©  Roberto Besana

 

Nel corso del suo viaggio Odisseo ovvero Ulisse ovvero l’uomo incontra spesso la hybris (in greco ὕβϱις): l’alterigia, la tracotanza, la superbia. Lui stesso, Ulisse, talvolta, la esprime la hybris. Ma quella dei Ciclopi – personaggi mostruosi che Omero vuole siano figli di Poseidone, il dio del mare –, è davvero particolare. E sapete perché? 

E v’ascesero tutti, e in ordinate

Schiere sedendo e remigando, in vista

Al paese giugnemmo de’ Ciclopi:

Gente trista e crudel, che imbaldanzita

Del favor degli Dei, campo non ara

Ed albero non pianta

 

I Ciclopi sentono di avere, a torto o a ragione, il favore degli Dei. E manifestano la loro spocchia sentendosi legittimati dal dover piantare alberi. Perché sono gli uomini normali che piantano gli alberi.

Non sanno quello che perdono, i Ciclopi e i loro epigoni odierni. Il perché ce lo racconta ancora Omero quando ricorda come Ulisse giunge nella terra dei Feaci, gente di altra pasta rispetto ai Ciclopi. Non solo perché aderiscono a quel sistema di valori che i greci chiamano ξενία, ovvero xenìa, e che comprende il dovere sacro dell’ospitalità. Ulisse viene accolto nella reggia del re, Alcinoo, e della regina Arete e di Nausicaa, la giovane e bella principessa che lo ha incontrato e accolto naufrago sulla spiaggia.

E come esprime la generosità e la modestia di questa famiglia reale e di tutti i Feaci se non dando corpo a un giardino, lì nella reggia

 

 

Un bell’orto s’aprìa dietro la sala,

Quattro jugeri largo, e circondato

Da folta siepe. Quivi rigogliosi

Crescon gli alberi e grandi: il melograno,

Il pero, il fico, il verdeggiante ulivo,

E di vermiglie poma carco il melo;

Ed abbondano i frutti in ogni pianta.

 

 

Quando gli alberi sono assenti dove invece potrebbero e dovrebbero, è per la hybris, la superbia, dell’uomo. Dove sono presenti e lussureggianti esprimono la sua modestia e la sua generosità. La sua felicità.

 

Pietro Greco 

 

 

 

Roberto Besana
Roberto Besana (1954), nasce a Monza, risiede a La Spezia. Un lungo passato da manager editoriale giunto sino alla Direzione Generale della De Agostini, coltiva la sua passione per la fotografia operando per lo sviluppo e realizzazione di progetti culturali attraverso mostre, convegni, pubblicazioni. Nella sua fotografia riverbera la sensibilità ai temi ambientali per i quali è attivo nella diffusione di conoscenza e rispetto. Le sue immagini sono principalmente “all’aria aperta”, dove lo portano i passi. Ambiente e paesaggio sono i suoi principali filoni di ricerca. I suoi lavori fotografici sono presenti in libri e quotidiani, siti web, riviste. Al suo all’attivo innumerevoli mostre personali e collettive. Dirige o collabora alla realizzazione di eventi e festival culturali. Membro del comitato scientifico del periodico culturale Globus, curatore editoriale della collana “Fotografia e Parola“ di Oltre Edizioni, ha una rubrica fissa sul periodico .eco e NOCSensei I suoi ultimi libri pubblicati - L’albero, dialoghi tra fotografo e scrittore, 2020 - Il Paesaggio, dialoghi tra fotografia e parola, 2021 - La Sfilata del Palio del Golfo, 2021 - L’acqua, dialoghi tra fotografia e parola, 2022

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