©Roberto Besana

 

Con gli occhi risalì il tronco dell’albero e ne percorse i rami, sino alla cima. Poi lo sguardo si spostò sul boschetto in fondo alla discesa, prima di tornare a guardare la pianta sotto cui aveva trovato refrigerio.

«Eh, no! Non è così!». Trasalì. Era l’albero a parlare, e stava rispondendo al pensiero balenato inmente all’uomo che si godeva la frescura con la schiena appoggiata al tronco. «Non sono affatto solo. Sono isolato, questo sì, ma non sono solo». L’uomo tacque. «Sei solo se guardi, ma non vedi. Sei solo se senti, ma non ascolti. Io non sono solo. Sento la pioggia che mi accarezza scivolandomi addosso; sento il vento regalarmi brividi quando attraversa i rami e spettina le foglie e sento il calore del sole. Sai, quando sbuca dietro la collina riserva a me, proprio a me, il suo primo raggio».

«Non mi mancano neppure gli amici. Vedo il tasso che ha scavato la tana tra le mie radici e lo sento quando corre nel labirinto delle sue gallerie; vedo i passerotti posarsi sui rami e li sento scatenare, all’alba, la loro festosa gazzarra quando si chiamano l’un l’altro». L’uomo non aprì bocca, ma i suoi pensieri ora correvano.  «Può sembrare poco, ma è tantissimo: se sai vederlo e se sai sentirlo».

L’uomo si alzò e prima di incamminarsi verso il paese si girò ancora una volta e fu in quel momento che lo notò. Lassù, tra due piccoli ramoscelli piegati sotto il suo peso, c’era un nido dal quale facevano capolino due uccellini appena nati. L’uomo sorrise. «Ora vedi anche tu». Grazie, rispose l’uomo.

Riccardo Bonvicini

 

Tratta dal libro ” Il paesaggio”,  uno sguardo sul Mondo come lo avrebbe pensato e voluto Pietro Greco, scrittore, giornalista, comunicatore di scienze, al quale rendiamo omaggio ultimando un percorso interrotto troppo presto.

Un invito ad esplorare i paesaggi per viverli come spazi d’interazione, svelarli e spiegarli anche oltre gli orizzonti proposti.

Fotografie di paesaggio, con filo conduttore i suoi scritti, per offrirci una visione d’insieme sulla diversità e le visioni dell’Uomo. 

Da un’idea di Roberto Besana, autore delle fotografie, la sua penna è stata presa come passaggio di testimone, da tante donne e uomini della cultura e della scienza, amici e colleghi di Pietro che lo hanno stimato per la sua umanità e cultura.

Un’eredità simbolica, perché è così che semina un buon maestro.

 

 

Roberto Besana
Roberto Besana (1954), nasce a Monza, risiede a La Spezia. Un lungo passato da manager editoriale giunto sino alla Direzione Generale della De Agostini, coltiva la sua passione per la fotografia operando per lo sviluppo e realizzazione di progetti culturali attraverso mostre, convegni, pubblicazioni. Nella sua fotografia riverbera la sensibilità ai temi ambientali per i quali è attivo nella diffusione di conoscenza e rispetto. Le sue immagini sono principalmente “all’aria aperta”, dove lo portano i passi. Ambiente e paesaggio sono i suoi principali filoni di ricerca. I suoi lavori fotografici sono presenti in libri e quotidiani, siti web, riviste. Al suo all’attivo innumerevoli mostre personali e collettive. Dirige o collabora alla realizzazione di eventi e festival culturali. Membro del comitato scientifico del periodico culturale Globus, curatore editoriale della collana “Fotografia e Parola“ di Oltre Edizioni, ha una rubrica fissa sul periodico .eco e NOCSensei I suoi ultimi libri pubblicati - L’albero, dialoghi tra fotografo e scrittore, 2020 - Il Paesaggio, dialoghi tra fotografia e parola, 2021 - La Sfilata del Palio del Golfo, 2021 - L’acqua, dialoghi tra fotografia e parola, 2022

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