© Roberto Besana
Talmente bella
da farci sentire
sull’orlo
di tutte le cose possibili.
L’immagine di Roberto Besana ci cattura con la sua maestosità, trasportandoci sull’isola della Palmaria. Immaginiamo i suoi profumi di anice e liquirizia, le capre che si arrampicano sugli speroni rocciosi e la bellezza selvaggia delle sue spiagge. È una terra così affascinante che sentiamo l’urgenza di preservarla.
Questa è l’isola della mia giovinezza e il luogo in cui i miei figli hanno trascorso lunghe estati spensierate. È un teatro di avventure: gite al vecchio carcere abbandonato, arrampicate sulle rocce per tuffi in acque cristalline, la ricerca di granchi tra scogli e sabbia, e la nascita dei primi amori.
Per fortuna, queste esplorazioni resistono ancora all’avanzata di chi vorrebbe conquistare l’isola con file di lettini tutti uguali, disposti davanti a un panorama mozzafiato: le bocche, con la suggestiva chiesetta di San Pietro abbarbicata sul promontorio di Portovenere.
La foto ci mostra un profilo aspro e roccioso, che si adagia placidamente su un mare quasi calmo, in netto contrasto con il cielo plumbeo, che non sembra però presagire pioggia imminente. La luce suggerisce una giornata di fine estate, quando i bagnanti, carichi delle loro “carabattole” estive, si avviano con passo lento e malinconico verso l’attracco del vaporetto, che per l’ultima volta li riporterà a casa.
La nostalgia si fa strada nel cuore non appena la barca salpa. Sull’isola si viene solo d’estate, e la consapevolezza di dover aspettare quasi un anno per tornare rende la partenza ancora più amara.
Il suo nome, Palmaria, non deriva dalle palme, come molti credono, ma da “balma”, un termine ligure che significa “grotta” o “anfratto”. E le parole, si sa, sono importanti, spesso indicano la giusta via. A noi non resta quindi che tornarvi e contribuire a proteggere gli scogli, gli anfratti le grotte e tutto ciò che di bello questa splendida immagine sembra evocare.
Maurizia Del Bello
Nata e residente alla Spezia. Da sempre appassionata di letteratura e scrittura, ha compiuto studi in Lettere presso l’Università di Pisa. Negli anni ’80 ha collaborato con La Bottega dell’Arte, mensile di arte e cultura, scrivendo recensioni teatrali e firmando un’intervista alcelebre coreografo e ballerino americano Louis Murray. Nel 1988 ha pubblicato il volume “Mitilicoltura spezzina – Un secolo di arte etradizione”, reportage dedicato all’antico mestiere dei muscolai del Golfo della Spezia, realizzato in collaborazione con alcuni fotografi e la pittrice Gloria Giuliano, edito dalla Camera di Commercio della Spezia. Parallelamente all’attività letteraria, ha preso parte al progetto musicale ” Made inMed” in qualità di cantante solista, con un repertorio ispirato alla World Music. In questo ambito ha scritto e interpretato il brano “Bacicio do Tin“, presentato nell’omonimo spettacolo teatrale. Ha partecipato a numerose rassegne di arte emusica e si è perfezionata nel canto popolare attraverso i seminari “Mare e Miniere” in Sardegna. Ha inoltre collaborato all’organizzazione di “Musiquarium“, ciclo di seminari vocali e strumentali tenutisi nel Parco Nazionale delle Cinque Terre. Nel 2024 ha pubblicato la sua prima silloge poetica, “L’imbarazzo dietro al vanto – Leparole che non ho mai scritto”, in cui i temi del vissuto personale e della famiglia costituiscono la principale fonte d’ispirazione. È autrice di liriche interpretate da una nota attrice e musicate da un chitarrista di fama internazionale, entrambi sardi, nell’ambito di un progetto in fase di realizzazione ad Alghero, che darà vita a un libro accompagnato da CD.











