Alta Velocità. Lezione video #18

No, non stiamo ovviamente parlando dei famosi treni che sfrecciano a 300km all’ora, con il termine di alta velocità ci riferiamo alle riprese ad una velocità superiore a quella normale di 24 o 25 fotogrammi al secondo (area PAL). A esser precisi si usa sovente la ripresa a 50 fps che permette rallentandola al 50%, di ottenere ralenty fluidi ovvero senza scatti. Quando la cinematografia utilizzava la pellicola per ottenere il ralenty si esponevano i fotogrammi al doppio della velocità normale cioè a 48 fps, in moviola, tale ripresa girando a velocità normale appariva rallentata al 50%.

Le moderne fotocamere con funzione videoripresa, nate nel 2009/2010, proponevano inizialmente le normali cadenza di ripresa standard nei due formati PAL/NTSC, solo recentemente sono state poste in commercio fotocamere che riescono a raggiungere la ragguardevole cadenza di 200/240 fotogrammi al secondo per le rispettive frequenze PAL/NTSC.

 

 

Frequenze di ripresa superiori sono al momento riservate a macchine da presa di classe broadcast/cinematografica con prodotti capaci di superare anche la ragguardevole capacità di 1000 fotogrammi al secondo, macchine destinate pertanto a usi scientifici. Riprese realizzate con queste macchine sono visibili in quei documentari che trattano materie scientifiche dove analizzano il moto dei corpi per l’analisi della velocità dei materiali, riuscendo a catturare movimenti impossibili da visualizzare per l’occhio umano come ad esempio l’impatto di una freccia o un proiettile che colpiscono un bersaglio, per analizzarne i meccanismi di penetrazione nei vari materiali. Nell’ingegneria meccanica dei crash-test delle automobili la ripresa ad alta velocità permette di visualizzare con maggiore precisione le modalità con cui le varie parti dell’auto entrano in contatto, deformandosi, con i vari elementi con cui impattano a seguito di un urto. Nello sport o nella medicina la ripresa ad alta velocità permette di analizzare i movimenti dei muscoli.

Se non ci si è mai addentrati in questa materia o se non avete mai sentito la necessità di realizzare questo tipo di riprese allora questo è l’articolo che fa per voi perché stuzzicheremo la vostra fantasia.

Restando con “i piedi per terra” quindi in un ambito ludico, o perché no, professionale, vediamo di capire cosa possiamo ottenere con gli strumenti che la tecnologia fotografica ci mette oggi a disposizione con un elenco assolutamente non esaustivo di alcune fotocamere attuali che permettono la ripresa ad alta velocità.

  • Nikon Z6II permette la ripresa a 100/120 fps
  • Fujifilm X-T4 permette la ripresa a 200/240 fps
  • Canon EOS R5 permette la ripresa a 100/120 fps
  • Sony FX6 permette la ripresa a 200/240 fps
  • Sony a7SIII permette la ripresa a 100/120 fps
  • Panasonic Lumix S1H permette la ripresa a 180 fps

 

 

 

La ripresa ad alta velocità presuppone pertanto che ci sia qualcosa o qualcuno che si muove velocemente e la fotocamera con la sua cadenza di ripresa permetterà di analizzarne i movimenti in maniera molto dettagliata perchè avremo tanti fotogrammi in più da visualizzare al secondo rispetto allo standard di 24 o 25 o 50.

Sia in ambito urbano che in campagna o al mare esistono varie possibilità di cimentarsi in una ripresa ad alta velocità, in città non mancano fontanili e simili che erogano acqua in cascata veloce, ecco questi sono proprio i soggetti idonei al nostro primo esperimento.

In campagna tra infiniti fiumi e laghi è facile imbattersi in corsi d’acqua a cui applicare le nostre tecniche di ripresa, al mare in una giornata di mare agitato possiamo analizzare il moto ondoso al rallentatore. (Con le dovute cautele)

Il volo degli uccelli in natura può essere fonte di riprese emozionanti.

Anche in casa possiamo sbizzarrirci provando a riprendere soggetti a cui solitamente non avremmo mai pensato, ad esempio il cestello della lavatrice mentre ruota o centrifuga, oppure una bottiglia d’acqua o meglio una bibita con i suoi colori fatta defluire su una caraffa, una pallina gommata fatta rimbalzare, un coperchio metallico fatto cadere e roteare su una superficie, casa nostra è piena di elementi di studio del moto a cui applicare la tecnica della ripresa ad alta velocità.

 

 

 

LA TECNICA

Anche se è possibile riprendere a mano libera è opportuno posizionare la fotocamera su treppiedi, in questo modo la nostra inquadratura risulterà stabilmente agganciata al soggetto ripreso e non vedremo tentennamenti che possono sporcare la ripresa.

Per ottenere il massimo dal nostro rallentamento è meglio impostare la fotocamera alla massima velocità consentita tenendo conto della luce solare o artificiale che illumina il nostro set. Nei nostri articoli citiamo sempre questo particolare con lo scopo di farvi impostare la camera nel migliore dei modi ovvero facendovi usare la cadenza PAL in presenza di luce artificiale, al fine di sincronizzare la frequenza delle luci a 50hz della nostra rete elettrica per evitare sfarfallamenti. Se al contrario il set di ripresa è esterno possiamo usare anche la cadenza NTSC per guadagnare qualche fotogramma in più, infatti passando da PAL a NTSC possiamo impostare 240 fps al posto di 200 per fotocamere che permettono tale cadenza di ripresa oppure 120 al posto di 100.

Non tutte le fotocamere consentono la contemporanea registrazione del suono nella ripresa ad alta velocità ma questo non lo vediamo come un fattore penalizzante anche perché solitamente si tratta di soggetti che non emettono suoni che ci possano interessare, ma in caso ci servisse il suono possiamo usare un registratore esterno da sincronizzare successivamente con la parte video.

È opportuno precisare alcune cose a scanso di fraintendimenti, nelle fotocamere non destinate principalmente a scopi scientifici, la ripresa ad alta velocità rappresenta una specie di “optional” ragion per cui la qualità di ripresa non è paragonabile a quella standard, è lecito aspettarsi pertanto un leggero calo qualitativo oltre che, in alcuni modelli, un leggero crop dell’inquadratura. Inoltre non sempre si riesce a impostare tale modalità in 4K UHD e bisogna utilizzare solo il full HD da 1920×1080.

Il set di ripresa andrà preparato come per la realizzazione di qualsiasi altra inquadratura non necessitando di particolari accorgimenti salvo il recintare il tavolo di lavoro, magari con dei libri, al fine di non far rotolare a terra l’oggetto che lasceremo cadere.

Ad esempio se faremo cadere una pallina da riprendere frontalmente o dall’alto è opportuno recintare il tavolo di lavoro per evitare di doverla raccogliere continuamente da terra ad ogni tentativo, perché è pacifico che tra i vari imprevedibili saltelli che farà bisogna mettere in conto la caduta a terra. Recintando il nostro tavolo con una serie di volumi abbastanza alti eviteremo le continue cadute.

Prendiamo dei pastelli colorati in mano, facciamo partire la ripresa è lasciamoli cadere dall’alto, l’effetto al rallentatore sarà spettacolare.

Un altro elemento interessante da riprendere ad alta velocità è senza dubbio tutto ciò che crea polvere, come ad esempio la farina, tenendo presente che la doppio zero creerà un effetto più polveroso rispetto alla zero per via della diversa granulometria.

In entrambi i casi bisogna fare attenzione a non far entrare granelli di polvere nell’attrezzatura e a non respirarne le particelle.

Facendo il paragone, come nel filmato allegato, tra una sequenza a 50 fps e una a 200 nel caso della ripersa di una fontana che zampilla acqua ad esempio, ci accorgiamo di come i fotogrammi in più registrati nell’unità di tempo permettono di ottenere ralenty di qualità superiore con più particolari da visualizzare, in sostanza nella stessa unità di tempo abbiamo più informazioni da srotolare passateci il termine.

A cosa possono servirci queste riprese?

I campi di utilizzo sono svariati, oltre ad analizzare il moto di ciò che andremo a riprendere, tenete presente che con delle sequenze del genere ci si può sbizzarrire con il montaggio utilizzandole come reverse clip (al contrario), al rallentatore o in accelerazione o con un insieme di tutto ciò creando sigle particolari a ritmo di musica.

 

 

ATTENZIONE

Abbiamo stuzzicato la vostra fantasia, proposto delle situazioni assolutamente non esaustive, aperto una porta per la creazione di nuovi contenuti audiovisivi che la vostra creatività saprà sfruttare al meglio, ma attenzione, massima attenzione.

Se l’oggetto della nostra prova sarà l’acqua vi consigliamo di fare attenzione agli schizzi che non devono in alcun modo colpire l’attrezzatura anche se questa è garantita a prova di spruzzi, meglio evitare.

Allo stesso modo se nel set c’è acqua bisogna prestare attenzione a tutto ciò che è elettrico tenendo i due elementi assolutamente separati e lontani, bisogna agire in piena è cosciente consapevolezza dei possibili rischi ed evitare di cimentarsi in attività di cui non si è esperti e/o non si conoscono i possibili rischi, per cui nel dubbio passate ad altro.

 

Claudio NP

 

 

 

 

 

 

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