© Roberto Besana
Le parole sono gusci
ed ognuno ci trasporta
la sua storia, gioie e dolori
I ricordi e le speranze.
Le parole sono fiori,
tanto belle ma non durano
ed a volte poi non bastano,
ma pensa un mondo senza fiori!
Le parole son macigni
da scagliare per colpire
per abbattere muraglie
per distruggere prigioni.
Le parole non si mangiano
non risuscitano o salvano
e non cambiano le cose
non ricuciono gli amori.
Le parole sono angeli
nel silenzio ti soccorrono
nella cecità ti guidano
e ti tengono per mano
Le parole sono femmine
se succede che s’ingravidano
generano altre parole
e ancora parole, parole…
Le parole sono alberi:
verdi ponti d’energia che uniscono la terra
al cielo.
Immaginate di entrare in una stanza. Non c’è nessuno, ma alle pareti ci sono una serie di quadri, che raccontano storie, rappresentano emozioni, illustrano riflessioni. Le quattro pareti si chiamano, non a caso, Abbracci, Tempo, Alberi & C., Libertà. Percorrendole e leggendole, la solitudine appare non più nemica, ma occasione per conoscersi e per capire il mondo, imparando a interagire con empatia e saggezza, ribellandosi una volta per tutte alla solitudine brutta, quella che ci assale anche in mezzo agli altri, quando non riusciamo a stabilire relazioni autentiche con gli esseri umani e con il pianeta dove viviamo
La solitudine bella è quella in cui puoi scegliere quando, come e con chi stare, e cosa fare insieme, cosa creare, come cambiare in meglio un pezzo anche piccolissimo di mondo.
Lilly Cacace
Tratto dal prossimo libro “Ballata delle solitudini belle”











