Andar per mostre, uno allenamento per lo sguardo

Se siete lombardi o avete deciso di passare di qui vincendo il caldo e annullando i distanziamenti, oltre a una visita d’obbligo ai nuovi spazi di New Old Camera anche solo per un saluto, vi segnaliamo un po’ di belle mostre di fotografia visitabili in sicurezza e molto utili per allenare lo sguardo dopo questi mesi bui.

Fino al 1° novembre al Museo Diocesano di corso di Porta Ticinese, 95 (Milano) è imperdibile la retrospettiva dedicata a Inge Morath. La vita. La fotografia”, che raccoglie 150 tra fotografie e documenti che ricostruiscono il percorso professionale e l’esistenza della prima donna reporter ad essere ammessa all’agenzia Magnum Photos. Sono presentati i suoi reportage di viaggio più famosi, per ripercorre il suo cammino umano e professionale dagli esordi al fianco di Ernst Haas ed Henri Cartier-Bresson fino alla collaborazione con prestigiose riviste quali Picture Post, LIFE, Paris Match, Saturday Evening Post e Vogue. Nel periodo estivo, dal 6/07 al 14/09, la mostra è accessibile solo ingresso in orario serale da lunedì a domenica ore 18-22, con la possibilità di ascoltare conferenze e prendere un aperitivo nei meravigliosi chiostri. Il museo osserva inoltre chiusura estiva dal 10 al 22 agosto. Per info: tel. 02.89420019.

Milano celebra anche Cesare Colombo, uno dei più importanti fotografi e studiosi della fotografia del Novecento, con cento immagini divise in sei sezioni, selezionate e donate al Comune di Milano dagli eredi e responsabili del suo immenso archivio. L’esposizione, “Cesare Colombo. Fotografie/Photographs 1952-2012” è curata da Silvia Paoli, che guida il Civico Archivio Fotografico, con Sabina e Silvia Colombo, ed è allestita nella Sala Viscontea del Castello Sforzesco da Italo Lupi, amico e compagno di strada dell’autore, e resterà aperta al pubblico con ingresso gratuito fino al 30 settembre.

Un altro centro vitale della fotografia lombarda, il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, ha impegnato per l’occasione i suoi spazi interni e la vicina piazza cittadina. Ben tre sono le esposizioni indipendenti che hanno riaperto l’istituzione e meritano una visita. Partiamo da “Carte de Visite. Un album fotografico di quartiere”, progetto partecipato realizzato da Arianna Arcara, con la curatela di Roberta Pagani, nel quartiere Crocetta di Cinisello e sostenuto dalla Regione Lombardia con la collaborazione di AESS Archivio di Etnografia e Storia Sociale. L’autrice ha aperto uno studio fotografico temporaneo come servizio agli abitanti e, tra novembre 2019 e febbraio 2020, ha realizzato oltre 600 ritratti per indagare le ritualità, gli usi e le relazioni tra le diverse comunità che qui convivono. Aperta fino al 1° novembre.

Proseguiamo con “Franco Grignani. Lo spazio di una magia sorprendente”, a cura di Mario Piazza e Nicoletta Ossanna Cavadini. La personale, realizzata in collaborazione con il m.a.x. Museo di Chiasso e con l’Archivio Manuela Grignani Sirtoli, raccoglie una cinquantina di opere di questo artista e grafico. Grignani  (1908-1999), alla fine degli anni ‘50 già parlava dell’ambiguità della fotografia, di magia, e manifestava la sua necessità di dare un senso a ciò che noi crediamo di vedere. Nella sua vasta produzione, quasi tutta in bianco e nero, non ha mai inteso l’immagine in senso canonico. Eseguiva fotomontaggi, sovrimpressioni, doppie esposizioni, usava il mosso, le distorsioni, interventi grafici di modifica per avventurarsi nei vari significati dell’immagine. Fino al 1° novembre.

Chiude la visita al MuFoCo “Mario Cattaneo. La leggerezza di un tempo”, che occupa l’attigua piazza Gramsci fino al 6 settembre consegnando ai passanti e ai visitatori un messaggio di speranza e ritrovata spensieratezza. Trenta fotografie riportano in vita il tempo libero e lo svago della gioventù milanese nel periodo del Dopoguerra e del boom economico collocato tra gli anni ‘50 e ‘60. Cattaneo racconta le estati nei luna park, le gare di braccio di ferro, le balere di quartiere, il juke box, le gite in Vespa e i pomeriggi all’Idroscalo, con uno sguardo attento ai soggetti, ai luoghi di aggregazione, all’umanità e alla nostra identità, impegnato in una benevola riflessione sull’esistenza così come fecero Cartier Bresson, Berengo Gardin o Doisneau.

Da Forma Meravigli, via Meravigli 5, fino al 2 agosto “COME IN UNO SPECCHIO. Fotografie con testi d’autore, di Gianni Berengo Gardin”, piccola celebrazione del maestro nell’anno del suo novantesimo compleanno e degli oltre sessant’anni di carriera. Il progetto, prodotto da Contrasto con Fondazione Forma, raccoglie commenti di ventiquattro protagonisti dell’arte e della cultura accostati a una fotografia del suo immenso corpus fotografico. Sono Marco Bellocchio, Alina Marazzi, Carlo Verdone, Stefano Boeri, Renzo Piano, Vittorio Gregotti, Mimmo Paladino, Alfredo Pirri, Jannis Kounellis, Ferdinando Scianna, Sebastião Salgado e molti altri.

Annunciamo infine “Red Hang, photography”, retrospettiva che aprirà alla Fondazione Sozzani di corso Como 10 il prossimo 13 settembre. Si tratterà di un percorso di ottanta opere, due video, libri e riviste, dedicato a uno dei più acclamati fotografi della Cina contemporanea, tragicamente scomparso nel 2017 a soli 29 anni dopo aver pubblicato una ventina di libri autoprodotti e oggi ricercati dal collezionismo internazionale. La sua produzione si è concentrata sul corpo umano come forma astratta, spesso inserito in composizioni e prospettive insolite, sovrapponendo gusto e stili tipici della cultura occidentale. Le sue figure sono sognanti e surreali, volutamente provocatorie, le composizioni piene di rimandi alle altri arti visive e alla fotografia storica della quale si è nutrito da autodidatta. Chiude il 29 novembre. Per tutta l’estate invece, la Fondazione Sozzani ospita “Antonio Lopez, drawings and photographs”, a cura di Anne Morin, direttore diCroma, Madrid e in collaborazione con The Estate and Archive Antonio Lopez and Juan Ramos, New York, Associazione Culturale Anna Piaggi, Fondazione Ottavio e Rosita Missoni.

 

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