© Roberto Besana
Aria. Acqua. Terra.
Elementi naturali che Platone, nel Timeo dove descrive la creazione dell’universo ad opera del Demiurgo, fa generare da tre dei suoi cinque poliedri regolari: l’Ottaedro, che genera l’aria;l’Icosaedro, l’acqua; il Cubo, la terra. Solidi che a loro volta sono generati da elementi geometricisemplici: triangoli.
Elementi è anche il titolo della grande opera di Euclide dove viene raccolta e assiomatizzata tutta la conoscenza matematica dell’epoca.
Elementi sono quelli elencati nella tavola periodica di D.I.Mendeleev e sono presenti nel mondo che ci circonda anche se non ce ne rendiamo conto.
Elementi è il nome che viene in mente osservando il paesaggio, un paesaggio che li accoglie e li descrive tutti unitamente, un insieme di vedute, un insieme di linguaggi che comunicano tra loro e un insieme di conoscenze che mescolano il tutto in una sola unione.
L’aria, l’acqua, la roccia sono fondamentali gli uni agli altri; sembrano immobili ma sappiamo che non è così. I cambiamenti morfologici avvengono proprio quando subentra il movimento e altera gli stessi e il loro essere.
L’acqua, il mare, e l’aria, il vento, hanno aiutato la roccia a staccarsi dalla madre terra e ad assumere una forma maestosa e silenziosa, una forma austera descritta da concavità e convessità che alternandosi disegnano un abito di broccato che avvolge lo scoglio, ulteriormente impreziositodai giochi di luce. Una stupenda architettura, quasi una fortezza che si distacca dalla terraferma per proteggerla. Come descriverne la forma? Impossibile attraverso nozioni semplici siano esse di geometria o di analisi, deve intervenire la geometria algebrica ma anche una raffinata simulazione digitale per avvicinarci almeno un po’ ad una forma confrontabile.
La conoscenza di un solo elemento non basta; viaggiano insieme aria, acqua e terra e ciascuno ha una sua vita all’interno che si mescola con le altre vite, ciascuno ha una sua storia (antica o recente) che va confrontata con le altre, ciascuno racchiude, insomma, la storia del proprio essere, l’essenza della sua esistenza. Conoscere uno dei tre significa automaticamente e inevitabilmente dover conoscere gli altri, non si può procedere in un’indagine ignorando il contesto, l’ambiente circostante, il pensiero e le ricerche di altri studiosi sull’argomento; tutti contribuiscono alla buona riuscita dell’indagine conoscitiva.
La natura è una forma vivente, è un mondo dove tutto si conserva e dove le letture dei diversi saperi(logico, fisico, biologico, metafisico, tecnologico, ecc.) devono convergere; nello specifico un paesaggio è un sistema complesso, non si può eliminare alcuna parte senza alterare il sistema stesso, vanno osservate e studiate tutte le parti insieme unitamente al loro divenire, va esclusa qualsiasi parcellizzazione che sarebbe deleteria per la conoscenza del tutto.
Come affermava Leonardo Sinisgalli (in Mosche in bottiglia, A. Mondadori, Milano, 1975): Non spezziamo quello che è intero, diventa zero.
Liliana Curcio
Docente incaricato di Analisi Matematica presso il Politecnico di Milano, ora collabora nel corso di Ingegneria Matematica. Ha insegnato presso l’Istituto d’Arte Maxisperimentale di Monza. Responsabile dei corsi di Orientamatica del Centro PRISTEM dell’Università Bocconi. Tra le varie pubblicazioni, molte sul legame tra la Matematica e le altre discipline,ricordiamo “La matematica secondo Sinisgalli” (con G.I. Bischi, 2017).
Dal libro ” Paesaggio” uno sguardo sul Mondo come lo avrebbe pensato e voluto Pietro Greco, scrittore, giornalista, comunicatore di scienze, al quale rendiamo omaggio ultimando un percorso interrotto troppo presto.
Un invito ad esplorare i paesaggi per viverli come spazi d’interazione, svelarli e spiegarli anche oltre gli orizzonti proposti.
Fotografie di paesaggio, con filo conduttore i suoi scritti, per offrirci una visione d’insieme sulla diversità e le visioni dell’Uomo.
Da un’idea di Roberto Besana, autore delle fotografie, la sua penna è stata presa come passaggio di testimone, da tante donne e uomini della cultura e della scienza, amici e colleghi di Pietro che lo hanno stimato per la sua umanità e cultura.
Un’eredità simbolica, perché è così che semina un buon maestro.











