© Roberto Besana
In questo suggestivo scatto, il bosco in primo piano appare immobile, quasi sospeso nell’attesa.
Come un sipario, le fronde nascondono parte del paesaggio, promettendo sollievo e frescura nelle torride giornate estive, offrendo riparo e conforto. Abbracciare un albero è una sensazione impagabile, ci connette con una forza primordiale, quasi a sentire che le nostre radici si uniscono alle sue, poggiando su qualcosa di solido e sicuro.
Poi, lo sguardo scivola verso la valle, dove una leggera nebbia avvolge case e vigneti, ammorbidendo i profili dei monti. Non è una nebbia minacciosa, ma una coltre leggera, un velo di pizzo che si stende sulla terra, trasformando il paesaggio in un acquerello sfumato. Si ha l’impressione che non nasconda nulla, ma che, anzi, riveli una quiete profonda.
È una nebbia che avvolge ogni cosa con un abbraccio silenzioso, sfumando i contorni e donando un’aura di mistero. Le case appaiono un po’ come sagome fantasma, i vigneti si perdono in un grigio infinito. È una sensazione di sospensione, come se il tempo rallentasse, invitandoci a osservare la delicatezza di un mondo che si sottrae all’evidenza per mostrarsi nella sua essenza più eterea. Il manto lattiginoso pare attutire i rumori, creando un’atmosfera ovattata che invita alla riflessione.
Le colline, invece di ergersi in modo netto, si fondono con la nebbia stessa mentre
i declivi che le percorrono sembrano invitare a un viaggio interiore. Un percorso che non ha una meta precisa, ma il cui scopo è il cammino stesso. Ogni salita è una sfida, ogni discesa un alleggerimento. Lungo questi percorsi, le distanze si annullano e i confini si sfumano verso il cielo dove due tonalità di grigio si incontrano e si confondono, e l’infinito non è più un concetto astratto, ma una realtà palpabile che si può respirare e toccare con gli occhi.
Maurizia Del Bello
Nata e residente alla Spezia. Da sempre appassionata di letteratura e scrittura, ha compiuto studi in Lettere presso l’Università di Pisa. Negli anni ’80 ha collaborato con La Bottega dell’Arte, mensile di arte e cultura, scrivendo recensioni teatrali e firmando un’intervista alcelebre coreografo e ballerino americano Louis Murray. Nel 1988 ha pubblicato il volume “Mitilicoltura spezzina – Un secolo di arte etradizione”, reportage dedicato all’antico mestiere dei muscolai del Golfo della Spezia, realizzato in collaborazione con alcuni fotografi e la pittrice Gloria Giuliano, edito dalla Camera di Commercio della Spezia. Parallelamente all’attività letteraria, ha preso parte al progetto musicale ” Made inMed” in qualità di cantante solista, con un repertorio ispirato alla World Music. In questo ambito ha scritto e interpretato il brano “Bacicio do Tin“, presentato nell’omonimo spettacolo teatrale. Ha partecipato a numerose rassegne di arte emusica e si è perfezionata nel canto popolare attraverso i seminari “Mare e Miniere” in Sardegna. Ha inoltre collaborato all’organizzazione di “Musiquarium“, ciclo di seminari vocali e strumentali tenutisi nel Parco Nazionale delle Cinque Terre. Nel 2024 ha pubblicato la sua prima silloge poetica, “L’imbarazzo dietro al vanto – Leparole che non ho mai scritto”, in cui i temi del vissuto personale e della famiglia costituiscono la principale fonte d’ispirazione. È autrice di liriche interpretate da una nota attrice e musicate da un chitarrista di fama internazionale, entrambi sardi, nell’ambito di un progetto in fase di realizzazione ad Alghero, che darà vita a un libro accompagnato da CD.











