
© Roberto Besana
Come un corteo
si ergono speranze
Lungo la crepa
Sento il respiro aprirsi delicatamente come un ventaglio, mentre percorro con lo sguardo questa bellissima e rasserenante immagine di Roberto Besana, e un effetto balsamico mi inonda le sinapsi come un vapore lieve di eucalipto e mentolo che dilata gli alveoli per far penetrare più ossigeno nel sangue.
E’ così che agisce la speranza quando entra a far parte del pensiero concreto, che non si fida delle semplici illusioni e necessita di un rapporto fisico con la realtà che ci circonda.
Perché la Natura ha il grande privilegio di saperci parlare con la sua semplice presenza, con il verde brillante delle sue foglie sugli alberi, con quel mare smeraldino e tenero dell’erba dei prati, che si percepisce anche quando l’immagine è completamente in bianco e nero, perché i colori si possono comunque immaginare partendo da una sollecitazione che stimoli i ricordi e astragga le percezioni visive condensandole in mille paesaggi sovrapposti, grazie all’esposizione multipla realizzata nel corso degli anni dal nostro sguardo interiore selettivo, quello sguardo particolare che testimonia che almeno per ora siamo ancora vivi.
Quegli alberelli, nati casualmente lungo la crepa del fosso che costeggia il prato come se fosse un orizzonte, mimano un corteo silenzioso che manifesta contro l’incuria e la devastazione, e poiché sanno che noi siamo liberi di spostarci facilmente da un luogo all’altro e di comunicare autonomamente in ogni direzione, ci invitano a fare altrettanto e a diffondere nel mondo l’esigenza di un ripensamento profondo del rapporto tra Natura e antropizzazione.
Donatella Sarchini










