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Dai ritratti di persone che non esistono in poi

Ritratti di persone che non esistono

Nel mio articolo I Fotografi Sono Obsoleti? ho cominciato a raccontare dell’impatto che il rapido diffondersi dell’Intelligenza Artificiale ha sul nostro mestiere. Ora torno sull’argomento con una domanda. Osservate bene le foto qui sotto: siete in grado di riconoscere qual è autentica e quale generata dall’Intelligenza Artificiale?

 

(Quale è vera e quale è falsa? Foto: Nvidia )

 

Per chi ha avuto l’illusione di osservare una vera fotografia in uno di questi ritratti… mi dispiace: sono entrambi finti. In altre parole, queste persone non esistono. Sono Frankestein virtuali creati smembrando e ricucendo ritratti pubblicati su Flickr con licenze CC (se riconosci un tuo sopracciglio, c’è la possibilità di fare rimuovere le tue immagini qua). I risultati sono incredibilmente reali anche perché contengono tutte le imperfezioni di un viso vero e sembra di potere intuire i loro stati d’animo. Qualcosa di molto diverso dalle ricostruzioni 3D che, per quanto perfette, non appaiono mai veramente reali. Avete presente Shudu Gram, la top-model in 3D che ha attirato migliaia di followers su Instagram, i commenti di Naomi Campbell e Tyra Banks e l’attenzione di grandi marchi? Ora il suo creatore, ha anche aperto una agenzia di modelle virtuali (e non è l’unica), ma le modelle in 3D per il momento non sembrano interessare troppo.

 

Immagine di Shadu Gram da Instagram

 

Una tecnologia in continuo miglioramento

Torniamo ai ritratti di persone che non esistono. Sono ottenuti utilizzando l’applicazione open-source StyleGAN, realizzato dal colosso Nvidia e, a seconda di diversi fattori, i risultati del generatore iperrealistico di facce possono cambiare molto. Per farsene un’idea, basta visitare This Person Does Not Exist, il sito che crea nuove facce ogni volta che viene ricaricato. Alcune sono praticamente impossibili da distinguere da una vera foto, altre hanno qualche problema di pelle, oppure alcuni dettagli innaturali specialmente in relazione alle orecchie, ai denti o allo sfondo.

 

Ritratti di persone che non esistono generati dall’algoritmo StyleGAN su thispersondoesntexist.com

 

Qualcosa di simile è proposto nel sito Generated Photos che pochi giorni fa ha creato un certo scalpore annunciando la divulgazione online di 100mila facce generate dall’intelligenza artificiale utilizzabili gratuitamente da chiunque e per qualsiasi scopo (a patto che se ne indichi la fonte). Perché StyleGAN potesse realizzare i 100mila ritratti con una certa uniformità di stile, hanno scattato oltre 29mila fotografie in studio a 69 persone diverse utilizzando una illuminazione simile. Il risultato ha, in effetti, un impatto diverso rispetto alle immagini ottenute con le foto di Flikr, ma le imperfezioni non mancano.

 

Tre delle 100.000 foto recentemente divulgate da Generated.photos

 

Come ha reagito il web all’arrivo di questi ritratti per i quali non occorre una liberatoria firmata, non c’è copyright e non si temono controversie, smentite o richieste di rimozione delle foto perché le persone fotografate non esistono? Nei social media i commenti sottolineano come queste foto siano ideali per delle frodi, per esempio: “ecco i prossimi vincitori della lotteria!”, oppure “giusto in tempo per creare dei profili finti per le elezioni del 2020”.

 

Sviluppi imminenti

Intanto gli autori (una società russa) anticipano che metteranno queste tecnologie a disposizione delle aziende di moda per creare fotografie e video delle collezioni indossate da modelle inesistenti. Il mezzo fotografico sarebbe solo un ingrediente da dare in pasto all’Intelligenza Artificiale che sarà la vera autrice delle immagini finali. Sarà ancora fotografia questa?

 

Ci fa concorrenza, ma può anche esserci utile

Ma l’Intelligenza Artificiale, oltre a farci concorrenza, può anche aiutarci ad offrire un sevizio migliore ai nostri clienti. Mi riferisco alla post produzione di routine, quella che viene usata – per esempio – nelle foto di moda in still-life per assicurarsi che il fondo abbia un colore uniforme, il colletto sia arrotondato bene, le ascelle siano esattamente sullo stesso livello… Sono controlli che si fanno sempre.

Anni fa, cercando una soluzione per risparmiare sulla post-produzione di una serie di cataloghi di moda, mi ero affidato ad una azienda Indiana. Ero stato un po’ un pioniere perché all’epoca non lo faceva praticamente nessuno in Italia. Abbiamo lavorato insieme per due anni, poi non ho più avuto bisogno del loro aiuto.

 

Che si tratti dei dettagli di gioielli, riflessi su tessuti, imperfezioni della pelle, rimodellamento… con l’aiuto della Intelligenza Artificiale da Dresma riescono a post-produrre grandi quantità di immagini in due ore.

 

La post che facevano per me era già fenomenale, ora hanno il lavoro viene fatto in due ore dall’Intelligenza Artificiale che segue pedissequamente le impostazioni del cliente. Nessun umano vede le immagini e questo significa che si possono anche lavorare le foto di collezioni non ancora uscite o segreti industriali. Ed è possibile post-produrre moltissime immagini per volta. I loro prezzi, essendo in India, sono estremamente più bassi rispetto a quelli della concorrenza e sono soci di GISC, il che significa che le condizioni di lavoro sono buone e che impiegano e formano anche persone disagiate. Quasi quasi mi dispiace non avere bisogno di lavorare con loro adesso! Comunque sono rimasto in contatto perché se c’è una novità loro la conoscono e io sono curioso.

Ci siamo incontrati a Colonia in occasione del Photokina, fra poco andrò in India a scattare due servizi e ne approfitterò per andare a trovarli. Ogni tanto ci confrontiamo su come cambia il lavoro. Mi hanno anche chiesto se conosco qualcuno che abbia voglia di rappresentarli in Italia, io lo pubblico qua: a qualcuno interessa? Si chiamano Dresma. Sul loro sito non elencano i servizi più all’avanguardia che offrono per non farsi imitare dalla concorrenza.

 

Possibili sviluppi futuri

Ora vorrei fare una considerazione importante: non molto tempo fa, ai fotografi veniva chiesto principalmente di creare delle immagini con atmosfere straordinarie da pubblicare sulle riviste (ricordate quelle cose di carta da sfogliare?). Foto che servivano a fare sognare i potenziali clienti e spingerli a visitare i negozi fisici. Poi il mercato si è spostato su internet e la richiesta per quelle immagini evocative e spesso sperimentali è scesa in picchiata. In salita, invece, la domanda per immagini che facessero vedere bene un capo e capire la sua vestibilità e la consistenza del tessuto. Presto sono arrivate automazione e Intelligenza Artificiale ed ora quasi tutte quelle immagini possono essere realizzate senza fotografi. E i budget continuano ad abbassarsi.

Per molti anni J. Crew e Net A Porter sono stati considerati i negozi online con le fotografie migliori, il loro stile minimalista e raffinato è stato spesso preso ad esempio ed imitato da altri brand. Ma, per curiosità, qual è il negozio online di maggior successo oggi?

 

Zara domina il panorama della vendita in rete, alcune delle foto nell’e-commerce sono abbastanza simili a quelle di altri negozi, ma molte altre non lo sono assolutamente. Sembrano piuttosto redazionali di moda, anche scattati in esterni o in location. Cominciate a capire? Dal momento che Zara ha un successo enorme online, è molto facile che in un futuro prossimo altri negozi online decidano di imitare il loro approccio (che, peraltro, non sono proprio gli unici ad avere). Non in tanti potranno permetterselo, ma c’è il rischio che torni una buona richiesta di immagini più creative per soddisfare i bisogni di questo trend. Se ciò dovesse succedere (e non è sicuro), basterebbe a rivitalizzare il mercato della fotografia? Non credo, ma sarebbe un aiuto. E poi continueranno ad esserci tutte le foto scattate dai robot e generate dall’Intelligenza Artificiale. Nella moda come in altri campi.

 

La capacità di adattamento ci salverà

Io ho avuto la fortuna di cominciare la mia carriera andando in giro per il mondo a documentare le storie che mi interessavano, c’erano tanti clienti che compravano i miei reportage e non era facile stare dietro a tutte le produzioni. Ho fotografato moda e bellezza e mi sono specializzato in ritratti. C’erano delle settimane nelle quali uscivano tre o quattro servizi firmati da me. Ora non sarebbe più possibile. Ho visto fotografi molto bravi gettare la spugna. Altri scattare (di nascosto) scarpe per l’e-commerce mentre continuavano a fatica una produzione più creativa. Ho continuato cambiare insieme al mondo, non sempre con risultati degni di nota. Per stare a galla nella fotografia oggi non basta fotografare, bisogna impiegare molte energie per promuoversi e rinnovarsi in continuazione. Non a caso quando l’anno scorso ho proposto a Feltrinelli un mio libro sul ritratto, loro mi hanno chiesto di prepararne invece uno sul Marketing Per Fotografi che si è rivelato un successo.

Ora sto ultimando quello sui ritratti. Fortunatamente ho uno spirito curioso e mi piace continuare a sperimentare. Mi sono anche appena lanciato in una nuova avventura fotografica che mi appassiona e per la quale sembra esserci un mercato interessante. Come tutti i progetti nuovi, all’inizio è difficile capire se spiccherà davvero il volo. Adesso ancora di più perché, come abbiamo visto, la tecnologia continua a progredire con una velocità esponenziale con conseguenze anche su ciò che tecnologico non è. E noi dobbiamo continuare ad adattarci.

Quando Charles Darwin disse “Non è la specie più forte a sopravvivere e neppure la più intelligente, ma quella che si adatta meglio al cambiamento” sospetto che stesse pensando proprio ai fotografi.

 

www.enzodalverme.com

 

Un redazionale di bellezza scattato da Enzo Dal Verme

 

 

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NOC SENSEI è un modo nuovo di vedere, vivere e condividere la passione per la fotografia. Risveglia i sensi, allarga la mente e gli orizzonti. Non segue i numeri, ma ricerca sensazioni e colori. NOC SENSEI è un progetto di New Old Camera srl

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