essere inquadrata in un certo modo rispetto al suo punto di vista.

L’assistente degli operatori video avrà il compito di salvaguardare l’attrezzatura della squadra controllando le valigie e seguendo le direttive degli stessi. Monterà le lenti nei corpi, si occuperà di montare eventuali filtri, di caricare le schede di memoria e di scaricarle nei computer se previsti.

Si occuperà di tenere in carica le batterie delle fotocamere, montare e smontare eventuali punti luce e reggere i pannelli di schiarita se richiesti dai video operatori.

E’ un compito importante che contribuisce alla buona riuscita del tutto, il capirsi al volo con uno sguardo è fondamentale affinché in momenti in cui non è possibile parlare, ci si possa intendere comunque.

 

 

Le fasi

Le fasi della cerimonia nuziale oltre a variare in base alla tradizione del luogo variamo spesso in base alle richieste e alle esigenze della coppia, pertanto avremo matrimoni dove bisogna coprire l’evento a tutto tondo a nozze dove la copertura sarà parziale. 
Tralasciando alcuni casi specifici dove tradizionalmente, spesso al centro sud, si è soliti fare anche delle video riprese cosiddette di pre cerimonia almeno una settimana prima, di solito l’evento nuziale prevede:

  1. riprese a casa dello sposo
  2. riprese a casa della sposa
  3. riprese in chiesa o Municipio
  4. riprese del dopo celebrazione in ville o giardini
  5. riprese al ristorante

 

1- Lo sposo

Se previsto, il servizio a casa dello sposo, sarà da eseguire per primo nella logica dell’evento, infatti tradizionalmente è l’uomo che si reca in chiesa e attende l’arrivo della sposa.
 Si può riprendere lo sposo nei momenti in cui sta indossando l’abito circondato dai genitori e dai parenti più stretti e in un atmosfera informale immortalare questi momenti.

Se vi sono dei bimbi bisogna coinvolgerli, entrando in confidenza con loro, per superare la naturale timidezza invitandoli a giocare con lo sposo che solitamente è zio degli stessi.
Allo stesso modo bisogna coinvolgere i genitori e i parenti presenti, fratelli, sorelle, zii e nonni, cugini, amici.

Se il clima è informale e i presenti collaborativi il momento si presta per una serie di riprese dal sapore amichevole ma anche emozionante sopratutto per i momenti teneri tra mamma e figlio e tra papà e figlio.

Riprendiamo anche l’ambiente circostante e seguiamo le richieste dello sposo anche per riprese che tendenzialmente non faremmo mai, ricordiamoci che è il loro giorno, unico e irripetibile e che in fondo stiamo lavorando per lui.

Il servizio video deve essere sganciato dalle riprese fotografiche, bisogna dare movimento e azione a scene altrimenti statiche, ad esempio un tira e molla con la giacca, un lancio in aria del mazzetto di fiori, di qualche accessorio di abbigliamento, in slow-motion e la tecnica dello speed-ramp questi momenti rendono la visione piacevole e non annoiano.

Ricordiamoci che dovremo essere noi ad avere la situazione in mano, la coppia è troppo presa dalla totalità dell’evento, ha troppe cose a cui pensare e qualcosa può sfuggirgli, dovremo essere noi con la nostra lucidità a guidarli in questa giornata, mostrando tutta la nostra professionalità e disponibilità.

 

 

2- La sposa

Se previste le riprese a casa della sposa, saranno quelle eseguite subito dopo.
 Come per la parte fotografica anche la riprese video dovrà occuparsi di registrare la parte del trucco e parrucco, particolari dei vari momenti sono ben accetti nella dinamica del racconto, brevi clip che inseriti nel contesto di una base musicale adeguatamente ritmica fornirà gli elementi narrativi necessari.

I due film maker dovranno prendersi il loro spazio alternandosi con la squadra di fotografi e filmare i vari momenti della vestizione (con la dovuta privacy) e i momenti teneri tra la sposa e i genitori e eventuali fratelli e parenti.

Anche qui la fantasia della squadra di professionisti metterà in campo le idee più disparate coinvolgendo i presenti in momenti giocosi e sbarazzini al fine di movimentare riprese che diversamente annoierebbero.

Clip brevi per un montaggio “on the beat” ma di almeno 5 secondi bastano per realizzare un montaggio stile videoclip musicale.
 E’ fondamentale, non lo avevamo ancora scritto, regolare con estrema cura l’esposizione, in quanto diversamente dalle foto fatte in raw e pertanto correggibili, la video ripresa non presenta un ampio margine di correzione degli errori di esposizione, sopratutto la sottoesposizione.

Consiglio fondamentale sarebbe di girare in formato Log al fine di ampliare la gamma dinamica del sensore, purtroppo ci rendiamo conto che questo comporta un immane lavoro di post-produzione.
Il rovescio della medaglia è questo, ma d’altronde non si può consegnare al cliente un filmato con evidenti errori di esposizione o con neri troppo chiusi o alte luci che clippano.

Ricordiamo di fare la ripresa della sposa che esce di casa e sale in auto con il papà per recarsi in chiesa, spesso in taluni contesti questa parte coinvolge i vicini di casa che festosamente lanciano riso, petali di fiori e simili come augurio.

3- La chiesa

Se la coppia non ha richiesto il servizio a casa, le riprese potrebbero iniziare proprio da qui, rimandiamo la lettura del precedente articolo per i momenti in cui è consentito fotografare/videoriprendere e per le regole generali.

La chiesa è il primo momento in cui la coppia di sposi sarà insieme, adesso è importante sincronizzarsi per fare campo e controcampo tra i due video maker, si inizia con l’arrivo dell’auto che accompagna la sposa, con il futuro marito ad attendere, in base a scelte locali o personali, all’esterno o all’interno della chiesa. Prima dell’arrivo della sposa avremo avuto modo di realizzare le riprese dei parenti e amici presenti all’esterno, non fatelo di nascosto, sono li apposta, sanno che saranno ripresi e solitamente ci restano male se non lo fate, ci tengono a essere presenti nel ricordo.

Il momento emozionante è quando la sposa accompagnata dal papà entra in chiesa e parte la marcia nuziale, bisogna posizionarsi davanti la coppia ed esporre in manuale per superare lo scoglio del controluce del portone di ingresso. Sarebbe opportuno dotarsi di uno stabilizzatore elettronico per realizzare un ingresso fluido e lento con immagini stabili e in bolla. In questo caso l’assistente è fondamentale perchè dovrà cingere la vita dell’operatore con il proprio braccio destro e accompagnarlo nella camminata all’indietro al fine di non farlo inciampare. La ripresa termina quando il papà consegna la sposa allo sposo e questi la saluta sollevandole il velo e baciandole la fronte.

Al momento della cerimonia degli anelli ci si dovrà posizionare di fianco al celebrante, un operatore riprenderà la cerimonia in campo medio mentre l’altro si occuperà di riprendere i primi piani.
 Al fine di poter sincronizzare le due riprese è opportuno partire insieme con la registrazione e non interromperla mai.

Per poter registrare un audio pulito esistono due metodi, il primo semplice, consiste nel posizionare con del nastro adesivo un radio microfono lavalier a uno dei diffusori presenti in chiesa che catturerà un suono esente dai rumori ambientali, la ricevente sarà collegata all’ingresso microfono della macchina principale.
Il secondo metodo, più complesso, prevede la necessità di microfonare il parroco con un lavalier e posizionarne un secondo sulla panchetta sulla quale si accomoderanno gli sposi nascosto tra il bouquet di fiori.

Le due riceventi possono essere collegate separatamente alle due macchine da presa oppure soltanto a una dotandola di scheda audio a due ingressi da avvitare alla slitta flash. Se invece si lavora con macchine cinema dotate di ingressi audio stereo a due canali del tipo mini jack o Cannon, i due microfoni si possono collegare a una sola delle due camere.

I momenti salienti della cerimonia continuano poi con la celebrazione dell’eucarestia e delle firme se non fatte subito dopo lo scambio degli anelli, la cerimonia si conclude con l’uscita degli sposi e degli invitati dalla chiesa, qui si farà il percorso al contrario in uscita con una lunga carrellata all’indietro.

 

 

4- Il dopo cerimonia

Il dopo cerimonia è uno dei momenti più belli del servizio, tutti possono scaricare la tensione e dedicarsi con rinnovato entusiasmo a creare delle situazioni carine per il coinvolgimento degli sposi per riprese indimenticabili.
Indubbiamente la location aiuta molto, una sontuosa villa storica con arredi d’epoca predispone a un classicismo mentre una location marittima può fungere da luogo ideale per realizzare riprese con ritmi veloci facendo correre o saltare (con i dovuti limiti) gli sposi, farli abbracciare e ruotare attorno a loro con la camera montata sul gimbal.

Parenti e amici se presenti vanno assolutamente coinvolti nelle diverse situazioni che volta per volta possono crearsi, in quanto ogni evento non sarà mai uguale a un altro. 
Porre particolare attenzione ai luoghi riprendendo i particolari suggestivi, alternando clip a campo lungo a clip a campo medio e primi piani sia di cose che di persone.

Insomma mai riprese statiche, dobbiamo movimentare la ripresa, l’ideale sarebbe dotarsi di un piccolo slider da 60 cm per rendere in movimento anche riprese di soggetti fissi come un panorama. 
Basta un piccolo accorgimento per dare un senso diverso e più coinvolgente a riprese che altrimenti sarebbero statiche e stancanti.

Adesso la stanchezza inizia a farsi sentire, è tempo di andare a ristorarsi… al ristorante.

 

 

5- Il ristorante

Alla fine di questa memorabile e lunga giornata di lavoro, non ancora conclusa, si arriva al ristorante stanchi e affamati, ma bisogna ricordarsi che noi stiamo lavorando, gli altri si stanno divertendo.
 Fatta la ripresa dell’ingresso degli sposi da due diverse angolazioni, ci si può fermare un attimo e ricaricare le …batterie.

Il servizio continua con la ripresa degli invitati ai tavoli e delle varie portate se il ristorante prevede degli ingressi trionfali di ogni portata, di solito seguono i i classici balli che coinvolgono la platea dei presenti.

Si arriva poi al momento dello scambio dei regali e della consegna delle bomboniere, non dimentichiamo di fare dei primi piani a questi oggetti da inserire nel montaggio alternandole con la ripresa a campo medio o lungo, segue poi il classico taglio della torta e il brindisi accompagnato dalla classica sinfonia del Libiamo nei lieti calici.

Il taglio da dare a queste riprese non si discosta dal resto della cerimonia, una camera inquadrerà sempre in modalità grandangolo mentre l’altra si dedicherà alla ripresa dei primi piani e dei particolari.

Se la coppia lo ha richiesto, la serata potrebbe continuare con un ultima sessione di ripresa in centri storici, in castelli o luoghi particolarmente attraenti per foto e video notturni.
 Alziamo gli ISO e completiamo l’opera, ogni tanto uno sguardo alla clip appena ripresa non guasta, ricordiamo di registrare in doppia scheda…non si sa mai.

Claudio NP

 

 

 

 

 

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