MA FALLA FINITA! Storia di una Nikon D100… anzi, due

La mia “nuova” Nikon D100 con impugnatura MB-D100

“MA FALLA FINITA!” …è quello che ho detto scherzando al mio amico Marino qualche settimana fa tornando da Milano dopo aver ritirato nel paese dei balocchi uno dei miei ultimi giocattoli, una bellissima Nikon D100 con tanto di impugnatura MB-D100, tracolla originale e due batterie, una più marcia dell’altra.

Ci siamo visti a “l’Burnel”, antica fontana in pietra sulla piazza principale del nostro amato paesino di campagna, dove quasi quotidianamente, soprattutto con la bella stagione, ci incontriamo anche con altri amici per l’ora serale di decompressione post-ufficio.

Un’oretta di sano cazzeggio che precede la cena, quella che i più fighi chiamano “Happy Hour”.
Noi la passiamo a discutere di Nikon, di Canon, dell’ultimo Sigma “Art”, di quanto siano godibili le vecchie ottiche adattate alle moderne digitali o di quella volta che avevamo sviluppato l’Agfapan 100 con il Rodinal 1+50 e ci era piaciuta più della classica FP-4 in D-76, soprattutto con il medio formato.

Gliel’ho messa in mano con tanto di zoometto plasticoso Nikkor AF-S 18-105 VR DX rubato a mia figlia Francesca, Bambu per gli amici, e non appena impugnata, l’occhietto di Marino è quasi diventato lucido con un’espressione mista tra rabbia e nostalgia.

Si, ora lui ha un corredo Canon EOS, ma quel giorno aveva anche lui una D100, nuova di pacca. L’ultimo giorno in cui ha avuto una Nikon.

Meglio però fare qualche passo indietro per chiarire il fattaccio e comprendere l’espressione dell’amico turbato dal mio nuovo acquisto.

Era la prima settimana di agosto 2004 e nel su citato paesino di campagna si respirava l’aria estiva delle vacanze che precede la festa patronale di San Lorenzo, aria di coregone dorato con patatine fritte, aria di costine rosolate sulla griglia del padiglione enogastronomico allestito per la festa, profumo di legno al sole del ballo a parquet pronto per la serata danzante allietata (si fa per dire…) dall’improbabile orchestra spettacolo del caso.

Avevo fatto carte false con l’amico Lidio, titolare di un bel negozio di fotografia nella vicina città eporediese, per riuscire ad avere anzitempo dalla Nital una Nikon D100 per Marino; a parte gli oltre 2.000 e passa euro che bisognava calare, all’epoca le reflex digitali non si trovavano anche dal panettiere, meno che mai prima della chiusura estiva per le ferie.

Da buon cliente del negozio però, ci ero riuscito; avevo fatto la mia buona azione e anche Marino poteva finalmente aggiungere al suo corredo Nikon, la “digitale” professionale, che si integrava perfettamente con la F5, lo zoom 20-35, il 35-70, l’80-200 tutti 2,8 oltre al 300/4,0 che già aveva.

In settimana avevamo modellato anche una classica valigia di alluminio con l’interno in gomma piuma, per contenere tutto il suo corredo Nikon.
Ero e sono un vero esperto nel taglio della spugna modellata con la forma delle fotocamere e ottiche, il mago del Pattada o dell’Opinel affilati a rasoio. Di valigie come quella ne avrò all’attivo una cinquantina almeno, non scherzo!

In quel pomeriggio estivo avevamo dedicato anche un bel po’ di tempo per una serie di scatti prova della D100. Eravamo curiosi del risultato.
Dopo la Nikon D1x, la D100 rappresentava una scelta più abbordabile ed aveva anche un pizzico di risoluzione in più rispetto all’ammiraglia di casa Nikon.
Se si escludono le DCS Kodak dai prezzi inavvicinabili su base Nikon o Canon, la generazione D100, così come la Canon D60 (non 60D), erano davvero le prime reflex che proiettavano i cosiddetti “dilettanti evoluti” nel mondo della fotografia digitale.
Ovvio quindi avere un particolare interesse a questi oggetti per capire dov’erano collocate a livello qualitativo fotografico.
Meglio della tradizionale fotografia chimica? Complementari a questa? Negativo e poi scanner per “digitalizzare” la pellicola?

Marino era venuto da me con lo zoom 80-200/2,8 ED montato; entusiasmante! Risultati fotografici che avevano dell’incredibile a cui non eravamo ancora abituati.

Noi che giocavamo al piccolo chimico per “guadagnarci” le nostre immagini nitide in camera oscura, costretti ad usare pellicole a bassa sensibilità e sviluppi ad alta acutanza, per ottenere negativi dettagliati adatti ad ingrandimenti da 30 x 40 cm e oltre, con la D100 ci sembrava tutto fin troppo semplice!
Già il risultato in Jpg era stupefacente, ma con un po’ di mano in Photoshop, scattando in Raw, pardon… NEF, si poteva ottenere ancora di più.

E poi non riuscivamo ancora a rimuovere dalla nostra testa formata in 30 anni di pellicola e di camera oscura, il blocco mentale per poter scattare indistintamente foto a colori o in bianco e nero; variare a piacimento la sensibilità da 24 DIN, pardon… 200 Iso a 400 o addirittura 800 o 1600, tutto semplicemente cambiando impostazioni!

Non parliamo del bilanciamento del bianco; i filtri colorati? Ah, Ah, Ah … tutto ridicolo, compresa la scorta di scatti a disposizione.
Niente più rotolino da 20 o 36 pose. Compact Flash per scattare 200 o 300 immagini!
Tralascio la sensazione di onnipotenza ed infinito trasmessa dal Microdrive IBM; io ne ho ancora uno da 1GB funzionante!!
Oggi mi fa quasi tenerezza… un po’ meno il ricordo di quanto l’avevo pagato all’epoca.

Si, il prezzo della D100 non era esattamente “popolare”, ma da vecchi appassionati di fotografia, con un nutrito corredo a disposizione, avevamo finalmente fatto “il salto”; eravamo entrati a buon diritto, nel mondo professionale della reflex digitale, con risultati entusiasmanti ben al di sopra di quelli ottenuti da qualche tempo con le compatte digitali che ci avevano accompagnato fino a poco prima (Nikon Coolpix 4500, Canon G2, …)

Io nello stesso periodo avevo addirittura venduto una delle mie due moto BMW e con il ricavato, più altrettanto, avevo comperato un corpo Canon EOS 1 Ds, la prima “full-frame” disponibile sul mercato.
Pur di avere il pieno formato, avevo permutato buona parte delle mie Nikon per un corredo Canon EOS analogico e digitale perfettamente integrato e compatibile.
Una Canon EOS 1V HS (che macchina!!!) per la pellicola e un bel po’ di ottiche con la “riga rossa”, tra i quali il mitico EF 200/1,8 L USM (i 3kg di vetro più belli che abbia mai avuto).

Mia figlia Matilde fotografata nell’agosto 2004 con Nikon D100 e AF-Nikkor 80-200/2,8 ED

Mia figlia Francesca, detta Bambu, fotografata nell’agosto 2004 con Nikon D100 e AF Nikkor 80-200/2,8 ED

L’entusiasmo della novità e l’aria di festa però non erano destinate a durare molto, purtroppo.
Un solo giorno per la precisione; il pomeriggio successivo a quello delle nostre prove ricevo una telefonata da Marino:
“ Per favore, vieni su da me un momento… dammi una mano… è successa una brutta cosa, non capisco più un cazzo…”

Volo a casa sua, nel timore fosse successo qualcosa a qualche famigliare, ma per fortuna nulla di tutto questo. La brutta notizia era un’altra: “mi hanno rubato tutto…”

Era uscito di casa poco dopo il pranzo per due passi ed un caffè al bar, lasciando la valigia sul tavolo della cucina, pronta per continuare a giocare nel pomeriggio estivo di vacanza.

Qualcuno approfittando dell’assenza gli era entrato in casa, arraffando al volo le solite cose appetibili; un paio di orologi, qualche cosa d’oro lasciata in vista, ma soprattutto la cosa più importante del momento: la valigia con tutto il corredo Nikon da poco completato.

Un vicino pare abbia visto all’ora del fattaccio una Fiat Bravo con due persone a bordo allontanarsi spedita dalla casa; sta di fatto che della valigia, neppure più l’ombra.

A nulla è valsa la denuncia ai Carabinieri intervenuti poco dopo e neppure la tempestiva comunicazione dell’accaduto con la segnalazione dei numeri di matricola degli oggetti rubati a Nital e vari negozi della zona.

Passato qualche mese e tornata la parola, oltre alla voglia di reflex, Marino comperò un corredo Canon EOS, felice della scelta, anche se Nikon restava nel cuore, così come la prima esperienza con il digitale grazie alla D100.

Ed arriviamo ai giorni nostri e alla “mia” D100.

Come di consueto consulto quelle 7300 volte al giorno il sito di NewOldCamera.
Dopo tanti anni è diventato un fatto nervoso, quasi inconscio e mentre mi trifolo i gioielli di famiglia tra un bilancio ed un cliente che mi porta l’ennesimo avviso bonario della Agenzia Entrate per Iva evasa chiedendomi innocente: “ ora cosa devo fare”, cerco, quasi fosse ossigeno per la sopravvivenza, l’ennesima occasione proposta dallo Staff di NOC.

Complice di tutto questo le percezioni extrasensoriali che ha sviluppato il mio caro amico Ryu. E’ sufficiente che io pensi al piacere di poter aggiungere ai miei giochi un grandangolo compatto per la mia M2 ed ecco che poche ore dopo, sul sito di NOC si presenta un “Voigtländer Cosina Leica M Color Skopar 21 mm F4, B+ , imballo, garanzia 1 anno, euro 250,00 Splendida occasione di grandangolare compatta, minuscolo segno su trattamento antiriflesso ininfluente su qualità ottica”.

La mia di D100, oggetto di questa storiella, arriva di lì, arriva dopo il periodo Canon EOS come sistema principale e arriva dopo anni di ritorno al sistema Nikon, adottato nuovamente da quando finalmente anche loro hanno prodotto una reflex digitale full-frame.

La mia prima FX Nikon è stata una D3x che ricordo con gran piacere, anche se un po’ “rumorosa” tirando su gli Iso. L’ho venduta prima che si svalutasse troppo per una D750, complice anche l’utilizzo di una semplice Canon 6D, che mi regalava risultati migliori proprio sotto il profilo del rumore, o forse perché la utilizzavo prevalentemente con ottiche Leica-R… boh.

La D100 onestamente non era così necessaria, ma i ricordi e le situazioni prima descritte, supportate da un prezzo di vendita a dir poco ridicolo, 30 euro (!!) mi hanno fatto clickare su “PRENOTA” senza neppure che il neurone si attivasse in un ragionamento complesso.

Claudio che mi conosce da tanti anni e sa che io queste fotocamere “radiate” le vorrei salvare tutte, dopo aver inserito le batterie alla D100 me la passò in mano per qualche scatto conoscitivo, ha sorriso con tenerezza al mio entusiasmo e quasi contemporaneamente è partita spontanea la domanda dal cuore: “Luca, ma che cazzo te ne fai di una D100?!…”
Le foto” candidamento ho risposto “e poi non potevo non prenderla a 30 euro, pure con l’impugnatura MB-D100!”

Matilde “oggi”, fotografata con Nikon D100 e AF-S Nikkor 18-105 VR DX

Francesca “Bambu” fotografata “oggi” con Nikon D100 e AF-S Nikkor 18-105 VR DX

A questo punto però è doverosa qualche considerazione:
Ma come cavolo è che “il mercato” vuole che una Nikon D100 si venda a 30,00 euro???
Vi giuro che fa le stesse identiche foto così come le faceva quella di Marino nel 2004!!
Forse le sue erano più belle perché era una novità da oltre 2000,00 euro?
No, identiche! Belle allora, belle oggi.

Si, vero, lo ammetto con la 240 e il Summi le foto sono più ricche di dettaglio, anche con la Sony A7 e lo Zeiss Sonnar 55/1,8, sono anni che non applico una leggera “maschera di contrasto” alle foto che stampo, ma ad ogni modo anche quelle della D100, con qualche accorgimento in Photoshop, mi consentono una stampa A3+ di piena soddisfazione.

Non vorrei esagerare e passare per “banfone”, ma con 6 mpx di una Nikon D50 e plotter Epson mi sono lanciato in una stampa da 60 x 90 cm dello skyline di Manhattan fotografato all’imbrunire dalla Circle Line.
Una foto che è durata nelle mie mani giusto il tempo di levarla dal plotter, srotolarla per farla vedere all’amica Laura e sentirmi chiedere: “dai Ciccio… è magnifica! Dai, questa me la regali, vero? La faccio incorniciare e me la metto in camera da letto”.

Allora, se con una D50 da 6 Mpx DX si possono fare ingrandimenti che vanno letteralmente “a ruba”, suppongo che si possano fare anche con una D100.
Ma quanti ingrandimenti facciamo 60 x 90 cm in un anno?
Quante pareti di casa abbiamo a disposizione per poter appendere e goderci le nostre stampe?
Beh, vero, possiamo stampare più piccolo… A3+ va bene? Siamo già a circa 33 x 48 cm, comunque tanto per una fotografia.
Ma allora sarà ancora più facile ottenerlo con una D100.
Sto correndo troppo? Stampare?
Stampare?? Quanti appassionati hanno in casa una stampante A3+? Quanti un plotter?
Quanti stampano le loro immagini?
Ma dai, c’è Facebook, Flickr, 500 Px, PBase, Instagram…

Festa del Ringraziamento“. Nell’amato paesino di campagna, all’inizio della stagione agricola il parroco benedisce i trattori in segno augurale per un raccolto prosperoso (Nikon D100 e AF-S Nikkor 18-105 DX VR)

La Luna va a nanna“. Immagine ripresa verso le 8:00 di mattina mentre vado in ufficio. Nikon D100 e AF-S Nikkor 18-105 VR DX

« Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
Leica Monochrom da combattimento al largo dei bastioni di Orione, utilizzate per pubblicare immagini in bianco e nero su Facebook…
E ho visto Sony Alpha 9 balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser, scaricare tramite wi-fi immagini su Instagram
E tutti quei momenti passati in camera oscura o nottate davanti a Photoshop per stampare con un plotter, andranno perduti nel tempo…
come lacrime nella pioggia.
È tempo…di smetterla »

Dai… ma perché ci siamo ridotti a correre dietro alla novità da 50 megapixel e non torniamo a pensare alla fotografia? Quella vera…

Proviamo a tornare in camera oscura con pellicola e chimici e vediamo se è poi così facile ottenere un bel 30×40 tecnicamente corretto.

Forse, riuscendoci, torneremmo a rivalutare anche le prestazioni della D100 da 30 euro!

…e tu Marino, falla finita!
Sono più di dieci anni che ti maceri nel dispiacere del danno subito.
E cosa sarà mai? Ti hanno rubato 30 euro!
Ah Ah Ah Ah…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *