Guida di sopravvivenza tecnica

 

L’estate non è solo la stagione della luce e delle uscite fotografiche, per un fotografo o creatore di audiovisivi è anche quella delle sfide estreme. Non si tratta solo di “cosa” e “come” inquadrare un soggetto, ma di come far sopravvivere l’attrezzatura a temperature da record e come gestire ombre durissime che possono rovinare anche la fotografia più interessante che abbiate mai potuto fare.

In questa “Guida di sopravvivenza tecnica” vi daremo alcune dritte su come gestire la fotografia e la video ripresa in estate, la stagione più bella dell’anno, ma anche la più difficile, insieme all’inverno per le temperature estreme.

 

 

CAP. 1: L’ATTREZZATURA, IL CORREDO MINIMALE PER NON APPESANTIRE

LO ZAINO FOTOGRAFICO.

Questa estate 2026 ha una sola parola d’ordine “leggerezza”, ecco pertanto quello che non deve mancare nel vostro zaino fotografico per non appesantirlo troppo.

1.1 L’ottica tuttofare: invece di portarsi appresso una serie infinita di obiettivi che il più delle volte non userete mai, ma vi sentite sicuri perché sono dentro lo zaino, puntate su un obiettivo a focale variabile (cosiddetto zoom). Il classico 24/70mm o 28/70mm o 24/105mm con diaframma f/2.8. Sono lenti in grado di coprire tutte le situazioni in cui vi imbatterete, e il diaframma 2.8 vi consente di ottenere uno sfocato di qualità unito a una luminosità di tutto rispetto.

1.2 Filtro ND: uno solo, un filtro a densità neutra variabile. Vi consente di eliminare i riflessi e di ridurre la luminosità per le riprese video. Tra l’altro dovendo usare una sola lente ve ne porterete appresso solo uno, quello del diametro del vostro obiettivo.

1.3 Mini treppiedi e stabilizzatore elettronico: un mini cavalletto in carbonio a tre sezioni con testa a sfera, di altezza di 25 cm circa, sarà il vostro prezioso alleato in quelle situazioni in cui dovete sostenere una lunga posa (la schiena ringrazierà). Per le video riprese, che potrete fare usando il vostro iPhone, basterebbe la sola funzione di stabilizzazione elettronica incorporata, ma per evitare le deviazioni dell’orizzonte durante una camminata potete dotarvi di un piccolo stabilizzatore tipo i DJI di ultima generazione con aggancio magnetico.

1.4 Batteria di emergenza: accessorio fondamentale in viaggio un piccolo accumulatore ricaricabile, tascabile, da almeno 10.000 mAh. Utile per ricaricare il cellulare o la batteria della fotocamera durante una pausa.

1.5 Accessori: non dimenticate la vostra seconda batteria della fotocamera, le schede di memoria, il caricabatterie, cavi USB-A/USB-C e USB-C/USB-C, computer portatile con relativo carica batteria per visualizzare e scaricare le foto, lettore di schede di memoria se il vostro portatile non ha il relativo vano per schede SDHC, salviette pulisci obiettivi.

 

Agrigento. Valle dei Templi

 

CAP. 2: DOVE FOTOGRAFARE? LE METE DI TENDENZA 2026

I flussi turistici dell’estate 2026 prediligono luoghi di tendenza e/o selvaggi, una miscela di bellezza ed esplorazione di luoghi insoliti.

2.1 Albania e costa del Sud: la nuova frontiera del Mar Ionio per chi cerca acque cristalline, spiagge sabbiose e borghi medioevali.

Dove: Saranda, cittadina albanese di circa 22.000 abitanti si trova nella Prefettura di Valona di fronte all’isola greca di Corfù. E’ raggiungibile dall’Italia dal porto di Bari o, atterrando in aereo a Corfù, in traghetto con un viaggio di soli 40 minuti.

Luoghi: si distingue per le spiagge dalle acque cristalline e per una combinazione di natura, storia e vita notturna, una specie di Rimini albanese. Oltre alle spiagge vi sono da visitare il sito archeologico del Parco Nazionale di Butrinto, patrimonio dell’UNESCO, che permette di fotografare le antiche rovine greche, romane e ottomane. Il Castello medievale di Lekuresi che offre una vista panoramica di Saranda. Il Monastero dei 40 Santi, arroccato su una collina, domina la città, e consente una vista mozzafiato sul panorama circostante.

 

Tokyo

 

2.2 Giappone, l’altra parte del mondo: 9 mila e settecento chilometri di distanza separano l’Italia dal Giappone, l’altra parte del mondo. Un viaggio aereo con scalo intermedio dura tra le 12 e le 15 ore.

Cosa fotografare: oltre Tokyo, le prefetture meno note offrono paesaggi verdi, giardini Zen (Karesansui in giapponese) e templi dove la tecnica del “minimalismo fotografico” trova la sua massima espressione. Il Giappone rurale, lontano dalle città e dai classici itinerari turistici offre incredibili spunti per un entusiasmante giro fotografico. Concentratevi sulla semplicità cercando di inquadrare elementi essenziali, sfruttate la luce dell’alba o del tramonto per creare atmosfere sognanti. I giapponesi sono un popolo cordiale, preciso e puntuale, amano l’Italia e gli italiani, la nostra cultura, la moda e la cucina. La fotografia ai giapponesi piace, tant’è che proprio in questa terra sono nate le più grandi aziende ottiche e fotografiche, Canon, Nikon, Fujifilm, Pentax, Panasonic, Sony, Olympus, Konica, Minolta.

I giardini: in Giappone si curano tantissimo i giardini, nei loro viali si respira un’atmosfera di pace e di rilassamento, uno straordinario esempio di cura dei dettagli e amore per la natura.

La cucina: anche la parte culinaria è interessante, oltre che per mangiare, da fotografare. Il Paese del Sushi e del Sashimi, del Donburi e dell’Onigiri, ma anche Noodles e zuppe, della Tempura e del Takoyaki, specialità di Osaka.

Il clima: dal punto di vista climatico e di costi andare in Giappone quando in Italia è estate ha alcuni vantaggi e svantaggi. Il periodo più costoso è la primavera dove il turismo fotografico preferisce concentrarsi sulla fioritura dei ciliegi, mentre in estate può essere più vantaggioso dal punto di vista economico. Rispetto all’area del Mediterraneo, il tempo giapponese è caratterizzato da un grado di umidità molto più elevato e questo porta a una sensazione di caldo opprimente. In Estate le temperature medie variano tra i 28 e i 35°C con un tasso di umidità elevato anche di notte. La stagione delle piogge termina a luglio ma ad agosto inizia quella dei tifoni. Informatevi sulle previsioni del tempo per il periodo in cui volete fare il viaggio.

 

Dalla Fanzie “NOC Tokyo 2025”

2.3 Islanda e Norvegia, il sole di mezzanotte: con le estati sempre più calde, molti fotografi scelgono il Nord. La luce del “sole di mezzanotte” è un paradiso per la gestione dei colori.

Dove: l’Islanda e la Norvegia sono l’estremo Nord terrestre prima del Mar Glaciale Artico, si trovano tra il Mar di Norvegia e il Mare di Barents. Sono un territorio ostile con ghiacci perenni e paesaggi straordinari.

La Repubblica d’Islanda, ex colonia danese, si sviluppa su una superficie di oltre 102 mila chilometri quadri e una popolazione di poco meno di 400 mila abitanti. Il clima è del tipo oceanico freddo subpolare, ma mitigato dall’influenza della Corrente del Golfo, che lambisce l’isola sui suoi versanti. L’estate è breve e fresca con temperature massime sui 13°C e minime sui 7°C. Le temperature invernali sono meno estreme rispetto alla Norvegia con venti quasi costanti e cambiamenti climatici continui.

Il Regno di Norvegia è uno Stato monarchico con una superficie di 385 mila Km quadrati circa e una popolazione di 5.267.000 abitanti circa. Il clima è artico e relativamente mite grazie alla Corrente del Golfo, con temperature che oscillano tra i 2-3°C e massimo 15°C sulla costa in estate.

Cosa fotografare: le attrattive fotografiche islandesi sono rappresentate dai suoi paesaggi, dalle montagne, dalle cascate e dai canyon. Ma l’attrattiva principale è il fenomeno dell’aurora boreale particolarmente visibile nel periodo che va da metà agosto ad aprile. In Norvegia le isole Lofoten permettono di fotografare la fauna artica, soprattutto in estate, gli straordinari scenari verdi dei suoi paesaggi regalano emozioni indimenticabili. Le montagne e i suoi Fiordi sono un’attrattiva iconica, insieme ai villaggi dei pescatori con le caratteristiche case rosse. La luce a quelle latitudini non è mai zenitale ma radente per molte ore, si creano ombre lunghe e affascinanti.

Attrezzatura: per riprendere gli animali da lontano è d’obbligo un tele molto lungo e pesantissimo (400/600mm), ma esistono anche alternative economiche o l’utilizzo di un moltiplicatore di focale. Cavalletto per la lunga esposizione dell’aurora boreale. Un grandangolare luminoso è indispensabile per abbracciare gli ampi scenari paesaggistici.

Abbigliamento: obbligatorio vestiario pesante e comodo per resistere alle basse temperature.

 

© Valentina Tamborra. Skrei (Norvegia)

 

CAP. 3: LA TECNICA: GESTIRE IL CALORE (O IL FREDDO) E LA LUCE DURA

3.1 il surriscaldamento: con le alte temperature la fotocamera o il telefono cellulare vanno in sofferenza e abbassano la luminosità dello schermo. In talune circostanze risulta difficile se non impossibile visualizzare l’immagine in anteprima. Con le senza specchio si può traguardare la ripresa sul mirino elettronico ma bisogna avere accortezza di non stare per troppo tempo con la fotocamera sotto il sole diretto. E’ buona norma posizionarsi in ombra, se c’è, per fotografare un soggetto al sole, mettersi sotto un riparo e far passare qualche minuto tra uno scatto o ripresa e l’altro. Se la video ripresa è in 4K il sensore va in stress termico e se la vostra camera non è dotata di dissipatore potrebbe andare in blocco. Bisogna evitare le ore centrali della giornata e se possibile ripararsi con un ombrellino durante la sessione di scatto. Se non serve spegnete il Bluetooth e il WI-FI che scaldano il processore. Utilizzate schede di memoria ad alta velocità in modo che la macchina possa scrivere i dati più velocemente e ridurre il carico di lavoro della memoria tampone  Anche le batterie soffrono il caldo eccessivo e riducono le prestazioni.

3.2Il freddo: anche il freddo per altri motivi provoca problemi all’attrezzatura, le batterie perdono di efficacia, le lenti soffrono la condensa. Bisogna acclimatare macchina e obiettivo quando si passa da un ambiente caldo (stanza d’albergo) a uno esterno.

3.3Domare la luce: la stagione estiva porta in dote ombre dure e chiuse difficili da recuperare se non stressando oltremodo la latitudine di posa del sensore. Se potete usate un piccolo pannello riflettente o un foglio bianco per schiarire le ombre, o azionate il lampeggiatore e date un lampo di riempimento. Fotografate anche in bianconero, il contrasto eccessivo e violento che si crea tra luce ed ombra diventa in questo caso un vantaggio stilistico.

3.4Proteggere l’attrezzatura: il vento e la salsedine al mare sono i nemici delle nostre fotocamere, bisogna proteggerle e non togliere mai l’obiettivo sottovento. All’occorrenza una busta di plastica trasparente può tornare utile per infilare la fotocamera dentro e proteggerla durante il cambio di lente o in caso di acquazzoni improvvisi o schizzi d’acqua. Lo zaino deve essere del tipo impermeabile, chiudete bene le cerniere per evitare infiltrazioni.

 

© Vieri Bottazzini

 

CAP. 4: IL COLORE E LA POST-PRODUZIONE

4.1 Nuove tendenze 2026: c’è un ritorno alle tonalità pastello e ai toni caldi, in linea con le nuove tendenze cromatiche. In pratica un ritorno ad un’estetica naturale, spontanea, non più sostenuta da influenze eccessivamente artefatte. Esaltate gli arancioni, i rossi e i gialli o i blu/verdi dell’acqua. Nella post-produzione in viaggio potete usare l’integrazione Tablet-Computer, Final Cut Pro e Photoshop sono disponibili anche per iPad. Se avete urgenza di pubblicazione del vostro lavoro, al ritorno in Albergo potete dedicarvici con tranquillità prima di andare a letto, o se siete in viaggio in treno potete lavorarci durante gli spostamenti.

CAP. 5: LA LISTA DI CONTROLLO

 

 

CONCLUSIONE L’attrezzatura è solo uno strumento. Che vi troviate tra i ghiacci norvegesi, tra i giardini Zen giapponesi o tra i vicoli albanesi, ricordate che la luce migliore è quella che sapete interpretare, non quella più forte. Non lasciate che la ricerca della perfezione tecnica vi impedisca di vivere il viaggio. Buona luce e buon viaggio!

 

Claudio NP

 


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