Fotografia a Distanza Ravvicinata. Lezione #51 Foto

Abbiamo volutamente intitolato questo articolo “Fotografia a distanza ravvicinata” e non Macro fotografia per un motivo semplice, la parola macro nasconde un tranello linguistico e probabilmente è stato un errore attribuirla alla fotografia a distanza ravvicinata.
 Macro è un termine che significa grande, ma nella fotografia a distanza ravvicinata si fotografano soggetti piccoli, non grandi.

Forse è stato per questo che Nikon ha chiamato i suoi obiettivi “Micro Nikkor” e non “Macro”? 
E visto che macro significa grande, la macro fotografia non è fotografia grande ma al contrario fotografia di particolari piccoli, per il piccolissimo si parlerà correttamente di micro fotografia, ma andiamo con ordine e vediamo cosa serve per dedicarsi a questo genere di foto.

I RAPPORTI DI INGRANDIMENTO

Dato per buono che la parola macro è entrata nel modo comune di dire e non potendo ormai cambiare lo stato dei fatti, la useremo obtorto collo.
 Quindi per fare foto macro, o a distanza ravvicinata o micro serve ovviamente una fotocamera, a pellicola o digitale, reflex o senza specchio.

Alla fotocamera va accoppiata una lente particolare detta appunto lente macro o micro nel caso di Nikon.
 Queste lenti hanno la particolarità di essere realizzate per poter mettere a fuoco a brevissima distanza, anche pochi centimetri dalla lente frontale (circa 30 dal piano focale), contrariamente a tutti gli altri obiettivi che di solito hanno una minima distanza di messa a fuoco pari alla loro focale.

E’ chiaro che se parliamo di foto da vicino anche quella fatta con un 50mm a 45 cm dal soggetto va bene ma non è macro fotografia ma fotografia a distanza ravvicinata.
 Le lenti specialistiche hanno un cosiddetto rapporto di riproduzione pari a 1:1, sul fotogramma il soggetto sarà riprodotto con una misura perfettamente identica alla reale.

Per evitare personalizzazioni e confusione esiste, incredibile, una norma DIN la 19040 che indica chiaramente quali sono i confini di questa modalità fotografica.

In breve, citiamo la tabella apposita:

  • da infinito alla scala di 1:10 si parla di fotografia convenzionale;
  • dalla scala di 1:10 alla scala di 1:1 siamo nel campo della macro fotografia a norma DIN;
  • dalla scala di 1:1 alla scala di 10:1 si parla di macro fotografia spinta;
  • dalla scala di 1000:1 alla scala di 20.000:1 siamo nel campo della micro fotografia.

E’ pacifico che la micro fotografia non si fa con gli obiettivi convenzionali ma con i microscopi a cui si applica la fotocamera per mezzo di anelli adattatori.

 

Particolare di un asse di legno: 150mm f/9, 1/420”, ISO 1250

 

I MEZZI

La macro fotografia necessita di obiettivi specifici, quindi lenti ottimizzate per foto a distanza ravvicinata.
 A questi rapporti di ingrandimento la profondità di campo si riduce tantissimo, talmente tanto che contrariamente alla fotografia convenzionale dove non è buona prassi diaframmare molto per via della diffrazione, qui bisogna chiudere il diaframma alla massima posizione consentita pena foto con soggetti non a fuoco.

Le lenti macro: in commercio hanno focali che vanno dai 50-60mm ai 180mm, passando per i classici 100-105mm rispettivamente di Canon e Nikon.
 Famosi per la loro indiscussa qualità il 100mm f/2,8 L IS di Canon e il 105mm f/2,8 Micro Nikkor. Anche i produttori universali hanno in catalogo obiettivi macro, uno dei più noti e di eccellente qualità è il famoso 90mm f/2,8 DI Vc USD di Tamron che ha fatto la storia della macro fotografia. Anche Tokina e Sigma producono eccellenti obiettivi macro, alternativi agli originali. In mancanza di una vera lente macro è possibile fare fotografia a distanza ravvicinata utilizzando degli accessori, vediamoli:

Tubi di prolunga: sono degli anelli o tubi metallici, vuoti all’interno, che agganciati da un lato alla fotocamera e dall’altro all’obiettivo permettono di modificare la minima distanza di messa a fuoco della medesima lente. In questo modo ci si può avvicinare al soggetto superando l’ostacolo della distanza minima specifica di quel determinato obiettivo.

Ne esistono di diverse misure e si possono combinare tra loro avvitandoli insieme per aumentare ulteriormente il rapporto di ingrandimento. Quelli originali dei produttori di fotocamere hanno i contatti per gli obiettivi e permettono la trasmissione di tutte le funzioni dell’obiettivo che gli è collegato, quindi messa a fuoco automatica, esposizione e diaframma. Il loro uso è consigliato a chi fa foto macro in maniera sporadica e non vuole acquistare un costoso obiettivo dedicato.

 

Lenti addizionali

 

Lenti addizionali: venduti in diametri e gradazioni diverse possono essere anche montate tra loro per aumentare il rapporto di ingrandimento. 
Sono degli anelli metallici che contengono una lente di ingrandimento, tramite la filettatura posteriore si avvitano a qualsiasi obiettivo permettendo di ingrandire il soggetto fotografato sul fotogramma. Purtroppo tra i vari sistemi sono quelli che possono peggiorare la qualità fotografica se non acquistati con un elevatissimo standard ottico. 
Il motivo è che vanno ad aggiungere una superficie vetro-aria alla lente con cui si fotografa con una non remota possibilità di causare riflessi indesiderati se non dispongono di trattamento anti riflessi.

Possono essere utili per chi vuole fare foto a distanza ravvicinata in maniera sporadica e non necessita di forti ingrandimenti, evitando così l’acquisto di un costoso obiettivo macro.
 Il loro uso è molto semplice e non comporta perdite di coefficiente di esposizione in quanto diversamente dai filtri colorati non assorbono luce.

Se si vuole adattare le lenti addizionali o comunque qualsiasi altro accessorio che si avvita, a un obiettivo non è necessario comprarne tanti quanti sono gli obiettivi in possesso se hanno diametri di filtro diverso. 
Esistono in commercio degli anelli adattatori di formato per montare un filtro di un diametro maggiore su una lente di diametro minore ad esempio. Se possedete degli obiettivi il cui diametro filtri maggiore è 67mm potete acquistare tutti i filtri per il diametro maggiore e con gli anelli adattatori, adattarli alle lenti di diametro inferiore.
 Ciò non permette di montare il paraluce.

 

Anello adattatore di filettatura 49-58mm

 

Anello di inversione dell’ottica: questo anello consente di montare sulla fotocamera un obiettivo al contrario.
 La posizione capovolta migliora il rendimento ottico a livelli di ingrandimento alti e consente di fare fotografia a distanza ravvicinata che sarebbe stata impossibile con la lente montata normalmente, la messa a fuoco e l’esposizione saranno esclusivamente manuali.  Questa soluzione è praticabile solo da chi possiede lenti con anello del diaframma meccanico e fisico, non è praticabile con Canon in quanto i suoi obiettivi EF non hanno anello del diaframma fisico.

Soffietto: il soffietto a slitta per macro fotografia consente un movimento micrometrico della messa a fuoco e del movimento avanti-indietro dell’insieme.
 E’ un prodotto specialistico e costoso che presuppone l’uso su treppiedi, il suo acquisto è consigliato ai foto amatori evoluti e ai professionisti.  Il suo utilizzo più pratico è in studio per riproduzioni fotografiche di soggetti che necessitano di una messa a fuoco accurata.

 

SUL CAMPO

 

Soffietto per macro fotografia (fonte Nikon)

 

La fotografia a distanza ravvicinata o macro si fa spesso in esterni e ancor più spesso in natura dove sono prediletti fiori, insetti, farfalle, piccoli animali.
 La modalità normale presuppone l’uso del treppiedi, ciò consente di tenere la fotocamera fissata e di concentrasi su ciò che si desidera fotografare.

Per gli animali, farfalle comprese si tiene un approccio di lento avvicinamento per non intimorirle e farle volare via. Qualcuno predilige le prime ore del mattino in quanto affermano che essendo ancora impregnate della rugiada notturna non riescano a volare. 
Il nemico numero uno del macro fotografo è purtroppo il vento, non vi può essere fotografia a distanza ravvicinata di soggetti che si muovono e spostano continuamente e velocemente, meglio lasciar perdere.

La scelta dei soggetti all’aperto è molto variegata e dipende dalla stagione, ma al di la del soggetto non vanno dimenticate le regole della composizione che restano valide.
In base a quale è il soggetto della foto si può prediligere uno scatto dall’alto o frontale.
 La messa a fuoco automatica va benissimo, se la vostra macchina lo prevede potete previsualizzare l’estensione della profondità di campo.

Come dicevamo prima è importante chiudere tantissimo il diaframma perché a quelle distanze la zona di fuoco è molto ridotta e di conseguenza si allungheranno i tempi di posa, allora è importante fotografare su treppiede se non volete alzare troppo la sensibilità ISO.
 Durante la posa attenzione alle ombre portate, ovvero la vostra ombra sul soggetto.

 

ScreenshotFoto a distanza ravvicinata: 100mm, f/2,8, 1/250”, ISO 125

 

L’esposizione calcolata automaticamente dagli automatismi TTL non sbaglia, ma se volete prediligere una zona per farla meglio risaltare potete usare il metodo spot.
 Spesso in macro fotografia o in foto a distanza ravvicinata si vedono sfondi neri in pieno giorno, come se si fosse predisposto dietro il soggetto un fondale scuro, in realtà è la concausa di alcuni elementi, se vi è poca luce concentrata già di suo sul soggetto non servono particolari accorgimenti.

La foto sopra come potete vedere dai dati di scatto non ha nulla di trascendentale, non ha un diaframma estremamente chiuso, anzi è tutto aperto, eppure il fondo è venuto scuro. Il diaframma tutto chiuso è importante sopratutto quando il soggetto fotografato è molto tridimensionale come nel caso di foto frontali a fiori che oltre le foglie hanno una parte interna visibile e profonda, come nella foto sottostante.

 

50mm, f/18, 1/320”, ISO 2000

150mm, f/16, 1/125”, ISO 1250

 

La foto sopra è invece il classico esempio di foto riuscita parzialmente male nonostante il diaframma sia stato chiuso a f/16.
Evidentemente da quella posizione e con quella profondità non è bastato per tenere a fuoco tutto il fotogramma, ma se leggiamo la foto come un primo piano a fuoco con una zona di sfocato, allora possiamo farla passare, ma non è una foto perfetta.

Dicevamo della messa a fuoco automatica, è consigliata e precisa rispetto a quella manuale. Ci viene in aiuto una utile funzione delle moderne fotocamere ovvero lo spostamento del punto di fuoco sullo schermo tattile. Mentre guardiamo il soggetto nel mirino, con le dita possiamo spostare il quadratino del punto di fuoco e decidere noi cosa privilegiare, a quel punto chiudere il diaframma alla massima posizione e impostato il tempo di posa scattare.

Alla scarsità di luce o ai lunghi tempi di posa si può sopperire con il lampeggiatore anche se sarebbe preferibile una luce ambiente del tutto naturale.
 Esistono degli accessori che consentono di montare sulla slitta delle fotocamera una staffa con due braccetti, per montare a destra e sinistra o due piccole luci Led o due piccoli lampeggiatori per illuminare il soggetto.

Con la luce lampo si congela il soggetto, va benissimo per i fiori.
 Una variante del lampeggiatore classico è quello anulare, esistono lenti macro dedicate usate in odontoiatria che hanno una luce lampo circolare sul barilotto.
 Un lampeggiatore anulare montato sull’obiettivo consente di illuminare il soggetto con una luce diffusa che arriva perfettamente perpendicolare. Unica accortezza sull’uso dei lampeggiatori è che devono funzionare in modalità TTL affinché possano dosare la luce di emissione.

Anche la fotografia macro è una fotografia di paziente attesa, anche disponendo di buona attrezzatura non sempre si ottengono i risultati sperati.
 Ma non bisogna arrendersi, la natura non è al nostro servizio e pertanto bisogna riprovare, sbagliare e fare tesoro degli errori e riprovare, riprovare, riprovare.

 

IN STUDIO

 

Dente di leone

 

La foto macro in studio è molto più semplice di quella in esterni, si presuppone che in casa o studio, vi sia tutto il necessario per controllare la ripresa.
 Delle buone fonti di illuminazione da dosare a piacimento, pannelli riflettenti, fondali, bandiere, cavalletti e quanto possa servire a costruire la foto perfetta.

Del resto in casa basta chiudere la finestra per non creare correnti d’aria che possono disturbare lo scatto e sopratutto le condizioni di illuminazione sono standard e ripetibili. 
Per la foto sotto, del libro, abbiamo usato come fonte di luce, quella naturale proveniente da una porta esterna, filtrata da un tendaggio semi trasparente.

L’illuminazione è naturale, leggermente calda e morbida, con ombre leggere poco contrastate proprio come l’umore che intendevamo dare allo scatto.
 Il treppiedi ha consentito di trovare il corretto punto di approccio al soggetto ed essendo in casa non abbiamo dovuto combattere con le correnti d’aria che in esterna avrebbero mosso continuamente le pagine. Non è stato difficile fare assumere al libro una posizione e fargliela mantenere.

E’ stato usato un diaframma molto aperto per creare una estesa zona di fuori fuoco.
 Per una foto con un tutto a fuoco si può in alternativa utilizzare la tecnica del multi stacco, ovvero una serie di foto in sequenza con leggere variazioni del punto di fuoco, i dati di esposizione vanno mantenuti uguali in tutte le foto in sequenza.
 Successivamente si dovrebbero fondere tutte le foto in un unico scatto per ottenere un tutto a fuoco.

 

IN CASA

 

100mm f/2.8, 1/200”, ISO 160

 

Vi potete divertire a realizzare straordinarie foto anche a casa, sono tanti gli oggetti meritevoli di attenzione.
 Potete organizzare su un tavolino gli oggetti e con la fotocamera montata su un treppiedi standard o mini potete fotografarli. Per l’illuminazione vanno benissimo piccoli faretti Led montati sulla slitta della fotocamera o posizionati lateralmente per dare profondità.

Abbiamo fotografato un mazzetto di fiori di plastica (foto sotto) che abbiamo trovato in casa, il risultato è incredibile, vengono fuori particolari che a occhio nudo non avremmo mai notato.

 

Per chiudere questa rassegna diamo spazio a una fotografa amante della macro fotografia Alessia, lei ama la natura e le piace osservarla e catturarne i particolari.
 CI ha raccontato che si arma di tanta pazienza e amore, che non deve mai mancare, le sue foto raccontano di paesaggi bucolici, di fiori, di api, di passione per la natura.

Va in giro con la sua fidatissima fotocamera, treppiedi, lente e telecomando, il palcoscenico dove opera è l’ambiente siciliano, un ambiente che regala straordinarie immagini come quelle che ha scelto per mostravele.

 

 

LE LENTI SPECIALISTICHE

Abbiamo selezionato alcuni tra i migliori obiettivi per la macro fotografia:

CANON 100mm f/2.8L Macro IS USM

  • Apertura minima: f/32
  • 
Stabilizzatore d’immagine: SI 4 stop
  • Motore: USM
  • Messa a fuoco: auto focus interno
  • Limitatore di zona di fuoco: SI
  • Diametro filtro: 67mm
  • Tropicalizzazione: SI
  • Dimensioni: 77,7x123mm
  • 
Peso: 625 g
  • 
Dotazione: Paraluce, tappi, custodia

 

NIKON NIKKOR Z MC 105mm f/2.8 VR S

  • Apertura minima: f/32
  • Stabilizzatore d’immagine: SI
  • Schema ottico: 16 elementi in 11 gruppi inclusi 3 elementi ED, 1 elemento asferico, elemento con trattamento Nano Cristal Coat.
  • Angolo di campo: 23° 10’ FX – 15° 20’ DX
  • 
Messa a fuoco: auto focus interno
  • Limitatore di zona di fuoco: SI
  • Distanza minima di messa a fuoco: 29cm dal piano focale
  • 
Numero lamelle del diaframma: 9
  • 
Diametro filtro: 62mm
  • Peso: 630 g
  • 
Dotazione: tappi, paraluce, custodia

 

SIGMA 105MM F2.8 DG DN MACRO | Art

  • Apertura minima: f/22
  • Schema ottico: 17 elementi in 12 gruppi
  • Numero lamelle del diaframma: 9
  • 
Diametro filtri: 62mm
  • Dimensioni 74×133,6mm
  • Distanza minima di messa a fuoco: 29,5cm
  • Peso: 715 g
  • 
Innesto: L-Mount, Sony E
 (formato: 24×36)

 

FUJIFILM FUJINON XF80mmF2.8 R LM OIS WR Macro

  • Apertura minima: f/22
  • Schema ottico: 16 elementi in 12 gruppi inclusa 1 lente asferica, 3 ED, 1 super ED
  • Angolo di campo: 10,1°
  • Numero lamelle del diaframma: 9
  • 
Campo di messa a fuoco: 25mm – infinito
  • Dimensioni: 80x130mm
  • Peso: 750 g
  • Diametro filtri: 62mm
  • Dotazione: tappi, paraluce, custodia

Purtroppo non siamo riusciti a trovare recenti informazioni circa il 90mm macro Tamron.
 L’ultimo catalogo disponibile dell’azienda lo vede inserito in quello del 2016, nulla invece in quello del 2023. Potrebbe non essere più prodotto e ci dispiace.

 

Claudio NP

 

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