E’ estate, torna la voglia di uscire e fotografare, tiriamo fuori dall’armadio la macchina fotografica e prepariamoci. Controlli di rito: i contatti elettrici del corpo e delle lenti, mettere in carica le batterie, formattare le schede di memoria, regolare l’ora legale, verificare gli accessori.
Pianificate per bene il vostro itinerario e sarete pronti per una giornata indimenticabile di entusiasmanti fotografie e video riprese.
Ecco quindi per voi una buona dose di idee e consigli da mettere in pratica.
1- IL MERCATO
Il mercato settimanale è il luogo ideale dove poter trovare infinite occasioni fotografiche, ma mai banali, lasciate stare l’ovvio, aguzzate la vista e cercate di sviluppare il tema immortalando tutto ciò che solo l’occhio del fotografo vede. La nostra tela è la piazza variopinta, dobbiamo metterci dentro tutti i colori.
Attenzione alle zone di sovra e sotto esposizione relative alle tende delle bancarelle e rispettate la riservatezza dei presenti. Potete focalizzare l’attenzione sui mille particolari, sugli oggetti, sulla loro creativa disposizione come la frutta ad esempio, sui gesti, c’è tanto da fare.
2- DIETRO LA GRATA
Quante volte avete rinunciato a fare una foto solo perché avevate davanti al vostro obiettivo una grata? Quanta delusione, ebbene, anche con una grata davanti è possibile portare a casa uno scatto interessante e visto che la grata non è possibile farla sparire bisogna renderla partecipe della foto, in che modo?
Non rinunciate a fare lo scatto che desiderate fare, vi serve un obiettivo a grande apertura di diaframma, se avete un f/1,4 benissimo, ma va bene anche un f/2,8, con un f/4 sarà più difficile ma ci riuscirete ugualmente.
Il segreto consiste nell’avvicinarvi totalmente alla grata fino a toccarla con il paraluce, mettete a fuoco manualmente lo sfondo, il primo piano andrà fuori fuoco, poi aprite tutto il diaframma e regolate di conseguenza il tempo di posa. La grata sfumerà magicamente davanti ai vostri occhi diventando parte artistica della foto.
3- MONOCROMIA
Per monocromatismo di solito si intende la foto in bianconero ma monocromatico significa che vi è un solo colore a farla da padrone.
Per cui anche una inquadratura che comprende un soggetto con un solo colore ve benissimo.
Di esempi ve ne sono infiniti, un muro, una porta, un abito, se vi guardate intorno le nostre città sono piene di occasioni fotografiche, basta saperle cogliere al volo.
4- IN CHIESA
L’interno di una chiesa è quanto di più difficile da fotografare, tra divieti di posizionare treppiedi e di uso del lampeggiatore. Se non c’è luce adeguata e non c’è mai a funzioni chiuse, bisogna ingegnarsi.
Se disponete di una fotocamera con stabilizzatore questo consiglio non vi serve, ma se non l’avete sappiate che potete “gentilmente” appoggiare la fotocamera su una panca e fare la foto, anche con tempi lunghi.
All’occorrenza in post-produzione potete tirare fuori dal negativo digitale tutte le informazioni che servono. Solo una piccola accortezza, non esagerate con l’apertura sulle ombre per non innescare rumore.
5- REGOLA DEI TERZI
La regola dei terzi è la “base compositiva” su cui poggia l’arte fotografica, ma prima di descrivere un consiglio ricordiamo che le regole esistenti si possono anche rompere, ma per romperle bisogna preventivamente conoscerle.
Eh si, un professionista si accorge subito se la regola rotta è frutto di arte compositiva o di…puro caso, o peggio ancora di banalità compositiva spacciata per arte, come le foto storte che andavano di moda anni fa, anche i video per essere precisi, spesso frutto di improvvisazioni.
Dicevamo della regola dei terzi, si l’inquadratura deve poggiare su equilibri, il fotogramma è un mosaico da riempire con i mattoncini giusti, ognuno con il loro peso specifico. Dividetelo in nove parti e associate o ogni parte un pezzo del vostro orizzonte.
6- I GESTI DEL LAVORO
L’Italia artigianale dei gesti del lavoro non esiste quasi più, quella di cui avremmo voluto parlarvi. Ma il lavoro, antico o moderno, è sempre lavoro ed è fatto di gestualità rituali che non cambiano.
Ecco, se li vedete, catturateli e conservateli, magari un giorno non esisteranno anche quelli che avete trovato.
Di solito si trovavano nelle botteghe artigiane oggi quasi scomparse, ma qualsiasi gesto del lavoro anche esterno è meritevole di attenzione.
7- GUARDARE IN ALTO
Siamo così abituati a guardare avanti che, spesso, non ci rendiamo conto del patrimonio fotografico che abbiamo semplicemente alzando lo sguardo.
Campanili, torri, monumenti, palazzi, alberi, balconi fioriti, sono tanti gli esempi di ciò che si sviluppa anche in altezza o che si trova in alto.
Fotografare in alto comporta il pericolo delle linee cadenti, ma se abbiamo la fortuna di trovarci in una città medioevale come Bergamo, fatta di salite e discese, ecco che possiamo approfittare della strada in salita per fotografare il nostro palcoscenico da una posizione privilegiata che evita le distorsioni geometriche.
8- SAPER OSSERVARE
La fotografia è una caccia fotografica volta a catturare l’elemento ispiratore e per farlo bisogna pazientemente saper osservare, tutto. Lo scatto in basso non ha nulla di speciale, ma ha degli elementi in antitesi.
La vita moderna ci ha abituato a giovani in preda a uso compulsivo del cellulare e adulti in riflessive letture cartacee, si, i libri fortunatamente esistono e sono tuttora in vendita.
La foto sotto mostra l’esatto contrario, un giovane intento a leggere un libro di carta e un adulto intento a consultare il cellulare.
9- ARTISTI DI STRADA
Allietano le nostre passeggiate e si accontentano anche di un sorriso o di un applauso, non si sottraggono mai a una foto ricordo.
Li troviamo nelle vie e piazze dei centri storici delle nostre città, la Rambla di Barcelona è nota per la moltitudine di questi artisti che a volte sono esecutori di esibizioni di alta professionalità.
Abbiamo scelto un approccio conservativo, abbiamo rispettato la riservatezza e allo stesso tempo messo in luce la caratteristica di questa giovane artista che allietava con le sue musiche un momento di spensieratezza.
Il taglio diagonale rafforza lo scatto, conducendo lo sguardo verso le mani intente a suonare.
10- LE VETRINE
Le vetrine sono un elemento irresistibile, chi di voi non ha mai avuto la tentazione di fotografarle? Purtroppo le superfici in vetro producono antiestetici riflessi che probabilmente faranno comparire anche il fotografo nella foto.
L’unico rimedio è il filtro polarizzatore che taglia le frequenze delle luce riflessa, funziona meglio in acqua, ma anche sui vetri dà buoni risultati, non funziona sulle superfici metalliche.
L’esposimetro regolerà di conseguenza la perdita di luce.
11- IL COLORE DOMINANTE
Il colore dominante è quel particolare colore di un elemento della foto che, per la natura dello stesso colore o per l’ampiezza della sua superficie domina la foto, rendendola unica. In un ambiente predominante di colori pastello il colore dominante è un rosso acceso.
Nel caso dello scatto sottostante il colore dominante è il blu elettrico del ciclomotore, nell’insieme dei colori di quella via, riesce a sopravanzare il freddo grigio della saracinesca, pur nelle sue ragguardevoli dimensioni, sia il marrone caldo della porta.
La regina della foto è lei, la Vespa, tutto il resto non conta.
12- IN DIAGONALE
Perché in diagonale? Perché a volte il taglio in diagonale veicola meglio il messaggio, perché le linee di fuga conducono l’osservatore dove vogliamo e nel modo che vogliamo. Lo sfocato accentua il punto di interesse e fa cadere lo sguardo dove avevamo previsto.
Ma a volte può essere l’esigenza necessaria a non fotografare elementi di disturbo che diversamente non avremmo potuto eliminare dall’inquadratura.
Quindi, se vi capita, componete pure in diagonale, la regola dei terzi resta comunque applicata.
13- FESTE RELIGIOSE
Le feste religiose sono una caratteristica principalmente del Sud Italia e sono l’occasione per vivere in prima persona, in presa diretta e con emozioni uniche e irripetibili, l’essenza della funzione.
Le processioni pasquali che si svolgono in Sicilia, in ogni comune, rappresentano un momento di devozione importante.
Bisogna fotografare in silenzio e in punta di piedi, senza imporsi, rispettando la cadenza degli eventi.
Meglio informarsi preventivamente su come si svolgerà la manifestazione, in modo da non essere impreparati e cogliere i momenti nel modo migliore
14- IL MARE
Il mare, la natura, lo spettacolo della natura. Siamo spettatori della forza della natura.
Come approcciarsi a una foto del genere ? Intanto con rispetto e prudenza, per voi e per l’attrezzatura, mai avvicinarsi troppo, meglio una foto in meno che un pericolo in più.
Mai fare cambi ottica in presenza di forte vento e salsedine, ne paghereste care conseguenze causa infiltrazioni di sabbia e goccioline corrosive, a meno che non abbiate una attrezzatura tropicalizzata, statene alla larga.
Per realizzare l’effetto setoso delle onde necessitano lunghi tempi di posa e un treppiedi, noi in mancanza abbiamo ottenuto un effetto mosso dell’onda con un tempo di 1/30” a f/29 a 100 ISO
15-DALL’ALTO
Questo esperimento lo abbiamo condotto a casa usando soltanto ciò che avevamo a disposizione in quel momento, il soggetto, una bella tazza di caffè, una lampada da scrivania.
Questo per dire che una semplice tazzina di caffè assume un aspetto diverso in base alla direzione in cui la fotografiamo, ovviamente vale per qualsiasi cosa.
Pensate a un paesaggio fotografato dall’alto, una via, una piazza, potendolo fare consente di mostrare l’ordinario in maniera straordinaria, più accattivante.
16- IL PAESAGGIO VERTICALE
La modalità verticale, tanto amata dai fotografi da cellulare, è l’unico modo per fotografare elementi che si sviluppano in altezza, piuttosto che in larghezza.
Alberi, palazzi o monumenti sono molto difficile da far rientrare nel fotogramma orizzontalmente anche disponendo di lenti super grandangolari. Comunque, sia orizzontalmente che verticalmente, le fastidiose linee cadenti laterali disturbano la composizione fotografando dal basso.
A questo fenomeno è facile porre rimedio in due modi: il primo, fotografando in verticale dal basso, consiste nell’includere nella foto anche parte della sede stradale facendo coincidere i bordi del soggetto con i bordi verticali del fotogramma, per avere linee perfettamente diritte.
Il secondo metodo, non sempre realizzabile, consiste nel fotografare da un’altezza intermedia al soggetto, quindi, potendolo fare, è preferibile porsi a un livello superiore rispetto a quello stradale per fotografare ad angolo retto.
17- FOTOGRAFIA DI STRADA
Ci dispiace per gli amanti del vocabolo inglese, noi la chiamiamo in italiano come la nostra lingua madre, fotografia di strada indipendentemente da dove è iniziata.
E’ un genere appassionante e poliedrico, cioè che presenta molteplici aspetti e tutti degni di considerazione.
Si rischia di cadere nel banale, nell’ovvio o di uscire fuori tema, l’abbiamo sempre scritto, fotografare in strada non è fotografie a raffica ai passanti (molto fastidioso e irrispettoso) e neanche fotografie a chi si addormenta in metropolitana.
Le città sono piene di situazioni interessanti, con l’attenta osservazione si possono cogliere i momenti giusti. Avete colto quello della foto ?
18- ESTATE
Se dovessimo scegliere di fare una foto che rappresenti l’estate crediamo che la scelta sia facile, il mare, un campo di grano o di mais.
Era il 15 agosto quando ci siamo imbattuti in questo campo di pannocchie mature in attesa di essere raccolte. Il colore giallo oro era accecante, emanava calore, si, questa è estate.
Ovviamente potete preferire il mare, i colori caldi, forti, accesi, l’importante è tenere in mente le regole della composizione e giocare a sfocare, in questo modo si mette meglio in evidenza il particolare.
19- IN CITTA’
Questo esercizio è diverso dai soliti, più che un consiglio è un’idea, una ulteriore possibilità creativa da mettere in pratica in città, la foto panoramica a 360 gradi. Noi siamo stati fortunati, siamo riusciti a trovare un momento di particolare tranquillità senza la presenza eccessiva di persone.
La foto panoramica migliore si ottiene con la fotocamera in verticale, in questo modo si comprendono nell’inquadratura anche gli elementi molto alti.
Fate un giro completo su voi stessi impostando la funzione panoramica e attendete che la fotocamera completi il salvataggio dei fotogrammi.
Alcune macchine restituiscono una foto pronta, alcune invece presuppongono che i singoli fotogrammi debbano essere montati con un programma di foto ritocco. In qualsiasi modo la facciate, il risultato è spettacolare.
20- DAL BASSO
Fotografare dal basso è la condizione normale, come tutti i metodi ha pregi e difetti, il difetto peggiore sono le linee verticali convergenti o linee cadenti. Ma ci sono alcuni casi in cui fotografare dal basso rappresenta un valore aggiunto, anzi una vera e propria area espressiva.
Nell’immagine sotto la foto dal basso mette in evidenza le sinuose linee del lampione che stacca sulla diagonale del palazzo sullo sfondo.
Il leggero fuori fuoco rende comunque leggibile il quadro, la luce tagliente crea la necessaria tridimensionalità ad uno scatto altrimenti piatto. Quindi, dal basso non sempre rappresenta un problema, basta coglierne le opportunità creative.
Claudio NP
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