“Stringhe di storie” con Elena Gagliasso

© Roberto Besana

 

La foto potrebbe essere un haiku, ma in una manciata di secondi cambiano letture. C’è un pittogramma, tre linee intersecate, spesse e chiare su fondale scuro, un XI anchilosato in lettere romane. Dopo ci sono tronchi snelli dalle trame frattali verso un cielo opaco. Poi in un tempo sospeso c’è quello strano ‘effetto silenzio’ della foto, l’atmosfera ferma e onirica. Si svela l’automatismo anticipatore del senso di ciò che ‘dovrei’ star vedendo: mi aspetto tronchi e rami frangiati tesi al cielo autunnale, invece la protagonista silenziosa dell’immagine è l’acqua ferma.

Mentre si capovolge la direzione dello sguardo, si capovolge anche il luogo significante del rapporto figura-sfondo: da quell’in-giù su cui ci si protende, lo stormire in una giornata autunnale è un affondare nelle acque. Ma anche il soggetto protagonista cambia, o almeno si sdoppia: dagli alberi, alla vera protagonista silenziosa, la distesa d’acqua che va avvolgendo i tronchi.

Acqua di un’ansa di fiume o di lago? O lascito di un’inondazione imprevista? Un’acqua che ha avuto una sua irruenza da sradicamento e ora è placata? E gli alberi si inabissano o si adagiano? Sono dentro e fuori. I rami, ora radici acquatiche, fanno arabeschi sotto il pelo della distesa tranquilla.

Ma non è quiete bensì inquietudine che si sprigiona. Erano giovani svettanti – prima – poi c’è stato lo schianto del loro cadere? O uno smottamento progressivo con il tracimare delle acque? Così non potranno essere vivi, ma non saranno nemmeno morti come legno da segare, combustibile, ‘materia prima’. Saranno in transizione. Trasformati. Le fasce di corteccia che si staccano dal tronco saranno ospitali per innumerevoli forme di piccoli esseri acquatici.

L’acqua, ora ferma, ha fatto dunque qualcosa di rumoroso e travolgente prima a questi alberi. E da adesso al futuro farà con loro qualcos’altro. Forse una torbiera tra migliaia di anni… Di certo, a breve, impregnerà il legno, e i microorganismi del mondo umido, funghi, alghe, larve, batteri lo colonizzeranno, lo useranno, se ne nutriranno, intorno e dentro.

Qui non è in gioco la biodiversità in sè, ma il suo livello: sono perduti forse alcuni organismi maggiori, di quelli preziosi che contrastano la crescita di CO2 e trattengono il terreno con le loro radici, ma la biodiversità di zona umida ha un suo altro gioco di possibilità, e c’è una nuova nicchia vitale per altri offerta dall’albero, che lentamente marcisce. Chi deciderà se e per chi ciò sarà bene o male? “Una cosa è giusta quando tende a preservare l’integrità, la stabilità, la bellezza della comunità biotica, è ingiusta quando tende altrimenti” scriveva uno dei grandi padri dell’ambientalismo conservazionista d’inizio secolo, Aldo Leopold. Ma la stabilità è transitoria nell’evoluzione, l’integrità c’è per fasi alterne, in vari cambiamenti di stato e di attori micro-macro. In questo caso forse integrità tansitorie in isole di biodiversità tra acqua e tronchi. Quanto alla bellezza, questa sta nello sguardo nostro, ‘al naturale’, fatto di paesaggi che amiamo o ce n’è una segreta in una qualunque goccia di quell’acqua punteggiata dalla danza di infusori?

Tra le tante immagini di imponenti paesaggi della Sierra Nevada, in una delle poche dall’estetica minimalista, nel 1935, Ansel Adams, fotografo e attivista ambientale del conservatorismo dei Grandi Parchi statunitensi d’inizio secolo, coglie un bagnasciuga scintillante di acque e sterpi. Quella contemplazione non dà inquietudine, ma non crea neppure stringhe di storie. Forse è la nostra nuova condizione antropologica di abitatori di un mondo contaminato, deforestato, inondato e disseccato insieme, colti in una crisi climatica quasi pandemia al rallentatore, che non ci permette più di  cogliere il semplice reclinare su una sponda, sopra e sotto il pelo dell’acqua: un haiku in foto.

Elena Gagliasso 

 

Fotografia e testo sono tratti dal volume realizzato a tributo del comune amico  Pietro Greco, edizioni Töpffer

 

Elena Gagliasso, Epistemologa, docente senior di Filosofia della Scienza  al Dipartimento di Filosofia della Sapienza Università di Roma, si occupa di filosofia delle scienze del vivente e dell’ambiente e di citizen science. Presente nei Board di varie Riviste di settore e in Centri di Ricerca interdisciplinari. Ultimo libro (con G.Iannucci e L.UrsilloAmbienti e migrazioni umane, Franco Angeli, 2022.

 

 

Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo sito web può essere riprodotta, memorizzata o trasmessa in alcuna forma e con alcun mezzo, elettronico, meccanico o in fotocopia, in disco o in altro modo, compresi cinema, radio, televisione, senza autorizzazione scritta dell’Editore. Le riproduzioni per finalità di carattere professionale, economico o commerciale o comunque per uso diverso da quello personale possono essere effettuate a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da New Old Camera srl, viale San Michele del Carso 4, 20144 Milano. info@newoldcamera.it
All rights are reserved. No part of this web site may be reproduced, stored or transmitted in any form or by any means, electronic, mechanical or photocopy on disk or in any other way, including cinema, radio, television, without the written permission of the publisher. The reproductions for purposes of a professional or commercial use or for any use other than personal use can be made as a result of specific authorization issued by the New Old Camera srl, viale San Michele del Carso 4, 20144 Milan, Italy. info@newoldcamera.it

©2024 NOC Sensei – New Old Camera Srl

 

 

 

Roberto Besana (1954), nasce a Monza, risiede a La Spezia. Un lungo passato da manager editoriale giunto sino alla Direzione Generale della De Agostini, coltiva la sua passione per la fotografia operando per lo sviluppo e realizzazione di progetti culturali attraverso mostre, convegni, pubblicazioni. Nella sua fotografia riverbera la sensibilità ai temi ambientali per i quali è attivo nella diffusione di conoscenza e rispetto. Le sue immagini sono principalmente “all’aria aperta”, dove lo portano i passi. Ambiente e paesaggio sono i suoi principali filoni di ricerca. I suoi lavori fotografici sono presenti in libri e quotidiani, siti web, riviste. Al suo all’attivo innumerevoli mostre personali e collettive. Dirige o collabora alla realizzazione di eventi e festival culturali. Membro del comitato scientifico del periodico culturale Globus, curatore editoriale della collana “Fotografia e Parola“ di Oltre Edizioni, ha una rubrica fissa sul periodico .eco e NOCSensei I suoi ultimi libri pubblicati - L’albero, dialoghi tra fotografo e scrittore, 2020 - Il Paesaggio, dialoghi tra fotografia e parola, 2021 - La Sfilata del Palio del Golfo, 2021 - L’acqua, dialoghi tra fotografia e parola, 2022

4 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *