“Contraddizioni ” con Vanessa Isoppo

© Roberto Besana

 

A volte il mare sembra abbracciare la calma e la tranquillità sul litorale di una qualunque cittadina che si affaccia sulle sue coste.

A volte la sua superficie si stende come un lenzuolo di cotone leggero, adornato solo da lievi increspature, come fosse una tela dipinta dal più bravo tra i pittori, con pennellate delicate, con la schiuma delle onde a disegnare raffinati merletti che affiorano in un attimo destinato inesorabilmente a dissolversi.

Nell’ora che volge al crepuscolo, quando il sole sembra coricarsi lentamente nel mare, gli ultimi raggi danzano sulla superficie creando uno spettacolo luminoso e sereno, proiettando luci e ombre sul cielo sovrastante, tra le nuvole che sembrano vegliare questa immensa massa d’acqua.

A volte con il calar del sole, il mare diventa poesia. La luce argentea della luna bacia la cresta delle onde, facendole brillare come stelle cadenti nell’oscurità. La spiaggia, avvolta nell’ombra, diventa un teatro silenzioso dove le onde continuano il loro racconto sotto il manto di stelle.

La morbidezza della sabbia invita a lunghe passeggiate piedi nudi.

La notte porta con sé una quiete profonda e il suono rilassante delle onde diventa la colonna sonora di una notte che si spera serena, perché nulla può turbare la calma di una notte di mare senza vento.

La luna ne illumina timidamente la superficie, creando un sentiero di luce argentata che sembra condurre verso l’infinito. Il mare tranquillo narra storie di quiete e serenità, cullando sogni e pensieri come una ninna nanna eterna. È un luogo dove il tempo sembra rallentare, consentendo a chiunque vi si immerga di assaporare la bellezza della calma e della pace che solo un mare calmo può offrire.

Ma ecco che una staccionata disegna un confine, non certo invalicabile, ma prepotente nel suo interrompere la fluidità del paesaggio, irrompendo davanti all’obiettivo e, soprattutto nella realtà.

Per questo motivo, a volte e da troppo tempo ormai il mare, per tante persone, non è solo poesia: spesso è un confine ben più granitico di un’esile staccionata erosa dalla salsedine. Un confine tra la vita e la morte, tra una qualità di vita che è banalmente esistere, con fatica e dolore, e una qualità di vita degna di questo nome.

Troppo spesso il mare, il nostro mare, si è ritrovato a essere un cimitero, perché quella staccionata non è semplicemente sulla spiaggia ma nei cuori delle persone.

Nella loro danza continua, le onde portano con sé la promessa di avventure infinite ma anche il ricordo eterno di storie mai compiute perché interrotte lì sotto.

Una spoon river che andrebbe nuovamente raccontata, per dare a queste morti la dignità che meritano, sebbene postuma.

Quando i confini sono dentro di noi, non esistono marosi che li possano abbattere.

E viene voglia di toglierla dalla foto, quella staccionata, nella vana illusione che si possa fare lo stesso nell’animo di chi ha il potere di tracciare confini là dove ci dovrebbero essere solo spazi aperti e orizzonti.

 

Testo: Vanessa Isoppo – Fotografia: Roberto Besana 

Vanessa Isoppo è psicologa e psicoterapeuta, specializzata in psicoterapia dell’approccio centrato sulla persona, in problemi e patologie alcol-correlate e in scienze criminologico-forensi. Già docente di Psicologia generale allUniversità di Genova, è autrice dei saggi “G.W.Vizzardelli. Analisi psico-criminologica di un serial killer adolescente” (Oltre edizioni, 2022) e “Se il fascismo va di moda” (con Lara Ghiglione,Futura Editrice, 2022)

 

 

 

Roberto Besana (1954), nasce a Monza, risiede a La Spezia. Un lungo passato da manager editoriale giunto sino alla Direzione Generale della De Agostini, coltiva la sua passione per la fotografia operando per lo sviluppo e realizzazione di progetti culturali attraverso mostre, convegni, pubblicazioni. Nella sua fotografia riverbera la sensibilità ai temi ambientali per i quali è attivo nella diffusione di conoscenza e rispetto. Le sue immagini sono principalmente “all’aria aperta”, dove lo portano i passi. Ambiente e paesaggio sono i suoi principali filoni di ricerca. I suoi lavori fotografici sono presenti in libri e quotidiani, siti web, riviste. Al suo all’attivo innumerevoli mostre personali e collettive. Dirige o collabora alla realizzazione di eventi e festival culturali. Membro del comitato scientifico del periodico culturale Globus, curatore editoriale della collana “Fotografia e Parola“ di Oltre Edizioni, ha una rubrica fissa sul periodico .eco e NOCSensei I suoi ultimi libri pubblicati - L’albero, dialoghi tra fotografo e scrittore, 2020 - Il Paesaggio, dialoghi tra fotografia e parola, 2021 - La Sfilata del Palio del Golfo, 2021 - L’acqua, dialoghi tra fotografia e parola, 2022

One Comment

  1. Claudio Trezzani Reply

    Felice incontro d’eccellenze, Vanessa e Roberto.
    Quanto a Vanessa, il serial killer da analizzare potrei essere io, benché sin ad ora ho agito all’incontrario (analizzai un video del suo collega embedded in Polizia di Stato, il Vice Questore e sopraffino scrittore Antonio Fusco, il quale, scherzando, mi rispose che il profiler in quel caso ero stato io…).
    Eccomunque, introspettiva ed ariosa ad un tempo l’analisi di Vanessa.
    Del resto, con Roberto il terreno è sempre fertile.

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